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Partito Rivoluzionario Istituzionale
(ES) Partido Revolucionario Institucional (PRI)
PRI logo (Mexico).svg
PresidenteClaudia Ruiz Massieu
SegretarioArturo Zamora Jiménez
StatoMessico Messico
SedeAv. Insurgentes Norte #59
Col. Buenavista
Città del Messico
AbbreviazionePRI
Fondazione4 marzo 1929
IdeologiaLiberalismo economico[1]
Autoritarismo[2][3][4]
Neoliberismo[5]
Corporativismo[5]
Tecnocrazia[6]
In precedenza
Nazionalismo rivoluzionario
Socialismo
Laburismo
Progressismo
Anticlericalismo
Nazionalismo di sinistra
Anticristianesimo (durante la presidenza Calles)
Socialdemocrazia
Cardenismo (durante la presidenza Cárdenas)
Socialismo democratico
CollocazioneCentro[2][3][4][7][8]/Centro-destra[9]
In precedenza
Sinistra
CoalizioneCompromesso per il Messico (PRI-PVEM)
Affiliazione internazionaleInternazionale Socialista
Seggi Camera
47 / 500
Seggi Senato
14 / 128
Seggi Governatorati
13 / 32
Sito web

Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (in spagnolo Partido Revolucionario Institucional, PRI) è un partito politico messicano di centro, uno dei partiti storici del Messico e, in precedenza, il più importante.[10]

Il partito fu fondato per la prima volta nel 1929 dal presidente Plutarco Elías Calles per dare una piena rappresentanza ai capi politici messicani e combattenti comuni sopravvissuti alla Rivoluzione messicana e, soprattutto, per far fronte al caos generale creatosi dopo l'assassinio del presidente Álvaro Obregón, rieletto nel 1928 nell'ambito della conclusione della Guerra cristera, tra il Governo e i Cristeros cattolici. Nonostante Calles cadesse presto in disgrazia e fosse esiliato nel 1936, il partito rimase saldo al potere dal 1929 fino al 2000, quando fu sconfitto alle elezioni presidenziali dal Partito Azione Nazionale di Vicente Fox, governando de facto il Messico in un regime monopartitico con metodi autoritari per 71 anni.

StoriaModifica

Il Partito Rivoluzionario Istituzionale è nato nel 1929, fondato dal presidente Plutarco Elías Calles, ex-segretario del Partito Laburista Messicano, con il nome di Partito Nazionale Rivoluzionario, Partido Nacional Revolucionario (PNR), rinominato Partito della Rivoluzione Messicana, Partido de la Revolucion Mexicana (PRM), nel 1938 e assumendo il nome attuale nel 1946. Esso è un diretto discendente della fazione costituzionalista, gruppo sia politico che militare, uscito vincitore dalla Rivoluzione messicana con Venustiano Carranza nel 1920 e poi rimasto saldo al potere dopo la presa del potere da parte del generale Álvaro Obregón nello stesso anno. Obregón divenne primo segretario del nuovo Partito Laburista, che divenne il primo partito "ufficiale" della Rivoluzione, seguito nel 1924 da Plutarco Elías Calles, dando inizio così al regime politico anticlericale e di sinistra che avrebbe detenuto il potere nel paese per 7 decenni fino al 2000, governando de facto il Messico in un regime monopartitico con metodi autoritari, e con la nascita nel frattempo nel 1929 del Partito Rivoluzionario Istituzionale appunto.[11] Nei decenni al potere si è conquistato la fama di essere un partito corrotto.[11] Alle elezioni presidenziali del 2000 il candidato del PRI (Francisco Labastida) fu per la prima volta sconfitto, consegnando la presidenza a Vicente Fox e al Partito Azione Nazionale.

 
Gli stati governati dal PRI (in verde) nel 2019

Alle elezioni parlamentari del 2006, il Partito Rivoluzionario Istituzionale è diventato addirittura la terza forza politica del paese, ottenendo, in coalizione con il Partito Verde Ecologista del Messico, solo il 28,2% dei voti; nonostante la perdita di consensi, ha mantenuto numerosi governi a livello statale e locale.

In occasione delle elezioni presidenziali del 2012, il PRI e il suo candidato Enrique Peña Nieto (che vinse poi le elezioni facendo tornare il PRI al potere) sono stati bersaglio delle proteste del movimento giovanile Yo Soy 132, critico contro gli atteggiamenti autoritari manifestati in campagna elettorale.[12]

Alle elezioni presidenziali del 2018 il PRI ha registrato il peggior risultato della sua storia, con il candidato alla presidenza José Antonio Meade Kuribreña arrivato addirittura terzo con circa il 16,4% dei consensi, evento mai accaduto nella storia politica messicana.

Ideologia politicaModifica

Il Partito Rivoluzionario Istituzionale è considerato un partito di centro attestato su posizioni moderate.

CuriositàModifica

  • Gli iscritti al PRI sono chiamati priistas.

NoteModifica

  1. ^ Pri.org.mx, Mexico. Historia del PRI: Los priístas entendemos por Nacionalismo Democrático el cuerpo ideológico que conjuga la libertad, la igualdad, la democracia y la defensa de la soberanía. Un nuevo nacionalismo incluyente, moderno, firme en la defensa de los intereses populares y nacionales.” Archiviato il 15 agosto 2008 in Internet Archive..
  2. ^ a b David J. Samuels e Matthew S. Shugart, Presidents, Parties, and Prime Ministers: How the Separation of Powers Affects Party Organization and Behavior (Cambridge University Press), 2010, p. 141.
  3. ^ a b Kathleen Bruhn, Urban Protest in Mexico and Brazil (Cambridge University Press), 2008, p. 18.
  4. ^ a b K. Larry Storrs, Mexico-U.S. Relations (Stanford University Press), Mexico: Migration, U.S. Economic Issues and Counter Narcotic Efforts, 2005, p. 56.
  5. ^ a b Eluniversal.com.mx, Septiembre de 2006, México. PRI: ¿ave fénix?”.
  6. ^ La revolución salinista. La crisis de la tecnocracia en México
  7. ^ Rodrigo Camarena, The Institutional Revolutionary party's return to power, in The Guardian, 7 luglio 2011. URL consultato il 4 marzo 2012.
  8. ^ The centre-left: The challenge of turning malcontents into (sensible) militants, in The Economist, 30 luglio 2009. URL consultato il 4 marzo 2012.
  9. ^ J. Kopstein - M. Lichbach - S.E. Hanson, Comparative politics: Interest, Identities, and Institutions in a Changing Global Order, Cambridge University Press, New York, 2014, p. 334.
  10. ^ https://books.google.fr/books?id=L2jwAwAAQBAJ&pg=PA334&dq=%22Institutional+Revolutionary+Party%22+center-right&hl=en&sa=X&ei=PBp2VdzAK8G8UtqZgOgG&ved=0CCEQ6AEwAA#v=onepage&q=%22Institutional%20Revolutionary%20Party%22%20center-right&f=false
  11. ^ a b Domenica si vota in Messico, il Post, 28 giugno 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.
  12. ^ Eugenio Cau, Il movimento #YoSoy132 in Messico, il Post, 30 giugno 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN131348323 · ISNI (EN0000 0001 2180 8090 · LCCN (ENn80089991 · WorldCat Identities (ENn80-089991