Apri il menu principale

Ferrovia L'Aquila-Capitignano

ex linea ferroviaria italiana
L'Aquila – Capitignano
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza31 km
Apertura1922
Chiusura1935
Precedenti gestoriSIA
Scartamento1435 mm
Elettrificazioneno
Ferrovie

La ferrovia L'Aquila – Capitignano è stata una linea ferroviaria a scartamento ordinario e binario unico che collegava la stazione ferroviaria di L'Aquila SIA (posta a nord-ovest di quella FS ubicata lungo la ferrovia Terni – Sulmona) con la stazione di Capitignano (posta a sud dell'omonimo paese).

L'esercizio venne svolto sempre con locomotive a vapore appositamente costruite per la SIA.

Indice

StoriaModifica

Situazione alla fine dell'OttocentoModifica

 
Un ponticello della ferrovia dismessa L'Aquila-Capitignano

La prima ferrovia a raggiungere il capoluogo abruzzese fu la linea Pescara – Sulmona – Terni che, da quest'ultima località, permetteva il proseguimento in direzione di Roma o Ancona. Nell'autunno del 1873 i binari provenienti da Pescara raggiunsero Sulmona e il 10 maggio 1875 si attestarono all'Aquila. Per il completamento del collegamento verso Terni si dovettero attendere altri otto anni fino al 28 ottobre 1883.

L'attraversamento dello spartiacque appenninico tra Roma e Pescara imponeva tuttavia un lunghissimo percorso di quasi 350 km attraverso Orte, Terni (con inversione del senso di marcia), L'Aquila, Sulmona e Pescara (percorrendo un itinerario che rimase per alcuni anni uno dei più importanti dell'Italia centrale). Allo scopo di eliminare la lunga "ansa dell'Aquila", venne progettata una linea diretta Roma – Sulmona (via Tivoli e Avezzano) che venne completata il 28 luglio 1888.

Progetti per il raggiungimento di Roma e TeramoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Roma-Giulianova.

Il capoluogo abruzzese si ritrovò quindi improvvisamente tagliato fuori dalle maggiori direttrici nazionali per cui si fece promotore di una nuova linea ferroviaria che staccandosi dalla stazione di Carsoli (sulla sezione tra Roma e Avezzano della linea per Sulmona) si dirigesse verso L'Aquila e da qui verso il Gran Sasso e Teramo dove si sarebbe allacciata alla Ferrovia Giulianova-Teramo già in esercizio dal 15 luglio 1884.

Questa nuova linea sarebbe dovuta penetrare nella stazione dell'Aquila provenendo da sud rispetto a quella da e per Sulmona e quindi uscire in direzione del valico e di Teramo a nord della sezione da e per Rieti della ferrovia Terni – Sulmona. Nonostante questo itinerario (che oltre L'Aquila risaliva la valle dell'Aterno fino a Capitignano per poi ridiscendere verso Teramo toccando Fano Adriano e Montorio al Vomano) risultasse più lungo di quello diretto via Paganica-Assergi-Isola del Gran Sasso-Teramo, venne preferito per vari motivi:

  • evitava l'inversione di marcia all'Aquila per i treni da e per Teramo;
  • evitava gli inconvenienti legati alla realizzazione di un traforo lungo quasi 10 km sotto il Gran Sasso (tecnologicamente "difficile" e costoso per quei tempi);
  • permetteva di garantire un discreto traffico merci tra le miniere di Campotosto (raccordate poi grazie ad una teleferica con la stazione di Capitignano) e il capoluogo abruzzese.

Di questo ambizioso progetto venne effettivamente realizzata solo la sezione di circa 33 km tra L'Aquila e Capitignano.

Realizzazione (1922) e sospensione (1935) della ferroviaModifica

 
                     ferrovie già esistenti                      Progetto della ferrovia Carsoli-L'Aquila-Teramo                      Il progetto concorrente della ferrovia Salaria
 
L'ex stazione ferroviaria di Capitignano

Dopo la costituzione nel 1906 della Società Anonima Imprese Industriali Alto Aquilano che aveva come scopo primario il miglioramento delle comunicazioni con i comuni a nord del capoluogo per sfruttare in modo migliore gli imponenti giacimenti di torba di Campotosto, nel 1909 venne pubblicato il primo progetto di una linea Aquila – Capitignano a cura dell'ing. Di Vella. Il progetto fu rivisto dai tecnici della società e presentato dalla stessa al Ministero dei lavori pubblici insieme alla domanda di concessione per la costruzione e l'esercizio della linea il 23 luglio 1910.

Tuttavia si dovette attendere fino al 20 gennaio 1920 perché venisse sottoscritto l'atto di convenzione tra la Società (diventata nel frattempo Società Industriale Aterno) e il Ministero, anche se la Società non si era persa d'animo e qualche mese prima aveva presentato anche il progetto della sezione di 58 km tra Capitignano e Teramo. L'autorizzazione per la costruzione della prima sezione della linea con l'approvazione del progetto esecutivo avvenne con Regio Decreto n. 390 del 7 giugno 1920.

La SIA era faceva parte di un gruppo di aziende controllate dalle Strade Ferrate Sovvenzionate, società partecipata dalla milanese L'Ausiliare, concessionaria della Ferrovia Benevento-Cancello, che gestivano anche le ferrovie Massa Marittima-Follonica (FMF) e la Poggibonsi-Colle Val d'Elsa (FPC)[1].

La linea venne costruita e attivata nel 1922 e venne interessata da un buon traffico merci, mentre fu scarso il servizio viaggiatori a motivo della piccolezza dei centri attraversati; la mancanza di prosecuzione su Teramo condannò rapidamente alla chiusura la breve linea che nel 1935 vide la sospensione dell'esercizio[2]. Nel dopoguerra si accesero le speranze di una riapertura, ma la politica del taglio dei rami secchi iniziata negli anni cinquanta ne precluse ogni possibile attuazione.

Alcune locomotive a vapore della SIA furono reimpiegate lungo il raccordo industriale di Terni, esercito dalla STET, la cui proprietà era collegata con quella della società aquilana[3], assieme alla tranvia Terni-Ferentillo.

PercorsoModifica

Stazioni e fermate
         
linea FS per Sulmona
         
31+138 L'Aquila (SIA) / L'Aquila (FS)
         
raccordo FS-SIA
         
linea FS per Terni
 
27+50- Coppito
 
23+53- San Vittorino
 
21+73 Cermone
 
18+30- Pizzoli
 
16+30- Barete
 
13+58- Cagnano
 
8+75- Marana
 
4+10- Montereale
 
0+000 Capitignano
 
prosecuzione per Teramo, non realizzata

La linea, a semplice binario, si svolgeva in costante ascesa dai 630 m s.l.m. della stazione SIA dell'Aquila fino agli 870 m di Capitignano senza tuttavia superare la pendenza del 25 per mille e mantenendo raggi di curvatura di non meno di 300 m[2].

Stazione di L'Aquila SIAModifica

 
La stazione di L'Aquila SIA

L'edificio, situato a poca distanza dalla stazione RFI e dalla cinta muraria della città, venne progettato nel 1920 dall'ingegnere De Agostini. È costituito da un fabbricato in finto laterizio con tetto in tegola canadese a maglia ottagonale ed è caratterizzato da un basamento in pietra locale e da un porticato con colonnine in cemento e pensilina in legno all'ingresso. Dopo la soppressione della linea ferroviaria la stazione è stata soggetta a lavori di recupero ed ampliamento ed è oggi sede della Procura Generale della Repubblica[4].

NoteModifica

  1. ^ Adriano Betti Carboncini, Ferrovie e industrie in Toscana, Cortona, Calosci, 2003, p. 221, ISBN 88-7785-183-X.
  2. ^ a b Attilio Di Iorio, La ferrovia Giulianova-Teramo, in iTreni, nº 154, Salò, ETR, 1994.
  3. ^ Adriano Cioci, La tramvia Terni-Ferentillo
  4. ^ Simonetta Ciranna, Architetture a confronto: XIX e XX secolo, Gangemi Editore, 2005.

BibliografiaModifica

  • Adriano Cioci, Ferrovie d'Abruzzo. L'Aquila - Capitignano, Bastia Umbra, Kronion Libri, 1991.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica