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Governo Prodi I

53º esecutivo della Repubblica Italiana
Governo Prodi I
Romano Prodi 96.jpg
StatoItalia Italia
Presidente del ConsiglioRomano Prodi
(indipendente)
CoalizionePDS, PPI, UD, FdV, RI, SI
con l'appoggio esterno di
AD, MCU, PRI, PS, SR, PRC, SVP, La Rete, UV
LegislaturaXIII Legislatura
Giuramento18 maggio 1996
Dimissioni9 ottobre 1998
Governo successivoD'Alema I
21 ottobre 1998
Left arrow.svg Dini D'Alema I Right arrow.svg

Il Governo Prodi I fu il cinquantatreesimo Esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della XIII legislatura.

Il governo rimase in carica dal 18 maggio 1996[1][2][3] al 21 ottobre 1998[4] per un totale di 886 giorni, ovvero 2 anni, 5 mesi e 3 giorni. È stato il quinto governo più longevo della storia della Repubblica Italiana.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 24 maggio 1996 con 173 voti favorevoli, 139 contrari e 1 astenuto[5].

Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 31 maggio 1996 con 322 voti favorevoli e 299 contrari[6].

Non ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 9 ottobre 1998, con 312 voti favorevoli e 313 contrari[7][8]: il ritiro dell'appoggio esterno deciso da Rifondazione Comunista e condiviso da una parte del suo gruppo parlamentare, causò la prima crisi in Aula della storia dell'Italia repubblicana.

Indice

ComposizioneModifica

Camera dei deputati[9] Seggi
Partito Democratico della Sinistra
Popolari per Prodi
Rifondazione Comunista
Rinnovamento Italiano
Federazione dei Verdi
Minoranze linguistiche
La Rete
Altri[10]
Totale maggioranza
172
67
26
35
14
5
3
5
327
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Lega Nord
CCD-CDU
Totale opposizione
122
92
59
30
303
Totale 630[11]
Senato della Repubblica[9] Seggi
Partito Democratico della Sinistra
Partito Popolare Italiano
Federazione dei Verdi
Rinnovamento Italiano
Rifondazione Comunista
Südtiroler Volkspartei
Vallée d'Aoste
La Rete
Partito Sardo d'Azione
Lega delle Regioni
Altri[10]
Totale maggioranza
100
31
14
11
11
2
1
1
1
1
8
181
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Lega Nord
Centro Cristiano Democratico
Cristiani Democratici Uniti
Fiamma Tricolore
Totale opposizione
48
43
27
15
10
1
144
Totale 325

Composizione del governo:

Partecipazione all'esecutivo senza rappresentanza in Consiglio dei ministri:

Il Governo ha goduto inoltre dell'appoggio esterno di:

Presidente del Consiglio dei ministriModifica

Vice Presidente del Consiglio dei ministriModifica

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministriModifica

Enrico Luigi Micheli (PPI), segretario del Consiglio dei ministri

Arturo Mario Luigi Parisi (Indipendente), con delega all'informazione e all'editoria

Sergio Zoppi (PPI), con delega alla funzione pubblica e agli affari regionali

Ernesto Bettinelli (Indipendente), con delega alla funzione pubblica e agli affari regionali - dal 13/02/1997

Giorgio Bogi (SR), con delega ai rapporti con il Parlamento - fino al 14/03/1997

Elena Montecchi (PDS), con delega ai rapporti con il Parlamento - dal 23/02/1998

Ministri senza portafoglioModifica

MinisteriModifica

Affari esteriModifica

Ministro Lamberto Dini (RI), con delega agli italiani all'estero

Piero Franco Rodolfo Fassino (PDS), con delega alle politiche comunitarie

Sottosegretari Rino Serri (MCU)

Patrizia Toia (PPI)

InternoModifica

Ministro Giorgio Napolitano (PDS), con delega al coordinamento della protezione civile

Franco Barberi (Indipendente)

Fabrizio Abbate (PPI)

Angelo Giorgianni (RI) - fino al 13/03/1998

Sottosegretari Giannicola Sinisi (PPI)

Adriana Vigneri (PDS)

Lucio Testa (RI) - dal 20/03/1998

Grazia e giustiziaModifica

Ministro Giovanni Maria Flick (Indipendente)

Giuseppe Maria Ayala (UD)

Sottosegretari Franco Corleone (FdV)

Antonino Mirone (Patto)

DifesaModifica

Ministro Beniamino Andreatta (PPI)

Sottosegretari Massimo Brutti (PDS)

Giovanni Rivera (Patto)

Tesoro (dal 1º gennaio 1998 accorpato nel ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica)Modifica

Ministro Carlo Azeglio Ciampi (Indipendente)

Filippo Cavazzuti (PDS)

Dino Piero Giarda (Indipendente)

Giorgio Macciotta (PDS) - fino al 28/05/1996

Sottosegretari Laura Pennacchi (PDS) - dal 28/05/1996

Roberto Pinza (PPI)

Isaia Sales (PDS)

Bilancio e programmazione economica (dal 1º gennaio 1998 accorpato nel ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica)Modifica

Ministro Carlo Azeglio Ciampi (Indipendente)

Laura Pennacchi (PDS) - fino al 28/05/1996

Sottosegretari Giorgio Macciotta (PDS) - dal 28/05/1996

Isaia Sales (PDS)

FinanzeModifica

Ministro Vincenzo Alfonso Visco (PDS)

Giovanni Marongiu (RI)

Sottosegretari Fausto Vigevani (PDS)

Pierluigi Castellani (PPI) - dal 21/11/1996

Industria, commercio e artigianatoModifica

Ministro Pier Luigi Bersani (PDS), con delega al turismo

Sottosegretari Umberto Carpi (PDS)

Salvatore Ladu (PPI)

Poste e telecomunicazioniModifica

Ministro Antonio Maccanico (UD)

Sottosegretari Vincenzo Maria Vita (PDS)

Michele Lauria (PPI)

Commercio con l'esteroModifica

Ministro Augusto Fantozzi (RI)

Sottosegretario Antonello Cabras (UD)

Trasporti e navigazioneModifica

Ministro Claudio Burlando (PDS)

Sottosegretari Giuseppe Albertini (PDS)

Giuseppe Carmine Soriero (PDS)

Lavori pubbliciModifica

Ministro Antonio Di Pietro (Indipendente), con delega alle aree urbane - fino al 20/11/1996

Paolo Costa (Indipendente), con delega alle aree urbane - dal 20/11/1996

Sottosegretari Antonio Bargone (PDS)

Gianni Francesco Mattioli (FdV)

Risorse agricole, alimentari e forestaliModifica

Ministro Michele Pinto (PPI)

Sottosegretario Roberto Borroni (PDS)

AmbienteModifica

Ministro Edoardo Ronchi (FdV)

Sottosegretario Valerio Calzolaio (PDS)

Lavoro e previdenza socialeModifica

Ministro Tiziano Treu (RI)

Antonio Pizzinato (PDS)

Sottosegretari Federica Rossi Gasparrini (RI)

Elena Montecchi (PDS) - fino al 23/02/1998

Alessandro Garilli (Indipendente) - dal 20/03/1998

Pubblica istruzioneModifica

Ministro Luigi Berlinguer (PDS)

Nadia Masini (PDS)

Sottosegretari Carla Rocchi (FdV)

Albertina Soliani (PPI)

Università e ricerca scientifica e tecnologicaModifica

Ministro Luigi Berlinguer (PDS)

Sottosegretari Luciano Guerzoni (PDS)

Giuseppe Tognon (PDS)

Beni e attività culturaliModifica

Ministro Walter Veltroni (PDS), con delega allo spettacolo e al turismo

Sottosegretari Willer Bordon (AD)

Alberto La Volpe (SI)

SanitàModifica

Ministro Rosaria Bindi (PPI)

Sottosegretari Bruno Viserta Costantini (PDS)

Monica Bettoni Brandani (PDS)

Trasformazioni politicheModifica

Nel corso della legislatura sono sorte nuove formazioni politiche nell'area di maggioranza. In particolare,

CronologiaModifica

1996Modifica

MaggioModifica

GiugnoModifica

  • 19 giugno 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente manovra correttiva dei conti pubblici per 16 000 miliardi di lire.

