Gran Premio d'Europa 1985

corsa automobilistica
Europa Gran Premio d'Europa 1985
418º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 14 di 16 del Campionato 1985
Brands Hatch Grand Prix circuit 1976-1987.png
Data 6 ottobre 1985
Luogo Brands Hatch
Percorso 4,207 km
circuito permanente
Distanza 75 giri, 315,512 km
Risultati
Pole position Giro più veloce
Brasile Ayrton Senna Francia Jacques Laffite
Lotus - Renault in 1'07"169 Ligier - Renault in 1'11"526
(nel giro 55)
Podio
1. Regno Unito Nigel Mansell
Williams - Honda
2. Brasile Ayrton Senna
Lotus - Renault
3. Finlandia Keke Rosberg
Williams - Honda

Il Gran Premio d'Europa 1985 è stata la quattordicesima gara della stagione 1985 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 6 ottobre sul Circuito di Brands Hatch. La gara è stata vinta dal britannico Nigel Mansell su Williams-Honda; per il vincitore si trattò del primo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il brasiliano Ayrton Senna su Lotus-Renault e il finlandese Keke Rosberg, anch'egli su Williams-Honda.

Grazie al quarto posto ottenuto nella gara Alain Prost si aggiudicò, per la prima volta, il campionato mondiale piloti.

VigiliaModifica

Sviluppi futuriModifica

Anche la Ligier accolse l'invito del proprio governo e decise di boicottare il Gran Premio del Sudafrica.[1] Venne ipotizzato che, in caso di conquista del titolo per Prost, la gara potesse venir definitivamente cancellata.[2]

Analisi per il campionato pilotiModifica

A tre gare dal termine della stagione Alain Prost comandava la classifica con 16 punti di margine su Michele Alboreto. Il regolamento dell'epoca stabiliva che sarebbero stati calcolati i migliori 11 risultati della stagione. Prost aveva già colto 10 arrivi nei punti, mentre Alboreto ne aveva solo 9. Prost si era imposto in 5 occasioni, Alboreto in 2. Ciò significava che il pilota della Ferrari, avesse vinto anche le ultime tre gare, avrebbe dovuto scartare il quarto posto d'Olanda, potendo raggiungere, al massimo 77 punti, a fine stagione.

Per ottenere il titolo Prost avrebbe potuto:

  • vincere;
  • arrivare secondo con Alboreto che non vince;
  • arrivare terzo con Alboreto che non arriva fra i primi due;
  • arrivare quarto con Alboreto al massimo terzo;
  • arrivare quinto con Alboreto al massimo quarto.

Aspetti tecniciModifica

La FISA impose alle scuderie di rivedere le prese d'aria dei freni (denominate prese d'aria dinamiche) che avevano assunto l'aspetto di elementi aerodinamici mobili, destinati a deviare i vortici d'aria, causati dalla rotazione delle ruote anteriori. La FOCA ottenne dalla federazione la possibilità di mantenere le vecchie prese d'aria fino al Gran Premio del Sudafrica ma, in realtà, per la gara di Brands Hatch solo McLaren, Toleman, Tyrrell e RAM presentarono delle soluzioni non ancora conformi ai dettami della FISA.

La Williams presentò la FW10/B, vettura equipaggiata con una nuova sospensione posteriore: dalla forma a bilanciere si passò a un doppio triangolo e un selezionatore. Questa sospensione veniva ancorata molto più in alto, per fare funzionare meglio l'estrattore. Il cofano è abbassato di dieci centimetri e gli alettoni sono modificati.

