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Curaçao

Nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il liquore, vedi Curaçao (liquore).
Curaçao
Nazione costitutiva
Land Curaçao (NL)
Pais Kòrsou (PAP)
Curaçao – Stemma Curaçao – Bandiera
Localizzazione
StatoRegno dei Paesi Bassi Regno dei Paesi Bassi
Amministrazione
CapoluogoWillemstad
Amministratore localeGilmar Pisas
Data di istituzione10 ottobre 2010
Territorio
Coordinate
del capoluogo
12°10′N 68°58′W / 12.166667°N 68.966667°W12.166667; -68.966667 (Curaçao)Coordinate: 12°10′N 68°58′W / 12.166667°N 68.966667°W12.166667; -68.966667 (Curaçao)
Altitudine39 m s.l.m.
Superficie444 km²
Abitanti160 337 (2016)
Densità361,12 ab./km²
Altre informazioni
LingueOlandese, papiamento, inglese
Prefisso+599 9
Fuso orarioUTC-4
ISO 3166-2NL-CW
TargaCW
Cartografia
Curaçao – Localizzazione
Sito istituzionale

Curaçao (in olandese Curaçao, in papiamiento Kòrsou) è una nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi. Si trova nel Mar dei Caraibi meridionale, di fronte alle coste del Venezuela. È la più estesa e popolosa delle tre "isole ABC" (le altre due sono Aruba e Bonaire). La capitale è Willemstad e le lingue ufficiali sono l'olandese e il papiamento.

Il Regno dei Paesi Bassi agisce come nazione unitaria in materia di difesa, politica estera e cittadinanza, mentre Curaçao, quale nazione costitutiva, agisce come nazione indipendente per tutte le altre materie (ad esempio interni, sanità, istruzione e trasporti).[1]

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Curaçao.

Origine del nomeModifica

L'origine del nome Curaçao è ancora dibattuta: la spiegazione più plausibile è che esso derivi dalla parola portoghese coração, che significa "cuore".

Gli indigeniModifica

I primi abitanti di Curaçao furono gli indigeni aruachi.

L'arrivo degli europeiModifica

I primi europei a visitarla furono gli spagnoli al seguito di Alonso de Ojeda (1499), che decimarono gli aruachi. L'isola fu poi occupata dagli olandesi nel 1634. La Compagnia olandese delle Indie occidentali fondò la città di Willemstad presso un'insenatura detta Schottegat. Inizialmente ignorata dai colonizzatori poiché priva di metalli preziosi, Curaçao si rivelò poi di fondamentale importanza per via del porto di Willemstad: l'isola divenne un nodo commerciale fondamentale e, a partire dal 1662, uno dei principali centri della tratta degli schiavi. I negrieri olandesi, infatti, deportavano gli schiavi dall'Africa a Curaçao, dove venivano venduti nell'area nota come asiento, per poi essere smistati nei Caraibi e in tutto il Sudamerica. La tratta degli schiavi proseguì fino al 1863, quando i Paesi Bassi abolirono la schiavitù.

Nel corso dei secoli, inglesi e francesi occuparono più volte l'isola per brevi periodi, contribuendo così ad arricchire Curaçao dal punto di vista linguistico.

Il NovecentoModifica

 
Architetture olandesi e spagnole nella sezione turistica del porto di Willemstad.

L'abolizione della schiavitù provocò però una crisi economica, con molti isolani costretti a emigrare in altre isole, in particolare Cuba, dove furono impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero.

Quando però nel 1914 nella Laguna di Maracaibo vennero scoperti giacimenti di petrolio, la situazione economica di Curaçao cambiò profondamente: il governo olandese costruì una raffineria sul luogo ove prima sorgeva l'Asiento. Fu così possibile impiegare l'intera popolazione, con Curaçao che, da terra di emigrazione, diventò invece meta di numerosi immigrati dalle nazioni vicine.

Curaçao, infatti, era il sito ideale dove costruire la raffineria: sufficientemente lontana dalle turbolenze sudamericane, era molto vicina alle coste del Venezuela. A ciò si aggiungeva il vantaggio rappresentato dal porto di Willemstad. La città, nel frattempo, crebbe molto rapidamente; ciò, tuttavia, contribuì ad acuire i contrasti tra i diversi gruppi sociali presenti, fino alla grande rivolta del 30 maggio 1969. In seguito a questi movimenti, la locale popolazione afro-caraibica ottenne una più ampia partecipazione alla vita politica isolana.

Mentre Curaçao diventava anche un fiorente centro turistico, la presenza di basse imposte sul capitale sociale favorirono l'installazione di numerose compagnie estere. A metà degli anni ottanta, la Royal Dutch Shell vendette la raffineria a un consorzio governativo locale che, attualmente, la affitta alla compagnia petrolifera nazionale venezuelana PDVSA.

Negli ultimi anni, le autorità dell'isola stanno effettuando notevoli investimenti sul patrimonio storico e culturale dell'isola, al fine di potenziare ulteriormente l'industria del turismo.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Curaçao ha un clima semi-arido e una flora molto diversa da quella tropicale, tipica di altre isole della zona e, anzi, più simile a quella del sud-ovest degli Stati Uniti. Prevalgono infatti diverse specie di cactus, sempreverdi e cespugli spinosi.

La cima più alta è il Christoffelberg (375 metri, nella parte nord-occidentale dell'isola). Tale cima si trova nella riserva naturale Christoffelpark. Caratteristiche sono le Saliñas, laghi di acqua salata che ospitano colonie di fenicotteri. A 15 miglia a sud-est di Curaçao si trova la piccola e disabitata isola di Klein Curaçao ("Piccola Curaçao").

Curaçao è inoltre famosa per la sua barriera corallina che, negli ultimi tempi, è stata danneggiata dall'attività turistica: proprio per questo motivo, presso la spiaggia di Porto Marie si sta portando avanti un progetto di arricchimento artificiale della barriera.

ClimaModifica

Curaçao ha un clima tipo savana tropicale con una stagione secca da gennaio a settembre e una stagione delle piogge da ottobre a dicembre.[2] Le temperature sono relativamente costanti con piccole differenze durante l'anno. Gli alisei rinfrescano l'aria durante il giorno e la riscaldano durante la notte.

Il mese più freddo è gennaio con una temperatura media di 26,5 °C e il mese più caldo è settembre con una temperatura media di 28,9 °C. La temperatura massima calcolata su base annua è di 31,2 °C mentre la minima è 25,3 °C. Curaçao ricade al di fuori della fascia degli uragani, anche se occasionalmente e marginalmente ne può essere investita.

PopolazioneModifica

In seguito alle vicende storiche, Curaçao ha una popolazione etnicamente composita. La maggioranza della popolazione si definisce afro-caraibica, anche se molti degli abitanti che si definiscono tali sono in realtà solo parzialmente di discendenza africana. Vi sono poi minoranze di bianchi (principalmente olandesi e portoghesi), levantini (soprattutto libanesi) e asiatici. A essi si aggiungono numerosi immigrati giunti in tempi recenti, tra cui molti provenienti dalla Repubblica Dominicana, da Haiti, dalla Colombia e dai Caraibi anglofoni. L'isola è inoltre meta di riposo di numerosi pensionati olandesi, detti appunto pensionados.

ReligioneModifica

La popolazione è in grande maggioranza (72,8%) cattolica. Sull'isola ha sede la Diocesi di Willemstad. Vi sono inoltre il 6,6% di pentecostali, il 3,2% di altri protestanti, il 3% di avventisti, l'1,9% di evangelici, il 5,8% di altre religioni e il 6% di atei o non professanti alcuna religione.[3]

Lingue e dialettiModifica

In papiamento (una lingua creola che risulta essere l'idioma più diffuso sull'isola) Curaçao è detta Kòrsou. Tra l'altro, il nome dell'isola è spesso associato a un liquore dai molteplici colori.

La popolazione di Curaçao è poliglotta: oltre al papiamento, si parlano l'olandese (che è la lingua ufficiale), l'inglese e lo spagnolo. Tanto l'olandese che il papiamento sono usati nelle scuole.

Città principaliModifica

L'unica città che possa definirsi tale è Willemstad, dove è concentrata la maggioranza della popolazione.

ArchitetturaModifica

Dal punto di vista architettonico, Curaçao è una perfetta fusione degli stili coloniali spagnolo e olandese. La presenza di numerosi edifici storici a Willemstad ha spinto l'UNESCO a inserire la città tra i patrimoni dell'umanità. In tutta l'isola si trovano poi numerose case coloniali e i cosiddetti kas di pal'i maishi, le antiche abitazioni degli schiavi, che ricordano i villaggi dell'Africa Occidentale.

GastronomiaModifica

Esiste un liquore preparato con scorza di arance amare chiamato Curaçao, disponibile nelle varietà blu, rosso, verde, giallo-oro e incolore. Versioni speciali sono al caffè, al rum e al cioccolato.

Tra le pietanze sono conosciuti ed apprezzati il funchi (una specie di polenta) e il pan bati (una sorta di pancake), serviti con carni stoba (carne stufata) o carne fritta. Degno di nota è anche il sopitu (un piatto di pesce e carne cotti in latte di cocco).

Infrastrutture e trasportiModifica

L'isola è servita dall'Aeroporto Internazionale di Hato, situato nella parte centrale dell'isola.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Kingdom of the Netherlands: One Kingdom - Four Countries; European and Caribbean (PDF), Ministero degli Affari esteri del Regno dei Paesi Bassi. URL consultato il 26 febbraio 2017.
  2. ^ Climate Summaries, Meteorological Department Curaçao. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2013).
  3. ^ The World Factbook, Central Intelligence Agency, p. Curacao. URL consultato il 2 marzo 2014.

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Collegamenti esterniModifica

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