Provincia di Isernia

provincia italiana
Provincia di Isernia
provincia
Provincia di Isernia – Stemma Provincia di Isernia – Bandiera
Provincia di Isernia – Veduta
Veduta del lago di Castel San Vincenzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
Amministrazione
CapoluogoIsernia
PresidenteAlfredo Ricci (FI) dal 25-8-2019
Data di istituzione3 marzo 1970
Territorio
Coordinate
del capoluogo
41°35′49″N 14°14′07″E / 41.596944°N 14.235278°E41.596944; 14.235278 (Provincia di Isernia)Coordinate: 41°35′49″N 14°14′07″E / 41.596944°N 14.235278°E41.596944; 14.235278 (Provincia di Isernia)
Superficie1 535,24 km²
Abitanti83 586[2] (31-12-2019)
Densità54,44 ab./km²
Comuni52 comuni
Province confinantiL'Aquila, Chieti, Campobasso, Caserta, Frosinone
Altre informazioni
Lingueitaliano
Cod. postale86170 Isernia, 86070-86097 provincia
Prefisso0865, 0874
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-IS
Codice ISTAT094
Cod. catastaleE335
TargaIS
PIL(nominale) 1,4 mld [1]
PIL procapite(nominale) 17 191 [1]
Cartografia
Provincia di Isernia – Localizzazione
Provincia di Isernia – Mappa
Sito istituzionale

La provincia di Isernia (pruvincia r' Sèrnia IPA: /pru'wintʃa ɾ 'sɛrnja/ in molisano) è una provincia italiana del Molise di 83 586 abitanti[2], la meno popolosa d'Italia. Fanno parte del suo territorio 52 comuni, molti dei quali non superano le mille unità. I comuni più importanti dal punto di vista socio-economico sono Isernia, Venafro, Agnone e Frosolone, i cui quattro stemmi comunali formano quello provinciale (quello di Venafro è troncato in basso).

Geografia fisicaModifica

La provincia è caratterizzata da un territorio in prevalenza montuoso, e solo verso sud-ovest le montagne lasciano il posto alle colline e alle pianure (piana di Venafro). Confina a nord con l'Abruzzo (province dell'Aquila e di Chieti), a est con la provincia di Campobasso, a sud con la Campania (provincia di Caserta) e ad a ovest con il Lazio (provincia di Frosinone).

MontiModifica

 
Il monte San Michele e l'eremo di San Michele a Foce nelle Mainarde molisane

I monti che fanno parte della provincia di Isernia appartengono a tre catene montuose principali[3]. La prima, situata a nord ovest della provincia, è la catena montuosa della Meta a cui appartengono le Mainarde. Poi c'è la catena montuosa del Matese, che si trova a sud della provincia e ne delimita il confine con la provincia di Caserta. Nella zona a nord est, invece, sono presenti i monti dell'Alto Molise e infine nella zona sud est c'è la Montagnola Molisana.

Nelle catene montuose della Meta e delle Mainarde si trovano i comuni appartenenti al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ovvero Pizzone, Castel San Vincenzo, Rocchetta a Volturno, Scapoli e Filignano. È la catena montuosa più alta della provincia con le cime di Monte Mare (2.020 m s.l.m.) e Monte Marrone (1.805 m s.l.m.).

 
Monte Miletto

I monti del Matese si trovano nel sud della provincia, lambiti dalla SS 85 Venafrana, e ospitano i comuni di Sant'Agapito, Pettoranello, Monteroduni, Longano, Castelpizzuto, Castelpetroso, Roccamandolfi e Cantalupo nel Sannio. I monti più importanti di questo massiccio sono Monte Miletto con i suoi 2050 m s.l.m., Monte Patalecchia con 1400 m s.l.m. e Colle di Mezzo (1.426 m s.l.m.).

La Montagnola Molisana è situata nel sud est della provincia, e comprende i comuni di Frosolone, Civitanova del Sannio e Macchiagodena.

I monti di Venafro circondano la piana e superano i 1.000 metri di altitudine. Interessano i comuni di Venafro, Sesto Campano, Conca Casale, Pozzilli. Si tratta di una dorsale calcarea e calcarea-dolomitica con ripidi speroni. Tra le cime più elevate il Monte Sambucaro (1.205 m s.l.m.), Monte Cesima (1.180 m s.l.m.), Monte Corno (1.054 m s.l.m.), Monte Cerino o Santa Croce (1.026 m s.l.m.), Colle San Domenico (921 m s.l.m.) e Monte Calvello (874 m s.l.m.).

