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Il sentiero dell'odio

film del 1950 diretto da Sergio Grieco
Il sentiero dell'odio
Paese di produzioneItalia
Anno1950
Durata95 min
Dati tecnicibianco e nero
Generedrammatico, sentimentale
RegiaSergio Grieco
SoggettoSergio Grieco
SceneggiaturaFabio De Agostini, Michele Majorana, Michele Pescatore, Carlo Veo
Casa di produzioneC.C.E., S.A.U.C.
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaCarlo Carlini
MontaggioEnzo Alfonsi
MusicheAngelo Galletti
ScenografiaCarlo Egidi
CostumiAnna Gobbi
Interpreti e personaggi

Il sentiero dell'odio è un film del 1950 diretto da Sergio Grieco.

Ascrivibile al filone dei melodrammi strappalacrime, molto in voga tra il pubblico italiano negli anni del dopoguerra.

Indice

TramaModifica

Storia d'amore sulla falsariga di Romeo e Giulietta, ambientata in Calabria: due giovani innamorati appartengono a due famiglie da sempre nemiche tra loro.

CommentoModifica

È il primo lungometraggio a soggetto diretto da Sergio Grieco. Venne girato in esterni in Calabria, nelle località di Carmigliatello Silano, frazione del comune di Spezzano della Sila, San Giovanni in Fiore e Silvana Mansio, frazione del comune di Serra Pedace, in provincia di Cosenza[1].

Le canzoni presenti nel film sono composte da Mario De Angelis e Peppino Diorelli e cantate da Alfredo Jandolo e Wanda Salerno, mentre le musiche sono dirette da Alberto De Castello.

Iscritto al P.R.C. della S.I.A.E. con il n. 938, venne presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica presieduta da Giulio Andreotti e ottenne il visto di censura n. 10.360 dell'8 agosto 1951 con una lunghezza della pellicola dichiarata di 2.384 metri e accertata di 2.200 metri; non conosciamo in cosa consistono i 184 metri espunti di film[2].

Ebbe una distribuzione alquanto tortuosa: a Roma venne proiettato nel novembre del 1951, mentre a Milano nell'aprile del 1952.

È conosciuto anche con il titolo La vita riprenderà.

Incassò 92.000.000 di lire dell'epoca.

Non risulta ancora pubblicato in DVD, mentre esistono qualche foto di scena e la locandina[3]. Tra i nomi del credit si nota un giovane Giuseppe Rotunno come operatore di ripresa.

Altri tecniciModifica

CriticaModifica

«Dalla Calabria il soggettista e regista Sergio Grieco non ha saputo trarre che questa truce vicenda quanto mai convenzionale. Per la uccisione di una pecora due famiglie si dichiarano guerra: agguati e sparatorie si susseguono a ritmo spietato fino all'eliminazione di quasi tutti i componenti. Una specie di western quindi, realizzato con eccessivo semplicismo. Sergio Grieco ha però l'attenuante di essere al suo primo film». Anonimo, Avanti!, 14 novembre 1951

«Film alquanto confuso e complessivamente di scarso interesse, in cui discrete sequenze descrittive s'alternano con altre meno convincenti». Alberto Albertazzi, Intermezzo n. 9/10, 31 maggio 1952

NoteModifica

  1. ^ Come è possibile evincere dalla pagina dedicata al film tratta dal sito Calabria in Ciak, Cineturismo in Calabria.
  2. ^ Come si evince dal documento originale del visto di censura tratto dal sito Italia Taglia.
  3. ^ Come si evince da questa pagina tratta dal sito della rivista FilmTv.it.

BibliografiaModifica

  • Roberto Chiti, Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano. I film dal 1945 al 1959, vol. 2, Gremese Editore, 2007, seconda edizione aggiornata, pag. 387.

Collegamenti esterniModifica

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