Maria Letizia Ramolino

nobile italiana
Maria Letizia Ramolino
Robert Lefèvre 001.jpg
Maria Letizia Ramolino con l'abito di corte (1813)
Madame Mère
Stemma
Nascita Ajaccio, 24 agosto 1748
Morte Roma, 2 febbraio 1836
Sepoltura Cappella imperiale, Ajaccio
Dinastia Bonaparte
Padre Giovanni Geronimo Ramolino
Madre Angela Maria Pietrasanta
Coniuge Carlo Maria Buonaparte
Figli Si veda Discendenza
Religione Cattolicesimo

Maria Letizia Ramolino (Ramelino)[1] (Ajaccio, 24 agosto 1748[2]Roma, 2 febbraio 1836) è stata una nobile italiana della Corsica (allora appartenente alla repubblica di Genova), madre di Napoleone Bonaparte.

BiografiaModifica

Stemma personale di Maria Letizia Ramolino

Maria Letizia apparteneva ad un'agiata casata italiana: era figlia di un ispettore generale del genio civile della Corsica, il nobile Giovanni Geronimo Ramolino (1723-1755)[3] e di Angela Maria Pietrasanta (1725-1790), di famiglia nobile di Sartena. Si sposò a 14 anni con Carlo Maria Buonaparte (il cognome poi verrà cambiato in "Bonaparte" da Napoleone) rimanendo vedova a 36 anni. Generò 13 figli, due dei quali nati morti, mentre altri 3 morirono nella primissima età.[4]

Fu presente negli ambienti della resistenza corsa, a fianco di suo marito, durante l'annessione alla Francia nel 1768. Conobbe la povertà quando il marito venne a mancare nel 1785. Solo dopo l'entrata alle armi di Napoleone la sua famiglia riprese una sembianza di prosperità.

Fuggì dalla Corsica a causa di una rivolta nel 1793 e si rifugiò prima a Marsiglia e tre anni dopo a Parigi. Dopo aver accompagnato Napoleone all'isola d'Elba insieme a Paolina, si trasferì definitivamente nella città che vedrà la sua morte, Roma. Non le fu concesso il permesso dagli inglesi di recarsi a Sant'Elena.

Un carattere austero come quello di Letizia mal si accordava con la stravaganza di Giuseppina di Beauharnais, che il figlio Napoleone sposò nel 1796; contrariamente a quanto lascia credere un famoso dipinto di David, Letizia non assistette nel 1804 all'incoronazione ad imperatore di suo figlio, proprio a causa del disaccordo sul matrimonio e sull'incoronazione e per questo ebbe un grande riconoscimento nel 1805: fu insignita del titolo di Madame Mère.[5] Vivendo lontano dalla corte, si stabilì al castello di Pont-sur-Seine, offertole dal figlio, risiedendo all'hotel di Brienne durante le rare visite a Parigi. Peraltro, non imparò mai la lingua francese.

La sua determinazione emerse anche allorché nel 1818 tentò con una lettera di fare ottenere la libertà al figlio Napoleone. Pare che lei avesse conservato, anche negli anni di maggior gloria di Napoleone, il senso della durezza e della provvisorietà della vita, infatti condusse un'esistenza semplice e ritirata.

Per quanto concerne il suo carattere, era una donna severa, che tuttavia si preoccupava e si curava molto dei figli; si dice che fosse una donna fuori dal suo tempo, ed a ragione: ad esempio, era solita fare il bagno ai suoi figli ogni giorno, mentre allora lo si faceva per lo più una volta alla settimana, anche nelle classi più agiate. Profondamente religiosa, già durante l'esilio di Napoleone si mise sotto la protezione del Papa, e nel 1815 si trasferì a Roma, abitando prima in via Giulia a palazzo Falconieri presso il fratellastro cardinale Joseph Fesch, poi dal 1818 nel palazzo Bonaparte a piazza Venezia[6]. Condusse gli ultimi anni in ritiro e preghiera, assistita dal padre spirituale Rev. Sac. Fedele Marchianò. Morì nel 1836 all'età di 88 anni.

 
Maria Letizia Bonaparte sul letto di morte
 
La cappella imperiale ad Ajaccio

Venne sepolta a Corneto nella chiesa delle monache passioniste. Nel 1851, per volere del nipote imperatore Napoleone III, la salma, insieme a quella del fratello porporato, fu trasferita nella cappella imperiale di Ajaccio.

DiscendenzaModifica

I figli furono dodici:

Letizia Bonaparte fu madre e nonna di un imperatore, madre di cinque re, tre principi, due granduchesse, una duchessa. Gli attuali pretendenti alla corona imperiale francese discendono da Girolamo e da Caterina di Württemberg.

La famiglia di Letizia RamolinoModifica

NoteModifica

  1. ^ https://books.google.it/books?id=LzAQAAAAYAAJ&pg=PA78&dq=ramelino+bonaparte&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjZzdL9jpPpAhUmwsQBHVkrDrw4ChDoAQgmMAA#v=onepage&q=ramelino%20bonaparte&f=false
  2. ^ Treccani, v. 86
  3. ^ La famiglia Ramolino aveva antenati nella bassa nobiltà genovese. Il primo dei Ramolino aveva acquisito benefici dalla repubblica di Genova sposando la figlia di un doge. Cfr. Alain Decaux Letizia, mère de l'Empereur, ed. Amiot Dumont, 1951
  4. ^ Vizzutti
  5. ^ Ferri
  6. ^ Per il palazzo Bonaparte a piazza Venezia si veda Memorie napoleoniche a Roma: il Palazzo di Letizia Bonaparte

BibliografiaModifica

  • François Duhourcau, La Mère de Napoleon: Letizia Bonaparte ed. Excelsior, 1933
  • Alain Decaux, Letizia, mère de l'Empereur, ed. Amiot Dumont, 1951
  • Patrick de Carolis, Letizia R. Bonaparte, la mère de toutes les douleurs, Plon, 2014 (romanzo storico)
  • Edgarda Ferri, Letizia Bonaparte, Mondadori, 2003.
  • Éric Le Nabour, Letizia Bonaparte: La mère exemplaire de Napoléon Ier éd. Corps 16, 2009
  • Félix Hippolyte Larrey, Madame Mère, E. Dentu Editeur, 1892, 2 Vol.
  • Flavio Vizzuti, Madame Mère, Gaspari, 2008.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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