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EUR

progetto architettonico del 1936 per l'esposizione universale del 1942 a Roma
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Coordinate: 41°50′09.6″N 12°27′57.6″E / 41.836°N 12.466°E41.836; 12.466

Expo 1942
Logo
Esposizione
StatoItalia Italia
CittàRoma
Periododa (mai avvenuta)
a (mai avvenuta)
Cronologia
Precedente
1939
Stati Uniti New York
Successiva
1949
Haiti Port-au-Prince
 
Il sito nel 1953 con alcuni edifici in costruzione
Vista panoramica dell'EUR nel 2012.

L'E.U.R. Esposizione Universale Roma (già E42 Esposizione Universale 1942) è un complesso urbanistico e architettonico di Roma.

La zona venne progettata negli anni trenta del XX secolo per la costruzione della sede dell'Esposizione Universale di Roma, dal cui acronimo ha assunto il nome, prevista per il 1942 ma che non ebbe mai luogo a causa dell'inizio della seconda guerra mondiale; il complesso fu completato nei decenni successivi, modificando e ampliando il progetto originario. Ospita alcuni esempi di architettura monumentale, che convivono con edifici moderni edificati nei decenni successivi, con la maggior parte degli edifici che è di proprietà della società omonima di proprietà statale. Il nome è utilizzato anche per indicare la zona urbanistica 12A del Municipio IX.

StoriaModifica

Il progetto originarioModifica

Nel 1935 il governatore di Roma, Bottai, propone a Mussolini di candidare la capitale per la futura esposizione universale del 1942, che avrebbe permesso di celebrare i vent'anni della marcia su Roma e proporre il successo del fascismo di fronte a un pubblico internazionale. Il Governo sostiene l'iniziativa con la creazione di un apposito ente autonomo - l'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma - presieduto dal senatore Vittorio Cini[1]. Fu scelta la zona delle Tre Fontane, preferita per collegare idealmente la Roma imperiale, rappresentata dalle Terme di Caracalla, con il Mar Tirreno lungo la Via Imperiale (oggi Via Cristoforo Colombo): il nuovo quartiere fu progettato per essere il terzo polo di espansione a sud-ovest della città. Questa area meridionale di Roma era estranea al Piano Regolatore del 1931, che richiese di adottare alcune norme per consentire la realizzazione del progetto: un'apposita commissione approvò le norme attraverso alcuni piani particolareggiati esecutivi.

Gli edifici originali dell'E42

Il senatore Cini propose la collaborazione di numerosi architetti italiani - Giuseppe Pagano (architetto), Luigi Piccinato, Luigi Vietti, Adalberto Libera, Gaetano Minnucci, Ernesto Lapadula, Mario Romano, Luigi Moretti - sotto il coordinamento tecnico di Marcello Piacentini, già apprezzato dal regime fascista per il suo classicismo essenzializzato[2]. Il governatorato ebbe ingenti risorse finanziarie[3] per gli espropri dei circa 400 ettari di estensione del progetto e la costruzione degli edifici; il progetto principale fu completato solo nel 1938. I lavori ebbero inizio il 26 aprile 1937, quando Mussolini piantò un pino romano sul luogo dove sarebbe nato il nuovo quartiere romano.

 
Al centro della foto del marzo 1940 la fermata metro di fronte al futuro lago in avanzato stato di scavo, in secondo piano l'ufficio postale in costruzione

Il quartiere fu ispirato, secondo l'ideologia del fascismo, all'urbanistica classica romana, apportandovi gli elementi del razionalismo italiano: la struttura prevede un impianto vario ad assi ortogonali ed edifici architettonici maestosi e imponenti, massicci e squadrati, per lo più costruiti con marmo bianco e travertino a ricordare i templi e gli edifici della Roma imperiale. L'elemento simbolo di questo modello architettonico è il cosiddetto Colosseo Quadrato, soprannome del Palazzo della Civiltà Italiana. Tuttavia l'esposizione universale non ebbe mai luogo a causa del ritardo dei lavori di costruzione, dell'improvvisa morte del governatore Piero Colonna e dei preparativi per la partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale: il progetto originario non fu mai portato a termine e i lavori vennero interrotti nel 1942. Il progetto fu ridefinito e completato nei decenni successivi con edifici moderni, palazzi congressuali e architetture sportive.

L'evoluzione contemporaneaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Europa (Roma).

Proprietà degli immobiliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: EUR (azienda).

NoteModifica

  1. ^ Legge 26 dicembre 1936, n. 2174, in materia di "Esposizione Universale ed Internazionale indetta in Roma per l'anno 1941-XX"
  2. ^ Robert A. Stern, Classicismo moderno, Di Baio Editore, 1990, 45-47.
  3. ^ Decreto-legge 21 agosto 1937, n. 1615, in materia di "Provvedimenti per l'esecuzione dei lavori connessi con l'Esposizione universale di Roma e l'acceleramento dell'attuazione del piano regolatore di Roma"

BibliografiaModifica

  • Leonardo Benevolo. Storia dell’architettura moderna. Laterza, 2003.
  • Carlo Bertilaccio. EUR SpA e il Patrimonio di E42 manuale d'uso per edifici e opere. Palombi, 2004.
  • Maurizio Calvesi. E42. Utopia e scenario del Regime. Marsilio, 1987.
  • Monica Colombo. I maestri dell'architettura. Razionalismo. Hachette, 2009, 58-64.
  • Kenneth Frampton. Storia dell'architettura moderna. Zanichelli, 2006.
  • Riccardo Mariani. E42 un progetto per l'Ordine Nuovo. Edizioni Comunità, 1987.
  • Alessandra Muntoni. Lineamenti di storia dell’architettura contemporanea. Laterza, 2005.
  • Paolo Scattoni. L'urbanistica dell'Italia contemporanea. Dall'unità ai giorni nostri. Newton & Compton, 2004.

Voci correlateModifica

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