Oci ciornie

film del 1987 diretto da Nikita Sergeevič Michalkov
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Oci ciornie
Oci Ciornie.png
Titolo originaleOči čërnye
Paese di produzioneItalia, Unione Sovietica
Anno1987
Durata113 min
Rapporto1,33:1
Generecommedia
RegiaNikita Sergeevič Michalkov
SoggettoNikita Sergeevič Michalkov, Alexandre Adabascian, Anton Čechov
SceneggiaturaAleksandr Adabaš'jan, Nikita Sergeevič Michalkov, con la collaborazione di Suso Cecchi D'Amico
ProduttoreSilvia d'Amico Bendicò e Carlo Cucchi
Casa di produzioneExcelsior Film - TV, Rai Uno e Adriana International Corporation
FotografiaFranco Di Giacomo
MontaggioEnzo Meniconi
MusicheFrancis Lai
ScenografiaMario Garbuglia, Alexandre Adabascian
CostumiCarlo Diappi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Oci ciornie è un film del 1987 diretto da Nikita Sergeevič Michalkov, ispirato ad alcuni racconti di Anton Čechov.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 1987, il film è valso a Marcello Mastroianni il premio per la migliore interpretazione maschile[1] e una candidatura ai Premi Oscar 1988 come miglior attore.

Questo film segna l'ultima apparizione sul grande schermo di Silvana Mangano: ammalatasi nel 1984 di una neoplasia stomacale, morirà il 16 dicembre di due anni dopo per complicanze dovute all'operazione. È anche l'ultima interpretazione dell'attore Renzo Marignano, venuto a mancare nel Novembre del 1987.

TramaModifica

Una mattina, a bordo di un piroscafo, Romano Patroni, un italiano di mezza età incontra un signore russo sposato da poco e lì con sua moglie. I due iniziano a parlare e Romano racconta la storia della sua vita, del suo matrimonio con Elisa, la figlia di un ricco banchiere, e della nascita della figlia Claudia. Un giorno di festa arriva la notizia che la banca è sull'orlo del fallimento e, dopo un litigio con la moglie, Romano va via per recarsi in un luogo di cura. Qui incontra una giovane russa con un cagnolino e dagli splendidi occhi neri (oci ciornie) con cui inizia un folle amore di una notte seguito dall'improvviso abbandono di lei che gli lascia solo una lettera in russo. Romano è colpito dalla purezza e ingenuità della donna, e questo lo fa sentire più giovane e attraente.

Tormentato dal ricordo di quella donna, l'italiano si reca in Russia alla ricerca di quella donna che vive a Sysoev, vicino a San Pietroburgo. Si reca qui con la scusa di commerciare vetri infrangibili per conto di un suo amico e ottiene un lasciapassare per questo. Raggiunta Sysoev, dove viene accolto con grandi onori in quanto è il primo straniero a essere arrivato in quella città, incontra la donna che si chiama Anna Sergeyevna e scopre che è moglie di un funzionario egocentrico.

I due scoprono di amarsi molto e, accecato dalla felicità, Romano le promette che, al suo arrivo in Italia, divorzierà e tornerà in Russia per lei, al fine di sposarla. Al ritorno a casa, Romano scopre che sua moglie sta attraversando una vera crisi: la banca è fallita. Un senso del dovere, misto a un ricordo nostalgico di una giovinezza felice, tiene Romano in Italia accanto alla moglie. Dopo un po' l'eroe si dimentica di Anna e delle promesse che le ha fatto.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Awards 1987, su festival-cannes.fr. URL consultato il 25 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2014).
  2. ^ a b c Enrico Lancia, Ciak d'oro, su books.google.it. URL consultato il 13/04/20.

BibliografiaModifica

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