I monti dell'Alto Molise comprendono i comuni più a nord e cioè quelli facenti parte della Comunità Montana Alto Molise, tra cui i più importanti sono Capracotta e Agnone. I monti principali di questo massiccio sono Monte Campo (1745 m s.l.m.) e Monte Capraro (1.150 m s.l.m.). Quest'ultimo è la montagna simbolo dell'Alto Molise, essendo abitato sin dall'antichità, ed è luogo di importanti reperti archeologici[3].

Fiumi e laghiModifica

 
Fiume Volturno nei pressi di Colli a Volturno

La provincia è attraversata da diversi fiumi e torrenti, di cui il maggiore è il fiume Volturno, che dopo aver attraversato il territorio provinciale e la Campania sfocia nel Mar Tirreno. Gli altri fiumi maggiori sono il Trigno, che sorge ai piedi del Monte Capraro nel comune di Vastogirardi e segna parte del confine tra Molise e Abruzzo, il Verrino, affluente di destra del Trigno, la cui sorgente è situata tra il Monte Campo e il Monte Capraro nel comune di Capracotta, il fiume San Bartolomeo, affluente del Volturno, che sorge presso le sorgenti di Venafro e attraversa la piana.

L'unico lago presente nella provincia è il lago di Castel San Vincenzo, un lago artificiale situato a 783 m s.l.m[4] realizzato negli anni 50, che occupa una superficie di 6,140 km². La sua realizzazione fu contestuale a quella delle centrali idroelettriche di Pizzone e Colli a Volturno.

ClimaModifica

Il clima è generalmente rigido nella stagione invernale, quando si verificano abbondanti nevicate sui monti; le estati sono relativamente fresche, fanno eccezione i centri posti a quote più basse dove le estati risultano essere calde e gli inverni freddi ma senza eccessi.[senza fonte]

NaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

StoriaModifica

Dalle origini fino all'Impero RomanoModifica

 
Anfiteatro Sannita di Pietrabbondante

Il territorio della provincia di Isernia[5], chiamato anche Alto Molise, faceva parte della regione del Sannio appartenente ai sanniti Pentri. La presenza dell'uomo in questi territori è antichissima, infatti ci sono reperti archeologici ad Isernia nel sito di Isernia La Pineta che fanno risalire insediamenti umani fin da circa 736.000 anni fa.

Il territorio era occupato principalmente dai Sanniti Pentri e soltanto dopo le guerre sannitiche fu conquistato dai romani. Dopo l'adesione alla Lega Italica da parte dei sanniti (che elevarono a loro capitale proprio Isernia), che coinvolse anche i sanniti Pentri e quindi l'intero territorio della provincia, i romani instaurarono svariate colonie in tutto il territorio, tra cui Isernia, colonia fin dal 262 a.C. e Venafro, città di origine Augustea, praefectura e colonia romana dal IV secolo a.C.

Il MedioevoModifica

A seguito della caduta dell'impero romano, ci furono varie invasioni barbare che saccheggiarono e invasero tutto il territorio. Si ricordano l'invasione dei Goti negli anni dal 535 al 553 d.C. e dei Longobardi nel 572 d.C.

Nel IX secolo, la città di Isernia fu attaccata saraceni che distrussero la città e l'abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Successivamente, il territorio vide la nascita di diverse signorie feudali autonome come le contee di Venafro, Trivento, Bojano, Isernia ecc.

 
Vista laterale del castello Pandone di Venafro

Con l'avvento dei Normanni, e la loro conquista del contado di Molise, Isernia fu dichiarata terra regia, l'unica città con tale privilegio.

Molte sono le testimonianze archeologiche con gli scavi di Castel San Vincenzo e di Venafro, centro quest'ultimo ricco di testimonianze di ogni epoca (romana, medievale, rinascimentale, barocca, otto e novecentesca) con molti reperti esposti nel Museo Nazionale di Santa Chiara così come Isernia con il museo Paleolitico e Agnone.

Nel 1860 Isernia ospitò Vittorio Emanuele II di Savoia in viaggio per recarsi a Teano ad incontrare Giuseppe Garibaldi. Il Sovrano prese alloggio nel Palazzo Cimorelli, ospite di Vincenzo Cimorelli (*5.4.1796 †9.8.1889) (Raffaele de Cesare: La fine di un regno, Milano 1969, p. 963). L'indomani, alla partenza per Venafro, donava all'ospite la sua tabacchiera d'oro (Francesco Colitto: Imperatori, Re e Regine nel Molise: Vittorio Emanuele II. S. Giorgio Editrice, Campobasso 1978). Giunse quindi a Venafro dove pernottò presso Palazzo Cimorelli, come testimoniato da una lapide posta sulla facciata principale della dimora.

