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Il colosso d'argilla

film del 1956 diretto da Mark Robson
Il colosso d'argilla
Il colosso d'argilla.jpg
Una immagine dal film
Titolo originaleThe Harder They Fall
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1956
Durata105 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,85 : 1
Generesportivo
RegiaMark Robson
SoggettoBudd Schulberg (romanzo)
SceneggiaturaPhilip Yordan
ProduttorePhilip Yordan
FotografiaBurnett Guffey
MontaggioJerome Thoms
MusicheHugo Friedhofer
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il colosso d'argilla (The Harder They Fall) è un film del 1956 diretto da Mark Robson. Girato in bianco e nero, ha tra gli interpreti Humphrey Bogart, Rod Steiger, Jan Sterling e Harold J. Stone.

Fu sceneggiato da Philip Yordan e Budd Schulberg, sulla base del romanzo omonimo dello stesso Schulberg ambientato nel mondo del pugilato e liberamente ispirato alla figura di Primo Carnera. Nel film appaiono anche i pugili Max Baer e Jersey Joe Walcott.

Fu mentre girava questo film che "Bogey" accusò i primi sintomi del male che lo avrebbe ucciso nel gennaio 1957, pochi mesi dopo l'uscita del film nelle sale il 9 maggio 1956. Il ruolo da lui interpretato di Eddie Willis era ricavato sulla figura realmente esistita del giornalista e promotore di eventi sportivi Harold Conrad.

Il film fu presentato in concorso al Festival di Cannes 1956[1]. Il direttore della fotografia Burnett Guffey fu candidato ai Premi Oscar 1957.

TramaModifica

Eddie Willis, un cronista sportivo che ha perso il lavoro, si fa coinvolgere, salvo poi pentirsene, in un'impresa disonesta progettata da un organizzatore che intende lanciare un pugile gigantesco, ma di scarse qualità agonistiche (il colosso d'argilla), servendosi di una serie di incontri truccati. Alla fine il campione fasullo riscatterà il suo onore affrontando il campione del mondo in un drammatico vero incontro da cui uscirà distrutto e il giornalista si riscatterà a sua volta rinunciando al proprio compenso a favore dell'ingenuo protagonista e denunciando gli imbrogli di un mondo sportivo corrotto.

DistribuzioneModifica

Il film offre un quadro realistico e non-retorico dell'ambiente pugilistico, e differisce nel finale dal romanzo da cui è stato tratto.

Come film sull'ambiente pugilistico è stato accostato a Il grande campione, diretto dallo stesso regista Mark Robson alcuni anni prima di questo, e a Stasera ho vinto anch'io di Robert Wise (girato anch'esso nel 1949 al pari de Il grande campione).

CriticaModifica

«grande efficacia drammatica... il ring è parafrasi della lotta per la vita.» *** [2]

NoteModifica

  1. ^ Approfondimento: (EN) Scheda su Allmovie.com
  2. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, ed. 1994.

BibliografiaModifica

  • Alan Barbour (a cura di Ted Sennett), Humphrey Bogart - Storia illustrata del cinema, Milano Libri Edizioni, luglio 1975

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