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Lauro Quirini (Venezia, 1420Venezia, 1472-1481[1]) è stato un politico e umanista italiano, esponente dell'umanesimo veneziano sia nella sua declinazione politica che pedagogica.

BiografiaModifica

Nato probabilmente a Venezia intorno al 1420 da Pietro e da Francesca Duodo, Lauro Quirini faceva parte dell'alto patriziato veneziano. Entrato nel Maggior Consiglio della città nel 1438, l'attività politica e letteraria di Quirini si concentrò principalmente negli anni '40 del XV secolo. Nel 1441, infatti, Quirini assistette al Concilio ecumenico di Firenze volto alla riunificazione della Chiesa Cattolica e di quella Ortodossa, in occasione del quale conobbe sia il dottissimo (e futuro cardinale) Giorgio Bessarione, sia Leonardo Bruni (all'epoca cancelliere e con cui ebbe un diverbio[2]), sia il giovane Leon Battista Alberti[3]. Tra il 1443 e il 1438, invece, Quirini risiedette principalmente a Padova, dove approfondì gli studi filosofici (specie di Aristotele) e città dove ottenne già la laurea in filosofia il 26 aprile 1440[4]. Durante questo periodo Quirini, che il 15 aprile 1445 fu iscritto nel Collegio dei Filosofi[5], si distinse per le orazioni pubbliche in occasione di eventi pubblici, ma anche per il conferimento di lauree: tra queste, si ricordano le orazioni a Leonardo Giustiniani, altro umanista eletto procuratore di San Marco, e quella funebre dedicata alla scomparsa del condottiero di ventura, il Gattamelata. Entrato in contrasto con il giovane Lorenzo Valla per la disputa su Aristotele[2] e con Poggio Bracciolini riguardo il valore della nobiltà, Quirini nel 1448 era ritornato a Venezia, dove nel marzo 1449 aprì una scuola per l'educazione dei giovani rampolli dell'aristocrazia da lui stesso diretta e in cui figurava come insegnante di filosofia morale[6]. Nel 1451 si sposò con Pellegrina Falier e, nel 1452, accettò di insegnare come docente all'Università di Padova[7]. Il secondo soggiorno padovano, però, durò poco, a Candia, sull'Isola di Creta, a partire dal 1453[8]. Da quell'anno fino alla morte, avvenuta tra il 1472 e il 1481, Quirini non lasciò più l'isola, dedicandosi alla gestione delle sue ricchezze e all'analisi della situazione politica e militare del Mediterraneo Orientale in seguito alla caduta di Costantinopoli e all'entità della potenza dell'Impero Ottomano, inviando lettere e messaggi alla curia papale per esortare la cristianità a combattere contro la minaccia musulmana[3]. Nel 1456 rimase vedovo, si risposò nel 1459 con la cretese Pantasilea Muazzo da cui ebbe due figli: Niccolò e una figlia[3].

Il pensieroModifica

Di Lauro Quirini, oltre alle orazioni pubbliche e all'epistolario che intrattenne con varie personalità dell'epoca, si ricorda, principalmente, la definizione di nobiltà secondo la società oligarchica veneziana, esposta nel trattato De Nobilitate e scritto in chiave polemica con Poggio Bracciolini che, al contrario, negava valore alla nobiltà. Quirini, in un discorso articolato e complesso, afferma che la nobiltà è sia un valore intrinseco (proveniente da Dio e trasmesso nelle creature maggiori, i nobili), sia un valore da acquisire tramite l'esercizio dei valori dell'età classica[9]. Avendo come fonte la Politica di Aristotele, Quirini compose un De Republica in cui afferma che nessuna delle tre forme di governo (monarchia, oligarchia e democrazia) sono aliene da difetti, e che soltanto in una res publica in cui pochi governano lo Stato per incarico di molti, con a capo un re sorvegliato dal popolo, lo Stato può funzionare[10]. In questo senso si può definire l'anima "civile" di Quirini il quale difese lo Stato veneziano non tanto con incarichi politici e istituzionali, quanto con la forza dell'intelletto[11].

Le opereModifica

  • (LA) Lauro Quirini, Dialogus in gymnasiis Florentinis.
  • (LA) Lauro Quirini, Lauri Quirini P. V. Opusculum, in quo Aristoteles iintroducitur disputans, et declarans Platonicorum dogmata principaliora. Ad Andream Maurocenum Praetorem Patavinum, 1440.
  • (LA) Lauro Quirini, De pace Italiae, post 1441.
  • (LA) Lauro Quirini, De nobilitate contra Poggium florentinum, post 1448.
  • (LA) Lauro Quirini, Ad Nicolaum V Pont. Max. Lauri Quirini P. V. Oratio de Urbis Constantinopolis iactura et captivitate, 1453.
  • (LA) Lauro Quirini, Lauri Quirini P.V. Epistola ad Pium Papam II pro Cretensibus adversus Turcos, 1464.
  • Epistolario

NoteModifica

  1. ^ Ronconi riporta la mancanza di certezza sia relativa l'anno di morte, ma anche quello di nascita. Oltre a ciò, Ronconi riporta, all'inizio della biografia, che vari studiosi (come Chaudon, p. 118), affermino che fosse nato a Candia, sull'Isola di Creta.
  2. ^ a b Chaudon, p. 119 §1.
  3. ^ a b c Ronconi.
  4. ^ Ronconi, Agostini, p. 206 e Chaudon, p. 118 §1 e 2
  5. ^ Angeli, p. 207.
  6. ^ Chaudon, p. 118 §2; Angeli, p. 209
  7. ^ Ronconi e Angeli, p. 210
  8. ^ Angeli, p. 213.
  9. ^ Finzi, pp. 359-360:

    «La nobiltà, continua Quirini, altro non è che una superiorità, un eccellere sugli altri, di un elemento su un altro, di un gruppo sull’altro [...] Sono da considerare nobili per natura tutti quelli che sono di animo grande, che eccellono per ingegno e capacità di vedere lontano, cioè quelli che secondo Aristotele sono capaci di governare se stessi e gli Stati. Per converso nessuno è adatto a governare, se non è migliore dei governati. Si dice infatti che siano adatti al governo proprio coloro che mostrano tali virtù e imprese da essere chiamati nobilissimi [...] La distinzione tra nobili e non nobili è dunque soprattutto distinzione politica, tra chi alla vita politica partecipa e chi ne è escluso [...] Lauro Quirini non difende un astratto concetto di nobiltà, del quale tutto sommato poco potrebbe importargli, ma difende la concreta realtà del ceto nobiliare veneziano, che è nobile perché fa politica e fa politica perché è nobile.»

  10. ^ Si veda il saggio di Cappelli 2010
  11. ^ Perry.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN) Seth Perry, Lauro Quirini (XML), Oxford Bibliographies, 31 agosto 2015. URL consultato il 17 agosto 2018.
Controllo di autoritàVIAF (EN90319040 · ISNI (EN0000 0003 5556 6338 · GND (DE115553959 · CERL cnp00377107 · WorldCat Identities (EN90319040