Dal XVIII secolo ad oggiModifica

 
Militari della seconda guerra mondiale al bivio fra Popoli e Isernia.

Gli abitanti fecero resistenza contro i francesi nel 1799, in occasione del tentativo di conquista del Regno di Napoli. Lo stesso accadde nel 1860 con i piemontesi, visti come usurpatori dei legittimi regnanti del regno borbonico.

 
Militari della seconda guerra mondiale in piazza della Repubblica ad Isernia

La provincia subì numerosi stragi da parte dell'esercito piemontese che, con il pretesto di combattere il brigantaggio, uccisero e impiccarono molti contadini e pastori e, a volte, le loro intere famiglie.

L'Alto Molise è stato vittima anche di svariati terremoti come nel 1805. Oltre alle distruzioni da cause naturali, ci furono, nel XX secolo, molte distruzioni anche a cause belliche, come i bombardamenti di Isernia (10 settembre 1943), di Venafro (15 marzo 1944) e di Pescopennataro. Nella zona delle Mainarde ci fu la Battaglia di Monte Marrone che vide la nascita dell'Esercito Italiano dal Corpo Italiano di Liberazione.

Il 19 settembre 1994, Oscar Luigi Scalfaro, allora Presidente della Repubblica, insignì la provincia con la Croce di Guerra al Valor Militare per le vittime e la resistenza in guerra.

Un problema molto attuale della provincia è lo spopolamento inarrestabile. La maggior parte dei comuni hanno una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti. Le uniche aree non soggette a questo fenomeno sono quelle poste nel settore sud-occidentale, tra i comuni di Isernia e Venafro.

L'IstituzioneModifica

È stata istituita con decreto del 3 marzo 1970 (per scorporo dalla provincia di Campobasso), e in seguito alla soppressione della provincia dell'Ogliastra è divenuta la provincia meno popolata d'Italia. Al momento della sua istituzione non poche furono le spaccature nella popolazione, soprattutto nell'area venafrana, che chiedeva di essere annessa alla provincia di Caserta.

StemmaModifica

La provincia di Isernia ha quale emblema araldico l'unione degli stemmi delle sue quattro più grandi città rappresentati in un inquartato. La blasonatura ufficiale è la seguente:

«inquartato: nel primo, che è di Isernia, d'argento al serpente a forma di S verde avente in palo il bastone di comando d'oro; nel secondo, che è di Agnone, di rosso al grifone portante una lettera A d'oro; nel terzo, che è di Venafro, spaccato, nel primo d'argento e nel secondo di nero a tre fasce d'argento; nel quarto, che è di Frosolone, d'azzurro alla calotta sferica d'argento in punta caricata da una colomba e dalla lettera F, alla stella raggiante d'oro»

SocietàModifica

Istituzioni, enti e associazioniModifica

  • Comunità montana Centro Pentria[6]
  • Comunità montana Alto Molise[7]
  • Comunità montana del Volturno

ComuniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Isernia.

Appartengono alla provincia di Isernia 52 comuni:

Lista dei comuni della provincia per abitantiModifica

Di seguito è riportata la lista dei comuni della provincia di Isernia per numero di abitanti, superficie e densità al 31 dicembre 2019:

Posizione Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km2)
Densità

ab/km2

1 Isernia 21 585 69,15 315,98
2 Venafro 11 209 46,45 241,66
3 Agnone 4 901 96,95 52,74
4 Frosolone 2 985 49,89 63,32
5 Montaquila 2 385 25,45 96,03
6 Pozzilli 2 266 34,66 67,57
7 Sesto Campano 2 239 35,32 67,58
8 Monteroduni 2 090 37,22 59,11
9 Fornelli 1 906 23,17 82,52
10 Macchiagodena 1 756 34,35 53,07
11 Pesche 1 668 12,96 129,40
12 Castelpetroso 1 620 22,71 73,10
13 Sant'Agapito 1 381 15,93 94,73
14 Colli a Volturno 1 343 25,25 53,43
15 Carovilli 1 286 41,56 32,58
16 Cerro al Volturno 1 200 23,79 53,76
17 Carpinone 1 087 32,43 35,68
18 Macchia d'Isernia 1 065 17,71 58,50
19 Rocchetta a Volturno 1 098 23,34 47,34
20 Rionero Sannitico 1 069 29,22 37,89
21 Miranda 970 22,15 46,77
22 Civitanova del Sannio 926 50,47 18,53
23 Roccamandolfi 896 53,67 17,48
24 Capracotta 837 42,55 20,85
25 Pescolanciano 829 34,73 24,39
26 Cantalupo nel Sannio 752 15,64 48,15
27 Sessano del Molise 707 25,32 28,75
28 Belmonte del Sannio 695 20,32 37,16
29 Santa Maria del Molise 687 17,20 39,01
30 Bagnoli del Trigno 675 36,80 29,92
31 Pietrabbondante 664 27,44 27,00
32 Longano 663 27,38 24,69
33 Vastogirardi 662 60,71 11,37
34 Forlì del Sannio 643 32,56 21,04
35 Scapoli 642 18,94 35,16
36 Poggio Sannita 618 25,74 26,26
37 Filignano 610 30,88 20,89
38 Montenero Val Cocchiara 517 22,02 24,21
39 Roccasicura 516 28,61 19,05
40 Castel San Vincenzo 481 21,98 23,48
41 San Pietro Avellana 451 44,95 11,01
42 Pettoranello del Molise 437 15,58 29,01
43 Acquaviva d'Isernia 400 13,51 31,38
44 Sant'Angelo del Pesco 359 15,59 23,48
45 Castel del Giudice 311 14,81 22,42
46 Pizzone 311 33,49 9,73
47 Sant'Elena Sannita 292 14,08 19,03
48 Pescopennataro 257 18,84 14,76
49 Chiauci 204 15,85 14,57
50 Conca Casale 173 14,43 13,51
51 Castelpizzuto 157 15,39 10,66
52 Castelverrino 105 6,20 17,90

Evoluzione demograficaModifica

La provincia di Isernia è caratterizzata dalla presenza di piccoli comuni, difatti oltre la metà di questi non supera i 1.000 abitanti. I centri principali sono Isernia, centro di riferimento dell'area pentra, e Venafro, centro di riferimento della Valle del Volturno; l'area tra essi compresa risulta essere anche la più popolata della provincia. Altro centro di riferimento è il comune di Agnone, situato nell'Alto Molise.

L'emigrazione è un fenomeno preoccupante e dalle ripercussioni negative per la maggior parte dei comuni della provincia. Molti centri, un tempo molto popolati, negli anni sono divenuti piccoli paesi, per lo più popolati da anziani. Gli unici centri che hanno registrato un andamento opposto sono Isernia e Venafro, che hanno accresciuto la popolazione residente nella seconda metà del XX secolo, oltre che altri comuni ricadenti nell'asse Isernia-Venafro.

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniereModifica

Nella provincia al 31 dicembre 2019 risiedevano 3662 cittadini stranieri, ovvero il 4,38% dell'intera popolazione; i maggiori gruppi di residenti stranieri in provincia erano:[8]

AmministrazioneModifica

L'attuale presidente della provincia è Alfredo Ricci, sindaco di Venafro ed eletto nel 2019 nelle file del centrodestra.

Di seguito i presidenti della provincia di Isernia dal 1970 ad oggi (dal 2015 il presidente viene eletto attraverso il meccanismo del voto ponderato ovvero dall'assemblea dei sindaci e consiglieri dei comuni):

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 luglio 1970 9 settembre 1975 Giuseppe Vitagliano Democrazia Cristiana Presidente
10 settembre 1975 27 giugno 1977 Giovanni Memmi Democrazia Cristiana Presidente
28 giugno 1977 12 marzo 1979 Angelo Jovine Democrazia Cristiana Presidente
13 marzo 1979 20 ottobre 1980 Ettore Rufo Democrazia Cristiana Presidente
21 ottobre 1980 20 giugno 1982 Giuseppe Caranci Democrazia Cristiana Presidente
21 giugno 1982 11 settembre 1985 Giovanni Memmi Democrazia Cristiana Presidente
12 settembre 1985 30 luglio 1990 Giuseppe Caranci Democrazia Cristiana Presidente
31 luglio 1990 9 maggio 1995 Attilio Peluso Partito Socialista Italiano Presidente
10 maggio 1995 26 giugno 1999 Domenico Pellegrino Democratici di Sinistra Presidente
27 giugno 1999 6 giugno 2009 Raffaele Mauro Alleanza Nazionale Presidente
7 giugno 2009 11 ottobre 2014 Luigi Mazzuto Il Popolo della Libertà Presidente
12 ottobre 2014 25 novembre 2015 Luigi Brasiello Partito Democratico Presidente
26 novembre 2015 27 maggio 2019 Lorenzo Coia Partito Democratico Presidente
27 maggio 2019 25 agosto 2019 Roberto Di Pasquale Partito Democratico Vicepresidente
25 agosto 2019 in carica Alfredo Ricci Forza Italia Presidente

EconomiaModifica

 
Gli ulivi di Venafro

Questa provincia basa il suo sviluppo sul turismo. Presenta infatti bellezze naturalistiche con laghi, fiumi, monti, pianori; bellissimi sono i suoi borghi arroccati su rocce e monti racchiusi in un'atmosfera di altri tempi. Nell'area a sud-ovest della provincia, cioè nel venafrano è presente uno dei nuclei industriale della provincia di Isernia nel quale lavorano centinaia di addetti provenienti dall'intera provincia e da quelle limitrofe. L'altro nucleo industriale più piccolo è presente a Pettoranello del Molise con la presenza dell'Ittierre[9]. Ultimamente la crisi economica mondiale sta mettendo a dura prova l'economia di questa provincia.

AgricolturaModifica

L'agricoltura è abbastanza sviluppata soprattutto nella piana di Venafro dove si produce grano, granturco, mais, olio d'oliva. Nell'Alto Molise è estremamente diffuso l'allevamento di bestiame e la produzione di formaggi tipici come caciocavalli e latticini di ogni tipo, soprattutto nelle zone di Agnone e Capracotta. C'è anche una produzione di mozzarella di bufala campana nella zona di Venafro, unico comune molisano autorizzato.

ArtigianatoModifica

Molto importante per tutta la provincia è la presenza di piccole o grandi botteghe artigiane. Sono presenti, infatti, in ogni paese botteghe tipiche della zona. Ad esempio, a Scapoli è molto rinomata la produzione delle zampogne, a Frosolone quella dei coltelli, ad Agnone c'è la fonderia di campane, ad Isernia è rinomata la falegnameria tra cui spicca la bottega "Mastro Geppetto", i merletti fatti al "tombolo" (antica arte prettamente femminile), ecc.

IndustriaModifica

 
Marchio DR

L'industria nella provincia non è molto sviluppata. Sono presenti alcune industrie importanti come la DR Motor Company e alcune industrie della produzione di detersivi e alcune fonderie. Nel nucleo industriale di Venafro-Pozzilli sono presenti industrie metalmeccaniche, di detersivi e alimentari.

Il tartufo molisanoModifica

Il tartufo molisano, e in particolare quello bianco, più pregiato del nero, si stima infatti che contribuisca alla produzione nazionale con una quota di mercato del 40%. L'Amministrazione provinciale di Isernia si è fatta promotrice della costituzione del” Consorzio per la Valorizzazione del Tartufo Molisano”, che attualmente coinvolge in qualità di soci 25 comuni della provincia di Isernia, con lo scopo d'intraprendere iniziative che tutelino e nel contempo valorizzino il tartufo.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Strade statali:

Diverse strade statali sono state in più occasioni cedute dall'ANAS alla provincia, assumendo una nuova denominazione di strada provinciale:

Il breve tratto di circa 9km della S.S. 85 var Variante di Venafro è l'unica strada a doppia corsia di marcia e con caratteristiche autostradali della provincia. La strada infatti avrebbe dovuto far parte della cosiddetta "autostrada del Molise", il cui progetto venne però abbandonato nel 2014.

CulturaModifica

UniversitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli studi del Molise.

Università degli studi del MoliseModifica

Sedi di Isernia e Pesche.

Sapienza Università di RomaModifica

È presente una sede della Sapienza Università di Roma.[10].

