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Il calice d'argento

film del 1954 diretto da Victor Saville
Il calice d'argento
Titolo originaleThe Silver Chalice
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1954
Durata152 min
Rapporto2,55 : 1
Generedrammatico
RegiaVictor Saville
FotografiaWilliam V. Skall
MontaggioGeorge White
MusicheFranz Waxman
ScenografiaRolf Gérard
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale

Ridoppiaggio

Il calice d'argento (The Silver Chalice) è un film del 1954 diretto da Victor Saville, tratto dal romanzo omonimo di Thomas B. Costain.

Si tratta del primo film interpretato da Paul Newman.

TramaModifica

Il figlio di uno schiavo greco, Basilio, abile a lavorare il legno, viene adottato da un nobile di Antiochia con una cerimonia ufficiale a cui erano presenti 5 testimoni. Il nuovo padre permette a Basilio di coltivare il proprio talento, fornendogli materiali più pregiati, come oro e marmo, consentendogli di diventare un abile intagliatore e scultore.

Alla morte del padre adottivo, lo zio corrompe uno dei testimoni presenti alla cerimonia di adozione, facendogli affermare che Basilio era stato acquistato, non adottato, e in quanto tale era ancora uno schiavo. Poiché tre testimoni sono morti, ed il quinto, Kester, non vive più ad Antiochia e non si sa dove sia andato, Basilio viene considerato uno schiavo, e quindi viene venduto.

I nuovi padroni gli fanno produrre gioielli e statue per poi rivenderli. Un giorno si presenta una cliente che chiede di parlare direttamente con Basilio: è Elena, una schiava del suo padre adottivo che lui aveva aiutato a fuggire. Ora è ricca, e lo avverte che lo zio adottivo vuole farlo uccidere. La stessa sera si presenta un anziano, che acquista Basilio dai suoi proprietari. Basilio teme che sia un sicario, ma in realtà è l'apostolo Luca, che, conoscendo le sue doti di incisore, vuole portarlo a Gerusalemme per fargli produrre un calice d'argento che dovrà contenere il Gral, la coppa con la quale Gesù celebrò l'ultima cena anni prima. Basilio inizialmente è diffidente, ma durante la discussione arrivano i veri sicari, così i due fuggono dalla finestra.

A Gerusalemme Basilio viene ospitato da Giuseppe di Arimatea, e viene incaricato di incidere i visi dei 12 apostoli e di Gesù sulla coppa d'argento: alcuni di questi apostoli sono ancora vivi, per gli altri dovrà basarsi sulle descrizioni fatte dagli altri apostoli. La figlia di Giuseppe, Debora, si innamora di Basilio, che però a sua volta è innamorato di Elena. Quest'ultima lavora come assistente di Simone il Mago, un mago che viene contattato da un gruppo di ribelli, chiamati Sicari, che lo convincono a far finta di essere in grado di fare miracoli, screditando così i cristiani e facendo entrare nuovi discepoli nel loro gruppo.

Basilio riesce ad incidere i 12 discepoli sul calice, ma non è in grado di rappresentare Gesù, in quanto non riesce ad immaginare il suo viso. Viene dunque incaricato di portare il calice a Pietro, a Roma. Prima di partire Debora dichiara il suo amore a Basilio, che però ammette di amare Elena. Però Debora deve sposarsi per poter ereditare alcuni tesori che il padre Giuseppe custodiva ad Antiochia, e che lei vorrebbe donare ai cristiani: senza un marito, questi tesori verrebbero ereditati dal fratello, che in quanto non cristiano li avrebbe tenuti per sé (le donne non sposate non potevano ereditare). Così Basilio accetta comunque di sposare Debora, convinto che comunque non si sarebbe mai potuto sposare con Elena.

Nel frattempo Simone il Mago incarica i suoi uomini di rubare il Gral, con l'intenzione di andare a Roma e sfidare Pietro, distruggendo il calice davanti ai suoi occhi. In questo modo avrebbe accresciuto i suoi poteri, accogliendo ancora più discepoli. I suoi uomini vanno a casa di Giuseppe, che nel frattempo è morto di vecchiaia, ma non trovano il Gral: Basilio e Debora sono partiti diretti ad Antiochia, e lo hanno portato con loro.

Gli uomini di Simone li raggiungono e rubano il Gral, approfittando del fatto che Basilio e Debora dormono separati, in quanto quest'ultimo non ama Debora. Basilio riesce però a raggiungerli nel deserto e a recuperare il Gral.

Va quindi a Roma, dove consegna il calice d'argento a Pietro, ancora incompleto in quanto manca ancora il volto di Gesù. Anche Simone il Mago si reca a Roma, e si mette a deliziare Nerone con i suoi trucchi di magia, conquistandone i favori.

Scoprendo che Kester, l'ultimo testimone della sua adozione, ha una casa a Roma, Basilio si reca regolarmente a casa sua, in attesa che quest'ultimo torni dalla guerra. Un giorno viene raggiunto da Elena a casa di Kester, e Basilio le rivela che si era sposato con Debora. Nel frattempo torna il padrone di casa, che dice a Basilio che aveva un medaglione che provava la sua adozione, e che avrebbe testimoniato a suo favore.

Temendo di perderlo, Elena fa chiamare Basilio da Nerone, affinché crei una statua che lo raffiguri: finché la statua non sarà pronta, Basilio non potrà tornare ad Antiochia dalla moglie Debora.

Simone il Mago, non avendo il Gral con cui sfidare Pietro, convince Nerone a far costruire una torre, dalla cui cima lui avrebbe volato.

Il giorno prima della dimostrazione Basilio riesce finalmente a raffigurare Gesù, e manda l'incisione a Pietro. Scopre che la moglie Debora si è giunta a Roma e che lo sta aspettando a casa di quest'ultimo, solo che non avendo ancora finito la statua di Nerone non può andare da lei. Capendo di amarla veramente, decide di raggiungerla il giorno dopo, approfittando della confusione generata dalla dimostrazione di Simone il Mago per fuggire senza farsi seguire dalle guardie, che in caso contrario avrebbero rischiato di trovare Pietro.

Il giorno dopo Simone il Mago entra nella torre, ma ormai è impazzito ed è convinto di poter volare veramente. Rifiuta di prendere l'imbragatura offertagli da Elena con la quale avrebbe dovuto simulare il volo e si getta dalla torre. Nerone, dovendo soddisfare la folla che sperava di assistere ad un miracolo, costringe Elena a salire sulla torre e a tentare a sua volta il volo.

La folla, ancora inferocita, va a casa di Simone il Mago per devastarla, e non soddisfatta si mette a rubare anche dalle case vicine. In mezzo al trambusto, viene rubato anche il Gral. Basilio riesce a recuperare solo l'incisione di Gesù da applicare al calice d'argento.

Nella scena finale si vedono Basilio e Debora partire per Antiochia, mentre Pietro gli spiega che il Gral è andato perduto, ma che ricomparirà quando l'umanità ne avrà maggior bisogno.

Collegamenti esterniModifica

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