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Regno di Sicilia
Altavilla
Coat of Arms of the House of Hauteville (according to Agostino Inveges).svg

Ruggero II
Figli
Guglielmo I
Figli
Guglielmo II
Tancredi
Figli
Ruggero III
Guglielmo III
Costanza
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Ruggero III di Puglia (1118 – 2 o 12 maggio 1148) è stato un condottiero normanno. Era il figlio primogenito del re di Sicilia, Ruggero II d'Altavilla e di Elvira di Castiglia; fu Duca di Puglia dal 1134.

BiografiaModifica

Ruggero fece la sua prima apparizione nelle cronache a Melfi nel 1129, quando con il padre ed il fratello Tancredi sedò la rivolta dei baroni, assicurandosi poi la loro fedeltà[1]. Dopo la sua investitura a Duca di Puglia nel 1134, dal momento che era posto sotto la tutela di Roberto di Selby, prese parte alle campagne del padre, distinguendosi nel 1137 contro Rainulfo di Alife, che il papa Innocenzo II e l'imperatore Lotario II avevano investito come Duca di Puglia. Il suo primo incarico di peso fu la battaglia di Rignano del 30 ottobre; nella battaglia molti guerrieri esperti, come suo padre, si arresero ed altri, come il Duca Sergio VII di Napoli furono uccisi. Il coraggio di Ruggero nella battaglia lo rese famoso.

Alla morte di Rainulfo (1139), la Puglia venne resa sicura, ma Innocenzo e lo spodestato principe Roberto II di Capua iniziarono a marciare contro la capitale formale del principe. A Galluccio, Ruggero tese un'imboscata alle truppe papali con solo un migliaio di cavalieri, riuscendo a catturare il pontefice e la sua corte. Tre giorni dopo, il 25 luglio, con il Trattato di Mignano, Innocenzo confermò il padre come Re di Sicilia, Ruggero come duca di Puglia e il terzo figlio, Alfonso, come principe di Capua, ufficialmente al servizio di Roberto. Subito dopo, il duca Ruggero prese possesso della città di Napoli e la rese parte integrande del Regno, mettendo fine al governo di Sergio.

Ducale di Ruggero II e Ruggero III
 
+IC XC RC IN ÆTRN, busto di Cristo di fronte, Vangelo nelle mani R•R SLS, Re Ruggero II e, R•DX•AP, Ruggero, una croce tra loro; AN R X accanto all'asta della croce.
La moneta fu emessa a ricordo dell'investitura del ducato di Puglia da parte di papa Innocenzo III.
AR 24mm; 2,28 ca. 1140

Nel 1140, dopo la pubblicazione delle Assise di Ariano, vennero coniati i primi ducali con l'effigie del giovane duca, in armi ed al fianco del padre, con le loro mani incrociate. Ruggero ed Alfonso, nel 1140, dal momento che il secondo figlio Tancredi era morto, si mossero verso gli Abruzzi e in particolare nel pescarese, per conquistare alcuni territori dello Stato della Chiesa. In quel periodo, alla fine del 1140, giunse nel Regno Isabella, figlia di Tebaldo II di Champagne, che - secondo alcuni storici - sarebbe divenuta la moglie di Ruggero[2]. La compagna più famosa di Ruggero, ad ogni modo, fu la sua amante, Emma, figlia di Accardo II di Lecce, da cui ebbe due figli illegittimi, Guglielmo e Tancredi, che divenne poi Re di Sicilia. In quello stesso anno 1140, Riccardo III di Gaeta morì senza eredi ed il suo ducato venne affidato a Ruggero.

Fu principe che seppe gestire il potere con assennatezza e animo, nonostante la giovane età. Lo storico coevo Romualdo Guarna non aveva dubbi in merito e lo definì "vir quidem speciosus et miles strenuus, pius, benignus, misericors et a suo populo multum dilectus".

Nel 1148 appena trentenne, il duca Ruggero morì in circostanze sconosciute ed in un luogo sconosciuto, probabilmente durante una scaramuccia ai confini settentrionali del suo ducato. Egli venne così cantato dal poeta arabo Abū l-Ḍawʾ Sirāj ibn Aḥmad ibn Rajāʾ:

«Le sue tende lo piangono e pure i suoi palazzi le spade e le lance, come donne, portato il lutto per lui i cuori, più che le vesti, sono lacerati dal dolore»

Gli successe il suo unico fratello ancora in vita Guglielmo, successivamente re di Sicilia.

NoteModifica

  1. ^ V. D'Avinio, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili, e prelatizie (nullius) del regno delle due Sicilie, Ranucci, 1848, p. 326
  2. ^ In realtà in nessun documento normanno risulta il matrimonio di Ruggero o la presenza di una sua sposa ufficiale. Probabilmente - considerato anche che la fanciulla nel 1140 aveva appena dieci anni - si trattò di un fidanzamento che non ebbe seguito, anche perché in quegli anni Ruggero aveva una relazione "stabile" con Emma di Lecce che gli aveva già dato due figli.

BibliografiaModifica

  • John Julius Norwich, Il Regno del Sole 1130-1194, ed. Mursia, Milano 1971 (ed. orig. The Kingdom in the Sun 1130-1194, Longman, Londra 1970).

Voci correlateModifica

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