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San Pietro Avellana
comune
San Pietro Avellana – Stemma San Pietro Avellana – Bandiera
San Pietro Avellana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
SindacoFrancesco Lombardi (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate41°47′31″N 14°10′53″E / 41.791944°N 14.181389°E41.791944; 14.181389 (San Pietro Avellana)Coordinate: 41°47′31″N 14°10′53″E / 41.791944°N 14.181389°E41.791944; 14.181389 (San Pietro Avellana)
Altitudine960 m s.l.m.
Superficie44,95 km²
Abitanti496[1] (31-7-2018)
Densità11,03 ab./km²
FrazioniAlvani, Cerri, Masserie di Cristo, Scalo Ferroviario
Comuni confinantiAteleta (AQ), Capracotta, Castel del Giudice, Castel di Sangro (AQ), Roccaraso (AQ), Vastogirardi
Altre informazioni
Cod. postale86088
Prefisso0865
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT094043
Cod. catastaleI096
TargaIS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantisampietresi
PatronoS.S. Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Pietro Avellana
San Pietro Avellana
San Pietro Avellana – Mappa
Posizione del comune di San Pietro Avellana nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

San Pietro Avellana è un comune italiano di 496 abitanti della provincia di Isernia in Molise, noto per la bellezza del territorio e per essere "la patria del tartufo bianco".

Indice

Geografia fisicaModifica

Il centro abitato è situato alle falde nord-occidentali del monte Miglio, nel suo territorio scorre anche il torrente Rio, affluente del fiume Sangro, nonché il fiume Vandra, affluente del fiume Volturno.

Il comune di San Pietro Avellana comprende tre frazioni: Masserie di Cristo, Alvani, Cerri e Scalo Ferroviario dove è situata anche la stazione dei treni.

StoriaModifica

L'attuale abitato fu fondato nel X secolo circa da San Domenico di Sora. Ebbe origine da un insediamento di abitanti locali i quali, a seguito della distruzione dei vari casali ai quali era riconosciuta autonomia amministrativa, ritennero di dover risiedere nelle immediate vicinanze dell'abbazia benedettina, che all'epoca era una cittadella fortificata e quindi forniva anche protezione di tipo militare.

Le ipotesi sul toponimo "Avellana" sono parecchie, ma la più accreditata è che possa derivare da "Volana", città sannitica distrutta durante la terza guerra sannitica nel 293 a.C. dal console romano Spurio Carvilio, unitamente ad altre città sannite: Ercolano e Palombina.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro di circa tremila abitanti, occupato dalle truppe tedesche con l'ordine di far 'terra bruciata' subiva tanto da essere definito 'la Cassino del Molise' violenti rastrellamenti e razzie che causarono la morte e la deportazione in campi di concentramento di numerosi cittadini, nonché la totale distruzione del patrimonio edilizio. Con l'arrivo degli alleati l'intera popolazione veniva evacuata e trasferita nella vicina Regione della Puglia e, con il ritorno della pace, per i sopravvissuti, ormai privi di ogni avere, iniziava il triste rito dell'emigrazione nei Paesi europei e del Nord e del Sud America. Novembre 1943 - San Pietro Avellana (IS)»
— San Pietro Avellana (IS)

Monumenti e luoghi di interesseModifica

Nei pressi del paese si trovano i ruderi del monastero medievale di San Pietro dell'Avellana, in cui era conservato il Chronicon Volturnense, sorta di catasto delle chiese della Valle del Sangro appartenenti al Monastero di San Vincenzo al Volturno, una delle abbazie benedettine di fondazione altomedievale più importanti dell'Italia centro-meridionale.

Fondata nel IX secolo come Monastero indipendente, l'Abbazia di San Pietro divenne dipendenza diretta di Montecassino nel 1060 grazie a Papa Niccolò II[2], mentre nel 1069 i Conti di Sangro, fondatori e proprietari del Monastero, sancirono il passaggio a Montecassino con un documento ufficiale firmato da Borrello Giuniore, che cedeva alla potente abbazia benedettina cassinense anche tutti i possedimenti di San Pietro dell'Avellana, impegnandosi a difenderli militarmente come se fossero ancora suoi[3]. Nel 1112 Papa Pasquale II con una Bolla conferma il monastero al nuovo abate cassinense Gerardo[4].

Le principali attrazioni turistiche sono la chiesa parrocchiale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo con annessa cripta ove si conserva il corpo di S. Amico, l'eremo intitolato al medesimo Santo e sito nell'omonimo bosco che circonda l'abitato, le Mura ciclopiche di epoca sannitica sulla sommità di Monte Miglio, la Fontana Grande del XVIII secolo, le Sorgenti di Pesco Bertino, di Capo di Vandra e quelle della fonte Calante, i ruderi della Taverna del Sangro, di resti di una torre medievale.

Da visitare è anche il Museo Civico Archeologico, dedicato alle tradizioni, alla civiltà contadina e all'archeologia del territorio.

In località "Montagna" si trovano l'Osservatorio astronomico "Leopoldo del Re" ed il Planetario che riproduce la volta celeste con circa 20.000 stelle.

Dal giugno del 2014 il territorio di San Pietro Avellana, già inserito dal 1977 nel consorzio AssoMab (MAB: Man and Biosphere http://www.assomab.it/ Archiviato il 5 luglio 2014 in Internet Archive.) è patrimonio dell'Umanità.

EconomiaModifica

Il territorio di San Pietro Avellana, grazie all'abbondanza di sorgenti e corsi d'acqua, alla particolarità del terreno e alla natura incontaminata, è particolarmente ricco di prodotti del sottobosco, primo tra tutti il tartufo (nero e bianco pregiato). Difatti San Pietro Avellana fa parte delle 42 Città Nazionali del Tartufo, alla pari di Alba, Acqualagna, etc, la cui produzione di tartufo bianco si aggira circa al 40% della produzione nazionale.

Tra le attività economiche più tradizionali, che pur non essendo diffuse come nel passato non sono del tutto scomparse, vi sono quelle artigianali, tra le quali si può citare l'arte della tessitura finalizzata alla produzione di coperte, rinomate per i colori e per i temi geometrici.[5]

San Pietro Avellana è socio fondatore del consorzio insieme ai comuni di Carovilli, Vastogirardi, Chiauci, Roccasicura, Pescolanciano e Pietrabbondante, la Regione Molise, l'Università del Molise e l'UTB di Isernia. Lo scopo primario di ASSOMaB è l'allargamento della Riserva UNESCO MaB di Montedimezzo-Collemeluccio; nel dicembre 2013 il consorzio ha concluso con successo l'iter di candidatura per la nascita della “Riserva MaB Alto Molise".

San Pietro Avellana è l'unico Comune del Molise ad aver approvato il piano di azione per l'energia sostenibile relativo al Patto dei sindaci (SEAP).

CulturaModifica

CucinaModifica

  • Cazzarelli e fagioli
  • Fettuccine al tartufo
  • Piccillato di Pasqua
  • R Turcniegl (dolce fritto con uva passa)
  • Mustaccioli al cioccolato
  • Biscottini con il naspro
  • Le "Ciambelle"
  • Le Friselle (dolce)

EventiModifica

  • Gara podistica "Trofeo re Fajone",
  • Fiera nazionale del tartufo estivo il secondo week-end di agosto
  • Mostra-mercato del tartufo bianco pregiato, agli inizi di novembre

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1877 1878 Ambrogio Di Sanza Sindaco
1878 1882 Eugenio Angelone Sindaco
1882 Consalvo Carlino Sindaco
1883 Pasquale Frazzini Sindaco
1884 1886 Cristoforo Di Sanza Sindaco
6 giugno 1993 12 maggio 2001 Igino Silvestri Alleanza-democratica Sindaco
13 maggio 2001 15 maggio 2011 Antonio Di Ludovico Lista civica Sindaco
16 maggio 2011 in carica Francesco Lombardi Lista civica Sindaco

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, p. sub anno 1060.
  3. ^ Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1069 sub voce "S. Pietro dell'Avellana".
  4. ^ Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, VII, Bologna, Forni Editore, 1971, sub anno 1112 sub voce "Casino".
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 22.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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