Luserna

comune italiano
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Luserna
comune
Lusérn
Luserna – Stemma
Luserna – Veduta
Luserna vista da Forte Belvedere Gschwent
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
SindacoLuca Nicolussi Paolaz (lista civica) dal 16-5-2010
Territorio
Coordinate45°55′21″N 11°19′25″E / 45.9225°N 11.323611°E45.9225; 11.323611 (Luserna)Coordinate: 45°55′21″N 11°19′25″E / 45.9225°N 11.323611°E45.9225; 11.323611 (Luserna)
Altitudine1 333 m s.l.m.
Superficie8,2 km²
Abitanti269[2] (30-9-2017)
Densità32,8 ab./km²
Comuni confinantiCaldonazzo, Lavarone, Levico Terme, Pedemonte (VI), Rotzo (VI), Valdastico (VI)
Altre informazioni
Cod. postale38040
Prefisso0464
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022109
Cod. catastaleE757
TargaTN
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantilusernesi, luserni o lusernati (IT); lusérnarn[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Luserna
Luserna
Luserna – Mappa
Posizione del comune di Luserna
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Luserna (Lusérn in cimbro[3] e Lusern in tedesco[4]) è un comune italiano di 269 abitanti della provincia di Trento ed è un'isola linguistica cimbra. Il suo nome deriverebbe infatti dal cimbro Laas [5], che voleva indicare valico, località di accesso alla Valsugana.

Indice

Geografia fisicaModifica

Luserna si colloca sul settore nord-occidentale dell'Altopiano dei Sette Comuni, non lontano dal Passo di Vezzena (1402 m s.l.m.) che permette il collegamento con l'Altopiano di Lavarone.

StoriaModifica

Eredi di antichi coloniModifica

Stando ai resti pervenutici di antichi forni per la fusione del rame risalenti al 1200 a.C., il monte di Luserna risulta già abitato in età preistorica, ma circa l'origine e la consistenza di questi primi coloni ci è dato di sapere ben poco. Sicuri si è del fatto che in epoca medioevale la zona fu colonizzata da genti di origine tedesca, portati su questi monti principalmente per opera del Principe Vescovo di Trento Federico Vanga. In questo periodo il territorio montano compreso tra i fiumi Adige e Brenta, fino a quel momento in prevalenza disabitato, vide la nascita di piccole comunità rurali dedite al taglio del legname e alla pastorizia. Nei secoli, attorno ai primi masi crebbero dei villaggi e presero vita sempre nuove forme di stanzialità. Già nel XVII secolo la popolazione che abitava la grande area interessata da questa colonizzazione era arrivata ai 20 000 abitanti.

I Cimbri degli altipianiModifica

Gli antichi coloni, portarono in questi nuovi territori la propria lingua e le proprie millenarie tradizioni (ancora oggi nel paese si tramandano di generazione in generazione alcune leggende cimbre) e per secoli i loro usi, i costumi, ma in particolare la lingua (detta lingua cimbra appunto), affascinarono ed interessarono intellettuali ed esperti delle più diverse materie. La leggenda fa risalire l'origine di questa popolazione germanofona al popolo di uguale nome, proveniente dal territorio dello Jutland, in Danimarca, che tentò di invadere l'Italia ma che fu sconfitto dall'esercito romano sotto la guida di Gaio Mario. Secondo queste leggende parte di questa popolazione belligerante si sarebbe ritirata sulle montagne dell'Altopiano di Asiago, originando la stirpe dei moderni Cimbri. Una seconda ipotesi, che è andata affermandosi sul finire dell'Ottocento, probabilmente per fini nazionalistici, vede invece l'origine dei cimbri dovuta alla discesa dalla Germania meridionale, intorno all'anno mille, di gruppi di famiglie provenienti per lo più dall'area linguistica bavaro-tirolese. Molti indizi fanno però vacillare quest'ultima tesi, primi fra tutti i resti del villaggio celtico rinvenuto nel Bostel, presso Rotzo, e la toponomastica storica dell'Altipiano dei Sette Comuni che ha precisi riferimenti con la mitologia nordica.
Diversamente da quanto avvenuto altrove, la lingua cimbra si è mantenuta ancora viva a Luserna, anche se il cimbro di Luserna viene considerato il meno originale, e più moderno, essendo anche influenzato dal tedesco moderno.
Oggi comunque il cimbro di Luserna è oggetto di approfondite indagini, soprattutto da parte di studiosi tedeschi, che possono praticare una sorta di "archeologia linguistica". Per meglio tutelare l'unicità culturale di questa comunità si sono mosse anche la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Trentino – Alto Adige, promuovendo significativi interventi per la salvaguardia di ciò che è ritenuto un patrimonio di tutti. Tra questi, l'edizione settimanale di un telegiornale in lingua cimbra, "Zimbar Earde" (Terra Cimbra).