LuglioModifica

  • 11 luglio 1996 - Il Senato approva il decreto contenente la manovra correttiva del governo.
  • 23 luglio 1996 - La Camera approva il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato e la Legge di assestamento del Bilancio.
  • 31 luglio 1996 - La Camera accorda al governo (con 319 sì e 284 no) la fiducia sulla manovra correttiva.

AgostoModifica

  • 1º agosto 1996 - La Camera approva in via definitiva (con 305 sì e 268 no) il decreto contenente la manovra correttiva.
  • 2 agosto 1996 - Il Senato approva in via definitiva il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato e la Legge di assestamento di Bilancio.
  • 7 agosto 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure di riforma del sistema tributario.

OttobreModifica

  • 13 ottobre 1996 - Il ministro Berlinguer incontra le rappresentanze degli studenti,[17] che hanno indetto proteste e manifestazioni contro decreti emanati nell'estate o prefigurati nel collegato Bassanini e contro il numero chiuso,[18] già colpito da sentenze amministrative[19] difese dal presidente della Camera.[20] La stampa dibatte l'affollamento delle università[21] e parla di risveglio della Pantera con duecentomila manifestanti[22] nonché di calo dei consensi del centrosinistra presso gli studenti.[23]
  • 16 ottobre 1996 - La Camera approva (con 262 sì e 215 no) il decreto sul sistema tributario.
  • 22 ottobre 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge che proroga le concessioni televisive e radiofoniche private fino all'approvazione della nuova legge del sistema radiotelevisivo e delle telecomunicazioni.
  • 24 ottobre 1996 - Il Senato approva in via definitiva (con 150 sì, 43 no e 6 astenuti) il decreto sul sistema tributario.
  • 27 ottobre 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara la Legge Finanziaria 1997, del valore di 62 500 miliardi di lire.

NovembreModifica

  • 14 novembre 1996 - Il Senato approva in prima lettura (con 161 sì e 0 no) il collegato Bassanini alla finanziaria, poi approvato in via definitiva come legge 59/1997.[24][25] Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 16 novembre 1996 - La Camera approva in prima lettura (con 319 sì e 1 no) la Legge Finanziaria 1997. Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 19 novembre 1996 - Il Senato approva in prima lettura il collegato Ciampi alla finanziaria, poi stralciato e confluito nella legge 94/1997.[26][27]
  • 20 novembre 1996 - Dopo aver appreso di essere sotto indagine per la sua attività di magistrato, il Ministro dei Lavori Pubblici Antonio Di Pietro rassegna le dimissioni. Al suo posto è nominato Paolo Costa.

DicembreModifica

  • 18 dicembre 1996 - Il Senato approva (con 160 sì e 0 no) la Legge Finanziaria 1997. Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 20 dicembre 1996 - La Camera e il Senato approvano la riforma del finanziamento pubblico ai partiti.
  • 22 dicembre 1996 - La Camera approva in via definitiva (con 316 sì, 2 no e 2 astenuti) la Legge Finanziaria 1997.
  • 30 dicembre 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge con misure fiscali per oltre 4 300 miliardi di lire (fra cui l'eurotassa).

1997Modifica

GennaioModifica

  • 8 gennaio 1997 - Esce per la prima volta in edicola La Padania, giornale ufficiale della Lega Nord.
  • 9-12 gennaio 1997 - Si tiene il III Congresso del Partito Popolare Italiano, che elegge segretario Franco Marini con il 58% dei voti.
  • 30 gennaio 1997 - La Camera approva (con 268 sì e 113 no) la Legge Bassanini.

FebbraioModifica

  • 4 febbraio 1997 - La Camera respinge (con 250 sì e 311 no) una mozione di sfiducia di Lega Nord e Alleanza Nazionale nei confronti del Ministro delle risorse agricole e forestali Michele Pinto (PPI).
  • 6 febbraio 1997 - Il Senato approva il decreto contenente la manovra fiscale di fine anno.
  • 20-23 febbraio 1997 - Si tiene il II Congresso del Partito Democratico della Sinistra, che rielegge Massimo D'Alema segretario con l'88% dei voti.
  • 25 febbraio 1997 - La Camera accorda al governo (con 308 sì, 257 no e 1 astenuto) la fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra fiscale di fine anno.
  • 26 febbraio 1997 - La Camera approva in via definitiva (con 207 sì, 167 no e 1 astenuto) il decreto contenente la manovra fiscale di fine anno.

MarzoModifica

  • 11 marzo 1997 - Il Senato approva in via definitiva (con 126 sì e 17 no) la legge Bassanini.
  • 21 marzo 1997 - Il Consiglio dei Ministri vara il «pacchetto Treu» sull'occupazione.
  • 27 marzo 1997 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente una manovra correttiva di 15.500 miliardi di lire.

AprileModifica

  • 9 aprile 1997 - Prima crisi di governo. Rifondazione Comunista vota contro la «Missione Alba» in Albania, che è approvata con i voti del Polo per le Libertà. Nei giorni successivi Rifondazione torna a votare la fiducia al governo.

MaggioModifica

  • 5 maggio 1997 - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra correttiva.
  • 6 maggio 1997 - Il governo ottiene (con 318 sì e 260 no) la fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra correttiva di fine marzo. L'Aula approva poi il decreto con 287 sì e 214 no.
  • 28 maggio 1997 - Il Senato approva in via definitiva il decreto contenente la manovra correttiva.

OttobreModifica

  • 9 ottobre 1997 - Seconda crisi: Rifondazione Comunista annuncia voto contrario alla Legge Finanziaria 1998. Prodi sale al Quirinale e rassegna le dimissioni.
  • 10 ottobre 1997 - Il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti si dice pronto a un nuovo accordo.
  • 14 ottobre 1997 - Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro respinge le dimissioni di Prodi e rinvia il governo alle Camere.
  • 16 ottobre 1997 - Il governo ottiene la fiducia alla Camera con 319 sì, 285 no e 2 astenuti. In serata l'esecutivo ottiene la fiducia anche in Senato con 168 sì e 64 no, chiudendo quindi la crisi di governo.

1998Modifica

FebbraioModifica

AprileModifica

MaggioModifica

OttobreModifica

  • 4 ottobre 1998 - Rifondazione Comunista annuncia il suo passaggio all'opposizione. Il governo perde quindi la maggioranza alla Camera
  • 5 ottobre 1998 - Armando Cossutta, in dissenso con Bertinotti per la decisione di passare all'opposizione, si dimette dalla carica di Presidente di Rifondazione Comunista.
  • 6 ottobre 1998 - L'Assemblea dei Deputati di Rifondazione Comunista respinge a larga maggioranza la linea di rottura con le altre forze di centro-sinistra. I parlamentari affermano però che si adegueranno alle decisioni del partito.
  • 7 ottobre 1998 - Alcune centinaia di militanti e dirigenti locali di Rifondazione Comunista vicini a Cossutta, non riconoscendosi nella decisione di Bertinotti, si autoconvocano presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma con l'intento di non arrivare alla rottura con Prodi per impedire il ritorno delle destre al potere. L'assemblea è guidata da Iacopo Venier, segretario della federazione di Trieste e, in tale occasione, è firmato un appello intitolato: Non c'è salvezza per il partito se rompe con il popolo, con i lavoratori, con il Paese.
  • 8 ottobre 1998 - Prodi rende comunicazioni alla Camera e chiede la fiducia.
  • 9 ottobre 1998 - Durante il dibattito sulla fiducia al governo, il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera, Oliviero Diliberto, annuncia che la maggioranza del gruppo parlamentare voterà a favore del Governo Prodi. Bertinotti dichiara invece la sfiducia. Pochi minuti dopo la Camera nega (con 312 sì e 313 no) la fiducia al governo. Prodi sale al Quirinale e rassegna le dimissioni;
  • 11 ottobre 1998 - 21 deputati e 6 senatori di Rifondazione Comunista abbandonano il partito e costituiscono il Partito dei Comunisti Italiani. Il partito entra nella maggioranza e garantisce appoggio ad un governo di centrosinistra
  • 14 ottobre 1998 - L'Unione Democratica per la Repubblica si dichiara disponibile ad appoggiare un governo di centrosinistra a patto che non sia guidato da Prodi.
  • 21 ottobre 1998 - Massimo D'Alema è nominato Presidente del Consiglio e giura nelle mani del Presidente della Repubblica. Subito dopo, con il tradizionale passaggio di consegne, termina il Governo Prodi I.

NoteModifica

  1. ^ DPR 17/5/1996. Nomina dei Ministri
  2. ^ GOVERNO: HA GIURATO IL 'PRODI PRIMO', in Adnkronos, 18 maggio 1996.
  3. ^ GOVERNO: TUTTI I NUMERI DELL'ULIVO ANNO PRIMO, in Adnkronos, 17 maggio 1997.
  4. ^ Governo: il giuramento al quirinale [collegamento interrotto], in AGI, 21 ottobre 1998.
  5. ^ Senato della Repubblica - XIII Legislatura - Seduta n. 6
  6. ^ Camera dei Deputati - XIII Legislatura - Seduta n. 6
  7. ^ Camera dei Deputati - XIII Legislatura - Seduta n. 422
  8. ^ Prodi bocciato alla Camera Il governo si dimette, in La Repubblica, 9 ottobre 1998.
  9. ^ a b Composizione al maggio 1996
  10. ^ a b Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
  11. ^ Il plenum di 630 deputati fu raggiunto in seguito all'opzione di Vittorio Sgarbi, eletto in più circoscrizioni.
  12. ^ a b Aderente al Gruppo parlamentare "Popolari e Democratici - L'Ulivo"
  13. ^ a b Aderente al Gruppo parlamentare "Rinnovamento Italiano - L'Ulivo"
  14. ^ Confluita in Unione Democratica il 1º marzo 1997
  15. ^ a b Aderente al Gruppo parlamentare "Sinistra Democratica - L'Ulivo"
  16. ^ Tolse la fiducia al Governo il 9 ottobre 1998 determinandone la caduta
  17. ^ Berlinguer e gli studenti: incontro e polemiche, in la Repubblica, 13 ottobre 1996.
  18. ^ Incontro studenti-Berlinguer, in la Repubblica, 11 ottobre 1996.
  19. ^ Laureati d'Italia, in la Repubblica, 24 ottobre 1996.
  20. ^ Marina Cavallieri, Violante agli studenti: sì al numero chiuso, in la Repubblica, 24 ottobre 1996.
  21. ^ Marcello De Cecco, Quando esplode l'università, in la Repubblica, 23 ottobre 1996.
  22. ^ La Pantera cambia, in la Repubblica, 26 ottobre 1996.
  23. ^ Guglielmo Pepe, Se si sveglia la Pantera, in la Repubblica, 6 ottobre 1996.
  24. ^ Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa, su senato.it.
  25. ^ Legge 15 marzo 1997, n. 59
  26. ^ Modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni e integrazioni, recante norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio. Delega al Governo per l'individuazione delle unità previsionali di base del bilancio dello Stato., su senato.it.
  27. ^ Legge 3 aprile 1997, n. 94

Altri progettiModifica