La Scuderia Ferrari affrontò l'impegno con la versione 156/85B, dotata di alettone anteriore triplano. Sulla Renault di Patrick Tambay venne installata una telecamera, al fine di consentire delle riprese durante il gran premio.[1]

Nei test effettuati in estate la McLaren aveva ottenuto la miglior prestazione con Alain Prost, che aveva anche fatto suo il record sul giro, in 1'09"39.[3]

Aspetti sportiviModifica

Il gran premio era previsto, inizialmente, nel calendario iridato,[4] anche se non era stato ancora deciso se la gara si sarebbe tenuta sul tracciato britannico di Brands Hatch, oppure su un circuito cittadino a Roma.[5] La versione del calendario per il 1985, resa nota all'inizio di ottobre 1984, non prevedeva più la tenuta del Gran Premio d'Europa ma, in sua vece, una gara da tenersi a New York.[6] Pochi giorni dopo, all'indomani del Gran Premio d'Europa 1984, in una riunione a Parigi, la FISA pubblicò una ennesima bozza del calendario per il 1985. Veniva nuovamente previsto il gran premio, da disputarsi a Roma, solo però come riserva nel caso una delle gare ammesse al calendario non fosse stata confermata.[7] Il 2 novembre venne cancellato il gran premio di Dallas, che avrebbe dovuto accogliere la prima gara della stagione, il 24 marzo. Ciò aumentò le possibilità che il calendario potesse ospitare la gara di Roma. [8]

Il 2 giugno 1985 gli organizzatori del gran premio di New York tentarono di confermare la gara nel calendario iridato, per il 6 ottobre, annunciando un accordo con l'amministrazione comunale della città.[9] Pochi giorni dopo la FOCA annunciò, invece, che il 22 settembre si sarebbe tenuto, al posto della gara a New York, il Gran Premio d'Europa, da tenersi presso il Circuito di Brands Hatch, eliminando così, definitivamente, la possibilità di correre a Roma.[10]

Il tracciato britannico aveva già ospitato una gara con tale denominazione nel 1983 quando, per la prima volta, l'intitolazione non valeva solo come titolo onorifico, aggiunto a uno dei gran premi disputati nel continente, ma denominava una gara autonoma. Quale titolo onorifico, aggiunto alla denominazione di Gran Premio di Gran Bretagna, il gran premio d'Europa si era svolto a Brands Hatch nel 1964 e nel 1972. Il tracciato aveva ospitato, in totale, 12 volte una prova valida per il Campionato mondiale di Formula 1, oltre a numerosissime gare non valide per il mondiale.

Niki Lauda, infortunatosi nella prove del precedente Gran Premio del Belgio non fu in grado di partecipare alla gara. Per tale ragione la McLaren si affidò a John Watson, pilota già impiegato dalla scuderia britannica tra il 1979 e il 1983.[11] Watson utilizzò il numero 1, che spettava a Lauda. Il nordirlandese è così l'unico pilota che ha corso con tale numero, senza essere campione del mondo in carica, dal 1975 in poi.[12] Watson era stato contattato per sostituire l'austriaco già nella gara di Spa ma, a causa del ritardo nella sua nomina, la sua presenza sarebbe stata possibile solo in deroga al regolamento, grazie all'autorizzazione di tutti i concorrenti. La sua partecipazione trovò però l'opposizione della Scuderia Ferrari.[13] Visti i tempi non competitivi fatti registrate da Watson nei test condotti dalla McLaren, la scuderia stessa cercò di ingaggiare, al suo posto, Derek Warwick, ma senza successo.

La Tyrrell trovò il sostituto di Stefan Bellof nel pilota milanese Ivan Capelli. La scuderia britannica tornò, così, a schierare due vetture. Capelli, all'esordio nella massima categoria, aveva vinto il Campionato europeo di F3 nel 1984, e aveva disputato il Campionato europeo di Formula 3000 1985. Alla gara prese parte nuovamente il team Haas, dopo aver saltato il gran premio di Spa.[1]

QualificheModifica

ResocontoModifica

Al venerdì Ayrton Senna chiuse al comando le prove ufficiali, con 1'08"020, nuovo record del tracciato. Tra l'altro il vecchio record, che apparteneva a Keke Rosberg, era l'ultimo in Formula 1 detenuto da una vettura a motore aspirato e non turbo. La Lotus fece scaldare gli pneumatici in un forno, viste le basse temperature registrate sul tracciato inglese. Alle spalle di Senna si classificò il suo connazionale Nelson Piquet, anche se staccato di oltre un secondo che, a sua volta, precedette Rosberg.

Alboreto chiuse con l'ottavo tempo, dopo aver anche rotto una turbina, e aver temuto per le condizioni di un motore. Fece peggio Stefan Johansson, che colse solo il tredicesimo tempo, un secondo più alto del tempo ottenuto nei test di agosto. Lo svedese ruppe la frizione, al mattino. Le Ferrari venivano giudicate buone in trazione, ma senza velocità di punta sufficiente.[14] L'altro pretendente al titolo, Prost, chiuse quinto, ma anche lui non fu capace di battere il tempo ottenuto nei test effettuati due settimane prima della gara. Il francese era penalizzato da una vettura molto saltellante, tanto che dovette procedere alla sostituzione degli ammortizzatori.

Watson, altro pilota della McLaren, deluse col diciassettesimo tempo, mentre fu ventiseiesimo Ivan Capelli, all'esordio nella categoria. Il milanese fu capace di controllare la vettura in un paio di testacoda. Finirono fuori pista Teo Fabi, che danneggiò la sua monoposto, ed Elio de Angelis, che scivolò su una macchia d'olio, alla Westfield. Il pilota romano fu portato, per accertamenti, all'infermeria del circuito, ma poté proseguire nel suo impegno.[15][16]

Nella seconda giornata di prove ufficiali si riprodusse la sfida tra i due brasiliani. Prima Piquet fu capace di abbassare il limite a 1'07"482, poi Senna rispose in 1'07"169, alla media di 225,470 km/h. Per il pilota della Lotus fu la sesta pole position in carriera.

In seconda fila salì Nigel Mansell davanti al compagno di team Rosberg, che però si lamentò di essere stato ostacolato da Capelli. Per protesta il finlandese frenò davanti alla vettura del pilota milanese, che tamponò Rosberg, danneggiando l'alettone anteriore. Dietro a Rosberg si qualificò Philippe Streiff su Ligier, che precedette il connazionale Prost. Streiff era stato anche autore di un testacoda, alla Hawthorn, a oltre 300 km/h. Prost, dal suo canto, si lamentò per la incapacità di sfruttare a pieno le gomme, stante la mancanza di sufficiente trazione.

Le Ferrari peggiorarono la prestazione del venerdì, con Alboreto che scese in quindicesima posizione. I problemi tecnici a turbine e motore frenavano le prestazioni delle vetture italiane, sia nella ricerca della velocità che nella stabilità in curva. Sulla linea del traguardo, per esempio, Rosberg toccava i 306 km/h, mentre Johansson superava di poco i 298 km/h e Alboreto si fermava a 297 km/h.

Capelli colse il ventiquattresimo tempo, qualificandosi per la gara. L'idea di scaldare gli pneumatici, lanciata dalla Lotus, al venerdì, venne seguita da molte scuderie, tra cui la Ferrari, che acquistò, sul posto, alcune stufette.[1][17][2]

ClassificaModifica

Pos No Pilota Costruttore Tempo Distacco
1 12   Ayrton Senna Lotus - Renault 1:07.169
2 7   Nelson Piquet Brabham - BMW 1:07.482 +0.313
3 5   Nigel Mansell Williams - Honda 1:08.059 +0.890
4 6   Keke Rosberg Williams - Honda 1:08.197 +1.028
5 25   Philippe Streiff Ligier - Renault 1:09.080 +1.911
6 2   Alain Prost McLaren - TAG Porsche 1:09.429 +2.260
7 8   Marc Surer Brabham - BMW 1:09.762 +2.593
8 16   Derek Warwick Renault 1:09.904 +2.735
9 11   Elio De Angelis Lotus - Renault 1:10.014 +2.845
10 26   Jacques Laffite Ligier - Renault 1:10.081 +2.912
11 22   Riccardo Patrese Alfa Romeo 1:10.251 +3.082
12 18   Thierry Boutsen Arrows - BMW 1:10.323 +3.154
13 28   Stefan Johansson Ferrari 1:10.517 +3.348
14 20   Piercarlo Ghinzani Toleman - Hart 1:10.570 +3.401
15 27   Michele Alboreto Ferrari 1:10.659 +3.490
16 3   Martin Brundle Tyrrell - Renault 1:10.731 +3.562
17 15   Patrick Tambay Renault 1:10.934 +3.765
18 23   Eddie Cheever Alfa Romeo 1:11.500 +4.331
19 17   Gerhard Berger Arrows - BMW 1:11.608 +4.439
20 19   Teo Fabi Toleman - Hart 1:12.090 +4.921
21 1   John Watson McLaren - TAG Porsche 1:12.496 +5.327
22 33   Alan Jones Lola - Hart 1:13.084 +5.915
23 9   Philippe Alliot RAM - Hart 1:13.537 +6.368
24 4   Ivan Capelli Tyrrell - Renault 1:13.721 +6.552
25 30   Christian Danner Zakspeed 1:15.054 +7.885
26 29   Pierluigi Martini Minardi - Motori Moderni 1:15.127 +7.958
NQ 24   Huub Rothengatter Osella - Alfa Romeo 1:16.994 +9.825

