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San Michele
frazione
San Michele – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
ComuneMorfasso-Stemma.png Morfasso
Territorio
Coordinate44°45′33″N 9°42′00″E / 44.759167°N 9.7°E44.759167; 9.7 (San Michele)Coordinate: 44°45′33″N 9°42′00″E / 44.759167°N 9.7°E44.759167; 9.7 (San Michele)
Altitudine700 m s.l.m.
Abitanti66[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale29020
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantisanmichelini o sanmichelesi
PatronoSan Michele - santa Filomena
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Michele
San Michele

San Michele è una frazione del comune italiano di Morfasso, in provincia di Piacenza. La frazione dista 40 km da Piacenza, 35 da Fiorenzuola d'Arda, 11 dal capoluogo comunale e 5 da Velleia.

San Michele, precisamente la località Oddi, è il luogo d'origine del cardinale Silvio Oddi[2].

Geografia fisicaModifica

San Michele è situato sull'Appennino ligure, in alta val Chero, a 680 m s.l.m., ai piedi del monte Cornetto - una delle cime del gruppo del monte Moria, la più elevata delle quali è Croce dei Segni a 1072 m s.l.m. - e si sviluppa da sud (720 m.) a nord (650 m.) tra il rio San Michele ed il rio Lubietto[3].

Dalla frazione è possibile raggiungere il Parco provinciale Monte Moria, area di salvaguardia naturalistica che si estende per circa 1000 ettari tra i comuni di Morfasso e Lugagnano Val d'Arda gestita da un consorzio e coperta per tre quarti da boschi di castagni, ginestre, faggi, carpini, nocciole e abeti[4]. Il parco è diventato famoso anche per essere stato il set di riprese del telefilm La freccia nera.

StoriaModifica

Nei secoli passati è stato anche nominato come San Michele val Tolla (o Valtolla o val di Tolla) toponimo riconducibile alla importante ed antica Abbazia di Tolla che sorgeva nei pressi di Monastero di Morfasso, fondata dai monaci dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio[5] nel VII secolo, ai tempi dell'abate Attala, e sotto la cui influenza ed egemonia San Michele ricadeva.

A partire dal settecento, la zona comincia a conoscere il fenomeno dell'emigrazione, il massimo sviluppo demografico viene toccato nella seconda metà dell'ottocento; nel 1868 gli abitanti di San Michele e delle limitrofe località afferenti alla locale parrocchia sono 854, mentre risultano 163 sammichelesi emigrati all'estero[6]. Nel 1908 la popolazione della zona si è ridotta a 612 persone. Secondo i dati del censimento del 2001, la popolazione residente della sola frazione di San Michele in quell'anno è di 66 abitanti[1].

Inizialmente frazione del comune di Lugagnano, la zona di San Michele, a seguita di una richiesta pervenuta dalla maggioranza della popolazione residente, viene aggregata al comune di Morfasso il 1º maggio 1870 con il regio decreto 5581 del 7 marzo 1870 firmato dal re Vittorio Emanuele II[7]. In seguito all'aggregazione di San Michele a Morfasso sorge una questione tra i comuni di Morfasso e Lugagnano riguardo la correttezza o meno dell'annessione al comune di Morfasso di alcune porzioni di terreno appartenenti a Macinesso, frazione di Lugagnano e che prosegue per circa 4 anni[8]. Nel 1921 San Michele, insieme a Carignone, anch'essa frazione morfassina e Velleia, frazione di Lugagnano, chiede la separazione dal comune di Morfasso e l'annessione al comune di Gropparello, tuttavia il progetto non viene concretizzato[8].

