Apri il menu principale

Enzo Melandri (Genova, 14 aprile 1926Faenza, 25 maggio 1993) è stato un filosofo italiano.

Indice

BiografiaModifica

Laureatosi nel 1958 all'Università di Bologna, è lettore di italiano sino al 1961 presso l'Università di Kiel in Germania. Ha poi insegnato filosofia in diversi atenei italiani (Lecce, Trieste e Bologna) tra il 1962 ed il 1993, anno della sua scomparsa.

Parallelamente all'attività universitaria, ha collaborato a lungo – fin dalla fine degli anni cinquanta – con la casa editrice Il Mulino e alla rivista omonima, per le quali ha svolto attività di consulenza, con traduzioni e curatele di alcuni volumi, pubblicando con essa alcuni dei suoi lavori più significativi. I suoi volumi più importanti vertono sulla fenomenologia di Husserl, sul concetto di analogia e sul principio di simmetria. Tra le sue curatele, anche presso altre case editrici (Cappelli, Faenza, Laterza, Ponte alle Grazie, Giuffrè, Pitagora ecc.), ci sono studi che vanno dalla scienza politica di Gerhard Ritter e di Jürgen Habermas, alla fenomenologia di Alfred Schütz, dalla logica di Irving Marmer Copi e dalla filosofia del linguaggio di Ernst Hoffmann o dai paradossi di Bernard Bolzano (e poi la storia della logica di Heinrich Scholz), agli studi di metodologia scientifica di Arthur Pap, a quelli di psicologia della percezione di Alexius Meinong o di Christian von Ehrenfels, e dall'estetica di Eduard Trier alla «metaforologia» di Hans Blumenberg ecc.

Nel 1979, ha istituito un gruppo interdisciplinare di studi su Gottfried Leibniz, in seguito affiliato col nome di «Sodalitas Leibnitiana» alla Leibniz-Gesellschaft di Hannover. Ha anche collaborato attivamente, negli anni ottanta, alle attività del «Centro di studi per la filosofia mitteleuropea» (con sede a Trento); partecipando nel 1982 alla realizzazione di «Topoi», rivista internazionale di filosofia. Sempre in quegli anni ha dato vita agli «Annali dell'Istituto di discipline filosofiche dell'Università di Bologna», poi trasformatisi – a partire dal 1991 – nella rivista semestrale «Discipline filosofiche», ancora attiva e di cui è stato il primo direttore.

Tra i suoi testi, spicca per centralità di pensiero La linea e il circolo, definito da Giorgio Agamben "un capolavoro della filosofia europea del Novecento".

Pensiero e metodoModifica

Il filo conduttore di tutta la riflessione di Melandri è il rapporto tra pensiero logico e pensiero analogico. Mentre il primo tende a svilupparsi mediante un concetto d'identità elementare, legato alla "discontinuità" del principio di non contraddizione, il secondo si fonda invece sul principio di continuità, legato alla figura oppositiva della contrarietà, che ammette una transizione tra gli opposti. Ora, queste due forme di pensiero non sono affatto inconciliabili, ma complementari, in quanto fondate non su strutture assiomatiche, ma su una diversa direzione costitutiva dell'esperienza. Questa diversità prospettica si realizza, secondo Melandri, nella fenomenologia husserliana, di cui egli tende a evidenziare l'«empirismo radicale» connesso alle strutture costitutivo-trascendentali della soggettività e ben distinto, dunque, da quell'idealismo entro cui troppo spesso si è voluto rubricare l'atteggiamento fenomenologico.
In ultima istanza – congiungendo istanze aristoteliche e husserliane – Melandri assume una concezione dell'essere fondamentalmente equivoca, nell'ambito della quale l'intenzionalità si presenta, al tempo stesso, come principio formale logico e funtore operativo analogico. Inoltre, Melandri espone questi contenuti filosofici attraverso un metodo d'indagine e d'insegnamento del tutto particolare, che viene così descritto dal suo maggiore allievo, Stefano Besoli, docente di Filosofia teoretica all'Università di Bologna: «A lezione, si può dire che Melandri non parlasse, ma pensasse ad alta voce [...] dando l'illusione, quantomai benefica ed essenzialmente terapeutica, di pensare insieme con lui. Si aveva l'impressione di assistere, dunque, a un pensiero in corso d'opera, e più propriamente ciò che accadeva era un'esperienza di pensiero condivisa, giacché la condivisione era appunto la condizione stessa della buona riuscita di tale esperienza»[1].

