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Harry Liedtke

attore tedesco

BiografiaModifica

Settimo di dodici figli di un commerciante, alla morte del padre nel 1896 crebbe in un orfanotrofio. Studiò al gymnasium e lavorò poi come commerciante di generi alimentari coloniali.

Liedtke conobbe il direttore del Teatro Reale di Berlino, che lo portò a frequentare lezioni di recitazione. Debuttò sulle scene al teatro di Freiberg e poi recitò in altri teatri. Nel 1908 lavorò al New German Theatre di New York, e nel 1909 al Deutsches Theater berlinese. In seguito fu attivo al Nationaltheater di Mannheim e al Königsstädtisches Theater di Berlino.

Esordì nel cinema nel 1912 con un piccolo ruolo in un film dal titolo Die Rache ist mein. I suoi ruoli furono soprattutto quelli di giovane incantatore e di gentiluomo. Dal 1916 iniziò ad interpretare ruoli di maggior rilievo, dapprima film di genere poliziesco e poi commedie, come L'allegra prigione (1917), Gli occhi della mummia (1918), Sangue gitano (1918), La principessa delle ostriche (1919), Madame du Barry (1919), Sumurun (1920), La donna del faraone (1921).

Liedtke divenne molto popolare soprattutto nella seconda metà degli anni venti, con pellicole di successo dell'epoca muta, come ad esempio, nel 1928 con Il bacillo dell'amore dove fu protagonista accanto a Marlene Dietrich.

Nel cinema sonoro Liedtke non ebbe le stesse fortune avute nel muto, anche a causa dell'età interpretò ruoli sempre più marginali. Ebbe però dei ruoli da protagonista nei film Sophienlund (1943) di Heinz Rühmann e Das Konzert (1944) di Paul Verhoeven.

La sua prima moglie fu Hanne Schutt[1]. Dal 1920 al 1928 Liedtke fu sposato con l'attrice Käthe Dorsch.

Dopo l'occupazione di Bad Saarow da parte dell'Armata Rossa il 28 aprile 1945, per proteggere la terza moglie, l'attrice Christa Tordy, fronteggiò i soldati sovietici che volevano violentarla. Il fatto costò la vita a Liedtke che venne ucciso da uno dei militari con una bottiglia di birra[1].

FilmografiaModifica

AttoreModifica

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1938Modifica

Anni quarantaModifica

Film o documentari dove appare Harry LiedtkeModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN27328631 · ISNI (EN0000 0001 1611 4529 · LCCN (ENnr97028394 · GND (DE116997893 · BNF (FRcb14688485n (data) · WorldCat Identities (ENnr97-028394