Apri il menu principale

Il conte Tacchia

film del 1982 diretto da Sergio Corbucci
Il conte Tacchia
Il conte Tacchia.png
Enrico Montesano in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1982
Durata118 min (versione cinematografica)
141 min (versione televisiva)
Generecommedia
RegiaSergio Corbucci
SoggettoLuciano Vincenzoni, Sergio Donati, Sergio Corbucci, Massimo Franciosa
SceneggiaturaLuciano Vincenzoni, Sergio Donati, Sergio Corbucci, Massimo Franciosa
ProduttoreDAC
Distribuzione in italianoGaumont
FotografiaLuigi Kuveiller
MontaggioRuggero Mastroianni
MusicheArmando Trovajoli
ScenografiaMarco Dentici
CostumiClelia Gonsalez
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il conte Tacchia è un film commedia italiano del 1982 diretto da Sergio Corbucci. È liberamente ispirato alla vita di Adriano Bennicelli, soprannominato appunto "Conte Tacchia".[1][2][3]

TramaModifica

1910. Figlio di falegname, Francesco "Checco" Puricelli, in arte "Conte Tacchia" (per il vezzo di aggiustare i mobili traballanti con delle zeppe di legno dette "tacchie") sogna l'aristocrazia, incarnata nel Principe Terenzi, ma dovrà fare i conti con la dura realtà di una nobiltà romana ormai decadente e rozza.

La vicenda si articola tra il suo amore per la popolana Fernanda e la Duchessina Elisa e situazioni grottesche alle quali egli sfugge beffardamente, fino a che viene investito del titolo di Conte dal re Vittorio Emanuele III, affinché un nobile francese possa chiedere soddisfazione per un affronto subito con uno dei tanti sberleffi. Con la morte del Principe Terenzi, Checco ne eredita le proprietà, il titolo e ovviamente i debiti ma la classe aristocratica romana non dimentica le origini umili.

Dopo avere evitato di rimanere coinvolto in un matrimonio per interessi, si arruola nell'esercito in partenza per la Libia. Durante un'azione, di fronte alle preponderanti forze libiche, gli ufficiali decidono che le truppe italiane coprano la loro ritirata fino all'estremo sacrificio. Checco, davanti alla viltà di questa decisione, si offre per adempiere da solo, scampando alla morte grazie al fortunoso incontro con un ufficiale libico che aveva aiutato anni prima a tornare nel proprio Paese.

Creduto morto, Checco ne approfitta per disertare, disgustato dalla violenza del conflitto e dalla ipocrisia e viltà della classe aristocratica. Egli torna a Trastevere in incognito, spacciandosi per commerciante ambulante maghrebino, tanto per prelevare Fernanda, suo vero amore, e cominciare una nuova vita in America.

ProduzioneModifica

SoggettoModifica

Il film è liberamente ispirato alla vita di Adriano Bennicelli, nobile romano vissuto tra il 1860 e il 1925. La famiglia Bennicelli si era arricchita con il commercio del legno, meritandosi così il soprannome di "Tacchia", che in romanesco significa zeppa, soprannome che lo stesso Bennicelli disprezzava, accettandolo soltanto in età avanzata data la popolarità. Personaggio celebre nella Roma umbertina, Adriano Bennicelli nel 1910 si candidò come deputato, ottenendo però solamente 83 voti su 2694 votanti.[1][2][3][4]

CastModifica

Christian De Sica rifiutò di partecipare al film - rinunciando alla paga di 12 milioni di lire - preferendo invece girare Sapore di mare, ritenendolo più adatto a lui, comunque consapevole che avrebbe guadagnato molto meno (600 mila lire)[5].

Nella scena finale lo stornellatore è Alvaro Amici.

Luoghi delle ripreseModifica

Il vero palazzo del conte Bennicelli, di cui i discendenti sono a tutt'oggi proprietari, è il Palazzo del Banco di Santo Spirito.[2] Nel film, la piazza dove si trovano la bottega e il palazzo del principe, è Piazza dei Capizucchi, sita a poche centinaia di metri a ovest del Campidoglio.[6] Il palazzo omonimo che affaccia sulla piazza è stato sede di alcune scene del film.

DistribuzioneModifica

Il film è stato distribuito nelle sale italiane a partire dal 23 dicembre 1982. In Ungheria è stato proiettato con il titolo Kicsi, de szemtelen dal 29 maggio 1986. Il film è stato distribuito anche con il titolo Der Graf, der alles kann in Germania Est e con il titolo internazionale Count Tacchia.[7]

Del film esiste una versione televisiva più lunga, di 141 minuti, contro i 118 di quella uscita nelle sale[8].

La versione televisiva è stata trasmessa per la prima volta da Rai 2 in due puntate il 22 e 23 novembre 1983[9].

Colonna sonoraModifica

La colonna sonora del film è stata composta da Armando Trovajoli. La canzone dei titoli di coda, 'N sai che pacchia, cantata dallo stesso Montesano, è stata pubblicata in 7" dalla General Music con numero di catalogo GM 30004 nel 1982.[10] Questo è il solo supporto fonografico contenente la colonna sonora del film che sia mai stato pubblicato.[11]

TracklistModifica

Edizioni musicali General Music.

  1. Enrico Montesano'N sai che pacchia! – 3:22 (Armando Trovajoli, Enrico Montesano, Sergio Corbucci)
  2. Enrico MontesanoDimme te...(...che me doveva capità!) – 3:20 (Armando Trovajoli, Iaia Fiastri)

Durata totale: 6:42

CriticaModifica

Il dizionario dei film Mereghetti e quello di Morandini concordano nel giudicare il film non tra i più riusciti di Corbucci, al quale viene comunque riconosciuto l'indubbio mestiere.[senza fonte]

«Con i soliti ingredienti (turpiloquio, colore locale, macchiette e buffonerie), il regista Sergio Corbucci confeziona un prodotto che fa la sua figura nel panorama del cinema popolare.»

(G. Grazzini Cinema '83[12])

NoteModifica

  1. ^ a b Personaggi delle storie di Roma - Adriano Bennicelli - Er conte Tacchia, Laboratorio Roma. URL consultato il 29 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2016).
  2. ^ a b c Claudio Rendina, Nel palazzo del conte Tacchia - In piazza dell´Orologio, doveva ospitare il Banco del Santo Spirito, La Repubblica, 24 settembre 2007. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  3. ^ a b Antonio Venditti, Una "tacchia" per stemma, il romanesco come lingua, Specchio Romano.it, novembre 2002. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  4. ^ Claudio Rendina, Storia insolita di Roma, Roma, Newton & Compton, 2001, ISBN 88-8289-519-X., pp. 550-551.
  5. ^ Sapore di Mare? Non lo voleva fare nessuno... Christian De Sica
  6. ^ Location verificate: Il conte Tacchia (1982), Il Davinotti. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  7. ^ (EN) Il conte Tacchia (1982) - Release Info, Internet Movie Database. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  8. ^ Il conte Tacchia (1982), su il Davinotti. URL consultato il 25 maggio 2016.
  9. ^ Galassia 2 La trasmissione "fantascientifica" (!) di RAI 2, su Zap Zap TV. URL consultato il 25 maggio 2016.
  10. ^ (EN) Enrico Montesano - Armando Trovajoli – 'N Sai Che Pacchia!, su Discogs, Zink Media.
  11. ^ (EN) Il conte Tacchia, Soundtrack Collector. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  12. ^ Il conte Tacchia, su Cinedatabase, Rivista del cinematografo. URL consultato il 29 gennaio 2016.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema