Livio Trapè

ciclista su strada italiano
Livio Trapè
Livio Trapè 1960.jpg
Nazionalità Italia Italia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Ritirato 1966
Carriera
Squadre di club
1961-1962Ghigi
1963Salvarani
1964Springoil
1965Libertas Lazio
1966Queen Ann
Nazionale
1960Italia Italia
Palmarès
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Oro Roma 1960 Cronosquadre
Argento Roma 1960 In linea
 

Livio Trapè (Montefiascone, 26 maggio 1937) è un ex ciclista su strada italiano. Professionista dal 1961 al 1966, fu campione olimpico ai Giochi della XVII Olimpiade nella 100 km a squadre e medaglia d'argento nella prova in linea. È soprannominato l'Airone di Montefiascone.

CarrieraModifica

Livio Trapè si mise in mostra nel gruppo dilettanti ai Giochi della XVII Olimpiade di Roma del 1960, dove vinse la 100 km insieme a Antonio Bailetti, Ottavio Cogliati e Giacomo Fornoni. Nella prova in linea, fallì la prima posizione per pochi centimetri dietro al sovietico Viktor Kapitonov.

La sua carriera professionale vide pochi successi e durante il Giro d'Italia 1961 si fratturò addirittura il femore. La sua migliore prestazione rimase il secondo posto nel Giro di Lombardia del 1962.

Partecipò tre volte al Giro d'Italia, ma non riuscì mai a terminarlo. Ottenne un piazzamento nella quinta tappa del Giro 1964, concludendo al terzo posto.

PalmarèsModifica

Gran Premio Pretola
Trofeo Mauro Pizzoli
Gran Premio Vivaisti Cenaiesi
Coppa Mobilio Ponsacco
Giochi olimpici, 100 km a squadre (con Antonio Bailetti, Ottavio Cogliati e Giacomo Fornoni)
Campionati italiani, Prova in linea dilettanti
Coppa Città del Marmo
Trofeo Mauro Pizzoli
Coppa 29 Martiri di Figline di Prato
Coppa Mobilio Ponsacco
Giro di Campania
Coppa Cicogna

PiazzamentiModifica

Grandi GiriModifica

1961: ritirato
1962: ritirato
1964: ritirato

Classiche monumentoModifica

Competizioni mondialiModifica

Roma 1960 - 100 km a squadre: vincitore
Roma 1960 - Corsa in linea: 2º

OnorificenzeModifica

  Collare d'oro al merito sportivo
— 15 dicembre 2015[1]

NoteModifica

  1. ^ Collari d'oro 2015, su coni.it. URL consultato il 27 dicembre 2018.

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