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Graziano Mannari

calciatore italiano
Graziano Mannari
Graziano Mannari.jpg
Mannari al Milan nella stagione 1988-1989
Nazionalità Italia Italia
Altezza 174.5 cm
Peso 67 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 2003
Carriera
Giovanili
19??-19?? Rosignano Solvay
19??-19?? Follonica
1984-1987 Milan
Squadre di club1
1987-1989 Milan 18 (3)
1989-1990 Como 22 (3)
1990-1991 Parma 12 (0)
1991 Avellino 0 (0)
1991-1992 Siena 25 (1)
1992 Pisa 8 (0)
1992-1993 Ravenna 2 (0)
1993 Parma 0 (0)
1993-1994 Fiorenzuola 11 (0)
1994 Siena 6 (0)
1994-1995 Pistoiese 13 (2)
1995-1997 Pontedera 48 (6)
1999-2001 600px Rosso e Blu Strisce-Flag.svg Sorianese ? (?)
2002-2003 non conosciuta Acquaviva ? (?)
Nazionale
1989 Italia Italia U-21 0 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 21 novembre 2012

Graziano Mannari (Livorno, 19 aprile 1969) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Caratteristiche tecnicheModifica

Mannari era un attaccante di movimento, rapido e fisicamente brevilineo[1]; poteva essere impiegato come prima punta o come esterno destro[2].

CarrieraModifica

L'esordio nel MilanModifica

Cresciuto nei vivai di Rosignano[3][4][5] e Follonica[2][6], nel 1984 passa al Milan a titolo gratuito, poiché il presidente Giuseppe Farina controllava la società toscana[2]. Nel 1987 viene prescelto da Silvio Berlusconi per partecipare ad uno spot contro la violenza negli stadi, andato in onda sulle reti Fininvest[2][7].

Esordisce in Serie A il 7 febbraio 1988, nella vittoria interna sul Cesena, subentrando a Ruud Gullit[8], che lo aveva soprannominato Speedy Gonzales o Lupetto[2]. Tre giorni dopo subisce il primo, grave infortunio (rottura di tibia e perone)[7][8], e non colleziona altre presenze in campionato.

 
Mannari in azione in maglia rossonera il 7 febbraio 1988, giorno del suo esordio in Serie A, alle prese con il cesenate Cuttone.

Una volta ristabilitosi, viene aggregato stabilmente alla prima squadra; il 1º settembre 1988 allo Stadio Santiago Bernabéu, in un'amichevole tra Milan e Real Madrid, vinta 3-0 dalla squadra rossonera, realizza il secondo gol[7][9]. Chiude la stagione 1988-1989 con 17 presenze in campionato e tre reti, tra cui una doppietta nella vittoria per 4-0 sulla Juventus[10]. Nel marzo del 1989 viene convocato da Cesare Maldini nella Nazionale Under-21[11], senza tuttavia esordire con la maglia degli Azzurrini.

Complessivamente ha vinto con il Milan uno scudetto, una Coppa dei Campioni ed una Supercoppa italiana, a cui contribuisce con un gol nella vittoria finale contro la Sampdoria nel 1988[2][7].

Il declinoModifica

Nel 1989 viene ceduto al Como, in Serie B,[12] nell'affare che porta Marco Simone al Milan. Con i lariani gioca 22 partite realizzando 3 reti, non sufficienti ad evitare la retrocessione in Serie C1. Passa quindi al Parma, voluto da Nevio Scala come riserva di Tomas Brolin[13], e disputa 12 partite senza reti nel campionato 1990-1991, l'ultimo nella massima serie.

Nell'estate del 1991 passa in prestito all'Avellino, per 700 milioni di lire[14]: in Irpinia non viene mai impiegato, e nel mercato di riparazione scende in Serie C1, nel Siena, con cui realizza un unico gol in 25 partite. Rientrato a Parma, viene girato in prestito al Pisa, di nuovo tra i cadetti: qui l'allenatore Vincenzo Montefusco lo schiera come spalla di Lorenzo Scarafoni nelle partite iniziali del campionato[7]. A novembre, dopo l'ingaggio di Christian Vieri, viene ceduto dal presidente Romeo Anconetani, per risparmiarne l'ingaggio[7]; passa quindi al Ravenna, in Serie C1, voluto da Francesco Guidolin[6][15]. Con i giallorossi disputa solamente due partite, a causa di un secondo grave infortunio, questa volta ai legamenti del ginocchio[7].

Nel campionato 1993-1994 torna inizialmente in forza al Parma, con cui disputa alcune gare di Coppa Italia[16][17]; in novembre rescinde il contratto per trasferirsi al Fiorenzuola, di nuovo in Serie C1[18]. Qui subisce un nuovo infortunio al ginocchio[7], che limita a 11 le sue presenze stagionali.

A fine stagione fa ritorno brevemente al Siena, prima di trasferirsi alla Pistoiese nell'autunno del 1994. Con gli arancioni allenati da Roberto Clagluna conquista la promozione in Serie B. Contribuisce alla promozione con uno dei gol più importanti della stagione; quello al 92' nel derby contro i rivali del Prato che decide l'accesso ai play-off, dove poi gli arancioni batteranno in finale il Fiorenzuola[7]. Chiude la carriera professionistica con un biennio nel Pontedera, prima di scendere tra i dilettanti con Sorianese (Eccellenza laziale)[6] e Acquaviva[senza fonte].

Dopo il ritiroModifica

Si stabilisce a Cecina dove apre un negozio di abbigliamento[5], pur non abbandonando il mondo del calcio. Partecipa alla trasmissione televisiva Quelli che il calcio[6], nella quale fa parte del Maifredi Team insieme a diversi ex calciatori[5], e nel 2008 viene ingaggiato dal Codif Cecina, partecipante al campionato di Serie D di calcio a 5[19].

In seguito si è occupato del settore giovanile del Cecina[20] e dell'attività di talent-scouting del Milan in Toscana[21][22].

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica

Milan: 1987-1988
Milan: 1988
Ravenna: 1992-1993 (girone A)

Competizioni internazionaliModifica

Milan: 1988-1989

NoteModifica

  1. ^ In diretta dal vivaio i prossimi campioni, La Repubblica, 4 novembre 1988, pag.36
  2. ^ a b c d e f Profilo su Magliarossonera.it
  3. ^ Dal «Solvay» al tempio del calcio, Il Tirreno, 3 aprile 2003, pag.9
  4. ^ Articolo su Il Tirreno, 13 settembre 2012, pag.33
  5. ^ a b c La favola di lupetto Mannari, Il Tirreno, 10 settembre 2004, pag.11
  6. ^ a b c d Mannari in gol con la Ventura L'ex prodigio milanista approda in tv a "Quelli che...", Il Tirreno, 26 febbraio 2002
  7. ^ a b c d e f g h i «Soffro nel vedervi in serie C», Il Tirreno, 15 aprile 2006, pag.14
  8. ^ a b Milan, si frattura Mannari, La Repubblica, 12 febbraio 1988, pag.35
  9. ^ Milan, notte da padroni, La Repubblica, 2 settembre 1988, pag.39
  10. ^ Linea verde, semaforo rosso - Quando manca il lieto fine, La Gazzetta dello Sport, 12 febbraio 2008
  11. ^ Nell'Under di Maldini c'è posto per Mannari, La Repubblica, 18 marzo 1989, pag.37
  12. ^ Galeone ha scelto la Serie B di Como, La Repubblica, 9 novembre 1989, pag.36
  13. ^ Parma scatenato: dopo Taffarel arriva Brolin, svedese da gol, L'Unità, 17 luglio 1990, pag.25
  14. ^ Scuola Scala "Tutti uguali", La Repubblica, 21 luglio 1991, pag.38
  15. ^ Lecco, profumo promozione, Il Corriere della Sera, 28 novembre 1992, pag.49
  16. ^ Paga l'Italia, stop a Mancini, La Repubblica, 7 ottobre 1993, pag.31
  17. ^ Fiorentina e Brescia, le star di B, La Repubblica, 28 ottobre 1993, pag.28
  18. ^ L'ex milanista Mannari al Fiorenzuola, Il Corriere della Sera, 25 novembre 1993, pag.41
  19. ^ Torna Graziano Mannari, ma nel calcetto, Il Tirreno, 11 dicembre 2008, pag.13
  20. ^ Allegri, i comunisti e la gag del premier «L'ha sparata grossa», Il Tirreno, 22 luglio 2010, pag.6
  21. ^ Orlando e Milan a braccetto E ora arriva anche Allegri, Il Tirreno, 1º luglio 2011, pag.13
  22. ^ Un filo diretto tra Montale e Milanello, Il Tirreno, 28 dicembre 2011, pag.9

Collegamenti esterniModifica