Nel XXI secolo San Michele diventa meta di villeggiatura estiva, con la presenza di un campeggio e della locale pro loco che contribuisce all'organizzazione degli eventi nella frazione[9]. Per agevolare la ricettività turistica, l'amministrazione comunale di Morfasso riqualifica urbanisticamente il centro abitato conferendogli alcune caratteristiche di originalità, come il selciato per le vie del paese e la nuova illuminazione con lampioni d'epoca.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa di san Michele Arcangelo: edificata tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo e consacrata nel 1908 sui resti di una preesistente oratorio medievale tributario della chiesa di Macinesso, andato distrutta a causa di una frana, di cui sono stati ritrovati alcuni resti alla base dell'edificio e del campanile, presenta un'unica navata e 4 cappelle laterali[9]. La torre campanaria, risalente agli anni tra il 1205 ed il 1207 era, in origine, alta 11 metri, poi diventati 25 in seguito a lavori effettuati nel 1902[6].

Geografia antropicaModifica

Nelle vicinanze di San Michele si trovano le località di Bellini, Chiavarini, Malvisi, Oddi, Rigolli, Chignoli, e Ca' delle Donne[3].

Infrastrutture e trasportiModifica

San Michele è attraversato dalla strada provinciale 14 della val Chero che, partendo da Carpaneto Piacentino risale la val Chero fino al passo dei Guselli, mettendola in comunicazione con la val d'Arda. Dalla strada provinciale 14 a San Michele si dirama la strada provinciale 23 del Parco provinciale che permette di raggiungere l'omonimo parco[10].

La frazione è servita dalle linee autobus extraurbane E42 San Michele-Carpaneto-Cadeo-Piacenza[11] ed E49 San Michele-Lugagnano Val d'Arda-Fiorenzuola d'Arda[12], entrambe operate da Seta.

NoteModifica

  1. ^ a b 14° Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni - Popolazione residente - Piacenza, su dawinci.istat.it, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 15 maggio 2019.
  2. ^ Gianluca Saccomani, Oddi,accanto ai Papi con il cuore a Morfasso, in Libertà, 14 novembre 2010, p. 32.
  3. ^ a b Paese, su prolocosanmichele.it. URL consultato il 19 maggio 2019.
  4. ^ Parco del Monte Moria, su parcomontemoria.it. URL consultato il 18 maggio 2019.
  5. ^ Giacomo Coperchini sostiene che il monastero di San Paolo di Mezzano è stato fondato sempre nel VII secolo poco dopo quello di Bobbio, ai tempi dell’abate Attala, proprio in seguito alla diaspora di alcuni monaci di Bobbio che si sarebbero anche insediati presso i nascenti cenobi di Fiorenzuola, Gravago e Val di Tolla (G. Coperchini, Quadro ecologico e interpretazione storica del territorio piacentino-bobiense, in «Bollettino storico piacentino», 83 (1988), pp. 253-270. - G. Coperchini, Il monastero di Mezzano nell’economia piacentina prima dell’indizione delle crociate, in «Archivio storico per le Province parmensi», s. IV, 48 (1996), pp. 167-187. - G. Coperchini, Le terre di San Colombano: la «valle, in qua situm est monasterium» (primo contributo), in «Archivum Bobiense», 22 (2000), pp. 291-304. - G. Coperchini, Le terre di San Colombano: la «valle, in qua situm est monasterium» ed il mo-nastero «Sancti Pauli de Mediana», in «Archivum Bobiense», 23 (2001), pp. 231-240.)
  6. ^ a b Storia, su prolocosanmichele.it. URL consultato il 19 maggio 2019.
  7. ^ 14 N. 5581 della Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno contiene il seguente decreto:, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia (Firenze), nº 105, 15 aprile 1870.
  8. ^ a b Lucio Bertoli, I personaggi che fecero la storia e la strana guerra di secessione, in Libertà, 22 luglio 2010, p. 29.
  9. ^ a b Comune di Morfasso, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 19 maggio 2019.
  10. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 25 aprile 2019.
  11. ^ Piacenza-Cadeo-Carpaneto-San Michele (PDF), su setaweb.it. URL consultato il 19 maggio 2019.
  12. ^ San Michele-Lugagnano-Fiorenzuola e ritorno (PDF), su setaweb.it. URL consultato il 19 maggio 2019.

Collegamenti esterniModifica

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