Rocca di Neto

comune italiano
Rocca di Neto
comune
Rocca di Neto – Stemma Rocca di Neto – Bandiera
Rocca di Neto – Veduta
Panorama di Rocca di Neto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Amministrazione
SindacoAlfonso Dattolo[1] (Rialziamoci Rocca di Neto) dal 22/09/2020
Territorio
Coordinate39°11′18″N 17°00′15″E / 39.188333°N 17.004167°E39.188333; 17.004167 (Rocca di Neto)Coordinate: 39°11′18″N 17°00′15″E / 39.188333°N 17.004167°E39.188333; 17.004167 (Rocca di Neto)
Altitudine165 m s.l.m.
Superficie44,93 km²
Abitanti5 561[2] (30-4-2020)
Densità123,77 ab./km²
FrazioniCupone, Setteporte, Topanello
Comuni confinantiBelvedere di Spinello, Casabona, Crotone, Santa Severina, Scandale, Strongoli
Altre informazioni
Cod. postale88821
Prefisso0962
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT101019
Cod. catastaleH403
TargaKR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona A, 1,132 GG[3]
Nome abitantirocchitani
PatronoSan Martino
Madonna di Setteporte
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca di Neto
Rocca di Neto
Rocca di Neto – Mappa
Posizione del comune di Rocca di Neto nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Rocca di Neto (IPA: [ˈrɔkka diˈnɛto][4]) è un comune italiano di 5 561 abitanti della provincia di Crotone in Calabria. Nota fino al 1863 come Rocca Ferdinandea in onore di Ferdinando di Borbone, da allora prende il nome composto da "rocca" e dall'omonimo fiume che scorre sul confine a sud del territorio comunale.

StoriaModifica

La Rocca di Neto antica, allora chiamata Casale di Terrate, sorse sulle alture di Cupone e di Tanzanovella e si trovava a 39° ed 11’ di latitudine boreale, a 34° e 52’ di longitudine orientale dal meridiano del ferro; stava poi a greco da Santa Severina, a libeccio da Strongoli, a maestro da Crotone.

Dall’anno 71 a.C., rimase sotto il dominio romano alle dipendenze di Petelia. Le terre di Casale di Terrate, come quelle degli altri abitati della valle del Neto, furono assegnate agli aristocratici romani, che estesero l’economia del latifondo, basata sull’integrazione tra la coltura estensiva dei cereali e la transumanza di mandrie e greggi tra la marina e la Sila, attraverso le valli del Neto e del Tacina.

Nell'Alto medioevo a Rocca di Neto esisteva il Monastero Cistercense di “Santa Maria delle Terrate”, sorto nel 1178, filiale della Sambucina, il quale, all’inizio del secolo XIII, passerà alle dipendenze dell’abbazia di S. Angelo in Frigillo. Santa Maria delle Terrate iniziò una fase di rinascita del Casale di Terrate, determinandone la ripresa economica. L’abbazia aveva, infatti, la funzione di promuovere la cultura e di favorire anche le attività agricole dell’area dove si era insediata. Compito cui i monaci cistercensi assolsero egregiamente per alcuni secoli, perché modellarono il paesaggio agrario di Casale di Terrate coltivando i vigneti, gli alberi da frutto e, attorno agli abitati, gli orti.

La successiva storia di Rocca di Neto è contrassegnata da una continua successione di feudatari laici ed ecclesiastici che, per accrescere sempre di più i loro introiti, detenevano nell’asservimento il popolo, usurpandone i diritti fondamentali e determinandone la decadenza sociale ed economica.

È citata come Rocca in un documento del XIV secolo. Nel 1420 Covella Ruffo ebbe dalla regina Giovanna II il mero e misto imperio su un ampio territorio a Nord del fiume Neto, tra cui Rocca di Neto.

Nel lontano 1445 il territorio di Rocca di Neto, risultava parte del Principato di Rossano, viene concesso dal Re Ferdinando d’Aragona a Marino Marzano, il quale, tra il 1460 ed il 1464, in seguito all’esproprio del feudo a favore di Giovanni Simonetta di Caccuri, diede inizio a tutta una serie di vendette verso questa università, scagliandosi contro gli ignari cittadini ai quali inflisse morte e distruzione. Per breve tempo restò nelle proprietà demaniali del Re di Napoli, Ferdinando d’Aragona. Ma nel 1505 la Contea di Cariati, con i suoi fortilizi e le sue terre tra cui Rocca di Neto, fu concessa da Ferdinando il Cattolico a Giovambattista Spinelli. La signoria degli Spinelli (Giovanbattista, Ferrante, Giovanbattista, Francesca, Carlo e Scipione) si protrarrà fino al 1570[5].

Nel 1539 fu fondato un convento dei monaci dell'Ordine di Sant'Agostino aderente alla congregazione degli Zumpani e che rimase attivo fino al 1652, quando venne soppresso.

Marcantonio Lucifero approfittando delle difficoltà finanziarie di Scipione Spinelli, principe di Cariati, acquistò nel 1570 Monte Spinello e Rocca di Neto, ma indebitato procedette ad alcune vendite. Nel 1578 cedette dapprima il feudo di Rocca di Neto a Giraldino d’Amelia, il quale quasi subito lo passò a Giulio Caponsacco. Da questi Rocca di Neto fu ceduta proprio al cognato Cesare d’Aquino “senza patto di ricompra”, con Regio Assenso del 1586. Dal figlio Carlo d'Aquino, 1º Principe di Castiglione, che era subentrato nel possesso del feudo fu venduta a Francesco Campitelli, principe di Strongoli, con Regio Assenso del 17-7-1624. Mutio Prothospataro, nobile crotonese, nel 1631 per 47.000 ducati lo acquistò da Francesco Campitelli, con castello, fortezza, banco di giustizia, cognizione delle prime e seconde cause civili, criminali e miste[5].

Il terremoto dell’8 giugno 1638, fece crollare totalmente 16 case, parzialmente altre 5 e tutte le altre abitazioni furono gravemente danneggiate, i monasteri di S.Agostino e di S.Benedetto furono gravemente danneggiati, il campanile della chiesa madre crollò causando la parziale distruzione della chiesa.

Morto il 27 gennaio 1644 Mutio Prothospatario, Rocca di Neto passo alla figlia Elisabetta, moglie del Marchese di Crucoli Diego Francesco Amalfitani. Alla morte dell'Amalfitani, nel 1655, e di Elisabetta, nel 1656, Rocca di Neto ricadde in Regia Corte[6].

Il 19 ottobre 1664 Rocca di Neto fu acquistata dalla Certosa di Santo Stefano del Bosco, che vendette parecchi suoi beni in altre grangie, per recuperare il capitale necessario[5]. A Rocca di Neto, la Certosa di Santo Stefano del Bosco, sorta per opera di San Brunone di Colonia sul finire del secolo XI con ricche donazioni da parte dei primi Normanni, ebbe la sua sede in prossimità del Calvario, nella località denominata “Casino” (Via Rialto). La Camera Baronale di Rocca di Neto veniva, quindi, ad essere posseduta da un ente religioso che deteneva una proprietà fondiaria non indifferente. Nel 1783, per la soppressione del Monastero dei Certosini, il feudo di Rocca di Neto fu incorporato nel Regio Demanio.

La popolazione di Rocca di Neto nel Seicento era modesta e crescerà in seguito molto lentamente: nel 1675 conterà solo 413 abitanti, 567 nel 1725 e 709 nel 1744[5].

All’inizio dell’Ottocento fu presidiata dai francesi di Giuseppe Bonaparte.

Distrutta dal terremoto del 1832, venne ricostruita più in alto, a breve distanza dal sito in cui sorgeva il vecchio borgo, assumendo il nome di Rocca Ferdinandea. Riprende l’antico nome di Rocca di Neto dopo l’unità d’Italia nel 1863.

Luoghi di interesseModifica

Tra i suoi monumenti sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono:

  • la Chiesa della Madonna delle Sette Porte, costruita, nel Seicento, su un edificio rinascimentale; spita un dipinto quattrocentesco della Madonna, oggetto di grande devozione popolare
  • la Chiesa di Santa Filomena, al cui interno si conservano numerose statue di santi[7];
  • i resti della chiesa di Santa Maria delle Terrate, dotata di cupola circolare ricoperta di maioliche[7];
  • i resti del casino dei certosini di Santo Stefano del Bosco e del convento degli agostiniani;
  • il palazzo Marraino;
  • la casa Gallo-Arcuri
  • i ruderi del vecchio nucleo abitato, con le grotte ricavate nell’arenaria, che costituivano una parte delle abitazioni.
  • i ruderi del castello medievale

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

Infrastrutture e trasportiModifica

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Michele Antonio Barretta PDS Sindaco
13 giugno 1999 13 maggio 2001 Alfonso Dattolo lista civica Sindaco
13 maggio 2001 4 aprile 2005 Francesco Mario Benincasa L'Ulivo Sindaco
4 aprile 2005 29 marzo 2010 Alfonso Dattolo lista civica Sindaco
29 marzo 2010 31 maggio 2015 Luigi Marangolo lista civica Sindaco
31 maggio 2015 22 settembre 2020 Tommaso Blandino Rocca di Neto cambia Sindaco
22 settembre 2020 in carica Alfonso Dattolo Rialziamoci Rocca di Neto Sindaco

NoteModifica

  1. ^ Comunali a Rocca di Neto, Dattolo torna sindaco: vittoria di misura su Blandino, ilcrotonese.it. URL consultato il 22 settembre 2020.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2020.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato il 22 marzo 2014.
  5. ^ a b c d Andrea Pesavento, Rocca di Neto tra il Cinque ed il Seicento, su Archivio Storico Crotone, 21 febbraio 2015. URL consultato il 12 marzo 2020.
  6. ^ Fiore G., cit., I, 231; III, 463
  7. ^ a b Salvatore Anastasio, Azienda Promozione Turistica Crotone e Regione Calabria - Assessorato al Turismo, Crotone - Una provincia nuova tra miti e realtà, Crotone, Grafiche Cusato, p. 27.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterniModifica

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