Ristar

videogioco del 1995
Ristar
videogioco
Ristar.png
Ristar nel primo livello, Planet Flora
Titolo originaleRistar the Shooting Star
PiattaformaSega Mega Drive, Game Gear, Microsoft Windows
Data di pubblicazioneMega Drive, Game Gear:
Giappone 17 febbraio 1995
Flags of Canada and the United States.svg 16 febbraio 1995
Zona PAL 18 febbraio 1995
Flag of Australasian team for Olympic games.svg 19 febbraio 1995

Virtual Console:
Giappone 2 dicembre 2006
Flags of Canada and the United States.svg 4 dicembre 2006
Zona PAL 15 dicembre 2006
Flag of Australasian team for Olympic games.svg 15 dicembre 2006
Steam:
Mondo/non specificato 13 settembre 2010

GenerePiattaforme
TemaFantascienza
OrigineGiappone
SviluppoSonic Team
PubblicazioneSEGA
DirezioneAkira Nishino, Takeshi Niimura
ProduzioneHiroshi Aso
DesignTakumi Miyake
Direzione artisticaYuji Uekawa
MusicheTomoko Sasaki
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputGamepad
SupportoCartuccia, download
Distribuzione digitaleVirtual Console, Steam
Fascia di etàCEROA · ESRBE · OFLC (AU): G · PEGI: 3 · USK: 0

Ristar (リスター ザ・シューティングスター Risutā za Shūtingu Sutā?, Ristar the Shooting Star) è un videogioco a piattaforme sviluppato da Sonic Team e pubblicato nel 1995 da SEGA per Sega Mega Drive e Game Gear[1]. Originariamente il titolo del gioco doveva essere Feel[2], in seguito venne ribattezzato in Ristar. Oltre ad essere incluso in raccolte quali Sonic Mega Collection[3][4][5], Sonic Mega Collection Plus[6] e Sega Mega Drive Collection[7], il gioco è stato distribuito per Wii e Microsoft Windows rispettivamente tramite Virtual Console e Steam[8].

Protagonista di Ristar è una piccola stella antropomorfa omonima, provvista di guanti e scarpe da ginnastica, che usa le sue braccia allungabili per muoversi attraverso i livelli e combattere gli avversari che gli si parano davanti. Ristar non è stato protagonista di un sequel, nonostante fosse nelle intenzioni del suo ideatore. Tuttavia il personaggio compare in altri videogiochi tra cui Shenmue, Segagaga e Sonic & All-Stars Racing Transformed[9].

TramaModifica

Nella lontana galassia conosciuta con il nome di Sistema Valdi si stanno verificando dei disordini. Un diabolico essere alieno, Greedy, ha corrotto il leader del Sistema dei Sette Pianeti e schiavizzato gli abitanti. I cittadini inviano una disperata preghiera affinché un leggendario guerriero li salvi dal triste destino al quale sembrano essere condannati. Il figlio dell'eroe, Ristar, risponde alla loro chiamata. Sebbene egli possa anche non essere il più potente eroe della galassia, dispone di un'arma unica nel suo genere: un paio di braccia estensibili. Estendendo questi arti, Ristar è in grado di afferrare scale, manici attaccati ai soffitti e alberi o pali per arrampicarsi e superare ostacoli e burroni, oltre ad afferrare i nemici per colpirli con una violenta testata. Con queste eccezionali qualità e il suo grande coraggio, Ristar si farà strada tra i diversi pianeti fino a raggiungere la fortezza di Greedy.

Nella versione giapponese gli abitanti del pianeta Flora pregano un eroe prima che Rhio, uno scagnozzo di Greedy col potere del controllo mentale, se ne impossessi. L'accorato appello raggiunge la nebulosa di Oruto, la Dea Stella. Essa invia uno dei suoi figli, Ristar, per esaudire il desiderio degli abitanti del posto di liberarli dalla tirannia di Greedy. La versione inglese risulta diversa in quanto Oruto è stata omessa per venire sostituita da una figura paterna per Ristar, l'Eroe Leggendario, una stella cadente che protegge il Sistema Valdi. Poiché in questa versione egli è stato rapito da Greedy, spetta a Ristar il compito di andare a salvarlo.

Modalità di giocoModifica

Il gioco è un platform a scorrimento bidimensionale, simile ai giochi di Super Mario e Sonic (per via dello stesso team di sviluppo, Ristar è infatti più simile a quest'ultimo[4]).

Inoltre in determinati punti dei diversi livelli è possibile trovare degli agganci speciali a cui Ristar può aggrapparsi e roteare a 360 gradi al fine di ottenere una spinta che lo porterebbe nei punti più alti di quella determinata zona. Altri agganci simili si trovano in parti nascoste del livello e aggrappandovici si viene condotti automaticamente ad un livello bonus nel quale la stellina deve cercare di afferrare, attraverso una corsa a ostacoli, una specie di trofeo per incrementare il punteggio e, insieme ad altri trofei degli altri livelli bonus, ottenere delle password da usare una volta completato il gioco.

Ogni livello si conclude con un aggancio speciale che porta Ristar a una determinata altezza per lasciare il livello con un punteggio aumentato (caratteristica presente anche nella fine dei livelli di Super Mario Bros.).

Nel gioco sono presenti sei pianeti, in ognuno dei quali vi sono due livelli, con un miniboss nel primo e uno vero e proprio quando si supera il secondo. Una volta completati tutti i pianeti, si arriva allo scontro finale con Greedy.

La salute di Ristar è rappresentata da quattro stelle presenti nella parte superiore destra della schermata di gioco.

NoteModifica

  1. ^ Sonic Advance 2 Guide, p. 80.
  2. ^ (EN) Feel (Ristar) [Beta – Genesis / MegaDrive], su Unseen64, 14 aprile 2008. URL consultato il 3 giugno 2020.
  3. ^ Sonic Advance 2 Guide, p. 5.
  4. ^ a b Sonic Advance 2 Guide, p. 25.
  5. ^ (EN) Fran Mirabella, Sonic Mega Collection, su IGN, 12 novembre 2002. URL consultato il 9 ottobre 2019.
  6. ^ (EN) Hilary Goldstein, Sonic Mega Collection Plus, su IGN, 3 novembre 2004. URL consultato il 9 ottobre 2019.
  7. ^ (EN) Hilary Goldstein, Sega Genesis Collection Review, su IGN, 19 dicembre 2006. URL consultato il 9 ottobre 2019.
  8. ^ (EN) Lucas M. Thomas, Ristar Virtual Console Review, su IGN, 5 dicembre 2006.
  9. ^ (EN) Tristan Oliver, Ristar Confirmed in ASR Transformed…as Flag Man, in TSSZ News, 9 ottobre 2012. URL consultato il 7 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2020).

BibliografiaModifica

  • (EN) Sonic Advance 2: Prima's Official Strategy Guide, Prima Games, 11 marzo 2003, ISBN 978-0-7615-4008-3.
  • (EN) Charles P. Gill, Ristar, su Hardcore Gaming 101, 23 luglio 2017.

Collegamenti esterniModifica

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