Consiglio dell'Unione europea

istituzione dell'Unione europea, riunisce i ministri degli Stati membri
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Consiglio dell'Unione europea
Council of the European Union.svg
Europa building February 2016.jpg
Sede del Consiglio a Bruxelles
OrganizzazioneUnione europea Unione europea
TipoOrgano legislativo
Istituito1992
daTrattato di Maastricht
Presidenza
di turno
Slovenia Slovenia
Structure - Council of the European Union (2020).png
Bilancio143 miliardi di euro (2014)
SedePalazzo Europa, Palazzo Justus Lipsius
IndirizzoRue de la Loi, 155 Bruxelles
Sito webwww.consilium.europa.eu

Il Consiglio dell'Unione europea (denominato in questo modo dal trattato di Lisbona del 2007), noto anche come Consiglio dei ministri europei, in precedenza come Consiglio speciale dei ministri, detiene - insieme al Parlamento europeo - il potere legislativo nell'Unione europea.

Il logo del Consiglio europeo e del Consiglio UE fino al 2014

In Consiglio sono rappresentati i governi dei 27 Stati membri dell'UE;[1] esso è stato descritto da alcune fonti come una camera alta dell'organo legislativo dell'Unione, sebbene non sia questa la dicitura presente nei trattati.[2][3][4] Ha sede principale a Bruxelles nel Palazzo Europa dal 2017 e sede secondaria nel Palazzo Justus Lipsius. Non è da confondere con il Consiglio d'Europa, che è un'organizzazione internazionale del tutto indipendente dall'Unione europea.

Va tenuto inoltre distinto (benché strettamente collegato) dal Consiglio europeo, un organo dell'Unione europea senza potere normativo ma titolare dell'indirizzo politico (assegnato a tempo pieno e con durata prolungata al suo presidente, attualmente Charles Michel) e composto dalle massime cariche dell'esecutivo dei Paesi dell'Unione europea (i capi di Stato o di governo).

DescrizioneModifica

ComposizioneModifica

 
Interno di Palazzo Europa, sede del Consiglio.

Il Consiglio è composto, ai sensi dell'art. 16 del Trattato sull'Unione europea, da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale che possa impegnare il governo dello Stato membro, scelto in funzione della materia oggetto di trattazione. Tale ampia formulazione consente una maggiore flessibilità, e dunque una maggiore discrezionalità da parte degli Stati, rispetto alla previsione della necessaria partecipazione di un ministro: ordinamenti federali come quello tedesco, infatti, nelle materie di competenza dei singoli Länder, non hanno un unico ministro, ma un ministro per ogni Land, e la previsione della partecipazione di un "ministro" creerebbe difficoltà di individuazione.

Esso si riunisce in varie formazioni: a seconda della questione all'ordine del giorno, infatti, ciascuno Stato membro sarà rappresentato da un rappresentante a livello ministeriale responsabile di quell'argomento (affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura, ecc.), più il commissario europeo responsabile del tema in esame.

La presidenza del Consiglio dei ministri è assunta a rotazione da uno Stato membro ogni sei mesi.

Dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona le formazioni sono dieci:

Poteri e compitiModifica

Il Consiglio, congiuntamente al Parlamento europeo, esercita la funzione legislativa e la funzione di bilancio; coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune; conclude, a nome dell'Unione, accordi internazionali tra l'Unione e uno o più Stati o organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.

PresidenzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidente del Consiglio dell'Unione europea.

La Presidenza del Consiglio spetta a ciascuno Stato membro per la durata di un semestre, secondo un sistema a rotazione semestrale stabilito da una deliberazione a maggioranza qualificata del Consiglio Europeo (vd art. 16 par. 9 TUE e art. 236 TFUE)

FunzionamentoModifica

 
La sala del consiglio all'interno del palazzo Justus Lipsius

Il Consiglio Affari generali assicura la coerenza dei lavori delle varie formazioni del Consiglio: prepara infatti le riunioni e ne assicura il seguito.

Il comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER) dei governi degli stati membri è responsabile della preparazione dei lavori del Consiglio. È all'interno delle riunioni del COREPER che si svolgono gran parte delle discussioni e dei negoziati tra gli stati membri.

Gli atti del Consiglio possono assumere la forma di regolamenti, direttive, decisioni, azioni comuni o posizioni comuni, raccomandazioni oppure pareri. Il Consiglio può inoltre adottare conclusioni, dichiarazioni e risoluzioni. Le deliberazioni vengono adottate a maggioranza semplice, qualificata o all'unanimità, in base all'ambito di pertinenza.

Per la determinazione della maggioranza qualificata, fu introdotto con il Trattato di Nizza il sistema del "voto ponderato", che attribuiva a ciascun Stato membro un determinato numero di voti (rapportato alla popolazione, con delle correzioni che riequilibravano la rappresentatività degli Stati meno popolati). Si riteneva raggiunta la maggioranza qualificata qualora:

  • si fosse raggiunta la maggioranza semplice dei membri del Consiglio (oppure dei 2/3, qualora la proposta da adottare non provenisse dalla Commissione);
  • si fosse raggiunta la maggioranza di 255 voti ponderati su 345 (poi diventati 260 su 352, in seguito all'ingresso della Croazia nell'UE).

Ogni Paese membro avrebbe inoltre potuto chiedere l'applicazione di un'ulteriore condizione, per assicurare che la maggioranza dei votanti rappresentasse almeno il 62% della popolazione totale dell'Unione europea.

In seguito all'approvazione del trattato di Lisbona (2007), fu prevista l'adozione a partire dal 31 ottobre 2014 del sistema della "doppia maggioranza", in base al quale una decisione a maggioranza qualificata deve avere il supporto:

  • in caso di proposta di un atto presentato dalla Commissione o dall'Alto rappresentante, del 55% degli Stati membri (al 2018, 15 Stati su 28) che rappresentino il 65% della popolazione europea;
  • in tutti gli altri casi, del 72% degli Stati membri (al 2018, 20 Stati su 28) che rappresentino il 65% della popolazione europea.[5]

Fu tuttavia previsto un periodo transitorio, conclusosi il 31 marzo 2017, durante il quale ogni Stato avrebbe potuto richiedere l'applicazione del vecchio metodo di ponderazione dei voti per l'approvazione di una delibera.

Comparazione dei voti in Consiglio UE e Consiglio europeo
Stati membri Nizza[a 1] Lisbona[a 2]
Voti % pop. %
  Germania 29 8,98% 82,438 18,47%
  Francia 29 8,98% 67,025 15,02%
  Italia 29 8,98% 61,219 13,72%
  Spagna 27 8,36% 46,529 10,42%
  Polonia 27 8,36% 37,973 8,51%
  Romania 14 4,33% 19,638 4,40%
  Paesi Bassi 13 4,02% 17,221 3,86%
  Belgio 12 3,72% 11,366 2,55%
  Grecia 12 3,72% 10,757 2,41%
  Rep. Ceca 12 3,72% 10,466 2,34%
  Portogallo 12 3,72% 10,310 2,31%
  Svezia 10 3,10% 10,080 2,26%
  Ungheria 12 3,72% 9,798 2,20%
  Austria 10 3,10% 8,752 1,96%
  Bulgaria 10 3,10% 7,102 1,59%
  Danimarca 7 2,17% 5,744 1,29%
  Finlandia 7 2,17% 5,499 1,23%
  Slovacchia 7 2,17% 5,435 1,22%
  Irlanda 7 2,17% 4,775 1,07%
  Croazia 7 2,17% 4,154 0,93%
  Lituania 7 2,17% 2,848 0,64%
  Slovenia 4 1,24% 2,065 0,46%
  Lettonia 4 1,24% 1,950 0,44%
  Estonia 4 1,24% 1,315 0,29%
  Cipro 4 1,24% 0,855 0,19%
  Lussemburgo 4 1,24% 0,589 0,13%
  Malta 3 0,93% 0,440 0,10%
Totale 323 100% 446,343 100%
Maggioranza richiesta 239 74% 290,123 65%
Note
  1. ^ Abbandonato a partire dal 31 ottobre 2014. Poteva tuttavia essere utilizzato, su richiesta di uno Stato membro, fino al 31 marzo 2017.
  2. ^ Usato nel calcolo della maggioranza qualificata nei casi in cui questa modalità di voto si applica al Consiglio europeo. La divisione della popolazione totale si basa sulla decisione del Consiglio dell'Unione europea sulla popolazione degli stati membri del 2016 (percentuali aggiornate al 2018).

NoteModifica

  1. ^ EUR-Lex - C:2016:202:TOC - EN - EUR-Lex, su eur-lex.europa.eu.
  2. ^ Tanja A. Börzel e Rachel A. Cichowski, The State of the European Union, 6:Law, politics, and society, Oxford University Press, 4 settembre 2003, p. 147, ISBN 978-0199257409.
  3. ^ Bicameralism, Cambridge University Press, 13 giugno 1997, p. 58, ISBN 9780521589727.
  4. ^ Amanda Taub, The E.U. Is Democratic. It Just Doesn't Feel That Way., su The New York Times, 29 giugno 2016. URL consultato il 30 gennaio 2020.
  5. ^ Council of the European Union, Qualified majority, su consilium.europa.eu.

BibliografiaModifica

  • Girolamo Strozzi e Roberto Mastroianni, Diritto dell'Unione europea. Parte istituzionale, 7ª edizione, Giappichelli, ottobre 2016, ISBN 9788892105287.

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