Apri il menu principale

BiografiaModifica

Di origine irlandese, John Gregson frequentò il St. Francis Xavier's College, ma lasciò la scuola a 16 anni, lavorando prima per una compagnia telefonica, poi per la Liverpool Corporation. Durante questo periodo nacque il suo interesse per la recitazione, che lo portò a entrare in una compagnia locale amatoriale nella natia Liverpool. Allo scoppio della seconda guerra mondiale Gregson fu arruolato nella Royal Navy come marinaio su un dragamine. Rimase ferito a un ginocchio durante il siluramento del dragamine e fu tratto in salvo in mare.

Dopo la smobilitazione nel 1945, entrò a far parte della Liverpool Playhouse, dove rimase per un anno, per poi passare al teatro della città scozzese di Perth. Qui incontrò la sua futura moglie, l'attrice Thea Gregory, che sposò a Londra nel 1947 e dalla quale ebbe sei figli.

Una delle prime apparizioni di Gregson sul grande schermo fu nel film Saraband for Dead Lovers (1948), un melodramma con Stewart Granger e Joan Greenwood. Nello stesso anno interpretò il ruolo dell'esploratore irlandese Tom Crean nel film La tragedia del capitano Scott e recitò in Whisky a volontà (1949), capostipite delle Ealing Comedies, pellicole brillanti, spesso di satira sociale, girate presso gli Ealing Studios e molto amate dal pubblico negli anni del dopoguerra.

Gregson iniziò a farsi conoscere grazie alla partecipazione ad alcuni notevoli film britannici, come Cuore solitario (1949), Cairo Road - Sulla via del Cairo (1949), L'isola del tesoro (1950) e L'incredibile avventura di Mr. Holland (1951), commedia con Alec Guinness. Ebbe un ruolo di rilievo in Quinta squadriglia Hurricanes (1952), film bellico all'epoca molto popolare, e fu promosso a interprete protagonista con il film The Brave Don't Cry (1952), dramma su un disastro minerario, diretto da Philip Leacock.

Nel 1953 Gregson assurse al rango di star grazie alla commedia brillante La rivale di mia moglie (1953), al fianco di Kenneth More e Kay Kendall, dopodiché tornò al registro drammatico con il film di ambiente carcerario Penitenziario braccio femminile (1954), in cui recitò con Glynis Johns e Diana Dors, dimostrandosi all'altezza sia come attore brillante che come interprete drammatico. Nel 1955 fu a suo agio anche nel genere bellico, con il ruolo del tenente Alec Duffy in Sopra di noi il mare, accanto a John Mills e Donald Sinden, e l'anno successivo replicò il successo personale con il ruolo del capitano Frederick S. Bell, comandante dell'incrociatore britannico HMS Exeter, nel film La battaglia di Rio della Plata (1956), diretto da Michael Powell ed Emeric Pressburger.

Tornato con disinvoltura al genere brillante, Gregson interpretò - fra le altre - la commedia Sotto coperta con il capitano (1959), nel ruolo del capitano Albert Ebbs, che dopo anni di esperienza alla guida di navi mercantili, viene nominato comandante della Queen Adelaide, una nave da crociera, trovandosi quindi impreparato a gestire dei passeggeri in vacanza, tra cui due donne di cui diventa oggetto di interesse amoroso. Si cimentò anche nel thriller con Faces in the Dark (1960), nel poliziesco con Scotland Yard sezioni omicidi (1961), in cui recitò con il giovane Sean Connery, e nel genere avventuroso con Il segreto di Montecristo (1961). Fu inoltre una delle numerose star britanniche che parteciparono al kolossal Il giorno più lungo (1962).

Verso la metà degli anni sessanta, la carriera cinematografica di Gregson volse al declino ed egli si dedicò alla televisione, comparendo - fra le altre - nella serie poliziesca L'ispettore Gideon, in cui interpretò l'ispettore protagonista in 26 episodi tra il 1964 e il 1967, e in telefilm come Il Santo (1966) Il mondo di Shirley (1971-1972), e Dangerous Knowledge (1975), che fu la sua ultima apparizione sulle scene e venne trasmesso postumo nel 1976.

John Gregson morì improvvisamente per un attacco di cuore l'8 gennaio 1975, all'età di 55 anni, mentre si trovava in vacanza con la famiglia nel Somerset. È sepolto a Sunbury-on-Thames, nel Surrey.

Filmografia parzialeModifica

Doppiatori italianiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN2673164 · ISNI (EN0000 0000 7729 0190 · LCCN (ENnr2004022044 · GND (DE140810110 · BNF (FRcb14049670j (data) · WorldCat Identities (ENnr2004-022044