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Filmstudio
Tipoassociazione culturale
Fondazione1967
FondatoreAmerico Sbardella, Annabella Miscuglio, Paolo Castaldini
ScopoDiffusione del cinema
Sede centraleItalia Roma
Area di azioneRoma
Lingua ufficialeItaliano

Il Filmstudio, originariamente denominato Filmstudio 70, è un'associazione culturale romana nata nel 1967, che ha come obiettivo la "promozione e diffusione del cinema di qualità"[1]. È considerato "il primo club di cinema italiano"[2].

Indice

StoriaModifica

Fondata da Americo Sbardella, Annabella Miscuglio [3] e Paolo Castaldini[4], si uniscono poi al gruppo Enzo Ungari[5], Fiorella Giovannelli[6] Adriano Aprà[7] e Armando Leone. L'associazione svolge l'attività nella sala in via degli Orti d'Alibert, nel rione Trastevere a Roma, fino al 1985.

In quegli anni, il Filmstudio diviene un punto di riferimento per la presentazione e la fruizione del cinema d'autore e sperimentale, presentando anteprime e retrospettive dedicate a cineasti come Jean-Luc Godard, Alberto Grifi, Nanni Moretti, Wim Wenders, Werner Herzog, Rainer Werner Fassbinder [8].

Dal 1986 al 1999, l'associazione continua l'attività in varie sale della città, fra cui il Palazzo delle Esposizioni, e collabora con l'Estate romana.

Dal 2000 rientra negli spazi originari di Trastevere[9], dopo l'acquisto del locale da parte della Regione Lazio.

NoteModifica

  1. ^ Chi siamo - Filmstudio Roma, su filmstudioroma.com, 28 aprile 2016. URL consultato il 24 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2016).
  2. ^ Fabio Francione e Enrico Ghezzi (a cura di), Marco Melani. Il viandante ebbro, Edizioni Falsopiano, 12 agosto 2012, ISBN 9788889782965. URL consultato il 24 marzo 2018.
  3. ^ Addio Americo Sbardella, su ilmanifesto.it. URL consultato il 24 marzo 2018.
  4. ^ BREVI - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 21 giugno 2017.
  5. ^ UNGARI, Enzo in "Enciclopedia del Cinema", su www.treccani.it. URL consultato il 24 marzo 2018.
  6. ^ Marco Ferrari, Mare verticale: Dalle Cinque Terre a Bocca di Magra, Gius.Laterza & Figli Spa, 12 giugno 2014, ISBN 9788858114971. URL consultato il 24 marzo 2018.
  7. ^ Adriano Aprà, su pardo.ch. URL consultato il 24 marzo 2018.
  8. ^ «Filmstudio, mon amour»,, in Corriere della Sera. URL consultato il 24 marzo 2018.
  9. ^ Filmstudio Memories, in The Towner, 8 novembre 2016. URL consultato il 24 marzo 2018.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica