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Poggio di Roio

frazione del comune italiano di L'Aquila
Poggio di Roio
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneCoat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila
Territorio
Coordinate42°19′55″N 13°22′48″E / 42.331944°N 13.38°E42.331944; 13.38 (Poggio di Roio)Coordinate: 42°19′55″N 13°22′48″E / 42.331944°N 13.38°E42.331944; 13.38 (Poggio di Roio)
Altitudine831 m s.l.m.
Abitanti733
Altre informazioni
Cod. postale67040
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiRoiani
PatronoSanti Nicandro e Marciano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Poggio di Roio
Poggio di Roio

Poggio di Roio è una frazione del città dell'Aquila distante circa 4 km dal capoluogo. Inglobato nel comune autonomo di Roio Piano fino al 1927, è oggi parte della II circoscrizione della città ed è sede della delegazione comunale. Conta 733 abitanti, oltre 1.500 considerando le altre ville che costituivano il comune sparso[1] ed è ubicato ad un'altitudine di 831 metri[2], sulle propaggini di monte Luco[3].

Costituisce con le vicine frazioni di Colle di Roio, Roio Piano e Santa Rufina, con cui formava il comune sparso, la località di Roio.

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Roio.

Nel XIII secolo, partecipò con altri castelli del contado alla fondazione dell'Aquila ricevendo dei locali nel quarto di San Giovanni[4]. Il paese tuttavia mantenne una propria autonomia di cui rimane testimonianza in numerose carte, ove compare sotto il nome di Rodii, Castrum Rodii o Rodium[4].

Nel 1806, a causa della nuova suddivisione amministrativa voluta da Giuseppe Bonaparte entrò a far parte del Distretto di Aquila divenendo parte del Circondario di Aquila, mentre nel 1860, in seguito alla creazione del Regno d'Italia divenne parte del comune autonomo di Roio o Rojo, successivamente ridenominato Roio Piano dal nome dell'allora villa principale della località.

Nel 1927 il comune di Roio Piano fu accorpato all'allora comune di Aquila degli Abruzzi (oggi L'Aquila) per la creazione della cosiddetta Grande Aquila; da quel momento il suo territorio costituisce la II circoscrizione della città e la frazione di Poggio di Roio è sede della delegazione comunale.

Trattasi del Regio Decreto legge del 29 luglio 1927 (anno V era fascista) numero 1564 che prevede la soppressione e l'annessione al comune di Aquila degli Abruzzi dei comuni di Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio, Sassa, nonché la frazione di San Vittorino del comune di Pizzoli. Nel 1947 Lucoli dopo essere stato per 20 anni una frazione dell'Aquila fu il solo a riuscire a ritornare comune autonomo a differenza degli altri 7 comuni soppressi.

Fino alla prima metà del XX secolo le attività principali del territorio erano l'agricoltura e la pastorizia legata al fenomeno della transumanza. Sul finire del secolo la frazione fu scelta per ospitare le facoltà di Economia e di Ingegneria dell'Università degli studi dell'Aquila, divenendo polo universitario.

Nonostante abbia subito danni e crolli in seguito al terremoto dell'Aquila del 2009, nel suo territorio sono stati costruiti due nuovi quartieri destinati ad ospitare circa 900 sfollati[5][6].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Santuario della Madonna di RoioModifica

Nella frazione, e precisamente in piazza del Santuario, si trova il Santuario di Santa Maria della Croce, meglio conosciuto come Santuario della Madonna di Roio, noto per essere la sistemazione la statua della Madonna di Roio. Il complesso, gravemente danneggiato dal terremoto dell'Aquila del 2009, è stato inserito nella lista dei 44 monumenti da adottare presentata dal Ministro dei beni e delle attività culturali Sandro Bondi.

La statua, secondo la leggenda fu trovata da Felice Calcagno, un pastore originario di Lucoli, nel dicembre del 1578 in un bosco detto "Ruo" in locazione di Tressanti in Provincia di Foggia e non come da "leggenda" a "Ruvo" di Puglia, durante il periodo della transumanza. Il pastore aveva smarrito parte del suo gregge e pregò la Vergine per evitare il castigo da parte dei padroni; apparve al pastore una donna con un bambino in braccio e immersi in una luce abbagliante. La donna indicò al giovane il luogo dove riunire il gregge. Alcuni pastori, accorsi sul posto dopo la notizia del miracolo, trovarono una statua al posto della donna e vi riconobbero le sembianze della figura apparsa a Felice Calcagno, deciserò così di attendere la primavera per riportare con loro sul dorso di un mulo la statua ritrovata.

Una volta che i pastori giunsero a Roio, il mulo che trasportava la statua si inginocchio nei pressi dell'attuale Santuario (è presente una lapide commemorativa lungo la Via Mariana) e non volle più muoversi. I pastori portarono a spalla la statua a Lucoli.

 
Palazzo della Facoltà di Ingegneria dell'università aquilana (Monteluco di Roio)

Il giorno seguente la statua non era più a Lucoli, ma a Poggio di Roio, nella chiesa di San Leonardo nel luogo dove ora sorge il Santuario Mariano. Nel luogo dove il mulo si inginocchiò era presente una croce e per questo motivo alla Madonna fu dato il titolo di "Madonna della Croce". Ora è meglio conosciuta, dopo le iniziative promosse ed organizzate dal 1980 al 1990 dall'Associazione Culturale per la Storia della Civiltà della Transumanza (animata e presieduta da Carlo Frutti cultore del fenomeno della Transumanza) anche come "La Madonna della Transumanza".

Università degli Studi dell'AquilaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi dell'Aquila.

Negli anni '60 presso la vetta del Monteluco è stato costruito il palazzo del Polo didattico della Facoltà di Ingegneria, dell'università di L'Aquila. Il polo è la parte in posizione più elevata del comprensorio universitario del capoluogo.

NoteModifica

  1. ^ In realtà il numero degli abitanti è considerevolmente aumentato dal 2009 in seguito agli eventi sismici ed al conseguente trasferimento nella frazione di alcuni residenti in centro storico e nei quartieri maggiormente colpiti dal sisma; le costruzioni provvisorie realizzate nel territorio di Roio in località Poggio di Roio ospitano circa 900 sfollati, cui tuttavia è stato scelto di non modificare il luogo di residenza, pertanto attualmente il territorio di Roio conta quasi 2.500 abitanti.
    Dipartimento della Protezione Civile, Il progetto C.A.S.E., su protezionecivile.gov.it. URL consultato il 18-09-2011 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2014).
  2. ^ Portale Abruzzo, Roio Piano, su portaleabruzzo.com. URL consultato il 18-09-2011.
  3. ^ Touring Club Italiano, pag.120
  4. ^ a b Alessandro Clementi, Elio Piroddi, pag.82
  5. ^ Dipartimento della Protezione Civile, L'area di Roio 2 (PDF) [collegamento interrotto], su protezionecivile.gov.it. URL consultato il 18-09-2011.
  6. ^ Dipartimento della Protezione Civile, L'area di Roio Poggio (PDF) [collegamento interrotto], su protezionecivile.gov.it. URL consultato il 18-09-2011.

BibliografiaModifica

  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

Voci correlateModifica

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