Diocesi di Ibiza

diocesi cattolica spagnola
Diocesi di Ibiza
Dioecesis Ebusitana
Chiesa latina
Eglesia Sant Pere, Dalt Vila, Ibiza (3582546482).jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Valencia
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Sede vacante
Amministratore diocesano Vicente Ribas Prats
Sacerdoti 39 di cui 33 secolari e 6 regolari
3.569 battezzati per sacerdote
Religiosi 9 uomini, 35 donne
Abitanti 152.509
Battezzati 139.208 (91,3% del totale)
Superficie 872 km² in Spagna
Parrocchie 32
Erezione 30 aprile 1782
Rito romano
Cattedrale Santa Maria della Neve
Santi patroni Santa Maria della Neve
Indirizzo Calle Pedro Francés 12-2a, 07800 Ibiza [Baleares], España
Sito web www.obispadodeibiza.es
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Spagna

La diocesi di Ibiza (in latino: Dioecesis Ebusitana) è una sede della Chiesa cattolica in Spagna suffraganea dell'arcidiocesi di Valencia. Nel 2016 contava circa 139.208 battezzati su 152.509 abitanti. La sede è vacante.

TerritorioModifica

La diocesi comprende le isole di Ibiza e di Formentera (le isole Pitiuse), situate nel mare Mediterraneo ed appartenenti alla comunità autonoma spagnola delle Baleari.

Sede vescovile è la città di Ibiza, dove si trova cattedrale di Santa Maria della Neve, patrona della diocesi.

ParrocchieModifica

Il territorio si estende su 872 km² ed è suddiviso in 32 parrocchie.

  • Cattedrale: Iglesia Catedral de Santa María, (Ibiza)
  • Parrocchia di Santa Inés, (Ibiza)
  • Parrocchia di San Agustín, (Ibiza)
  • Parrocchia di San Antonio Abad, San Antonio de Portmany (Ibiza)
    • Cappella de La Sagrada Familia, San Antonio de Portmany (Ibiza)
    • Cappella de La Inmaculada Concepción, San Antonio de Portmany (Ibiza)
    • Cappella de La Santísima Trinidad, San Antonio de Portmany (Ibiza)
  • Parrocchia di San Carlos, San Carlos de Peralta (Ibiza)
    • Cappella de San Cristóbal, Canar (Ibiza)
  • Parrocchia di Santa Cruz, (Ibiza)
    • Cappella de Nuestra Señora de la Consolación (Religiosas Agustinas del Amparo), Ibiza
    • Cappella del Colegio-Seminario Santo Domingo Savio, Ibiza
  • Parrocchia di Santa Eulalia, Santa Eulalia del Rio (Ibiza)
    • Cappella de La Virgen de Lourdes, Santa Eulalia del Rio (Ibiza)
    • Cappella de La Asunción de Cala Llonga, Cala Llonga (Santa Eulalia, Ibiza)
  • Parrocchia di San Fernando, San Fernando de Ses Roques (Formentera)
  • Parrocchia di San Francisco de Paula, San Francisco de S'Estany (Ibiza)
    • Capella de Sa Revista, San Francisco de S'Estany (Ibiza)
  • Parrocchia di San Francisco Javier, San Francisco de Formentera
  • Parrocchia di Santa Gertrudis, Santa Gertrudis (Ibiza)
  • Parrocchia di San Juan Bautista, San Juan de Labritja (Ibiza)
  • Parrocchia di San Jorge, San Jorge de Ses Salines (Ibiza)
    • Cappella de Santa Maria de Las Nieves, San Jorge de Ses Salines (Ibiza)
  • Parrocchia di San José, San José de Sa Talaia (Ibiza)
  • Parrocchia di San Lorenzo, San Lorenzo de Balàfia (Ibiza)
  • Parrocchia di La Virgen Del Carmen, Cubells (Ibiza)
    • Cappella de la Casa de Ejercicios Santa Teresa, Cubells (Ibiza)
  • Parrocchia di La Madre de Dios de Jesús, Jesús (Ibiza)
  • Parrocchia di La Virgen del Pilar, El Pilar de La Mola (Formentera)
  • Parrocchia di La Virgen del Rosario y San Ciriaco, Ibiza
  • Parrocchia di Santa Maria Madre de La Iglesia, Puig d'en Valls (Ibiza)
  • Parrocchia di San Mateo, San Mateo D'Aubarca (Ibiza)
  • Parrocchia di San Miguel, San Miquel de Balansat (Ibiza)
  • Parrocchia di San Pablo, Ibiza
  • Parrocchia di San Pedro, Ibiza
    • Cappella de San Cristóbal, Ibiza
  • Parrocchia di San Rafael, San Rafael (Ibiza)
    • Cappella de La Santísima Trinidad
  • Parrocchia di San Salvador de La Marina, Ibiza,
  • Parrocchia di San Vicente Ferrer, San Vicente de Sa Cala (Ibiza)

StoriaModifica

Sono ignote le origini del cristianesimo a Ibiza e Formentera, ed in genere in tutto l'arcipelago delle Baleari. Di certo le isole avevano già una loro organizzazione ecclesiastica nella seconda metà del V secolo, come documenta la Notitia provinciarum et civitatum Africae, che contiene la lista dei vescovi convocati a Cartagine dal re vandalo Unerico nel 484. Tra i vescovi della provincia civile insule Sardiniae figura il vescovo Opilio de Ebuso; tuttavia non ci sono prove, come sostengono alcuni storici, che la diocesi dipendesse dalla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Cagliari.

Ibiza rivendica un altro vescovo, Vincenzo, vissuto durante il governo bizantino sull'arcipelago, tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII, e che ebbe uno scambio epistolare con Liciniano di Cartagine.

Con l'inizio dell'VIII secolo inizia un periodo di decadenza per le Baleari, che a causa della loro posizione strategica, furono disputate dagli Arabi, dai Carolingi e dai Normanni. Le continue incursioni posero fine alle strutture ecclesiastiche, anche se una comunità cristiana probabilmente sopravvisse, come sembra documentato da due privilegi di papa Formoso (circa 892) e di papa Romano (897), in cui le isole dell'arcipelago furono affidate alla giurisdizione dei vescovi di Gerona. Con il X secolo però si impose definitivamente la dominazione mussulmana e da questo momento poco o nulla si conosce della comunità cristiana di Ibiza.

Un documento arabo del 1058, sulla cui autenticità non c'è unanime certezza, attesta la concessione al vescovo di Barcellona Guislabert della giurisdizione spirituale sui cristiani delle isole Baleari. Questo e altri documenti servirono ai vescovi di Barcellona nel tentativo di farsi riconoscere la giurisdizione sulle isole, giurisdizione che non fu concessa, quando queste furono liberate dagli Arabi nel XIII secolo.

Ibiza fu liberata l'8 agosto 1235 e subito incominciò la cristianizzazione dell'isola; fu eretta l'unica parrocchia, quella di Santa Maria, che papa Gregorio IX, con una lettera del 25 gennaio 1240, incorporò nella diocesi di Maiorca. Questa decisione fu confermata da papa Bonifacio VIII nel 1295.

La diocesi di Ibiza venne eretta il 30 aprile 1782 con la bolla Ineffabilis Dei di papa Pio VI e resa suffraganea di Tarragona.

Fu nominato primo vescovo Manuel Abad Lasierra, che organizzò la diocesi suddividendola in parrocchie, con l'istituzione di due parrocchie urbane e 15 rurali nell'isola di Ibiza, ed altre 3 nell'isola di Formentera. Si deve al successore Eustaquio Azara l'istituzione del seminario diocesano.

In seguito al concordato del 1851, fu prevista la soppressione della diocesi e l'aggregazione alla diocesi di Maiorca, che però non ebbe mai piena attuazione, per l'opposizione dei vescovi. Dal 1852 al 1855 la diocesi fu retta da governatori ecclesiastici e dal 1855 al 1927 da vicari capitolari sede vacante.

Il 19 luglio 1927 un accordo tra la Santa Sede ed il governo spagnolo portò alla nomina di un vescovo residenziale, indipendente dalla giurisdizione di Maiorca, in qualità di amministratore apostolico e titolare di una sede in partibus. Due furono gli amministratori apostolici di Ibiza: Salvio Huix Miralpeix, vescovo titolare di Selimbria, che convocò il primo e finora unico sinodo diocesano; e Antonio Cardona Riera, vescovo titolare di Chersoneso di Creta.

Durante la guerra civile spagnola, furono oltre venti i sacerdoti della diocesi che vennero giustiziati tra agosto e settembre 1936.

Nel 1949 l'amministrazione apostolica fu elevata a diocesi e resa suffraganea di Valencia. Primo vescovo della restaurata sede è stato Antonio Cardona Riera.

Nel 1965 è stato istituito il museo della cattedrale, che ospita sculture, pitture ed altri oggetti appartenenti alla cattedrale e al suo capitolo; dal 2006 il museo trova ospitalità nella cattedrale stessa e in ambienti annessi all'edificio sacro.

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2016 su una popolazione di 152.509 persone contava 139.208 battezzati, corrispondenti al 91,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 45.000 45.000 100,0 55 53 2 818 4 70 23
1970 39.979 39.979 100,0 53 49 4 754 5 73 23
1980 56.340 57.699 97,6 41 37 4 1.374 5 77 25
1990 65.000 66.300 98,0 32 30 2 2.031 3 69 25
1999 84.000 91.000 92,3 35 32 3 2.400 6 57 26
2000 84.000 91.000 92,3 36 33 3 2.333 6 57 26
2001 84.000 91.000 92,3 36 33 3 2.333 6 57 26
2002 95.000 107.000 88,8 37 34 3 2.567 6 57 26
2003 93.000 108.000 86,1 37 33 4 2.513 7 57 26
2004 100.000 112.730 88,7 36 32 4 2.777 8 56 25
2006 110.000 118.013 93,2 35 31 4 3.142 7 56 25
2013 130.600 145.000 90,1 36 31 5 3.627 10 36 32
2016 139.208 152.509 91,3 39 33 6 3.569 9 35 32

NoteModifica

  1. ^ Nominato arcivescovo titolare di Nicopoli di Epiro.
  2. ^ Contestualmente nominato vescovo titolare di Armentia.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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