Musei e aree archeologicheModifica

TurismoModifica

 
Abbazia di San Vincenzo al Volturno

Località turistiche principaliModifica

Eventi principaliModifica

Festa dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, VenafroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nicandro, Marciano e Daria.
Si svolge a Venafro ogni anno dal 16 al 18 giugno secondo una tradizione antichissima. I Santi Martiri, martirizzati nel 303 d.C. durante la persecuzione di Diocleziano e sepolti nel luogo ove oggi sorge la basilica, sono i patroni principali della diocesi di Isernia-Venafro, nonché delle città di Venafro e di Isernia. Il 16 giugno si conducono in processione i busti e le reliquie dei santi dalla chiesa dell'Annunziata alla basilica dei Ss. Martiri. Il 17 giugno si celebrano numerose messe e il solenne pontificale. Il 18 giugno i festeggiamenti si concludono con la solenne e imponente processione, caratterizzata dal canto dell'inno popolare da parte del popolo, alla quale partecipano migliaia di fedeli. Da segnalare gli importanti appuntamenti ludico-ricreativi nei tre giorni di festeggiamenti tra concerti bandistici, luminarie, fiere e bancarelle, fuochi pirotecnici, attrazioni per bambini e giovani e l'esibizione di cantanti di fama nazionale.
 
Il nuovo Busto di San Nicandro (l'originale storico venne trafugato qualche anno fa) custodito nella chiesa dell'Annunziata insieme alla Testa aurea reliquiario e l'urna contenente i resti di Santa Daria.

Festa dei santi Cosma e Damiano, IserniaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Isernia § Festa dei Santi Cosma e Damiano.
Dal 26 al 28 settembre di ogni anno si celebra ad Isernia la festa dei santi Cosma e Damiano, patroni secondari della città. Il 26 si tiene una processione in mattinata che conduce le effigi dei santi dalla cattedrale all'eremo dei Santi Medici. Il 28 un'altra processione riconduce i busti nella chiesa cattedrale. Si celebrano diverse messe e partecipano all'evento centinaia di persone.

Fiera delle Cipolle, IserniaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Isernia § Fiera delle Cipolle.
La fiera[11], legata ai festeggiamenti dei Santi Pietro e Paolo, è la più importante della città di Isernia e si svolge il 28 e 29 giugno.

Rassegna teatrale estiva, PietrabbondanteModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pietrabbondante § SannitaTeatroFestival.
SannitaTeatroFestival importante rassegna teatrale nazionale classica e moderna che si svolge ininterrottamente dal 1974 nel periodo di luglio - agosto.

Fiera nazionale del tartufo bianco molisano, IserniaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Isernia § Fiera nazionale del tartufo bianco molisano.
Il 4 dicembre 2011 è stata inaugurata ad Isernia la prima fiera nazionale del tartufo bianco molisano a cui hanno partecipato numerosi produttori di tartufi e prodotti tipici dell'intera regione. La fiera ha avuto una durata di una settimana. accostando alla vendita del tartufo anche numerosi eventi e manifestazioni culturali[12].
 
Festival della Zampogna

Festival Internazionale della Zampogna, ScapoliModifica

Ogni anno dal 1975 nell'ultimo week-end di luglio si svolge a Scapoli la tradizionale Festa della Zampogna[13], manifestazione che richiama migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo.

Festeggiamenti della Madonna del Carmine a VenafroModifica

Il 15 e 16 luglio di ogni anno la città festeggia la Madonna con funzioni religiose, spettacoli bandistici e di musica leggera, fuochi pirotecnici e la solenne processione del 16, che attraversa le vie del centro storico, alla quale partecipano migliaia di persone. Caratteristici sono i fuochi pirotecnici del 15 luglio nel laghetto e sulla palazzina Liberty.

Frammenti d'Antico, Bagnoli del TrignoModifica

È una festa in costume a Bagnoli del Trigno dedicata a Santa Caterina in cui viene rinnovata ogni anno la ribellione dei cittadini al Duca che rivendicava lo Ius primae noctis[14].

'Ndocciata, AgnoneModifica

Il 24 dicembre ad Agnone[15], molti portatori di 'Ndoccie di tutte le età si riuniscono sul corso principale, vestiti di costumi tradizionali, portando le 'Ndoccie, facendo diventare la cittadina un fiume di fuoco.

Eddie Lang Jazz Festival, MonteroduniModifica

È una manifestazione[16] in onore del celebre musicista originario di Monteroduni, Eddie Lang.

Macchia Blues Festival, Macchia d'IserniaModifica

Il Macchia Blues Festival è un festival di musica e cultura Blues[17], organizzato annualmente tra agosto e settembre nel centro storico di Macchia d'Isernia. Esso associa alle esibizioni di musicisti blues italiani ed internazionali la promozione di iniziative artistiche e l'approfondimento di tematiche sociali connesse. Il festival è gestito in modo del tutto autonomo, anche da un punto di vista finanziario.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

Altri progettiModifica

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