Maurrassismo

Il maurrassismo è una dottrina politica elaborata da Charles Maurras, di cui l'Action française fu la punta di lancia. Fu un'ideologia nazionalista, antisemita, germanofoba (fino al 1941 almeno), sciovinista, revanscista (fino al 1919), monarchica, militarista e con radici anche nel secondo positivismo e nella critica borghese-positivista alla rivoluzione francese.

ElaborazioneModifica

Il maurrassismo ha l'ambizione di essere una dottrina controrivoluzionaria, che assicura la coesione della Francia e della sua grandeur. Si basa sulla parola d'ordine «Politique d'abord» ("la politica prima di tutto"), sul postulato del nazionalismo e sulla constatazione (secondo Maurras) che la società (francese) della fine del secolo XIX è minata dalla decadenza e dalla corruzione. Secondo Maurras, i due mali risalgono principalmente alla Rivoluzione francese e raggiungono il parossismo nell'affare Dreyfus. Charles Maurras subisce l'influenza filosofica di Platone e Aristotele, Joseph de Maistre, Dante e Tommaso d'Aquino. Le influenze storiche vanno da Sainte-Beuve a Fustel de Coulanges passando da Hippolyte Taine e Ernest Renan. Si intravedono anche alcune idee "aristocratiche" in parallelo alla riflessione di Friedrich Nietzsche.[1]

Per Maurras, il colpevole è lo spirito rivoluzionario e romantico, veicolato dalle forze liberali che, a suo avviso, sono a quell'epoca i quattro "Stati confederati", cioè gli ebrei, i protestanti, i frammassoni e gli stranieri, che Maurras chiama "meteci". Questi Stati confederati rappresentano l'anti-Francia e non possono in alcun caso far parte della nazione francese. Personalmente agnostico fino ai suoi ultimi anni di vita (quando si converte al cattolicesimo), Maurras riconosce comunque il ruolo sociale e storico della religione cattolica nella società francese.

Contesto storicoModifica

Legittimista in gioventù, poi repubblicano federalista, Maurras ridiviene realista (ma partigiano degli Orléans) nel 1896 in seguito a un ragionamento politico: i re hanno fatto la Francia, che si è disfatta dopo il 1789. Sostenitore di Luigi Filippo d'Orléans (duca d'Orléans) e in seguito dei suoi eredi (il "duca di Guisa", poi il "conte di Parigi"), si propone di convertire la nascente Action française all'idea realista e a riunire al suo interno i resti del realismo tradizionale francese, illustrato soprattutto dal marchese de la Tour du Pin o dal général de Charette. La riflessione di Maurras deve molto anche al suo federalismo originario e alla sua appartenenza al Félibrige di Mistral che gli lascia in eredità la difesa della decentralizzazione. Nel 1914 come nel 1940, Maurras rimane fedele al suo principio del compromesso nazionalista, cioè dell'unità nazionale in caso di crisi, e all'ossessione profonda della guerra civile, sostenendo dapprima Clemenceau e poi Pétain.

NoteModifica

  1. ^ Ernst Nolte, I tre volti del fascismo (Der Faschismus in seiner Epoche. Action francaise · Italienischer Faschismus · Nationalsozialismus, 1963), Collana Argomenti n.21, Milano, Sugar, 1966. - Collana Oscar saggi n.33, Mondadori, 1971-78, pagg. 106-107 - ora pubblicato col titolo Il fascismo nella sua epoca, Sugar, 1993.

BibliografiaModifica

  • Domenico Fisichella, La democrazia contro la realtà. Il pensiero politico di Charles Maurras, Carocci Editore, 2006.
  • Pierre Boutang, Maurras, la destinée et l'œuvre, La Différence, 1991.
  • Michel Mourre, Charles Maurras, éd. Universitaires, 1958.
  • Yves Chiron, La vie de Maurras, Perrin, 1991.
  • Stéphane Giocanti, Maurras félibre, coll. des Amis de la Langue d'oc, 1995.
  • Raymond Aron, Maurrassisme et gaullisme, Commentaire 2012/1 (Numéro 137).
  • Ernst Nolte, I tre volti del fascismo (Der Faschismus in seiner Epoche. Action francaise · Italienischer Faschismus · Nationalsozialismus, 1963), Collana Argomenti n.21, Milano, Sugar, 1966. - Collana Oscar saggi n.33, Mondadori, 1971-78 - ora pubblicato col titolo Il fascismo nella sua epoca, Sugar, 1993.

Voci correlateModifica