OpereModifica

  • I paradossi dell'infinito nell'orizzonte fenomenologico (1960); poi come introduzione a Bernard Bolzano, I paradossi dell'infinito, Cappelli, Bologna, 1979
  • Logica ed esperienza in Husserl (1960)
  • La scienza moderna come criterio storiografico (1962)
  • Alcune note in margine all'«Organon» aristotelico (1965)
  • Considerazioni critiche sui «syncategorematica» (1966), in "Lingua e stile", I, 2, pp. 207-15
  • Voci Esistenzialismo, Logica e Logistica nell'enciclopedia Filosofia, a cura di Giulio Preti, Feltrinelli, Milano, 1966
  • Kurt Lewin: la psicologia come scienza galileiana (1967), poi in Sette variazioni in tema di psicologia e scienze sociali (1984)
  • Michel Foucault: l'epistemologia delle scienze umane (1967), in "Lingua e stile", II, 1, pp. 75-96
  • E logicamente corretto l'uso dell'analogia nel diritto? (1968)
  • La linea e il circolo. Studio logico-filosofico sull'analogia (1968), Quodlibet, Macerata 2004 (prefazione di Giorgio Agamben, appendice di Stefano Besoli e Roberto Brigati, bibliografia a cura di Salvatore Limongi)
  • Nota in margine all'«episteme» di Foucault» (1970), in "Lingua e stile", V, 1, pp. 145-56
  • La realtà e l'immagine: introduzione (in Hans Barth, Verità e ideologia) (1971)
  • Sulla crisi attuale della filosofia (1972), in "Il Mulino", XXI, 223, pp. 877-89
  • Pour une analyse des langages mixtes, in "Versus", gennaio-aprile 1973, pp. 57-77
  • L'analogia, la proporzione, la simmetria, Isedi, Milano 1974
  • I generi letterari e la loro origine (1980), in "Lingua e stile", XV, 3, pp. 391-431, ora Quodlibet, Macerata, 2014.
  • L'inconscio e la dialettica, Cappelli, Bologna 1983; ora Quodlibet, Macerata 2018.
  • Sette variazioni in tema di psicologia e scienze sociali, Pitagora, Bologna, 1984
  • Appendice. Matematica e logica in psicologia. Applicazione propria (determinante) o impropria (analogico-riflettente), in Id., Sette variazioni in tema di psicologia e scienze sociali, Pitagora, Bologna 1984, pp. 39-47,6 ora in Id., L'inconscio e la dialettica, Quodlibet, Macerata 2018, pp. 59-74.
  • Per una filologia del sublime, in "Studi di estetica", XII, 1-2, 1984, pp. 93-111
  • La novità degli ultimi tremila anni (1984), in "Il Mulino", XXXIII, 296, pp. 968-81
  • La comunicazione e la retorica (1987)
  • Contro il simbolico. Dieci lezioni di filosofia (1989), Quodlibet, Macerata, 2007 (postfazione di Luca Guidetti)
  • Sul concetto di descrizione nella psicologia fenomenologica, in "Intersezioni", IX, 2, 1989, pp. 285-303
  • Su quel che è dato, in "Il Verri", 1, 1990, pp. 85-99
  • Le «Ricerche logiche» di Husserl: introduzione e commento alla prima ricerca (1990), Il Mulino, Bologna, 1990
  • Su quel che c'è, e quel che immaginiamo che ci sia (o della principale equivocazione del termine «rappresentazione»), in "Discipline filosofiche", I, 1, 1991, pp. 121-36
  • Il problema della comunicazione, in "Paradigmi", IX, 26, 1991, pp. 247-60
  • Tempo e temporalità nell'orizzonte fenomenologico, in "Discipline filosofiche", I, 2, 1991, pp. 255-88
  • La crisi dei grandi sistemi e l'avvento della filosofia esistenziale (1997)
  • Filosofia come critica della conoscenza e impegno interdisciplinare (1999)

BibliografiaModifica

  • Agamben, Giorgio, Al di là dei generi letterari, in E. Melandri, I generi letterari e la loro origine, Quodlibet, Macerata 2014, pp. 7-14.
  • Ambrosetti, Massimo, Enzo Melandri sugli stoici, Aracne, Roma 2016.
  • Besoli, Stefano e Franco Paris (a cura di), Studi su Enzo Melandri. Atti della giornata di studi. Faenza, 22 maggio 1996, Faenza: Polaris 2000.
  • Bonfanti, Angelo, Le forme dell'analogia. Studi sulla filosofia di Enzo Melandri, Aracne, Roma 2016.
  • Cimatti, F., Postfazione: Psicoanalisi e rivoluzione, in E. Melandri, L'inconscio e la dialettica, Quodlibet, Macerata 2018, pp. 75-97.
  • Lagna, Marco e Paulo Fernando Lévano, Contro l’isomorfismo: Il rapporto soggetto-oggetto secondo Enzo Melandri, in "Philosophy Kitchen", VI, 4, 2017, pp. 104-16.
  • Matteuzzi, Maurizio, Prefazione, in Massimo Ambrosetti, Enzo Melandri sugli stoici, Aracne, Roma 2016, pp. 15-8.
  • Palombini, Lorenzo, Dal chiasma ontologico al chiasma trascendentale: Forme di razionalità nel pensiero di Enzo Melandri, in "Philosophy Kitchen", VI, 4, 2017, pp. 91-103.
  • Possati, Luca M., La ripetizione creatrice. Melandri, Derrida e lo spazio dell'analogia, Mimesis, Milano-Udine 2013.

NoteModifica

  1. ^ S. Besoli, Il percorso intellettuale di Enzo Melandri, in Studi su Enzo Melandri, Faenza, 1996, p. 153 sg.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN79075431 · ISNI (EN0000 0000 5889 1580 · SBN IT\ICCU\CFIV\000279 · LCCN (ENn86055328 · GND (DE123101956 · BNF (FRcb121937422 (data)