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Sant'Agata di Esaro

comune italiano
Sant'Agata di Esaro
comune
Sant'Agata di Esaro – Stemma Sant'Agata di Esaro – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoAntonella Vecchio [Commissario Prefittizio]
Territorio
Coordinate39°37′N 15°59′E / 39.616667°N 15.983333°E39.616667; 15.983333 (Sant'Agata di Esaro)Coordinate: 39°37′N 15°59′E / 39.616667°N 15.983333°E39.616667; 15.983333 (Sant'Agata di Esaro)
Altitudine461 m s.l.m.
Superficie47,63 km²
Abitanti1 800[1] (30-11-2018)
Densità37,79 ab./km²
Comuni confinantiBelvedere Marittimo, Bonifati, Buonvicino, Cetraro, Malvito, Mottafollone, Sangineto
Altre informazioni
Cod. postale87010
Prefisso0981
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078131
Cod. catastaleI192
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisantagatesi
Patronosan Francesco di Paola
Giorno festivo5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Agata di Esaro
Sant'Agata di Esaro
Sant'Agata di Esaro – Mappa
Posizione del comune di Sant'Agata di Esaro all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Sant'Agata di Esaro ( Santachita nell'antico dialetto ) è un comune italiano di 1 800 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. Il paese è attraversato dalla SP 263 ( già Strada Statale 105).

Sorge su una rupe, a picco sul fiume Esaro, a 461 metri s.l.m., a 78 km. da Cosenza, a 22 km. dal Mar Tirreno, tutta circondata da catene montuose dell'Appennino Calabrese, che si estendono a forma di diadema, solcate da torrenti, affluenti dell'Esaro. Il secondo fiume per importanza e lunghezza è il Forge, maggior tributario dell'Esaro. La sua cima più alta, Montea (1825 m.) si incassa ad ovest in una forra pittoresca, dove scorre l'Esaro, che nasce dagli estremi contrafforti occidentali del massicciccio del Monte Petricelle e sfocia nel Coscile. Altra cima elevata è il Monte La Caccia (1744 m.). Inoltre forma un lago artificiale ad Altomonte dove è sia immisario che emissario. Percorrendo la SP 263 si arriva al centro urbano di Belvedere Marittimo passando per il Passo dello Scalone dove per convenzione si dice finisca l'Appennino calabro. È posto a 740 m s.l.m. e si trova a metà tra i due centri urbani. Si estende su una superficie di 47,20 km². La sua origine risale al periodo bizantino (VI-XI sec).

StoriaModifica

Nel 1075 fu teatro degli eventi bellici di Roberto il Guiscardo e nel secolo successivo divenne feudo del Monastero del Sagittario di Chiaromonte, con ratifica dell'Imperatore Federico II.

Ebbe un ruolo importante nell'assetto socio-economico, proprio dei possedimenti ricadenti sotto la giurisdizione monastica, come pure diede splendore alle attività di studio, ingegno e arte, che si esplicavano nei monasteri basiliani della Mula con la presenza prestigiosa di figure di studiosi santagatesi, come l'abate P. Girolamo De Mele.

Il piccolo centro ebbe nel passato una vita intensa di modeste industrie, lavorazione del legno, filati, baco da seta, ecc. La denominazione di S. Agata al nascente agglomerato urbano, fu il frutto della devozione alla Santa Catanese recata dagli eremiti e monaci bizantini sfuggiti alle persecuzioni e all'invasione musulmana della Sicilia. L'appellativo di “Esaro” (dal fiume che l'attraversa), fu aggiunto dal Consiglio Comunale nel 1862, per distinguerlo da paesi omonimi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[2]

 

CulturaModifica

Il paese è conosciuto ed amato per la proverbiale ospitalità degli abitanti e per l'intensa vita sociale . Noto per l'ottima cucina e le sue antiche ricette gastronomiche: fritture tipiche, maccheroni ai ferri, polpette con pane di mais, salumi.. Molto caratteristica la festa Patronale (seconda domenica di agosto), la Sagra delle Castagne - la più antica della Calabria- (II domenica di novembre). Da visitare durante tutto il periodo in cui si svolge il caratteristico ed unico carnevale. Ogni anno, nel mese di Agosto, si svolge qui l'Arthemisia Classica Festival per Emilio Martorelli, rassegna di musica classica che vede la partecipazione di musicisti di fama internazionale esibirsi all'interno di contesti unici come il Chiostro dell'antico Convento di S. Francesco (1593), Chiostro aperto al pubblico in tutte le ore del giorno e della notte. Da visitare anche la chiesa madre e del Purgatorio. Molti i luoghi caratteristici, fra i quali spicca Grotta della Monica, una cavità preistorica sita a poco meno di 2 Km dal centro abitato. Una campagna di esplorazioni e scavi archeologici iniziati a metà degli anno 90 dal Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” e dall'Università degli Studi di Bari hanno permesso di inserire il sito fra i più importanti e ben conservati siti archeologici d’Europa. L’uomo inizia a frequentare la a Grotta fini dal Paleolitico superiore sino all’età post-medievale, con momenti di intensa dalla tarda età neolitica, quando si da luogo ad intensiva estrazione di ferro e rame presenti molto abbondanti. Le attività estrattive ci hanno lasciato hanno lasciato preziose testimonianze (utensili da lavoro, impronte di scavo, muretti a secco). Successivamente, nel corso dell’età del Bronzo, gli ambienti più profondi della cavità hanno accolto un vasto sepolcreto, costituito da almeno un centinaio di inumazioni. Fino al tardo medioevo continuò, comunque, l’attività estrattiva. Sito suggestivo e da visitare unitamente al museo che si trova in v.le Elena. Da visitare anche l'interessante Museo del gusto e delle tradizioni ospitato in un interessante palazzo del centro storico.

Il territorio è anche celebre per l'abbondanza di acqua, derivante dal fiume Esaro, e per la presenza di una diga incompiuta, la Diga dell'Esaro.

PERSONAGGI ILLUSTRI

Facio Dante Castellucci (Sant'Agata di Esaro 1920- Zeri 1944);

Bellanova, Piero (Sant’Agata di Esaro 1917 – Roma, 1987)

Piero Bellanova nasce nel febbraio del 1917 a Sant’Agata d’Esaro. La mamma, insegnante, muore subito dopo aver dato il piccolo, che  mobilita il senso materno di molte madri del paese, che si offrono come balie. Il padre, direttore didattico della scuola del paese, dopo un anno sposa in seconde nozze una  insegnante molto amata in paese.  Dopo aver concluso la scuola elementare nel paese, Bellanova frequenta vari collegi. Nel 1932 muore anche suo padre lasciando  Piero appena quindicenne. Nel 1934 si iscrive alla facoltà di Medicina a Roma, dove si trasferisce con la sua amata “mammetta”, che morirà nel 1941. Dopo la laurea si specializzò in chirurgia estetica, sposando, nel 1945, Anna Madami (nipote del pittore Mario Sironi) sua compagna di vita fino alla morte dalla quale ha avuto tre figli, Patrizia, Marco e Monica.

Durante gli studi di medicina, a Roma, Bellanova conosce il fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso  Marinetti (Alessandria d’Egitto, 1876 – Bellagio, 1944), condividendone le idee letterarie e partecipando attivamente al gruppo dei futuristi romani, fino a divenire uno degli esponenti più qualificati del movimento stesso.

Nel 1939, con Marinetti e Luigi Scrivo, Bellanova firma il “Manifesto futurista del romanzo sintetico”, pubblicato su II Giornale d’Italia. Nel 1940, oltre a partecipare alla stesura del futurista “Manifesto dell’arte tipografica”, pubblica il primo romanzo sintetico italiano, Picchiata nell’amore.

Nel 1943, collabora alla stesura del Canzoniere futurista amoroso guerriero, Edizioni Futuriste, pubblicando, inoltre, un volume di poesie, l’”aeropoema” Bombardata Napoli canta, ultima prova estetica prima della fine della guerra, preceduto da un Aeropoema collaudo di Marinetti, con 4 tavole fuori testo di Prampolini, Benedetta, Dottori e Crali.

Nel dopoguerra, dal 1945 al 1946, Bellanova fa parte del Ministero per la Costituente, come segretario della Commissione Sanitaria. Accanto alla professione medica coltiva l’interesse per la psicologia, istituendo  i primi Centri Psicotecnici per la selezione del personale nella Marina Militare, nell’Esercito, nell’Aeronautica e nella Polizia, dirigendo poi  il Centro Psicotecnico della Polizia dal 1952 al 1968.

L’amicizia con  lo psicologo italiano Fabio Metelli (Trieste, 1907 – Padova, 1987), considerato uno dei principali studiosi italiani di psicologia della Gestalt, lo fece  avvicinare alla Psicoanalisi,. Allievo di  Emilio Servadio, entra a far parte della SPI per divenirne, dal 1966 al 1986, segretario e poi vicepresidente.

Divulgatore attento ed appassionato della cultura psicologica e psicoanalitica, è stato capo redattore della Rivista di Psicoanalisi, con numerosi interventi sui canali della RAI.Nel 1958, entra a far parte dell’équipe socio-medico-psicologica dell’Istituto di Osservazione di Rebibbia che esaminava detenuti giovani–adulti .

Nel 1982, insieme alla moglie Anna, redige il libro “Le due Gradive”, dove raccoglie una serie di documenti che testimoniano l’inizio della psicoanalisi in Italia e l’attività della Società Psicoanalitica Italiana dal 1932 al 1982.

Con Emilio Servadio e Cesare Musatti  è considerato uno dei padri della psicoanalisi.

Il legame con il paese di Sant’Agata è sempre stato molto forte e significativo per lui e lì vengono tumulati i suoi resti mortali dopo la morte avvenuta a Roma nel il 19 maggio 1987.

Patrimonio architettonicoModifica

  • Convento di S. Francesco di Paola e chiostro. La fondazione risale al 1593 quando venne donato un terreno per la costruzione di un convento in onore di S. Francesco di Paola.
  • Chiesa Madre dell'Annunziata, di cui non si conosce l'anno di costruzione.

AmministrazioneModifica

SportModifica

Nel paese sono anche presenti due squadre di calcio, il Real Sant'Agata - che attualmente gioca il campionato Promozione- e l'Associazione Sportiva Dilettantistica Sant'Agata di Esaro, che si occupa soprattutto di promuovere lo sport fra gli adolescenti, con una scuola calcio di ottimo livello. È inoltre presente un impianto denominato "Stadio comunale di Sant'Agata di Esaro".

BibliografiaModifica

Antonio Montalto, S.Agata - Una pieve sull'Esaro- Rubbettino Editore, 1988

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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