Apri il menu principale

Santa Cristina Gela

comune italiano
Santa Cristina Gela
comune
(IT) Comune di Santa Cristina Gela
(AAE) Bashkia e Sëndahstinës
Santa Cristina Gela – Stemma Santa Cristina Gela – Bandiera
Santa Cristina Gela – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
SindacoMassimo Diano (Rinnovare Santa Cristina - Diano sindaco) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate37°59′05.11″N 13°19′41.02″E / 37.984752°N 13.328062°E37.984752; 13.328062 (Santa Cristina Gela)Coordinate: 37°59′05.11″N 13°19′41.02″E / 37.984752°N 13.328062°E37.984752; 13.328062 (Santa Cristina Gela)
Altitudine670 m s.l.m.
Superficie38,74 km²
Abitanti993[1] (30-4-2019)
Densità25,63 ab./km²
Comuni confinantiAltofonte, Belmonte Mezzagno, Marineo, Monreale, Piana degli Albanesi
Altre informazioni
Linguearbërisht (albanese)
Cod. postale90030
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082066
Cod. catastaleI174
TargaPA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisantacristinari (sëndastinar nella parlata albanese locale)
PatronoSanta Cristina
Giorno festivo24 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Cristina Gela
Santa Cristina Gela
Santa Cristina Gela – Mappa
Posizione del comune di Santa Cristina Gela all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Santa Cristina Gela (Sëndahstina in arbëresh[2]) è un comune italiano di 993 abitanti della città metropolitana di Palermo, in Sicilia, che dista 28 km circa dal capoluogo metropolitano e regionale.

Il paese, insieme a Contessa Entellina e Piana degli Albanesi, fa parte delle comunità albanesi di Sicilia in cui viene ancora parlata la lingua arbëreshe. È il più piccolo e nuovo centro di questi, fondato sul finire del XVII da coloni provenienti dalla vicina Hora. I suoi abitanti sono arbëreshë, ossia italo-albanesi.

Geografia fisicaModifica

Orografia e idrografiaModifica

Santa Cristina Gela sorge su un colle a m.670 s.l.m., a 25 km da Palermo. È circondata da una corona di vette di notevole altitudine. Partendo da occidente e proseguendo verso est, nella zona di Piana degli Albanesi, troviamo il monte Pizzuta (1333 m), il monte Kumeta (1233 m) ed il monte Maganoce, dalla caratteristica forma arrotondata. A seguire, troviamo il monte Giuhà (arb. Xhuhà), il monte Leardo (1016 m), il massiccio della Rossella (1064 m) e di Turdiepi ed infine il Pizzo Parrino (977 m). A nord del paese, invece, vi sono dei rilievi di modesta altitudine (800 m) che si saldano poi con i monti di Palermo. Il paesaggio che ne risulta è di tipo appenninico, ricco di castagneti e boschi di querce, lecci e sugheri.

Nel territorio di Santa Cristina i corsi d'acqua presentano carattere torrentizio con grosse portate d'inverno, modeste in primavera, nulle in estate: sono tributari dell'Eleuterio o del Belice Destro. Quest'ultimo negli anni venti del XX secolo è stato sbarrato con una diga artificiale, alla gola tra i monti Kumeta e Maganoce, dalla tipica forma ad imbuto da cui prende il nome albanese Honi (abisso, imbuto). Lo sbarramento ha generato il bacino montano di Piana degli Albanesi, il cui impluvio ricade, in parte, nel territorio di Santa Cristina Gela. Oltre la funzione idroelettrica iniziale, attualmente il lago contribuisce a rendere suggestiva l'oasi naturalistica locale del WWF.

StoriaModifica

Il feudo di Santa Cristina, nuovo nome della più antica Terra di Costantino menzionata nel Rollo di Monreale (1182), fu donato dal Conte Ruggero dei Normanni all'Arcivescovo di Palermo e il 31 maggio 1691 fu concesso in enfiteusi a 82 agricoltori arbëreshë provenienti da Piana degli Albanesi. Essi si stabilirono su un insediamento rurale (masseria o bicocca) preesistente, tipica del periodo arabo in Sicilia. Tale nucleo originario, l'antico baglio, con successivi apporti, è ancora leggibile in piazza Umberto I, mentre l'adiacente piazza Mariano Polizzi, attuale piazza principale, in antico costituiva il màrcato, lo stazzo per gli armenti.

La fondazione di Santa Cristina, quale capoluogo del feudo omonimo, dell'Erranteria del Salice e del Pianetto va ricondotta al 1747, anno di una nuova concessione enfiteutica accorpata a favore dei Naselli, Duchi di Gela, che vi esercitarono la signoria baronale sino all'abolizione del sistema feudale in Sicilia (1812).

Nel 1818, con Legge Organica del Regno delle Due Sicilie estesa ai domini borbonici "ultra Farum", diviene Comune e continua a denominarsi Santa Cristina. Il nome odierno "Santa Cristina Gela", richiamando l'eponimo dei Naselli fondatori, viene sanzionato dopo l'unità d'Italia al fine di evitare le molte omonimie riscontrate nel territorio del nuovo Regno d'Italia.

L'atto di concessione enfiteutica ai Gela, per le particolari clausole in esso contenute, costituiva "licenzia populandi", talché seguirono i "bandi di popolazione", cui risposero gli abitanti delle Terre viciniori: Altofonte e Piana degli Albanesi. Ne risultò una comunità mistilingue e mistireligiosa, dove prevalse la parlata albanese e si conservò per oltre un secolo il "rito greco", oltre a usi e costumi degli avi albanesi.

La particolarità religiosa, cioè la compresenza nella stessa chiesa parrocchiale "latina", sia della liturgia "greca" che di quella "romana", continuò a mantenersi fino alla seconda metà del XIX secolo, quando la tradizione della messa "arbërisht" cedette a quella "litisht", come risulta dai registri parrocchiali consultati dallo studioso Giuseppe Chiaramonte Musacchia.

I rapporti con Piana degli Albanesi, in quanto "città madre", sono in genere buoni, ma non sono mancati in passato screzi dovuti alla perimetrazione dei rispettivi territori comunali nel 1842. In verità Santa Cristina Gela si è sempre sentita legata a Piana degli Albanesi, come dal suo più connaturale centro maggiore, a motivo della sua origine, per la tradizione linguistica e le comuni costumanze arbëreshe, cui si aggiunge, dal 1937, la medesima appartenenza all'Eparchia bizantino-arbëreshe di Sicilia.

Santa Cristina oggiModifica

Si presenta come un piccolo centro a ridosso della fascia urbana di Palermo. La sua economia è basata principalmente sul terziario, sul piccolo artigianato, sull'agricoltura e la zootecnia.

Un importante settore dell'economia locale è la produzione e commercializzazione di prodotti agro-alimentari. Tra i principali ricordiamo: il pane (arb.: bukë -a), di semola di grano duro, cotto a legna, il vino (verë -a), l'olio d'oliva (vaj ulliri), i prodotti caseari: ricotta (gjizë -a), formaggio pecorino (udhos delje), caciocavallo (kaskaval -i). Ricordiamo anche la pasticceria e la produzione dolciaria: i cannoli (kanojët) e le sfince di San Giuseppe (shfinçet) con ricotta. L'allevamento locale di bovini ed ovini fornisce carni di ottima qualità; particolarmente apprezzata la salsiccia (likënkë -a) con i semi di finocchio.

Tuttavia, alta resta l'emigrazione giovanile, soprattutto dei soggetti con livello di studi medio-alto, che non trovano facilmente occupazione nel territorio.

Nel 1990, su delibera consiliare, si è proposto di cambiare il nome comunale in Santa Cristina Albanese.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Musacchia, signorile abitazione della famiglia albanese dei Musacchia, dichiarata di interesse storico, è stata recentemente restaurata, già sede ideale del Municipio di Santa Cristina Gela, attualmente ospita la biblioteca comunale ed è centro di eventi culturali.
  • Palazzo Vannucci Ramione
  • Casa Palermo
  • Fontana in pietra locale nella piazza centrale

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

Lingue e dialettiModifica

La parlata albanese (arbëresh o arbërisht) di Santa Cristina Gela è del tutto simile, dal punto di vista lessicale e fonetico, a quella di Piana degli Albanesi, data la provenienza dei primi abitanti fondatori. Nonostante la vicinanza (dista 4 km) e la continua osmosi di abitanti tra le due comunità, la lingua albanese di Santa Cristina ha mantenuto ed evoluto delle proprie peculiarità, alcune delle quali elencate di seguito.

  • Santa Cristina: "arà" - Piana degli Albanesi: "o/ëj". "Arà" deriva dalla perifrasi "àra ëhj" (così è), calco dal siciliano "ora si'". L'avverbio "arà" si ipotizza derivi dal greco άρα/àra con il significato di "certo, quindi, dunque".
  • La prima persona plurale del presente indicativo, che in alcuni verbi nella parlata di Piana degli Albanesi termina in "-jëm", nella parlata di Santa Cristina termina semplicemente in "-ëm": a Santa Cristina si ha "shohëm" (noi vediamo) e a Piana degli Albanesi si ha "shohjëm", così pure "flasëm" per "flasjëm" (noi parliamo), "presëm" per "presjëm" (noi aspettiamo/tagliamo), e così via.
  • Il costrutto "fare + verbo infinito" si forma con l'ausiliare potere (mënd) e non con il verbo fare (bënj) come nella parlata di Piana degli ALbanesi: si ha pertanto "mënd e më shkosh" (fammi passare) invece di "bëjëm të shkonj", "mënd e më çelsh" (fammi accendere) al posto di "bëjëm të çel"
  • Curiosità linguistiche

L'ape si chiama "arxë" mentre a Piana degli Albanesi "mizare", i vestiti "mbrojët" al posto di "pethkat".

Tradizioni e folcloreModifica

Kalivari (Carnevale): nei giorni seguenti l'Epifania sino al martedì grasso. Durante questo periodo i giovani vestiti in maschera giravano per le vie del paese e si fermavano di tanto in tanto a ballare presso le case di cittadini che si mettevano a disposizione. Tale usanza è oramai andata in disuso.

Shën Jusepi (San Giuseppe): il 19 marzo si prepara il Pane di San Giuseppe,buka e Sunjusepit: pane di varie forme decorate con una glassa bianca in superficie ed un rametto di rosmarino. Il pane, preparato dalle famiglie che ne hanno fatto promessa al Santo (ja kanë taksur), viene distribuito, dopo la benedizione del parroco, agli abitanti e agli ospiti esterni. La sera il simulacro del Santo viene portato in processione per le vie del paese. Ad organizzare la festa si occupa la congregazione di San Giuseppe, la più antica del paese, fondata alla fine del Settecento.

Kreshmët (la Quaresima): la sera del venerdì precedente la Settimana santa, Java e Madhe, cade la vigilia della resurrezione di Lazzaro, secondo il calendario della Chiesa Bizantina. I giovani sono soliti intonare per le vie del paese il "Canto di Lazzaro", una composizione poetica in albanese, risalente, come testo scritto, al sec. XVIII. Si tratta di un canto di questua secondo la classificazione etnografica corrente. Infatti, il canto si conclude con una strofa di richiesta di uova. Queste verranno colorate di rosso e distribuite la Domenica di Pasqua. Sempre il Venerdì santo, e Prëmtja e Madhe, viene intonato, con la stessa modalità, ma in siciliano il Canto della passione della Vergine. Nei giorni precedenti la Pasqua, Pashkët, venerdì e sabato, i ragazzini sono soliti invitare la popolazione a visitare il Cristo Morto in chiesa, scandendo "jecni te klisha se Krishti ë vdekur" e agitando "çokullat", tavolette di legno che emettono un suono a sostituzione delle campane, mute, të lidhura, in segno di lutto.

Pashkët (Pasqua): la liturgia pasquale segue la tradizione romana. Il giorno di Pasqua vengono preparate le uova rosse, vetë e kuqe e i dolci di pastafrolla a forma di cestino con l'uovo rosso,panaret.

Shën Gjergji (San Giorgio): il Santo è molto venerato sebbene non vi sia una festa dedicata. Il legame con Piana degli Albanesi, mai interrotto nei secoli, si manifesta in questa occasione con un pellegrinaggio mattutino che da Santa Cristina giunge sino alla chiesa di San Giorgio in Piana. Non rara la traslazione del simulacro del Santo Megalomartire da Piana degli Albanesi a Santa Cristina, dove si porta in processione per le vie del Paese.

Shën Mëria e Tajavisë (la Madonna di Tagliavia): in occasione di tale festività che ricorre tra maggio e giugno, in corrispondenza dell'Ascensione, gli abitanti si recano in pellegrinaggio presso il Santuario di Tagliavia che dista circa 15 km.

Shën Kristina, comunemente Sënda Hstina (Santa Cristina): la festa principale del paese che ricorre il 24 luglio e si protrae per più giorni. Per tale ricorrenza il Vescovo dell'Eparchia visita la comunità e la celebrazione religiosa culmina con la processione del simulacro della Santa per le vie del paese. La comunità organizza manifestazioni culturali, musica, spettacoli, sagre gastronomiche e fuochi d'artificio che chiudono i festeggiamenti.

Makullata (l'Immacolata Concezione): festa religiosa dell'8 dicembre, animata dalle consorelle della Congregazione dell'Immacolata che, alla fine della processione della statua, organizzano un celebre sorteggio a cui partecipano tutte le iscritte. Per l'Immacolata, alla sera, è d'uso cenare con lo sfincione.

Krishtlindjet, comunemente Natallet (Natale): per il periodo natalizio ogni famiglia fa scorte dei tipici dolci noti in Sicilia come "bucellati" e nelle comunità arbëreshe con il nome di "të plotë", letteralmente "ripieni", riempiti di pasta di mandorle o marmellata di fichi.

CulturaModifica

Da Santa Cristina Gela si distinsero due personalità: Giuseppe Arcoleo (1825-1875), figlio di Papàs Gaetano, ultimo sacerdote di rito bizantino-greco, medico oftalmico e direttore della Clinica Oculistica dell'Università di Palermo, che fu riconosciuto "per invenzioni e trattati rese più chiaro il nome Italiano e la Sicilia presso le Imperiali e Reali Accademie di Austria, Francia a Prussia"; Francesco Musacchia (1852-1931), fondatore della Lega Nazionale Albanese (1902) poi Lega Italo-Albanese di Palermo, che diede un singolare contributo presso le cancellerie degli stati europei a favore del movimento per l'indipendenza dell'Albania dall'Impero Ottomano.

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

È istituita presso il Comune di Santa Cristina Gela la Biblioteca Comunale “Francesco Musacchia”, in Viale Giorgio Castriota Scanderberg[4].

Geografia antropicaModifica

FeudiModifica

Lo Stato baronale di Santa Cristina nasce dall'unione di due feudi (Santa Cristina con l'Erranteria del Salice e Pianetto), concessi in enfiteusi perpetua alla famiglia Naselli, duchi di Gela, dall'Arcivescovo di Palermo, nel 1747. Dopo l'abolizione del sistema feudale in Sicilia (1812) e la nascita del Comune borbonico (1818), il territorio si completa con l'aggiunta dell'ex feudo di Turdiepi, della Massariotta e di parte dello Scanzano. Capoluogo dello Stato, prima, e del Comune, poi, fu la zona urbana di Santa Cristina, che inglobò un'antica "bicocca".[5]

Toponimi albanesi nel territorioModifica

L'antica presenza arbëreshe ci viene tutt'oggi testimoniata dalla toponomastica rurale che, a parte alcuni macrotoponimi di origine araba, nei microtoponimi risulta quasi del tutto albanese.

  • Rehjet, poggi
  • Rahji i Shportës, Poggio della sporta o di Shporta (famiglia albanese immigrata)
  • Guri i Korbit, pietra o rocca del corvo
  • Gropa e Mollës, sic. Zotta (valle) del Pomo
  • Fusha e Kollës, sic. Piano di Cola
  • Nin-madhi, Nino il grande
  • Lëmi i Gharajës, aia di Garaia (famiglia Schirò)[6]

Infrastrutture e trasportiModifica

Il Comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:

Mobilità urbanaModifica

I trasporti interurbani di Santa Cristina Gela, collegata da questi a Piana degli Albanesi, vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società siculo-albanese Prestia e Comandè[7].

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 luglio 1987 23 giugno 1992 Salvatore Cucciarrè Democrazia Cristiana Sindaco [8]
23 giugno 1992 16 ottobre 1995 Giuseppe Benito Rocca Democrazia Cristiana Sindaco [8]
1º luglio 1996 23 marzo 1998 Giuseppe Rocca lista civica Sindaco [8]
30 novembre 1998 17 aprile 2000 Giuseppe Cangialosi lista civica Sindaco [8]
17 aprile 2000 17 maggio 2005 Giuseppe Cangialosi lista civica Sindaco [8]
17 maggio 2005 31 maggio 2010 Giuseppe Cangialosi lista civica Sindaco [8]
31 maggio 2010 31 maggio 2015 Massimo Diano lista civica Sindaco [8]
1º giugno 2015 in carica Massimo Diano lista civica Sindaco [8]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 592.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Regolamento della Biblioteca Comunale “Francesco Musacchia”
  5. ^ Cfr. Zef Giuseppe CHIARAMONTE e Niccolò CHETTA in Bibliografia.
  6. ^ Altri esempi in: Giuseppe Chiaramonte Musacchia, opera citata.
  7. ^ Trasporto e trasferimento da e per Piana degli Albanesi (S. Cristina Gela) e Palermo. Orari linee, www.prestiaecomande.it. URL consultato il 25 settembre 2019.
  8. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • Chiaramonte, Zef Giuseppe, La Terra di Costantino: Bizantini Arabi Normanni e Albanesi a S.Cristina Gela: fonti documenrarie, Palermo: Provincia Regionale di Palermo, 2002.
  • Chetta, Niccolò,Tesoro di notizie su de' Macedoni, ms., Palermo, 1777; ed. a cura di Matteo Mandalà col patrocinio del Comune di Contessa Entellina, 2003.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN150200041 · GND (DE4818019-1 · WorldCat Identities (EN150200041
  Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Sicilia