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BiografiaModifica

Parte di un contingente del 6º Battaglione Carabinieri Toscana inviato in rinforzo a Roma per attività di ordine pubblico, la mattina del 28 aprile 2013, era di servizio con altri colleghi nei pressi di Palazzo Chigi, a Piazza Colonna, nel centro di Roma. Un uomo, Luigi Preiti, esplose alcuni colpì d'arma da fuoco verso i carabinieri che erano in servizio davanti alla sede della Presidenza del Consiglio dei ministri, lo stesso giorno della cerimonia di giuramento al Quirinale del Governo Letta nelle mani del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Furono colpiti il brigadiere Giangrande e il carabiniere scelto Francesco Negri.[2] Ricoverato d'urgenza in condizioni molto gravi, in seguito all'intervento chirurgico Giangrande rimase lungamente in degenza e fu sottoposto a un periodo di fisioterapia. Immediatamente arrestato, Luigi Preiti è stato successivamente condannato a 16 anni in primo grado e la pena è stata confermata al termine del procedimento presso la Corte d'appello di Roma nel 2015[3] e in Cassazione. L'anno successivo alle vicende, nel settembre 2014, il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Leonardo Gallitelli, gli consegnò i gradi e il decreto di nomina a maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, mentre era ricoverato presso il centro di riabilitazione dell'ospedale di Montecatone, a Imola[4]. Dopo un ulteriore importante intervento presso l'Ospedale di Careggi, nel settembre 2015 è rientrato presso la sua abitazione a Prato[5].

L'11 novembre 2015 Papa Francesco ha visitato la città e la comunità di Prato, salutando alcune persone malate tra le quali Giangrande[6].

Il 18 novembre 2015, nel corso della visita a Firenze, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha consegnato a Giangrande la nomina a Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Alla cerimonia era presente anche il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette[7]

La casa editrice Mondadori ha realizzato un volume intitolato Il prezzo della fedeltà scritto dal colonnello Roberto Riccardi e dallo stesso Giangrande, la cui uscita è prevista per giugno 2016[8].

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor civile
«Addetto a Battaglione Mobile, nel corso di servizio di ordine pubblico nei pressi di importante sede istituzionale, tentava, per scongiurare i rischi all'incolumità di numerose persone, di porre in essere una reazione ad efferata e improvvisa azione di fuoco, venendo gravemente ferito da un proiettile esploso da breve distanza, evidenziando grande coraggio ed altissimo senso del dovere. Roma, 28 aprile 2013

Data concessione: D.P.R. 29 maggio 2013»

  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«D'iniziativa del Presidente della Repubblica. Roma, 02 ottobre 2015

Data concessione: D.P.R. 02 ottobre 2015»

  Medaglia d'oro al merito della CRI
«Data concessione: 19 settembre 2018»


NoteModifica

  1. ^ Scheda sul sito della Presidenza della Repubblica Italiana, su quirinale.it.
  2. ^ Il Tempo, su iltempo.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  3. ^ Il Tirreno, su iltirreno.gelocal.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  4. ^ Ospedale di Montecatone, su montecatone.com. URL consultato l'8 aprile 2016.
  5. ^ Giuseppe Giangrande rientra a casa, su lanazione.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  6. ^ Visita di Papa Francesco a Prato, su firenze.repubblica.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  7. ^ Il Presidente Mattarella consegna l'OMRI al maresciallo Giangrande, su quirinale.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  8. ^ Il prezzo della fedeltà, su mondadoristore.it. URL consultato l'8 aprile 2016.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica