Montorfano

comune italiano
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Montorfano
comune
Montorfano – Stemma
Montorfano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoGiuliano Capuano (lista civica Amare Montorfano) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate45°47′N 9°09′E / 45.783333°N 9.15°E45.783333; 9.15 (Montorfano)Coordinate: 45°47′N 9°09′E / 45.783333°N 9.15°E45.783333; 9.15 (Montorfano)
Altitudine414 (min 360-max 554) m s.l.m.
Superficie3,52 km²
Abitanti2 561[1] (31-3-2017)
Densità727,56 ab./km²
FrazioniParravicina, Urago
Comuni confinantiAlbese con Cassano, Alzate Brianza, Capiago Intimiano, Lipomo, Orsenigo, Tavernerio
Altre informazioni
Cod. postale22030
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013157
Cod. catastaleF688
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantimontorfanesi
Patronosan Giovanni Evangelista
Giorno festivo27 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montorfano
Montorfano
Montorfano – Mappa
Posizione del comune di Montorfano nella provincia di Como
Sito istituzionale

Montòrfano (Muntorfan in dialetto brianzolo, pronuncia fonetica IPA: /mũˈtɔrfã/) è un comune italiano di 2 561 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Trae il suo nome dal monte di origine morenica che lo sovrasta (Monte Orfano), ed anche il lago situato nelle immediate vicinanze prende lo stesso nome. Il territorio che circonda il lago, comprendente anche parte del comune di Capiago-Intimiano, è tutelato dal Consorzio della "Riserva naturale Lago di Montorfano" con il fine di salvaguardare la natura e il paesaggio della zona con la sua straordinaria bellezza.

Montorfano viene soprannominata dagli stessi abitanti “La Piccola Parigi” per la bellezza del suo territorio.

Lo Stemma civicoModifica

Lo stemma civico di Montorfano si presenta inquartato: il primo, d'oro alla sbarra di rosso, caricata della scritta di nero, MONS ORPHANUS; il secondo, d'azzurro alla vetta della montagna di verde, cimata da un castello al naturale; il terzo, di verde al lago stilizzato d'azzurro; il quarto, d'oro alla fascia di rosso caricata d'oro di tre stelle, poste in fascia.

StoriaModifica

Resti di palafitte fanno pensare che la zona del lago di Montorfano fosse abitato sin dalla preistoria.

I Golasecchiani dell'Età del Ferro si erano stanziati nella zona e costruirono sul Monte Orfano un castrum, in seguito furono assoggettati dagli Insubri, popolazione di origine gallica.

Nel 196 a.C. gli Insubri furono sconfitti dal generale romano Marco Claudio Marcello. Con la caduta dell'Impero romano questa zona viene abbandonata per un lungo periodo fino al Medioevo.

Il Castrum sul Monte Orfano venne ripristinato per esigenze strategiche e di segnalazione e venne incluso in una serie di fortificazioni usate per la trasmissione di messaggi che dall'alta Valtellina facevano capo al Castello Baradello di Como. Il castello fu scelto come rifugio dai soldati di Federico Barbarossa e forse dell'imperatore stesso dopo la sconfitta di Tessera nel 1160 presso Carcano.

Nel XIII secolo il Duca di Milano Matteo Visconti, diede sua figlia Floramunda in moglie al Conte Guido Mandelli III, infeudando così Montorfano alla famiglia dei Mandelli[2].

Durante le lotte per la supremazia tra Como e Milano, il borgo formatosi all'ombra del castello si trovò spesso al centro delle dispute. Si trattava infatti un importante punto di riferimento, poiché dalla Rocca del monte si riusciva a controllare la pianura milanese. Nel contesto di queste dispute tra le due città, nel 1413 Giacomo Mandelli dei conti di Montorfano vinse in un torneo la mano di Elisabetta Rusca, figlia del Signore di Como Franchino Rusca. Il torneo, svoltosi di fronte a principi italiani e tedeschi, vide la presenza anche del Re di Ungheria e Boemia Sigismondo II[2][3]. Il matrimonio di Giacomo con Elisabetta Rusca comportò un periodo di pace tra Milano e Como[2].

Più volte abbattuta e ricostruita, la fortezza di Montorfano fu definitivamente abbattuta da Carlo V nel XVI secolo. Da quel momento in poi, Montorfano perse la sua importanza e partecipò come un piccolo centro qualsiasi alle vicende della storia nazionale.

Da Montorfano proveniva la famiglia di Giovanni Donato da Montorfano, autore del grande affresco della Crocifissione che, nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, si trova sulla parete opposta all’Ultima Cena[2].

Da un punto di vista ecclesiastico, la "capella" di Montorfano era citata nel 1398 tra quelle della pieve di Galliano. La parrocchia di Montorfano era dunque in origine ambrosiana, sia dal punto di vista del rito sia di quello della diocesi. Gli atti della visita dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli nella pieve di Cantù del 1764 attestano che, entro i confini della parrocchia di Montorfano, erano pure compresi un oratorio dedicato alla Vergine Addolorata e uno intitolato a Sant'Antonio di Padova, situato alla Cà Franca. Nel 1781, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di Montorfano contava 449 abitanti. Con rescritto della Sacra Congregazione per i vescovi 15 settembre 1982, reso esecutivo con decreto 15 ottobre 1982 del vescovo Teresio Ferraroni, la parrocchia di Montorfano fu staccata dalla diocesi di Milano e assegnata alla diocesi di Como[4].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

ArchitettureModifica

 
Chiesa di San Giovanni e, a lato, l'ingresso al complesso di Villa Manusardi

La piazza del piccolo paese offre uno scorcio particolarmente suggestivo, rettangolare, di sapore cinquecentesco, in fondo alla quale sorge l'antichissima piccola Parrocchiale dedicata a San Giovanni Evangelista più volte adattata ed ampliata, completamente ristrutturata all'interno nel 2012; le prime notizie della chiesa risalgono al 1044. Nella piazza sono anche il Monumento ai Caduti e l'ingresso di Villa Manusardi[5], sede del Municipio[6].

 
Villa Manusardi

Alle spalle del paese, a poche centinaia di metri dal lago, si trova il Monte Orfano (554 metri), sulla cui cima sono ancora visibili i resti di un complesso fortificato di origini che datano al II e III secolo a.C. più volte distrutte e ricostruite; nel 1600, vennero fatte completamente abbattere da Carlo V; ora non ne rimangono che pochi ruderi in cattivo stato di conservazione. Dopo le campagne di scavi del 1973 e del 1979 i resti sono stati completamente abbandonati.

 
Villa Barbavara

In riva al lago si trova Villa Barbavara, proprietà di una degli ultimi discendenti della nobile famiglia dei Mandelli, che già dal tempo di Ottone I di Sassonia (962) erano feudatari di Maccagno[2]. Anche il lago era di proprietà dei Mandelli. La stanza più bella ed interessante della villa è la Sala d'Armi, dove si possono ammirare le armi degli antichi Mandelli ed un grande quadro raffigurante l'albero genealogico della casata. La villa, risalente al XVI secolo[7], fu iniziata dal conte Nicolò II e completata da suo figlio Franco, marito di Lucia Serbelloni, zia del futuro papa Pio IV[2]. Durante la Seconda guerra mondiale, la villa fu requisita da Valerio Borghese come roccaforte della X MAS[2].

Degne di nota è anche Villa Mandelli[8], arroccata sulle pendici del Monte Orfano poco sopra alla chiesa di San Giovanni.

La Riserva Regionale del lago di MontorfanoModifica

 
Immagine panoramica del lago di Montorfano

Il lago di Montorfano è originato da uno sbarramento morenico è il più piccolo della serie brianzola.

Ha una forma tondeggiante, una superficie di 0,46 km², un perimetro di 2,6 km, una profondità massima di 6,75 metri. È alimentato da sorgenti sotterranee e l'unico emissario è la Roggia Molinara che defluisce nel Torrente Terrò. Il suo patrimonio ittico è notevole. Quando l'inverno era più freddo lo spessore del ghiaccio poteva raggiungere anche i 50 cm e tagliato e frantumato in pezzi veniva conservato in appositi locali (giazerùn) e venduto durante l'estate. Percorrendo il sentiero sulla sponda ovest del lago troviamo una costruzione in pietra a forma circolare sono i ruderi di una grande ghiacciaia, nei pressi del lago ne sorgevano molte altre di cui purtroppo non resta traccia. Oggi il lago non gela più come un tempo e lo strato di ghiaccio in certi punti è molto sottile ma l'arrivo dei frigoriferi ha cancellato per sempre l'industria del ghiaccio.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[9]

 

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ a b c d e f g Note storiche - Villa di Montorfano Barvabava, su Villa di Montorfano Barbavara. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  3. ^ Carlo Annoni, Monumenti e fatti politice e religiosi del Borgo di Canturio e sua pieve, Ferrario, 1835. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  4. ^ SIUSA - Parrocchia di S. Giovanni evangelista in Montorfano, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  5. ^ Villa Manusardi - complesso, Piazza Roma, 18 - Montorfano (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  6. ^ MONTORFANO – VISITA NOTTURNA DI VILLA MANUSARDI, su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  7. ^ Villa Barbavara - complesso, Via Cantù, 2 - Montorfano (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  8. ^ Villa Mandelli, Via Mandelli, 6 - Montorfano (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterniModifica