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Papa Gregorio XI

201° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
Papa Gregorio XI
Papa Gregorius Undecimus.jpg
201º papa della Chiesa cattolica
C o a Beaufort Popes.svg
Elezione30 dicembre 1370
Incoronazione5 gennaio 1371
Fine pontificato27 marzo 1378
Cardinali creativedi Concistori di papa Gregorio XI
Predecessorepapa Urbano V
Successorepapa Urbano VI
 
NomePierre Roger de Beaufort
NascitaRosiers-d'Égletons, 9 maggio 1330
Ordinazione sacerdotale2 gennaio 1371
Consacrazione a vescovo3 gennaio 1371
Creazione a cardinale29 maggio 1348 da papa Clemente VI
MorteRoma, 27 marzo 1378
SepolturaBasilica di Santa Francesca Romana

Gregorio XI, nato Pierre Roger de Beaufort (Rosiers-d'Égletons, 9 maggio 1330Roma, 27 marzo 1378), è stato il 201º Papa della Chiesa cattolica dal 1370 alla morte.

Fu l'ultimo dei Papi di Avignone, poiché nel 1377 riportò a Roma la sede papale.

Indice

BiografiaModifica

Formazione e carriera ecclesiasticaModifica

Nacque un 9 maggio tra il 1329 e il 1331 nel Castello di Maumont, presso Rosiers-d'Égletons, nella regione francese del Limosino, figlio del conte Guglielmo di Beaufort e di Marie du Chambon e nipote (e omonimo) di Papa Clemente VI. Fece una precoce carriera ecclesiastica e studiò all'Università di Angers. Nel 1342 divenne canonico del capitolo della cattedrale di Rouen, poi di quello di Rodez e quindi di quella di Parigi, di cui divenne anche arcidiacono.

Nel 1348 lo zio Clemente lo fece cardinale diacono della diaconia di Santa Maria Nuova. Mentre era cardinale compì diversi importanti studi in teologia e in giurisprudenza anche presso l'Università di Perugia sotto la guida di Baldo degli Ubaldi, ed effettuò moltissimi viaggi in Italia, ove nel 1367 fu pure accompagnatore di Papa Urbano V. Fu arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano dal 1348 al 1370, e dal 1368 al 1370 anche di quella di Santa Maria Maggiore. Nel 1368 divenne cardinale protodiacono.

ConclaviModifica

Dopo la nomina a cardinale, Pierre Roger de Beaufort partecipò ai conclavi:

Il pontificatoModifica

Morto Urbano V nel 1370, venne eletto suo successore con voto unanime. Non essendo ancora divenuto sacerdote, dovette essere ordinato presbitero e vescovo prima dell'incoronazione ufficiale.[1] La consacrazione fu effettuata dal vescovo e cardinale Guy de Boulogne

Nel 1371 promosse una lega contro i Visconti di Milano che cercavano d'impadronirsi del Piemonte e della Romagna, concludendo poi con essi la pace nel 1375.

Durante il suo pontificato vennero prese misure vigorose contro le eresie che avevano preso piede in Germania, in Inghilterra e in altre parti d'Europa; venne inoltre fatto uno sforzo sincero di portare a una riforma dei vari ordini monastici. Le diciannove proposizioni di John Wyclif e i tredici articoli del Sachenspiegel vennero condannati formalmente da Gregorio XI nel 1373.

Fu convinto assertore della necessità che il Papa dovesse risiedere a Roma: questa convinzione venne in lui ampiamente stimolata dalle parole evocatrici di Caterina da Siena, alle quali si deve quasi completamente il ritorno della sede pontificia in Italia, avvenuto il 17 gennaio 1377.

Gregorio non sopravvisse molto al ritorno, morendo il 27 marzo 1378. I suoi resti riposano in un pregevole monumento sepolcrale situato nel transetto di destra della basilica di Santa Francesca Romana, che all'epoca era conosciuta come "chiesa di Santa Maria Nuova".

Concistori per la creazione di nuovi cardinaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Concistori di papa Gregorio XI.

Papa Gregorio XI durante il suo pontificato ha creato 21 cardinali nel corso di 2 distinti concistori.[2]

Dopo Gregorio XIModifica

Alla sua morte fu eletto pontefice a Roma Urbano VI (Bartolomeo Prignano, vescovo di Bari e ultimo papa scelto fuori dal collegio cardinalizio). Cinque mesi dopo, in un successivo conclave convocato a Fondi, pressoché gli stessi cardinali - dopo aver dichiarato invalida la precedente elezione[3] - elessero al suo posto il cardinale Roberto di Ginevra (Clemente VII, successivamente considerato antipapa), innescando lo scisma d'occidente, che durò una quarantina d'anni e terminò soltanto col Concilio di Costanza; nel corso di esso (1415) avvenne la rinuncia del Papa dell'obbedienza romana (simultaneamente all'atto col quale riconvocava il Concilio) e la deposizione di quelli delle altre obbedienze, aprendo la strada all'elezione di Martino V a unico pontefice della Chiesa cattolica.

OnorificenzeModifica

Albero genealogicoModifica

Gregorio XI Padre:
Guglielmo II Roger de Beaufort
Nonno paterno:
Guglielmo I Roger de Beaufort
Bisnonno paterno:
Pierre Rogier
Trisnonno paterno:
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Trisnonna paterna:
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Bisnonna paterna:
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Trisnonno paterno:
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Trisnonna paterna:
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Nonna paterna:
Bisnonno paterno:
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Trisnonno paterno:
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Trisnonna paterna:
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Bisnonna paterna:
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Trisnonno paterno:
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Trisnonna paterna:
?
Madre:
Marie de Chambon
Nonno materno:
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Bisnonno materno:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Nonna materna:
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Bisnonno materno:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
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Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?

NoteModifica

  1. ^ Claudio Rendina, I papi, Ed. Newton Compton, Roma, 1990. p. 542
  2. ^ (EN) Salvador Miranda, Gregory XI, su fiu.edu – The Cardinals of the Holy Roman Church, Florida International University. URL consultato il 29 luglio 2015.
  3. ^
    (EN)

    «Contemporaries were perplexed over the validity of Urban's, and hence of Clement's, elections; and all Europe was divided in its loyalty. Neither the Council of CONSTANCE nor MARTIN V pronounced sentence on the validity of the two elections.»

    (IT)

    «I contemporanei rimasero perplessi sulla validità dell'elezione di Urbano e quindi su quella di Clemente, e tutta l'Europa si divise nella fedeltà a loro. Né il concilio di CostanzaMartino V si espressero sulla validità delle due elezioni»

    (G. Mollat. Urban VI in The New Catholic Encyclopedia, vol.14. NY, Gale, 2003, pp. 338-9 (trad. propria))

BibliografiaModifica

  • John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Edizioni Piemme S.p.A., 1989, Casale Monferrato (AL), ISBN 88-384-1326-6

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

SuccessioniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN44329137 · ISNI (EN0000 0001 1631 2023 · SBN IT\ICCU\CFIV\125098 · LCCN (ENn79059155 · GND (DE11871869X · BNF (FRcb12111339x (data) · ULAN (EN500355721 · CERL cnp00398826 · WorldCat Identities (ENn79-059155