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Ombriano

frazione del comune italiano di Crema
Ombriano
frazione
Ombriano – Veduta
Canale Acqua Rossa
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Cremona-Stemma.png Cremona
ComuneCrema (Italia)-Stemma.png Crema
Territorio
Coordinate45°21′23″N 9°39′09″E / 45.356389°N 9.6525°E45.356389; 9.6525 (Ombriano)Coordinate: 45°21′23″N 9°39′09″E / 45.356389°N 9.6525°E45.356389; 9.6525 (Ombriano)
Altitudine79 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale26013
Prefisso0373
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleG060
TargaCR
PatronoAssunzione di Maria
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ombriano
Ombriano

Ombriano (Umbrià in cremasco) è un quartiere suburbano di Crema, posto ad ovest della città, lungo la strada per Lodi (SP ex SS 235).

StoriaModifica

La località fu citata per la prima volta nel 1092. Era un borgo agricolo posto lungo la strada per Lodi.

In età napoleonica (1809-16), Ombriano fu frazione di Crema, recuperando l'autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto.

All'Unità d'Italia (1861) contava 1.544 abitanti. Nel 1865 al Comune di Ombriano fu aggregato il Comune di Porta Ombriano[1].

Nel 1928 il Comune[2] di Ombriano fu annesso definitivamente alla Città di Crema[3].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Chiesa parrocchiale di Santa Maria AssuntaModifica

L'attuale edificio, dedicato a Santa Maria Assunta, risale al 1779 e si presenta completamente in laterizio.

Notevole l'interno decorato da Angelo Bacchetta nel 1890, mentre agli altari sono conservate pregevoli tele tra le quali Nascita di Gesù e Adorazione dei Magi di Giovan Battista Lucini, la serie sulla Vita di Maria di Gian Giacomo Barbelli, un Miracolo di Sant'Antonio da Padova di Tommaso Pombioli, una Presentazione di Gesù al Tempio di Giambettino Cignaroli, un Martirio di San Giovanni Evangelista di Jacopo Palma il Giovane, una Madonna col Bambino attribuita a Callisto Piazza, una Madonna con San Gottardo e Santa Barbara di Vittoriano Urbino. Le stazioni della via Crucis sono opera di fra Luigi Cerioli.

Architetture civiliModifica

Villa Benvenuti ClavelliModifica

Elegante edificio barocco, si presenta totalmente in mattone a vista. Costruito dalla famiglia dei conti Clavelli, appartiene dal 1818 al ramo oggi detto "di Ombriano" di una delle più illustri famiglie del cremasco; a detto ramo appartennero, tra gli altri, Giovanni Battista Benvenuti (1658-1693), insignito del titolo di conte dall'imperatore Leopoldo I d'Asburgo grazie al servizio prestato nella guerra contro i Turchi, il conte Francesco Sforza Benvenuti (1822-1888), storico, e il conte Lodovico Benvenuti (1899-1966), patriota, europeista, fondatore del CNL di Crema, Segretario Generale del Consiglio d'Europa, membro fondatore del Partito Popolare Europeo, deputato costituente e nella I e II legislatura.

Villa RossiModifica

Grande palazzo di gusto neogotico, ricostruito nel XIX secolo dal conte Vincenzo Toffetti, quindi appartenne alla famiglia Rossi Martini, quindi al senatore Mario Crespi che durante gli anni della seconda guerra mondiale vi trasferì redazione e rotative del Corriere della Sera.

Sebbene presenti all'esterno le caratteristiche di un tempo con torrette, archetti pensili, ornamenti in ferro, allo stato attuale è del tutto snaturato nel contesto urbano sortogli attorno: fino al secondo dopoguerra, infatti, era circondato da un maestoso parco e un viale oggi scomparso collegava la villa alla fattoria-modello di Ombrianello.

SocietàModifica

Tradizioni e folcloreModifica

Gli abitanti di Ombriano hanno una scormagna (soprannome): pélabròch (letteralmente: pela rami). Il nome potrebbe essere inteso come danneggiatori, vandali, a indicare il carattere litigioso attribuito un tempo ai residenti.

Infrastrutture e trasportiModifica

Fra il 1880 e il 1931 nella località era presente una fermata della tranvia Lodi-Crema-Soncino.

NoteModifica

  1. ^ Regio Decreto 30 dicembre 1865, n. 2732
  2. ^ Lo stemma del Comune di Ombriano lo si può vedere riprodotto nel libro Stemmi e blasoni di Crema edito da L'Araldo - Gruppo Cremasco Ricerche Storico Ambientali, oppure al sottostante collegamento esterno di questa pagina
  3. ^ Regio Decreto 15 aprile 1928, n. 951

BibliografiaModifica

  • AA.VV., Itinerari Cremaschi, vol. 2, "La città di Crema", edizioni Il Nuovo Torrazzo, 1992

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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