Nazionale di rugby a 15 femminile del Giappone

rappresentativa nazionale femminile di rugby a 15 del Giappone
Giappone Giappone
Japan RFU logo.svg
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Prima
tenuta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Tenuta
alternativa
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Federazione Japan Rugby Football Union
Soprannome «Sakura Fifteen»
C.T. Lesley McKenzie
Piazzamento 16ª (4 novembre 2019)
Sponsor tecnico Canterbury of New Zealand
Esordio internazionale
Giappone 0-62 Francia
Neath Port Talbot, 6 aprile 1991
Migliore vittoria
Giappone 78-0 Hong Kong
Bangkok, 3 giugno 2005
Peggiore sconfitta
Stati Uniti 121-0 Giappone
Melrose, 15 aprile 1994
Coppa del Mondo
Partecipazioni 4 (esordio: 1991)
Miglior risultato 8ª (1994)
Campionato asiatico
Partecipazioni 8 (esordio: 2007)
Miglior risultato 1ª (2015, 2016, 2017)
Statistiche aggiornate al 10 dicembre 2018

La nazionale di rugby a 15 femminile del Giappone (15人制女子日本代表 15-Ri-sei joshinihondaihyō?), anche nota come Sakura Fifteen, è la selezione di rugby a 15 femminile che rappresenta il Giappone in ambito internazionale.

Attiva dal 1991, opera sotto la giurisdizione della Japan Rugby Football Union e ha preso parte a 4 edizioni della Coppa del Mondo (la più recente nel 2017), raggiungendo l'ottavo posto come miglior risultato.

Dal 2007, inoltre, partecipa al campionato asiatico femminile, competizione che ha vinto in totale 3 volte (assolute e consecutive) tra il 2015 e il 2017. Al 2018 la squadra ha giocato 50 incontri internazionali, con 27 vittorie e 23 sconfitte.

Il commissario tecnico della selezione è, dal 2019, l'ex rugbista canadese Lesley McKenzie. Al 4 novembre 2019 la squadra occupa la 16ª posizione del ranking World Rugby.

StoriaModifica

Praticato in Giappone fin dalla fine del XIX secolo, il rugby, benché per caratteristiche fisiche e culturali fosse ivi considerato come uno degli sport virili per eccellenza, capaci di ispirare solidarietà e cameratismo maschile[1], riuscì a trovare la sua strada anche tra le donne, tanto da permettere di formare una nazionale in grado di poter prendere parte alla Coppa del Mondo di rugby femminile 1991, la prima della storia della disciplina, in cui le atlete del Sol Levante si presentarono senza alcuna esperienza internazionale pregressa.

L'esordio assoluto delle giapponesi avvenne ad Aberavon, villaggio gallese di Neath Port Talbot, il 6 aprile 1991 nella prima giornata di Coppa del Mondo: a tenere a battesimo la debuttante nazionale fu la Francia che vinse 62-0[2]; nelle altre due partite le inesperte giocatrici incassarono 37 punti dalla Svezia e 30 dalla Spagna senza marcarne alcuno[2], ma si distinsero per il fair play dimostrato in campo: a ogni meta delle avversarie si inchinarono rispettosamente per complimentarsi con la marcatrice e, al termine di ogni partita, ogni membro della squadra offrì alla sua controparte di ruolo un piccolo regalo, talora un origami, da essa stessa preparato[2].

Dopo una pausa di 3 anni la squadra si riformò per la Coppa del Mondo 1994 in Scozia: le giapponesi vinsero contro la Svezia la loro prima partita di sempre e tale risultato permise loro di accedere ai quarti di finale della competizione, anche se nella seconda partita del girone furono brutalmente surclassate dalle campionesse uscenti degli Stati Uniti che si imposero 121-0: le asiatiche si presentavano in campo con un mediano di mischia leggero e alto meno di un metro e mezzo[3] e due giocatrici oltre i 47 anni d'età[3]. Nei quarti la Francia vinse 99-0 e, nei playoff per il quinto posto, il Giappone perse 0-57 dal Canada e 3-11 dall'Irlanda, comunque realizzando il suo miglior risultato mondiale, l'ottavo posto finale.

Facendo seguito a una breve serie di due incontri vinta nel 1998 contro Hong Kong, il 1º settembre 2000 il Giappone tenne a battesimo l'esordiente nazionale femminile di Samoa[4] battendola 12-10 e, sconfiggendo a fine anno di nuovo Hong Kong per 62-0 in un incontro che, sebbene non ufficialmente valido come qualificazione alla Coppa del Mondo femminile (all'epoca ancora a inviti) servì per guadagnare l'informale diritto a essere chiamati a partecipare alla Coppa. Nel 2002 in Spagna il Giappone fu battuto nella fase a gironi da Spagna e Italia, e nei play-off per gli ultimi 4 posti ebbe la meglio per 37-3 sui Paesi Bassi evitando quindi l'ultima piazza, e nella finale per il tredicesimo posto batté l'Irlanda; nonostante la posizione più bassa rispetto a 8 anni prima, chiuse la competizione con due vittorie all'attivo e una differenza punti fatti-subiti di -35.

Fatto salvo un breve tour europeo a fine 2004, le giapponesi tornarono in campo a fine 2005 per un quadrangolare a eliminazione diretta a Bangkok contro Thailandia, Hong Kong e Kazakistan per determinare la compagine asiatica che avrebbe preso parte alla Coppa del Mondo di rugby femminile 2006[5]; a prevalere fu la nazionale ex-sovietica che batté in finale le rugbiste del Sol Levante per 19-3[5].

Nel 2007 il Giappone esordì nel campionato asiatico, piazzandosi terzo dopo avere perso la gara di semifinale contro il Kazakistan[6]; prese parte anche a quello del 2009, valevole ufficialmente come zona continentale di qualificazione alla Coppa del Mondo 2010, giungendo fino alla gara finale ma venendo di nuovo sconfitto dal Kazakistan per 5-43[7].

Quattro anni più tardi la partecipazione al campionato asiatico 2013 servì da qualificazione alla Coppa del Mondo 2014, e anche in tale occasione le giapponesi furono sconfitte in finale dalle kazake, anche se solo per due punti, 23-25, dopo avere condotto anche di 7 punti nella ripresa[8]. Fu solo nel 2015 che giunse la prima vittoria nel torneo continentale[9], cui fece seguito la conferma l'anno successivo, in un'edizione che valse alla squadra l'avanzamento all'ultimo turno di qualificazione alla Coppa del Mondo 2017[10] poi conquistata in un triangolare contro Hong Kong e Figi a fine anno[11].

Nel torneo mondiale che si tenne ad agosto 2017 il Giappone, che vi si presentava fresco campione asiatico per la terza volta consecutiva, finì a zero punti nel girone in cui si trovò a competere contro Francia, le padrone di casa dell'Irlanda e l'Australia; nei play-off per le ultime 4 posizioni perse 0-22 contro l'Italia[12] e successivamente, nella finale per l'undicesimo posto, batté Hong Kong. Quelle alla Coppa del Mondo 2017 sono, allo stato, le più recenti uscite internazionali della squadra giapponese.

Tra il 2014 e il 2019 il C.T. della selezione fu Goshi Arimizu, cui sono legate le prime conquiste di trofei internazionali[9]. Dal 2019 la nazionale è affidata all'ex giocatrice internazionale canadese Lesley McKenzie, già allenatrice delle squadre a sette di Canada e dello stesso Giappone[13].

Colori e simboliModifica

Le uniformi dei rugbisti giapponesi sono storicamente a strisce bianche e rosse, combinazione cromatica che riprende i colori della bandiera nazionale (il noto Sol levante rosso su sfondo bianco rettangolare). Le seconde uniformi sono normalmente blu con variazioni: a seconda delle versioni possono prevedere inserti neri o essere in tinta unita.

Il fornitore tecnico storico della federazione giapponese è l'azienda britannica Canterbury of New Zealand che opera nel Paese con una sua filiale autonoma[14][15]; su tutte le maglie compare il fiore rosa di sakura[14] (prunus serrulata, ciliegio ornamentale tipico dell'Estremo Oriente), tra i più noti simboli del Giappone.

PalmarèsModifica

Statistiche di squadraModifica

Riepilogo al 30 novembre 2018.

Incontri disputatiModifica

Data Sede Incontro Note
6 aprile 1991 Port Talbot Francia — Giappone 62-0 Coppa del Mondo
10 aprile 1991 Rhondda Svezia — Giappone 20-0 Coppa del Mondo
11 aprile 1991 Cardiff Spagna — Giappone 30-0 Coppa del Mondo
13 aprile 1994 Melrose Giappone — Svezia 10-5 Coppa del Mondo
15 aprile 1994 Melrose Stati Uniti — Giappone 121-0 Coppa del Mondo
17 aprile 1994 Edimburgo Francia — Giappone 99-0 Coppa del Mondo
20 aprile 1994 Melrose Canada — Giappone 57-0 Coppa del Mondo
23 aprile 1994 Edimburgo Irlanda — Giappone 11-3 Coppa del Mondo
8 aprile 1998 Kumagaya Giappone — Hong Kong 42-14 Test match
12 aprile 1998 Kumagaya Giappone — Hong Kong 39-0 Test match
1º settembre 2000 Apia Samoa — Giappone 10-12 Test match
15 dicembre 2000 Hong Kong Hong Kong — Giappone 0-62 Test match
13 maggio 2002 Cornellà de Llobregat Spagna — Giappone 62-0 Coppa del Mondo
17 maggio 2002 Cornellà de Llobregat Italia — Giappone 30-3 Coppa del Mondo
20 maggio 2002 Girona Giappone — Paesi Bassi 37-3 Coppa del Mondo
24 maggio 2002 Girona Giappone — Irlanda 18-0 Coppa del Mondo
6 novembre 2004 Amsterdam Paesi Bassi — Giappone 15-7 Test match
14 novembre 2004 Dublino Irlanda — Giappone 55-0 Test match
3 giugno 2005 Bangkok Giappone — Hong Kong 78-0 Test match
5 giugno 2005 Bangkok Kazakistan — Giappone 19-3 Test match
2 novembre 2007 Kunming Kazakistan — Giappone 10-6 Campionato asiatico
4 novembre 2007 Kunming Giappone — Singapore 20-7 Campionato asiatico
5 giugno 2008 Taldıqorğan Giappone — Singapore 17-10 Campionato asiatico
7 giugno 2008 Taldıqorğan Kazakistan — Giappone 39-3 Campionato asiatico
4 novembre 2009 Singapore Singapore — Giappone 11-35 Qualificazioni mondiali
6 novembre 2009 Singapore Kazakistan — Giappone 43-5 Qualificazioni mondiali
22 maggio 2010 Tokyo Giappone — Hong Kong 17-0 Campionato asiatico
29 aprile 2011 Hong Kong Hong Kong — Giappone 0-15 Test match
Data Sede Incontro Note
19 maggio 2012 Tokyo Giappone — Hong Kong 61-15 Test match
5 luglio 2012 Kunshan Giappone — Hong Kong 41-17 Campionato asiatico
7 luglio 2012 Kunshan Kazakistan — Giappone 17-8 Campionato asiatico
4 settembre 2013 Alma-Ata Giappone — Hong Kong 82-0 Campionato asiatico
7 settembre 2013 Alma-Ata Kazakistan — Giappone 25-23 Campionato asiatico
18 maggio 2014 Hong Kong Giappone — Singapore 37-5 Campionato asiatico
21 maggio 2014 Hong Kong Hong Kong — Giappone 15-14 Campionato asiatico
24 maggio 2014 Hong Kong Kazakistan — Giappone 49-17 Campionato asiatico
9 maggio 2015 Fukuoka Giappone — Kazakistan 27-12 Campionato asiatico
23 maggio 2015 Hong Kong Hong Kong — Giappone 12-27 Campionato asiatico
7 maggio 2016 Hong Kong Hong Kong — Giappone 3-39 Campionato asiatico
28 maggio 2016 Tokyo Giappone — Hong Kong 30-3 Campionato asiatico
13 dicembre 2016 Hong Kong Giappone — Figi 55-0 Qualificazioni mondiali
17 dicembre 2016 Hong Kong Hong Kong — Giappone 8-20 Qualificazioni mondiali
11 giugno 2017 Caerphilly Galles — Giappone 10-52 Test match
8 luglio 2017 Shiroyama Giappone — Hong Kong 58-0 Campionato asiatico
15 luglio 2017 Hong Kong Hong Kong — Giappone 19-60 Campionato asiatico
9 agosto 2017 Dublino Francia — Giappone 72-14 Coppa del Mondo
13 agosto 2017 Dublino Irlanda — Giappone 24-14 Coppa del Mondo
17 agosto 2017 Dublino Australia — Giappone 29-15 Coppa del Mondo
22 agosto 2017 Belfast Italia — Giappone 22-0 Coppa del Mondo
26 agosto 2017 Belfast Giappone — Hong Kong 44-5 Coppa del Mondo
13 luglio 2019 Newcastle Australia — Giappone 34-5 Test match
19 luglio 2019 Sydney Australia — Giappone 46-3 Test match

Riepilogo per avversarioModifica

Avversario Primo incontro G V N P PF PS % V/G
  Australia 2017 3 0 0 3 23 119 0
  Canada 1994 1 0 0 1 0 57 0
  Figi 2016 1 1 0 0 55 0 100
  Francia 1991 3 0 0 3 14 233 0
  Galles 2017 1 1 0 0 52 10 100
  Hong Kong 1998 17 16 0 1 729 111 94,1
  Irlanda 1994 4 1 0 3 35 90 25
  Italia 2002 2 0 0 2 3 52 0
  Kazakistan 2005 8 1 0 7 92 214 12,5
  Paesi Bassi 2002 2 1 0 1 44 18 50
  Samoa 2000 1 1 0 0 12 10 100
  Singapore 2007 4 4 0 0 109 33 100
  Spagna 1991 2 0 0 2 0 92 0
  Stati Uniti 1994 1 0 0 1 0 121 0
  Svezia 1991 2 1 0 1 10 25 50
Totale 52 27 0 25 1 178 1 175 51,9

NoteModifica

  1. ^ (EN) Richard Light, A Centenary of Rugby and Masculinity in Japanese Schools and Universities: Continuity and Change (PDF), in Sporting Traditions, vol. 16, nº 2, Sydney, Australian Society for Sports History, maggio 2000, 87-104, ISSN 0813-2577 (WC · ACNP).
  2. ^ a b c (EN) Simon Barnes, Japanese salute, in The Times, 13 aprile 1991. URL consultato l'11 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2018).
  3. ^ a b (EN) Sue Mott, As we thought, rugby is a girls' game, in The Sunday Times, 17 aprile 1994. URL consultato il 12 dicembre 2018 (archiviato dall'originale il 2 ottobre 2018).
  4. ^ (EN) Samoa Women’s Rugby (PDF), su samoarugbyunion.ws, Samoa Rugby Union. URL consultato il 28 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2012).
  5. ^ a b Koroiwa, p. 203.
  6. ^ (EN) Kazakhstan crowned Asian champions, su irb.com, World Rugby, 5 novembre 2007. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2007).
  7. ^ (EN) Kazakhstan complete WRWC 2010 line up, su arfu.com, ARFU, 6 novembre 2018. URL consultato il 13 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2011).
  8. ^ (EN) South Africa and Kazakhstan reach WRWC 2014, su irb.com, World Rugby, 7 settembre 2013. URL consultato il 25 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).
  9. ^ a b (EN) Rugby: Japan men, women sweep Asia Rugby Championships, in SportAsia, 23 maggio 2015. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2015).
  10. ^ (EN) Hong Kong Women Concede Asian Title to Japan, su hkrugby.com, Hong Kong Rugby Union, 28 maggio 2016. URL consultato il 3 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2018).
  11. ^ (EN) Japan head to World Cup as Asia’s top seeds, su world.rugby, World Rugby, 17 dicembre 2016. URL consultato il 3 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2017).
  12. ^ Roberto Parretta, Rugby donne, Mondiale: Italia-Giappone 22-0, in la Gazzetta dello Sport, 22 agosto 2018. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  13. ^ (EN) Lesley McKenzie Takes Charge of Japan Women’s XV, su bcrugby.com, British Columbia Rugby Union, 21 gennaio 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2019).
  14. ^ a b (EN) New Official Jersey for Japanese National Rugby Team with Tagline of “JAPAN WAY”, su goldwin.co.jp, Goldwin, 13 maggio 2015. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2018).
  15. ^ (EN) Tournament Supplier: Canterbury, su rugbyworldcup.com, World Rugby. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2018).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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