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DR Automobiles

azienda automobilistica italiana
(Reindirizzamento da Dr Motors)
DR Automobiles
Logo
StatoItalia Italia
Fondazione2006 a Macchia d'Isernia
Fondata daMassimo Di Risio
Sede principaleMacchia d'Isernia
SettoreAutomobilistico
Dipendenti30 (2015)
Slogan«Una storia italiana»
Sito web

La DR Automobiles (precedentemente nota come DR Motor Company o semplicemente DR Motor) è un'azienda automobilistica italiana, fondata nel 2006 a Macchia d'Isernia, in Molise, da Massimo Di Risio.

L'azienda importa componenti di autovetture (assemblandoli su licenza) prodotti dalle case automobilistiche cinesi Chery Automobile e JAC Motors e li commercializza (rimarchiati con logo DR) nelle sue sedi italiane. La vendita, per i primi tempi, avveniva tramite un accordo con una rete di supermercati e ipermercati. Oggi invece la DR possiede una propria rete di vendita e officine. L'azienda ha sede a Macchia d'Isernia, in Molise. Fa parte della capogruppo DR Automobiles Groupe, azienda già di proprietà di Di Risio, fondata nel 1995 che importa e distribuisce autovetture di varie marche (fra queste la Saleen S7, della quale aveva la licenza di commercializzazione europea fino all'uscita di produzione del modello).

StoriaModifica

 
La Chery Tiggo venduta in Cina
 
La DR5, le modifiche rispetto alla Tiggo riguardano il logo

Nel 2006 Massimo Di Risio, già fondatore del marchio Katay, che si occupa d'importare i veicoli prodotti dalla Gonow (Zhejiang Gonow Auto Co., Ltd facente capo alla GAC Group) in Cina, fonda la "DR Motor Company" ed inizia la distribuzione di modelli prodotti dalla Chery Automobile, rimarchiandoli DR.

Il gruppo aziendale entra subito in trattativa con Bertone per salvare il carrozziere piemontese dalla difficile situazione in cui versava, acquistandolo totalmente o partecipando a una nuova società[1]. Successivamente, però, la dirigenza di Bertone opta per la vendita alla Fiat del proprio stabilimento di Grugliasco.

Oggi l'azienda possiede uno stabilimento produttivo, con una produzione, più precisamente montaggio di alcuni componenti di provenienza cinese, e impianto a gas, a regime di circa cento autovetture al giorno[2] a Macchia d'Isernia e una rete di concessionarie in espansione. Dal 2010 viene migliorata la rete di assistenza post-vendita con a capo Enrico Romano (ex amministratore Jaguar Italia ed ex consulente Ferrari).

La DR è entrata in trattativa per rilevare lo stabilimento FIAT di Termini Imerese, dal quale l'azienda torinese si è disimpegnata a partire dal 2012[3]. Inoltre è stata a lungo in trattative, con Fiat Industrial, per rilevare lo stabilimento irpino di Valle Ufita dell'Irisbus, prima di abbandonare per puntare all'impianto siciliano. Dopo una lunga trattativa con gli enti locali, governo e sindacati, la DR aveva raggiunto l'accordo per assicurare la gestione dello stabilimento, insieme ad altre aziende, con un investimento complessivo di 341 milioni di euro per la riqualificazione della fabbrica[4].

A marzo 2013 la situazione era ancora in stallo[5][6] e la DR non aveva ancora acquisito il sito produttivo di Termini Imerese;[7] il quadro generale è successivamente peggiorato: la necessità di sostenere e rinegoziare il debito con le banche ha portato alla richiesta di concordato preventivo effettuata dalla società a maggio[8] e omologata dal Tribunale di Isernia a dicembre 2013 che ha sancito l'avvio ufficiale della procedura concorsuale, sia pure in continuità[9] produttiva.

ModelliModifica

Vendite DR Automobiles in Italia tra 2007 e 2018[10][11][12]
Anno Vetture
2007 21
2008 1 908
2009 2 326
2010 4 936
2011 2 942
2012 711
2013 465
2014 360
2015 446
2016 478
2017 416
2018 1501

La prima vettura commercializzata dalla Casa è un SUV compatto di segmento C, il DR5, versione rimarchiata e riomologata secondo gli standard europei della Chery Tiggo. Il DR5 è stato presentato, insieme alla versione tre porte DR3, in veste di prototipo al 31º Motor Show di Bologna nel 2006. In realtà la DR3 nonostante fosse simile alla DR5 non era altro che una versione rimarchiata della Jonway UFO tre porte prodotta dal costruttore cinese Jonway.

