Lingua fenicia

lingua, oggi estinta, degli antichi fenici
Fenicio
Parlato inFenicia, Cartagine e colonie
PeriodoFine del II millennio a.C.-VII secolo d.C.
Locutori
Classificaestinta
Tassonomia
FilogenesiLingue afro-asiatiche
 Lingue semitiche
  Lingue semitiche centrali
   Lingue semitiche centrali meridionali
    Lingue cananaiche

Lingue cananaiche occidentali

Codici di classificazione
ISO 639-2phn
ISO 639-3phn (EN)
Glottologphoe1239 (EN)

La lingua fenicia, o fenicio, era la lingua, oggi estinta, degli antichi Fenici. Spesso si usa il termine fenicio-punico per comprendere, oltre ai dialetti della madrepatria, anche il punico, lingua di Cartagine e delle sue colonie. Dal punto di vista storico, il fenicio appartiene alla famiglia delle lingue afro-asiatiche, ramo delle lingue semitiche e precisamente al gruppo cananaico del semitico nordoccidentale.

La sede originaria di questa lingua era la Fenicia, corrispondente grosso modo alla costa orientale del mediterraneo nella zona dell'attuale Libano. Essa venne esportata nelle numerose colonie ed empori che i Fenici installarono in varie parti del Mediterraneo, e la varietà di Cartagine ("punico") a sua volta acquisì un ruolo importante di diffusione soprattutto nel bacino occidentale del Mediterraneo, favorendo il commercio mediterraneo.

Linguisticamente, l'attributo fenicio viene utilizzato a partire da documenti successivi al XII secolo a.C., a sua volta distinto in fenicio antico (XI-VII secolo a.C.) e fenicio classico (VI-I secolo a.C.). In modo analogo, si adopera il riferimento punico per le colonie extracananee fino al II secolo a.C. (in corrispondenza della caduta di Cartagine) e di tardo punico o neopunico[1] per le attestazioni seguenti[2].

La lingua è nota soprattutto epigraficamente, vale a dire attraverso iscrizioni, ma anche mediante opere letterarie, come Plutarco, Filone di Biblo o Porfirio[3], tramandate fino a noi. Dal momento che originariamente l'alfabeto fenicio comportava una grafia esclusivamente consonantica, molte particolarità della lingua sono per noi poco conosciute. Sul vocalismo si hanno maggiori informazioni riguardo al punico, dal momento che di esso si possiedono diversi testi vocalizzati:

Mentre la lingua fenicia si spense relativamente presto in oriente, il punico rimase vivo diversi secoli dopo Cristo, probabilmente fino all'arrivo degli Arabi (VII secolo).

L'iscrizione melitense e i primi saggi di interpretazione (Perez Bayer: 1722).

Phoenician alphabet.svg

DecifrazioneModifica

La decifrazione del fenicio avvenne nel XVIII secolo, e ricevette un notevole impulso dal ritrovamento di diverse iscrizioni bilingui, in particolare quella di Malta ("iscrizione melitense"), in greco e in fenicio. Tra coloro che svolsero un ruolo si segnalarono in particolare l'abate Barthélemy (1716-1795), il rev. John Swinton (1703-1777) e Francisco Pérez Bayer (1699-1781). Nella tavola accanto si osserva la trascrizione dell'iscrizione e le interpretazioni dei tre studiosi; l'ultima, di Perez Bayer, corrisponde alla lettura ancor oggi considerata esatta.

GrammaticaModifica

NomeModifica

Il nome a quanto pare è indeclinabile nel caso, ossia non ha flessione.

Per formare il duale e il purale vi si aggiunge -m al maschile e -t al femminile.

Genere Singolare Duale Plurale
Maschile invariabile -m -m
Femminile -t -tm -t[4]

Es. mlkm → da mlk (re) con suffisso -m → i re; i due re

PronomeModifica

Pronome personaleModifica

1° personaModifica
Singolare Duale Plurale
'nk/ ānōkī[nota 1][5] - 'nḥn[4]
2° personaModifica
Genere Singolare Duale Plurale
Maschile 't - -
Femminile 't - -[4]
3° personaModifica
Genere Singolare Duale Plurale
Maschile h' - hmt
Femminile h' - hmt[4]

Pronome possessivoModifica

1° personaModifica
Singolare Duale Plurale
-y - -n[4]
2° personaModifica
Genere Singolare Duale Plurale
Maschile -k - -
Femminile -k - -[4]
3° personaModifica
Genere Singolare Duale Plurale
Maschile -w - -m
Femminile -' - -m[4]

Pronome relativoModifica

Il pronome relativo è š (o ).[4]

Pronome dimostrativoModifica

Il pronome dimostrativo è z (<questo>).[4]

Singolare Duale Plurale
z - 'l[4]

Pronome interrogativoModifica

I pronomi interrogativi sono my (<chi?>) e 'm (<che cosa?>).[4]

LessicoModifica

Il lessico fenicio è in genere autoctono; fortemente imparentato con l'ebraico e con le lingue semitiche in generale.

L'onomastica è ricca di nomi teofori, ossia di nomi con una divinità, come Annibale (Hanniba'al; dono di Baal), Ummashart (Madre è Ashart), o anche Azmelqart (Melqart è potente).[6]

Fenicio Traslitterazione Italiano
𐤀𐤁 'b padre
𐤀𐤌 'm madre
𐤀𐤔 uomo
𐤁𐤕 bt casa
𐤀𐤋 'l dio
𐤌𐤋𐤊 mlk/ Malco[nota 2][3] re
𐤊𐤋𐤁 klb cane
𐤋𐤁 lb cuore
𐤁𐤍 bn figlio
𐤐 p bocca
𐤒𐤓𐤕 qrt città[4]
𐤕𐤓 tr/ Tor[nota 3][3] bue
𐤀𐤋𐤐 'lp/ Alep
𐤁𐤓 br/ ber[3] pozzo
non attestata sydyk[nota 4][7] giusto

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ La variante ānōkī è quella con vocalizzazione. Da notare la somiglianza con anā ebraico e arabo; il fenicio si caratterizza dalla apofonia delle a in o, per cui ānōkī.
  2. ^ La variante Malco è forse tipica del siriaco ed è attestata da Porfirio.
  3. ^ La variante Tor è forse del siriaco. È attestata da Plutarco insieme ad Aleph nella forma Alpha.
  4. ^ Questa forma è attestata da Filone di Biblo. Da notare la somiglianza con l'arabo صَادِق ṣādiq, amico.
Fonti
  1. ^ NEOPUNICO, su www.treccani.it. URL consultato il 16 novembre 2015.
  2. ^ Paolo Merlo, Fenicio, su Mnamon - Antiche Scritture del Mediterraneo, Scuola Normale Superiore Laboratorio di Scienze dell'Antichità sezione Informatica per le Lingue Antiche, 2014.
  3. ^ a b c d Bonifazio Finetti, Trattato della lingua ebraica e sue affini, Venezia, 1756, p. 130.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Massimiliano Monagheddu, La lingua fenicia, su academia.edu.
  5. ^ Michel Gras, Pierre Rouillard e Javier Teixidor, L'universo fenicio, Einaudi, 1989, p. 29.
  6. ^ Michel Gras, Pierre Rouillard e Javier Teixidor, L'universo fenicio, Einaudi, 1989, p. 27-28.
  7. ^ Bonifazio Finetti, Trattato della lingua ebraica e sue affini, Venezia, 1756, p. 129.

BibliografiaModifica

  • Francisco Perez Bayer, "El alfabeto y lengua de los Fenices y de sus colonias", in [Don Gabriel de Borbon, Infante de España], La Conjuracion de Catilina y la Guerra de Jugurta por Cayo Salustio Crispo, Madrid, 1772, pp. 335–378
  • Jean-Pierre Thiollet, Byblos, Parigi, H & D, 2005

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 4114 · LCCN (ENsh85101028 · GND (DE4120310-0 · BNF (FRcb11947410s (data) · NDL (ENJA00563095
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