Giaffa

città d'Israele
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Giaffa (in ebraico יָפוֹ?, Yafo; in arabo يَافَا?, Yāfā) è una città di Israele oggi inglobata nell'area urbana di Tel Aviv, parte della municipalità di Tel Aviv-Giaffa nel distretto di Tel Aviv. Costituente uno dei porti più antichi del Vicino Oriente antico, la città venne poi contestata durante le crociate, per poi passare al dominio ottomano e a quello britannico. La città perse la maggior parte della popolazione nell'ambito dell'esodo palestinese del 1948. Oggi Giaffa costituisce una città mista, con un'ampia minoranza araba palestinese.

Giaffa
località
יפו
يَافَا
Giaffa – Veduta
Giaffa – Veduta
Veduta
Localizzazione
StatoBandiera d'Israele Israele
DistrettoTel Aviv
SottodistrettoNon presente
Autorità localeTel Aviv-Yafo
Territorio
Coordinate32°03′N 34°45′E
Altitudine0-40 m s.l.m.
Abitanti46 000
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Israele
Giaffa
Giaffa

Periodo antico

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Scalinata verso Giaffa antica

Anticamente la città di Giaffa era tutta su terrazzamenti. Il c.d. Papiro Harris narra la conquista dell'antica città di Giaffa con un ingegnoso stratagemma. Durante le campagne di conquista di Thutmose III in Palestina un suo generale, Geuthy, uccise con l'inganno il principe di Giaffa, venuto al campo egiziano come ambasciatore, e poi, per impadronirsi della città, nascose duecento soldati in duecento ceste per farli entrare di soppiatto. Questo racconto stimolò la letteratura mondiale, come i racconti di Mille e una Notte e il Cavallo di Troia.[1]

I suoi tre millenni di storia ne fanno «il porto più antico del mondo»[2], malgrado la sua importanza come scalo marittimo non sia oggigiorno molto rilevante.

Giaffa nella Bibbia

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L'antica importanza di Giaffa come porto è evidenziata sia dai miti greci (qui sarebbe avvenuto l'incontro di Perseo con la principessa Andromeda, incatenata ad una rupe sul mare) sia dai numerosi passi biblici (sia dell'Antico che del Nuovo Testamento) che la menzionano:

  • Secondo il mito biblico, fu fondata da Jafet, figlio di Noè.
  • Curam, re di Tiro, fa sbarcare a Giaffa il legname necessario a Salomone per la costruzione del Primo Tempio (2 Cr 2,15);
  • Alcuni secoli dopo, l'imperatore persiano Ciro autorizza un nuovo sbarco di legno libanese a Giaffa per la costruzione del Secondo Tempio (Esd 3,7)
  • Il profeta Giona, per evitare di obbedire al comando del Signore, si imbarca da Giaffa per Tarsis (Gn 1,3)
  • A Giaffa vive Tabità, discepola cristiana caritatevole che, in seguito alla propria morte, viene resuscitata da San Pietro (At 9, 36-43)
  • San Pietro riceve il comando di andare a battezzare il centurione pagano Cornelio mentre si trova a Giaffa presso la casa di un conciatore di nome Simone (At 10).

La presenza di San Pietro a Giaffa assume dunque un certo valore nella tradizione cristiana, tant'è che oggi vi è presente una chiesa dei Francescani dedicata a lui, nel luogo dove già nel XIII secolo era stata eretta una cittadella da parte dei Crociati.[3]

Giaffa è il porto storico del Paese sul Mar Mediterraneo, citato nell'Antico Testamento come porto di arrivo del cedro del Libano, usato per la costruzione del tempio di Salomone.

Età islamica e delle Crociate

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Nel 636 Giaffa fu conquistata dagli Arabi musulmani e in seguito servì come porto di Ramla, diventata capoluogo provinciale.

Giaffa fu conquistata dai crociati nel giugno del 1099, nel corso della Prima Crociata e divenne il centro della Contea di Giaffa e Ascalona, vassallo del Regno di Gerusalemme.

Saladino occupò Giaffa nel 1187, ma il 10 settembre 1191 la città si arrese a Re Riccardo I d'Inghilterra, tre giorni dopo la sua vittoriosa battaglia di Arsuf e rimase in mano crociata malgrado gli sforzi di riprenderla del sultano ayyubide nel luglio del 1192, nell'ambito della battaglia di Giaffa. Il Trattato di Giaffa del 2 settembre 1192, firmato da Saladino e Riccardo, assicurò una tregua tra cristiani e musulmani.

Il 2 giugno 1157 i Pisani avevano ottenuto alcuni terreni al porto da Amalrico, all'epoca conte di Giaffa, con la possibilità di erigervi fondaci, un mercato e una chiesa. I Veneziani crearono da parte loro nel tardo medioevo un servizio di galee di linea tra Venezia e Giaffa per il trasporto dei pellegrini europei che desideravano recarsi in Terrasanta.

Nel 1229, l'Imperatore Federico II di Svevia firmò con il Sultano ayyubide al-Malik al-Kāmil un nuovo Trattato (Pace di Giaffa) che prevedeva una tregua decennale e fortificò la cittadella, mentre sulle mura fu incisa una scritta bilingue in Latino e in Arabo. L'iscrizione, decifrata nel 2011, definisce Federico "Imperatore del Sacro Romano [Impero]" e riporta la data del "1229[°] anno dell'Incarnazione di Nostro Signore Gesù, il Messia".

Periodo ottomano

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Tra il 3 ed il 7 marzo 1799 Giaffa, allora parte dei territori sotto il dominio della Sublime porta, fu sottoposta ad assedio da parte delle truppe francesi al comando di Napoleone Bonaparte durante la Campagna di Siria. La città fu espugnata e alla conquista fece seguito un massacro dei difensori ottomani e albanesi, fatti prigionieri dai soldati francesi: secondo alcune fonti circa 2.440, secondo altri 4.100.[4] Nel porto di Giaffa ha sede i24news, un canale televisivo satellitare di attualità internazionale.

Geografia

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L'antico tell di Giaffa è ora all'interno di un parco nella parte sud-occidentale della stessa Tel Aviv.

Società

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Giaffa costituisce una città mista dal punto di vista etnoreligioso. Negli anni 2000 abitavano in città circa 45000 abitanti, dei quali circa 30000 ebrei israeliani e circa 15000 arabi palestinesi.[5] Gli arabi sono concentrati in particolare nei quartieri di Ajami e Jabaliyye.[6] La maggior parte degli arabi di Giaffa sono musulmani e vi è una minoranza di arabi cristiani principalmente di confessione greco-ortodossa.[7] Molti degli ebrei stabilitisi in città dopo il 1948 erano originari in particolare di Romania, Bulgaria e Iraq. In città si sono poi stabiliti numerosi immigrati dai paesi dell'ex Unione Sovietica e svariati collaborazionisti palestinesi originari dei territori occupati insediati in città dallo Shin Bet.[5]

Giaffa vive oggi un processo di gentrificazione, dal momento che molti telavivini facoltosi si trasferiscono in città, attratti dalle abitazioni dallo stile arabo. Molti degli arabi locali si trasferiscono, i più facoltosi verso le aree del Viale Gerusalemme e della Torre dell'orologio, quelli non abbienti verso Lidda e Ramla. Le autorità israeliane hanno favorito il cambiamento etnico della città, sfrattando centinaia di famiglie arabe dalle loro abitazioni.[8] A partire dagli anni 2000 si è stabilita a Giaffa anche una comunità ebraica sionista religiosa, che ha stabilito numerose yeshivah.[9]

Economia

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Sono oggi assai famosi gli agrumi di Giaffa, in particolare pompelmi e arance.

  1. ^ Grimal, pp. 275-276.
  2. ^ Un giorno nella Vecchia Giaffa|Pellegrinaggio in Terra Santa, su Holyland-Pilgrimage.org, 2017. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  3. ^ Custodia della Terra Santa: Giaffa, su it.custodia.org. URL consultato il 29 luglio 2022 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2018).
  4. ^ L.A. Fauvelet de Bourrienne, Memorie di Napoleone, p. 172.
  5. ^ a b Klein, p. 250.
  6. ^ Monterescu, p. 42.
  7. ^ Monterescu, p. 319.
  8. ^ Klein, pp. 250-251.
  9. ^ Klein, p. 257.

Bibliografia

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  • Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, Bari, Laterza, 2008, ISBN 978-88-420-5651-5.
  • Menachem Klein, Lives in Common: Arabs and Jews in Jerusalem, Jaffa and Hebron, Hurst, 2014, ISBN 9780199396269.
  • Daniel Monterescu, Jaffa Shared and Shattered: Contrived Coexistence in Israel/Palestine, Indiana University Press, 2015, ISBN 9780253016836.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN148709451 · LCCN (ENn81120618 · GND (DE4114063-1 · BNF (FRcb12242732n (data) · J9U (ENHE987007559768305171
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