Il primo esemplare di DR5 nasce il 15 novembre 2007 assemblato in kit (semi-know down) a Macchia d'Isernia con componenti importati dallo stabilimento Chery in Cina. La vettura viene equipaggiata con motori Chery Acteco a benzina trasformati a gas e con il diesel 1.9 Multijet di origine Fiat. La DR3 invece era destinata ad essere assemblata nello stabilimento di Bertone di Grugliasco ma in seguito al fallimento della trattativa non entrerà in produzione.[13]

Alla fine del 2008, in occasione del Motor Show di Bologna, vengono presentati altri due modelli: una nuova versione della DR3, sempre basata sul modello della Jonway ma con estetica rivista, e la city car DR1, derivata dal modello Chery Riich M1, marchio che fa parte del gruppo Chery Automobile. Anche in questo caso la DR3 non entrerà in produzione.

 
La DR3, versione rimarchiata della Chery Tiggo 3X, è il modello d'ingresso della gamma di SUV prodotta da DR.

A Ginevra viene presentata anche la DR2, una piccola monovolume cinque porte, versione rimarchiata della Chery A1, che entra sul mercato nella primavera 2010. Al Motor Show di Bologna 2010 vengono presentate due anteprime mondiali e una nazionale: una nuova DR3,[14] in versione berlina a cinque porte ricavata dalla Chery Fulwin 2, la Dr Citywagon[15] una piccola station wagon basata sulla DR1, già presentata come prototipo a Ginevra con il nome Dr SW21, ed infine la DR1 Elettrica (basata sulla Chery Riich M1 EV). Nessuno di questi veicoli entrerà pero in commercio, rimanendo tutti allo stadio di concept car.

Nel mese di agosto 2013 viene presentata la DR CityCross, un'auto di piccole dimensioni dalla caratterizzazione estetica cross-over e assetto rialzato. La DR CityCross è la versione rimarchiata della Chery X1[16]. Nel 2014, in seguito alla bassa domanda dei modelli, viene terminata la produzione delle DR1 e DR2 e viene presentato il restyling della DR5 basato sulla Chery Tiggo FL (facelift).

Nel 2015, essendo rimasto il vuoto nella fascia delle utilitarie compatte lasciato dalle DR1 e DR2 uscite di produzione la casa presenta la piccola DR Zero, versione rimarchiata della Chery QQ di seconda generazione con 5 porte.[17]

Con il lancio della DR Zero termina l’assemblaggio dei componenti Chery presso lo stabilimento di Macchia d’Isernia delle vetture che da quel momento vengono importate già “finite” e prodotte dalla Cina limitando le modifiche, rispetto ai modelli di origine, a solo un cambio di mascherina frontale e ai loghi applicati.[18]

Il calo delle vendite, passate dal record di 4.936 unita nel 2010 a 2.942 nel 2011 e a sole 463 unità nel 2013 ha comportato la decisione di importare le vetture finite dalla Cina e di conseguenza licenziare gran parte dell’organico che venne ridotto a fine 2015 a sole 30 unità di cui 10 operai. [19]

Per tentare di rialzare le vendite, viene stipulato un accordo con la cinese JAC Motors per la fornitura di un modello di crossover compatto da affiancare ai modelli di origine Chery.

Al Bologna Motor Show 2016 la DR Motor presenta, oltre alla DR Zero WR, i nuovi crossover DR3 (derivata dalla Chery Tiggo 3X), DR4 (derivata dalla JAC S3), DR Evo 5 (derivata dalla Chery Tiggo3, in pratica un restyling della precedente DR5), e Il modello di punta DR6 (derivata dalla Chery Tiggo5). Si aggiunge inoltre al listino l'inedita DR5 Anniversary, che "celebra" i 10 anni dalla prima serie di DR5. Questi nuovi modelli, entrati tutti a listino tra il 2017 e il 2018, saranno determinanti nell'aumento delle vendite del marchio che, dopo aver toccato il record negativo di sole 360 unità nel 2014 (con vendite solo di poco superiori nei tre anni successivi) e aver affrontato una crisi molto forte, si riprende e nel 2018 vende ben 1.501 veicoli, risultato quasi quadruplicato rispetto all'anno precedente e che riavvicina il marchio ai buoni risultati ottenuti alla fine del decennio precedente.

Al salone di Ginevra nel marzo 2019 viene presentata la DR3 EV, versione a motore elettrico della DR3 basata sulla Chery Tiggo 3xe; la vettura secondo la casa possiede una autonomia pari a 400 km ed è spinta da un motore elettrico sincrono a magneti permanenti erogante 122 cavalli di potenza e 276 Nm di coppia massima. Le batterie sono agli ioni di litio dalla capacità di 54,3 kWh.[20]La DR3 EV è la prima di tre elettriche che la casa molisana ha programmato di lanciare tra il 2019 e l'anno successivo, seguendo quindi l'andamento generale del mercato che spinge verso un'elettrificazione sempre più spinta[21].

Strategia commercialeModifica

 
DR1

Per la distribuzione commerciale sul territorio nazionale della DR5, la Dr Motor ha stretto un accordo con la catena di ipermercati Iper, poiché l'azienda non disponeva di una vera e propria rete di vendita. Pertanto i propri veicoli erano acquistabili tramite i punti vendita e informativi all'interno degli ipermercati. Questa scelta è dovuta anche alla necessità dalla DR di farsi conoscere da un'ampia clientela. Era anche possibile acquistare direttamente nella fabbrica di Macchia d'Isernia e nelle sedi di Campobasso e Pescara.

Nel dicembre del 2009, in contemporanea al lancio della DR1, la DR Motor Company inaugura la propria rete di vendita italiana cessando il contratto con il Gruppo Finiper. Ad oggi il network dedicato alla distribuzione delle autovetture DR conta settanta concessionarie e più di cento officine autorizzate[22].

Nel dicembre del 2010, DR Motor lancia la campagna "Ambassador DR": la casa applica un forte sconto al modello DR1 e permette al cliente di ripagarsi parte dell'auto a patto di consigliare e permettere l'acquisto di una nuova vettura della gamma DR ad un conoscente e che si mantengano le livree e adesivi DR (presenti lungo la carrozzeria della vettura) per almeno un anno.

NoteModifica

  1. ^ Notizia su Panorama blog, su blog.panorama.it. URL consultato il 15 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2007).
  2. ^ DR: incremento della produzione e nuove strategie post-vendita
  3. ^ Termini Imerese - La DR rilancia la fabbrica, su quattroruote.it. URL consultato il 21 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2011).
  4. ^ Articolo dal sito di Quattroruote, su quattroruote.it (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2011).
  5. ^ Dr Motor
  6. ^ Fiat Termini Imerese Ritorna l'ombra Dr Motor | Notizie live di Sicilia - Quotidiano di cronaca politica turismo - Giornale di Sicilia - Blog Sicilia Archiviato il 25 marzo 2013 in Internet Archive.
  7. ^ Termini Imerese, Di Risio ci riprova | I Fatti del Molise Archiviato il 27 marzo 2013 in Internet Archive.
  8. ^ Di Risio, chiesto il concordato preventivo in continuità
  9. ^ Dr Motor, il tribunale apre la procedura di concordato, isernianews.it. URL consultato il 21 settembre 2014.
  10. ^ UNRAE vendite (2006-2015) (pagina 17)
  11. ^ UNRAE vendite 2016/17
  12. ^ Mercato Italiano 2018
  13. ^ Italy's DR Motor builds Chinese SUV
  14. ^ La nuova berlina cinque porte Dr 3, su alvolante.it.
  15. ^ DR Citywagon in arrivo sul mercato, su alvolante.it.
  16. ^ DR City Cross/Chery Riich X1
  17. ^ Introduzione della DR Zero, su leblogauto.com.
  18. ^ Rilancio della DR Motors
  19. ^ Dr Motor dal concordato al rilancio: «Puntiamo al 2% del mercato»
  20. ^ DR3 EV. La piccola Suv italiana diventa elettrica, Quattroruote, 5 marzo 2019. URL consultato il 5 maggio 2019.
  21. ^ DR3 EV: la prima con il motore elettrico, su www.alvolante.it. URL consultato il 10 agosto 2019.
  22. ^ Rete Italia DR Motor Company, su drmotor.it (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2011).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica