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Ospedale Carlo Alberto Pizzardi
StatoItalia Italia
LocalitàBologna
Indirizzolargo Nigrisoli, 2
Fondazione1955
Posti letto927
Dir. generaleChiara Gibertoni (AUSL Bologna)
Dir. sanitarioFrancesca Novaco
Dir. amministrativoAnna Maria Petrini
Sito web
Mappa di localizzazione

Coordinate: 44°30′21.71″N 11°18′50.9″E / 44.50603°N 11.31414°E44.50603; 11.31414

L'Ospedale Maggiore Carlo Alberto Pizzardi fa parte dell'Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna, assieme all'Ospedale Bellaria "C. A. Pizzardi" ed è per dimensione il secondo ospedale del comprensorio (circa 900 posti letto), dopo il policlinico Sant'Orsola-Malpighi, il quale però è a carattere universitario.

Indice

Storia e organizzazioneModifica

Si trova nella periferia ovest di Bologna sulla via Emilia, a 1,5 km da porta San Felice. La sua tradizione va fatta risalire alla confraternita laica dei Battuti (1260) e al loro "Ospedale della Vita" più volte dislocato e sparso nella città antica. Questa nuova struttura è stata inaugurata nel 1955.

È composto da tre edifici principali di 15 piani più altre strutture minori tutte collegate tra loro, tra cui per ampiezza si citano la Maternità e le Malattie infettive. La terza torre (Edificio D), attivata recentemente, dispone sul tetto di un eliporto per le emergenze più gravi, e a regime aggiungerà altri 227 posti letto e 18 sale operatorie alla dotazione ospedaliera.

Al suo interno sono ospitati numerosi reparti e una quarantina di Unità Operative, tra cui il "Trauma center" del 118, noto a livello nazionale per la maggiore casistica di pazienti gravi ricoverati al suo interno. Altre unità di gran pregio sono la "Stroke unit" e la Cardiologia.

Presso l'Ospedale trova sede anche l'Istituto Stomatologico "A. Beretta".

L'Ospedale Maggiore ospita il laboratorio analisi più grande d'Italia, uno dei maggiori d'Europa, dove si eseguono oltre 18 milioni di esami l'anno, il LUM (Laboratorio Unico Metropolitano).[1]

RepartiModifica

I principali reparti e servizi sono:

TrasportiModifica

La struttura è raggiunta da numerose linee della rete di autobus e filobus urbani gestiti da Tper: 13, 19, 35, 81, 91, 87, 86, 92, 83, 38, 39 e 61.

Attualmente è in corso lo studio di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione della linea 1 della nuova rete tramviaria di Bologna, la cui entrata in funzione è prevista per il 2026. La linea 1 collegherà Borgo Panigale al Pilastro passando per l'Ospedale Maggiore, per il centro storico e per la stazione di Bologna Centrale.[2][3]

Avvenimenti rilevantiModifica

Ayrton Senna da Silva, pilota automobilistico brasiliano tre volte Campione del mondo di Formula 1, morì il 1º maggio 1994 in seguito a un incidente nel corso del Gran Premio di Formula 1 di San Marino 1994. Subito dopo l'incidente per le gravità delle ferite venne trasportato via elicottero all'Ospedale Maggiore di Bologna. Qui il pilota venne ricoverato nel reparto di Rianimazione, dove si accertò che il danno più rilevante subito dal pilota era un trauma cranico provocato dal puntone della sospensione anteriore destra spezzatosi nell'incidente; ogni sforzo per salvargli la vita fu vano e Senna spirò alle ore 18,40, all'età di 34 anni, senza aver mai ripreso conoscenza.

Il giorno prima, sempre a causa di un incidente sulla pista di Imola, era morto anche il pilota Roland Ratzenberger, trasportato anch'egli al Maggiore ma deceduto sette minuti dopo l'arrivo al pronto soccorso.

In occasione del grave incidente stradale del 6 agosto 2018 sull'A14, è stato l'ospedale maggiormente coinvolto nella gestione dell'emergenza.

L'Ospedale Maggiore nella cultura di massaModifica

Numerose scene di una puntata della quinta stagione della serie televisiva L'ispettore Coliandro, intitolata Black Mamba, sono state girate nei locali dell'Ospedale Maggiore, e precisamente all'interno dell'Edificio L, sede del punto prelievi, e in un fittizio reparto di Oncologia.

NoteModifica

  1. ^ Dati del Laboratorio analisi centralizzato, su salute.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 02-11-2012.
  2. ^ La rete tranviaria, una grande opportunità per la città, su comune.bologna.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  3. ^ Percorso di informazione e coinvolgimento a supporto della realizzazione della linea tranviaria, su partecipa.comune.bologna.it. URL consultato il 7 marzo 2019.

Collegamenti esterniModifica