Luserna onoranda vicinaModifica

Il piccolo paese di Luserna viene citato per la prima volta in un documento il 24 gennaio 1442. Risulta, infatti, che un tale Ser Biagio vendette al Duca Federico, detto il Tasca Vuota (Duca d'Austria e Conte del Tirolo), i suoi quattro masi sul Monte di Luserna per 55 ducati d'oro. Dopo questo primo eccezionale documento, Luserna compare più volte negli scritti che vanno via via a delineare la storia degli altopiani. Già nel 1454 risulta che dei contadini di Lavarone si trasferirono, come livellari della Parrocchia di Santa Maria di Brancafora, sull'altopiano di Luserna. Alla fine del Cinquecento, in una relazione che il conte Francesco Caldogno preparò per la Serenissima Repubblica Veneta, Luserna viene descritta come un paesello con circa 40 fuochi, lungo più contrade e con un centinaio di anime. Successivamente, tra gli abitanti dell'Onoranda Vicinia di Luserna (come recita il documento dell'epoca) e quelli della Magnifica Comunità di Lavarone iniziarono delle dispute per i confini e per l'autonomia amministrativa, le quali portarono alla separazione delle due comunità il 4 agosto 1780.

La Grande GuerraModifica

Collocati lungo il confine meridionale dell'antica provincia austriaca del Tirolo, gli altopiani vennero a trovarsi in prima linea allo scoppio del primo grande conflitto mondiale (1915-1918). Fin dagli inizi del Novecento i rapporti diplomatici tra Regno d'Italia ed Impero austro-ungarico erano diventati giorno dopo giorno più tesi in relazione del problema delle terre irredente e la possibilità di una pace duratura era irrimediabilmente compromessa. Ormai entrambi gli Stati pensavano all'eventualità di entrare in conflitto. Considerata l'importanza strategica di questa zona, possibile punto di sfondamento per raggiungere Trento, ben prima dello scoppio del conflitto iniziò la costruzione di una poderosa linea di fortezze. Gli Altopiani venivano ad essere il punto nodale di quella che fu la cintura difensiva di un immenso impero. Tra Folgaria e Vezzena furono erette sette fortezze, le quali rappresentavano il meglio della tecnica militare dell'epoca. Nei dintorni di Luserna vi sono molte testimonianze di questa "trincea d'acciaio": il complesso fortificato Campo Luserna (1549 m s.l.m.), il forte Verle (1554 m s.l.m.), l'Osservatorio Fortificato di Cima Vezzena (1908 m s.l.m.), il piccolo Cimitero Militare di Costalta e chilometri di solchi lasciati dalle vecchie Trincee.

Il Centro Documentazione Luserna ha ospitato due importanti mostre sul tema della Grande Guerra, nel 2006 e 2007. In occasione dell'ultimo evento è stato edito un interessante volume dal titolo "Dagli Altopiani a Caporetto. Von den Hochebenen nach Karfreit", autore Lorenzo Baratter, Direttore del Centro Documentazione Luserna - Documentationszentrum Lusérn.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

NoteModifica

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  3. ^ Carla Marcato, Luserna, in Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 264.
  4. ^ Bollettino ufficiale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige - 5 maggio 1998 - p. 16
  5. ^ Cimbri di Luserna / Lusérn Archiviato il 13 aprile 2014 in Internet Archive.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Voci correlateModifica

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