GaraModifica

Al via Senna mantenne il comando, mentre Rosberg, dopo un'esitazione iniziale, ebbe la meglio sul compagno di squadra e su Piquet, conquistando la seconda posizione. Il rallentamento del finlandese costrinse Prost ad andare sul prato, scivolando in quattordicesima posizione. Al sesto passaggio Rosberg provò a sopravanzare Piquet alla curva Surtees, ma il brasiliano chiuse la porta, le due vetture si agganciarono e Rosberg finì in testacoda, finendo per venire colpito da Senna che sopraggiungeva; il brasiliano stallò la vettura e dovette ritirarsi, mentre il pilota della Williams riuscì a proseguire, pur con una gomma bucata[16].

Rosberg tornò ai box e dopo le riparazioni rientrò in pista (da doppiato) proprio davanti a Senna, che stava respingendo gli attacchi di Mansell sull'altra Williams. Al fine di vendicarsi dello scontro avuto in precedenza, il finlandese ostacolò palesemente Senna durante il doppiaggio costringendolo a rallentare e finì per favorire il sorpasso del suo compagno di squadra Mansell al nono giro. Nel mentre, Prost rimontò velocemente, portandosi in zona punti; il ritiro del rivale Alboreto gli spianò la strada per il titolo mondiale, essendogli sufficiente un quinto posto per avere la certezza matematica di diventare Campione del Mondo. Mentre Mansell allungava in testa, al 35º passaggio Senna fu sorpassato anche da Surer e, una tornata più tardi, da Laffite; il pilota della Ligier si fermò poco dopo ai box per cambiare gli pneumatici, ritirandosi poi per un guasto al motore[16].

Al 63º passaggio Surer si ritirò con il motore rotto e Senna riguadagnò la seconda posizione; alle spalle del brasiliano Rosberg rimontò fino al terzo posto, mentre Prost ebbe la meglio su De Angelis, issandosi in quarta posizione. L'ordine si mantenne stabile fino al traguardo, con Mansell che conquistò la prima vittoria in carriera davanti a Senna, Rosberg, Prost (matematicamente Campione del Mondo per la prima volta), De Angelis e Boutsen[16].

Classifica[16]Modifica

Pos No Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Partenza Punti
1 5   Nigel Mansell Williams - Honda 75 1:32:58.109 3 9
2 12   Ayrton Senna Lotus - Renault 75 +21.396 1 6
3 6   Keke Rosberg Williams - Honda 75 +58.533 4 4
4 2   Alain Prost McLaren - TAG Porsche 75 +1:06.121 6 3
5 11   Elio De Angelis Lotus - Renault 74 +1 giro 9 2
6 18   Thierry Boutsen Arrows - BMW 73 +2 giri 12 1
7 1   John Watson McLaren - TAG Porsche 73 +2 giri 21
8 25   Philippe Streiff Ligier - Renault 73 +2 giri 5
9 22   Riccardo Patrese Alfa Romeo 73 +2 giri 11
10 17   Gerhard Berger Arrows - BMW 73 +2 giri 19
11 23   Eddie Cheever Alfa Romeo 73 +2 giri 18
12 15   Patrick Tambay Renault 72 +3 giri 17
Ritirato 8   Marc Surer Brabham - BMW 62 Motore 7
Ritirato 28   Stefan Johansson Ferrari 59 Alternatore 13
Ritirato 26   Jacques Laffite Ligier - Renault 58 Motore 10
Ritirato 30   Christian Danner Zakspeed 55 Motore 25
Ritirato 4   Ivan Capelli Tyrrell - Renault 44 Incidente 24
Ritirato 3   Martin Brundle Tyrrell - Renault 40 Perdita d'acqua 16
Ritirato 19   Teo Fabi Toleman - Hart 33 Motore 20
Ritirato 9   Philippe Alliot RAM - Hart 31 Surriscaldamento 23
Ritirato 20   Piercarlo Ghinzani Toleman - Hart 16 Motore 14
Ritirato 33   Alan Jones Lola - Hart 13 Radiatore/surriscaldamento 22
Ritirato 27   Michele Alboreto Ferrari 13 Motore 15
Ritirato 7   Nelson Piquet Brabham - BMW 6 Collisione con K. Rosberg 2
Ritirato 16   Derek Warwick Renault 4 Iniezione 8
Ritirato 29   Pierluigi Martini Minardi - Motori Moderni 3 Incidente 26
NQ 24   Huub Rothengatter Osella - Alfa Romeo

ClassificheModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d (FR) 14. Europe 1985, su statsf1.com. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  2. ^ a b Stufette al supermercato per riscaldare le gomme, in La Stampa, 6 ottobre 1985, p. 29. URL consultato il 9 agosto 2022.
  3. ^ Cristiano Chiavegato, Tra Alboreto e Alain Prost la sfida che decide il titolo, in Stampa Sera, 4 ottobre 1985, p. 13. URL consultato l'8 agosto 2022.
  4. ^ Cristiano Chiavegato, Clamoroso: la Tyrrell esclusa, Mansell e Ickx puniti (PDF), in La Stampa, 19 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  5. ^ Le date del 1985 (PDF), in La Stampa, 20 luglio 1984, p. 23. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  6. ^ Così il futuro del mondiale, in La Stampa, 5 ottobre 1984, p. 25. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  7. ^ Montecarlo cancellato dalla F.1, in La Stampa, 10 ottobre 1984, p. 23. URL consultato il 22 novembre 2017.
  8. ^ (ES) El G.P. de Dallas, anulado, in El Mundo Deportivo, 3 novembre 1984, p. 35. URL consultato il 20 dicembre 2021.
  9. ^ Notizie flash, in La Stampa, 3 giugno 1985, p. 27. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  10. ^ (ES) En breve, in El Mundo Deportivo, 5 giugno 1985, p. 41. URL consultato l'8 gennaio 2021.
  11. ^ (ES) En Breve (PDF), in El Mundo Deportivo, 3 ottobre 1985, p. 38. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  12. ^ (FR) Statistiques Numéro-Numéro 1, su statsf1.com. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  13. ^ Lauda ko: fermo per 20 giorni col polso destro ingessato, in La Stampa, 14 settembre 1985, p. 23. URL consultato il 12 maggio 2022.
  14. ^ "A Monza mi sono vergognato", in La Stampa, 5 ottobre 1985, p. 23. URL consultato il 9 agosto 2022.
  15. ^ Cristiano Chiavegato, La Ferrari non riesce a volare, in La Stampa, 5 ottobre 1985, p. 23. URL consultato il 9 agosto 2022.
  16. ^ a b c d e (EN) Grand Prix Results: European GP, 1985, su grandprix.com. URL consultato il 7 febbraio 2010.
  17. ^ Cristiano Chiavegato, La Ferrari è pronta per l'ultimo ko, in La Stampa, 6 ottobre 1985, p. 29. URL consultato il 9 agosto 2022.

Altri progettiModifica

Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1985
                               
   

Edizione precedente:
1984
Gran Premio d'Europa Edizione successiva:
1993
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