João Goulart

avvocato e politico brasiliano
João Belchior Marques Goulart
Jango.jpg

24º Presidente del Brasile
Durata mandato 7 settembre 1961 –
1º aprile 1964
Predecessore Pascoal Ranieri Mazzilli
Successore Pascoal Ranieri Mazzilli

Vicepresidente del Brasile
Durata mandato 31 gennaio 1956 –
7 settembre 1961
Presidente Juscelino Kubitschek
Jânio Quadros
Predecessore João Café Filho
Successore José Maria Alckmin

Ministro del Lavoro, Industria e Commercio del Brasile
Durata mandato 8 giugno 1953 –
23 febbraio 1954
Predecessore José de Segadas Viana
Successore Hugo de Araújo Faria

Dati generali
Partito politico Partito Laburista Brasiliano
Università Università federale del Rio Grande do Sul
Firma Firma di João Belchior Marques Goulart

João Belchior Marques Goulart (IPA: [ˈʒwɐ̃w ˈbɛwkjɔʁ ˈmaʁkiʒ ɡuːˈlaʁ]) (São Borja, 1º marzo 1918Mercedes, 6 dicembre 1976) è stato un avvocato e politico brasiliano trabalhista, presidente del Brasile dal 7 settembre 1961 al 1º aprile 1964.

BiografiaModifica

Nato nel 1919 a Iguariaçá, oggi territorio del comune di Itacurubi, a São Borja, Rio Grande do Sul, proveniva da una famiglia di ricchi proprietari terrieri di origini fiamminghe e portoghesi.

Era il primo di otto fratelli, fra cui cinque sorelle (Eufrides, Maria, Iolanda, Cila e Neusa, moglie di Leonel Brizola) e due fratelli (Rivadávia e Ivan, il primo morto a sei mesi e il secondo a 33 anni di leucemia).

Rimasto orfano di padre nel 1943, a 24 anni, si fece carico della famiglia, ma nel 1945 decise di entrare in politica seguendo l'amico di famiglia Getúlio Vargas, di cui divenne erede politico.

Fu anche continuatore della politica di Juscelino Kubitschek, e fu vicepresidente della Repubblica con Jânio Quadros (1961), quindi presidente dall'8 settembre 1961 in seguito alle sue dimissioni.

Per aggirare il veto al suo insediamento posto dai ministri militari (il generale Odílio Denis, l'ammiraglio Sílvio Heck e il brigadiere Grüm Moss) e ottenere il riconoscimento del Congresso Nazionale, dovette accettare una modifica costituzionale che affidava il potere esecutivo a un Consiglio dei ministri di nomina presidenziale ma responsabile davanti al Congresso. Il primo gabinetto fu presieduto da Tancredo Neves, ma la crisi economica e politica, che portò alla costituzione di tre governi nel giro di due anni e mezzo, permise al presidente Goulart di indire un plebiscito che restaurò il presidenzialismo nel 1963.

Per salvare l'economia dall'inflazione galoppante (80% d'inflazione annua nel 1963), il ministro moderato della Pianificazione, Celso Furtado, decise di attuare una riforma agraria e di nazionalizzare le compagnie petrolifere, ma suoi progetti furono stroncati da un golpe militare guidato dal maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco, appoggiato dagli Stati Uniti, il 31 marzo 1964, che accusò Goulart di essere «al servizio del comunismo internazionale».

Morì a Mercedes, in Argentina, ufficialmente di attacco cardiaco, il 6 dicembre del 1976, alcuni mesi dopo il golpe militare del generale anticomunista Jorge Rafael Videla.

Ipotesi sul decessoModifica

Esistono sospetti[1] fra i familiari[2] e i politici[3] sul fatto che Goulart sia stato assassinato da agenti occulti contestualmente all'operazione Condor.[4] Al momento del decesso, però, non venne eseguita l'autopsia per volontà espressa della famiglia.[5]

Il 27 gennaio del 2008, il quotidiano Folha de S. Paulo[6] ha pubblicato una relazione dell'agente uruguaiano Mario Neira Barreiro, in cui dichiarò che Goulart fosse stato vittima d'avvelenamento per ordine di Sérgio Paranhos Fleury, agente del Departamento de Ordem Política e Social dell'allora dittatura militare brasiliana. L'ordine sarebbe poi partito su iniziativa dall'allora presidente Ernesto Geisel (1907-1996).

Nel maggio del 2013, la Comissão Nacional da Verdade, istituita al crollo della dittatura dall'allora neogoverno democratico per indagare sui vari crimini e fiancheggiatori della giunta militare, ha stabilito che il corpo potesse essere riesumato per le classiche indagini post-mortem.[7] La riesumazione, eseguita il 7 novembre del 2013, durò ben 18 ore.[8]

Altre immaginiModifica

OnorificenzeModifica

  Gran Maestro dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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