Iolanda di Polonia

principessa e religiosa ungherese
Beata Iolanda di Polonia
Jolanta.jpg
 

Badessa

 
Nascita1235
Morte11 giugno 1298
Venerata daChiesa cattolica
Beatificazionesettembre 1827, da papa Leone XII[1][2]
Ricorrenza11, 12 o 15 giugno o 3 o 6 marzo[2]

Iolanda di Polonia, in ungherese Jolán (1235Gniezno, 11 giugno 1298[1][2]), è stata una principessa e religiosa ungherese, venerata come beata dalla Chiesa cattolica.

BiografiaModifica

Iolanda (Jolanta) nacque in Ungheria nel 1235, da re Béla IV e da sua moglie Maria Laskarina, settima di dieci fratelli (fra i quali si ricordano Kinga e Margherita, entrambe sante, e Stefano, futuro re d'Ungheria)[1][2].

L'educazione di Iolanda venne affidata a sua sorella Kinga, che aveva sposato Boleslao V di Polonia; da adulta, anche Iolanda sposò un nobile polacco, il duca Boleslao il Pio, dal quale ebbe tre figlie[1][2]:

 
Il reliquiario della beata a Gniezno

Entrata nel terz'ordine francescano, Iolanda si dedicò alla cura dei bisognosi; rimasta vedova nel 1279, si fece monaca clarissa, entrando nello stesso convento dove già si trovavano la figlia Anna e la sorella[1][2]. Alla morte di Kinga nel 1292, Iolanda si spostò nel convento di Gniezno, che lei stessa aveva fondato in precedenza e di cui fu eletta badessa, per scampare all'invasione dei mongoli[1]. Ivi morì sei anni dopo, nel 1298[1][2].

CultoModifica

Il processo per la beatificazione, avviato nel 1631, fu portato a compimento da papa Leone XII nel 1827, che confermò il culto e concesse ai conventuali e alle clarisse di ricordarla il giorno 15 giugno[1][2]; papa Leone XIII estese poi la festività a tutte le diocesi della Polonia[1].

Oltre che il 15 giugno, Iolanda è commemorata anche l'11 e il 12 giugno, il 3 marzo e, su certi calendari, il 6 marzo[2].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Beata Iolanda di Polonia, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it. URL consultato il 12 giugno 2014.
  2. ^ a b c d e f g h i (EN) Blessed Helen of Poland, su CatholicSaints.Info. URL consultato il 12 giugno 2014.

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