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Belmonte Mezzagno
comune
Belmonte Mezzagno – Stemma Belmonte Mezzagno – Bandiera
Belmonte Mezzagno – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
SindacoSalvatore Pizzo (Lista civica"Belmonte libera - Pizzo sindaco") dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate38°03′N 13°23′E / 38.05°N 13.383333°E38.05; 13.383333 (Belmonte Mezzagno)Coordinate: 38°03′N 13°23′E / 38.05°N 13.383333°E38.05; 13.383333 (Belmonte Mezzagno)
Altitudine356 m s.l.m.
Superficie29,29 km²
Abitanti11 240[2] (31-10-2018)
Densità383,75 ab./km²
FrazioniGibilrossa, Coda di Volpe[1]
Comuni confinantiAltofonte, Misilmeri, Palermo, Santa Cristina Gela
Altre informazioni
Cod. postale90031
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082009
Cod. catastaleA764
TargaPA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantibelmontesi o mezzagnoti
PatronoSS. Crocifisso
Giorno festivo14 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Belmonte Mezzagno
Belmonte Mezzagno
Belmonte Mezzagno – Mappa
Posizione del comune di Belmonte Mezzagno nella città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Belmonte Mezzagno (Bellumunti in siciliano, ma chiamato semplicemente U Minzagnu o, più modernamente, U Mizzagnu nel locale dialetto palermitano[3]) è un comune italiano di 11 240 abitanti[2] della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Fa parte dell'area metropolitana di Palermo, benché non ci sia alcuna continuità urbana fra il centro urbano e il proprio capoluogo, essendo entrambi separati dalla barriera orografica di Monte Grifone che vi si frappone. Belmonte fu fondata da Giuseppe Ventimiglia Principe di Belmonte nel XVIII secolo.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Paesaggio belmontese

Belmonte Mezzagno è una cittadina situata ai piedi del pizzo "Belmonte" (a ovest) dal quale prende il nome. Dista circa 13 km dal centro del capoluogo. È anche circondata dai rilievi di Pizzo Neviera a sud-ovest, dalle colline delle Montagnole a est e dal rilievo di Monte Santa Caterina, prolungamento del Monte Grifone a nord, che contribuiscono a creare una sorta di anfiteatro naturale intorno al centro urbano.

L'unico accesso al paese era dato una volta da una mulattiera[4] che percorreva la valle nota come la Scala la quale collegava Belmonte a Palermo. Il paese è attraversato dal torrente Landro o Oleandro che confluisce più avanti nel fiume Eleuterio. Nelle vicinanze della cittadina siciliana si trovano le località di soggiorno di Gibilrossa e Piano Stoppa appartenenti per la maggior parte al comune di Misilmeri, mentre parte integrante del territorio belmontese, adiacente a Gibilrossa, è la località del "Fortino" nota anche per una certa presenza di archeologia bellica risalente all'ultimo conflitto mondiale. Altre località di soggiorno nell'ambito comunale sono la valle di Piano Casale - il cui territorio è estensivamente coltivato a ulivi - e SS. Salvatore (il cui originario nome dialettale è "U Sarbaturi" che vuol dire "Il Serbatoio", benché in siciliano si sia confuso con l'omofono "U Sarbaturi" che vuol dire "Il Salvatore", acquistando perciò significato religioso; il serbatoio in questione è una gebbia utilizzata a scopo di approvvigionamento idrico), che offre un singolare panorama sulla città di Palermo e il suo golfo.

ClimaModifica

 
Piazza Garibaldi di sera con la neve del 2014

Tipico clima mediterraneo, con la stagione estiva calda e asciutta, inverno fresco e piovoso. Nella tabella sono elencate le temperature medie annuali massima e minima e le precipitazioni medie annuali. La classificazione climatica è quella appartenente alla fascia C[5]

BELMONTE MEZZAGNO[6] Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 14 15 16 19 23 27 30 30 27 23 19 16 21,6°
Temperatura minima media (°C) 9 9 10 12 15 19 22 22 20 16 13 10 14,8°
Piogge (mm) 100 94 78 58 24 14 6 21 45 100 94 107 741

Origini del nomeModifica

Fino al 1776 il nome del paese era Mezzagno, da quella data in poi il paese assunse la denominazione Belmonte nel 1864[7] fu nuovamente aggiunto il nome Mezzagno. Il primo nome è dall'omonimo pizzo Belmonte 740 m s.l.m.[8] che sovrasta la città, sul secondo nome le ipotesi sono più di una, anticamente doveva esistere un casale di origine araba di nome Mezzagno, un'altra ipotesi un po' leggendaria che fa risalire il nome alla parola mezz'agno, mezzo agnello con questo i contadini che avevano le terre in enfiteusi dovevano pagare ogni anno al Principe. Un'altra ipotesi del nome è il termine che probabilmente significherebbe terra di mezzo o territorio situato fra diverse valli o ancora mezza altezza.

StoriaModifica

SimboliModifica

Il vecchio stemma comunale

Prima del 1987 Belmonte Mezzagno aveva un altro simbolo comunale era lo stemma della famiglia Afflitto, Baroni di Belmonte.[9] Così è descritto il vecchio stemma.uno scudo oro e azzurro, con una palma sradicata, verde, accostata da due pavoni addossati e con la testa rivolta verso di essa.

Lo stemma del comune concesso il 6/4/87 con Decreto del Presidente della Repubblica. È così descritto dallo Statuto comunale[10]

Interzato in palo: nel primo, troncato: A) d'oro, a quattro gigli di verde, posti uno, uno, due, uno; B) di rosso, alla bordura d'argento, caricata di quattro plinti di rosso, due in capo, due in punta posti in palo; nel secondo interzato in fascia: A) partito: a destra inquartato in decusse, d'argento e di rosso; B) d'azzurro, a tre torri d'argento, murate di nero, poste due, una; C) d'argento, al leone di nero; nel terzo, di verde, a sei palle d'oro, poste in cinta, una, due, due, una. Ornamenti esteriori da comune.

I primi cenni storiciModifica

Le prime notizie certe del feudo Menzagno risalgono al 2 ottobre 1439, quando viene citato nel testamento di Pietro di Afflitto. In esso si dice: “Essere stato posseduto il detto Feudo da’ suoi antichi”.

La discendenza Afflitto giunse a Pietro IV colui che nel 1576 si investì della Baronia del feudo; alla morte del figlio Vincenzo, alla nuora Elisabetta, fu concesso il titolo di Principessa da Filippo IV il 2 settembre 1627. Questo avvenne dopo che il figlio dei due, Marchisio di Afflitto, battezzò la Baronia definendola Principato di Belmonte, atto inserito nel Real privilegio di popolare il feudo (Licentia Populandi) concesso dal Re il 22 agosto 1625. Nonostante l’ottenimento della Licentia, il principe Marchisio non riusci a popolare il feudo di Belmonte.

I destini di Belmonte e della famiglia di Afflitto si separarono nel XVII secolo, quando Ninfa di Afflitto, ultima erede della casata sposò Francesco Ventimiglia. Da allora il feudo Belmonte passò tra i possedimenti della nobile famiglia Ventimiglia.

Colui che legò indissolubilmente Belmonte al nome dei Ventimiglia fu Giuseppe Emanuele III, questo perché egli – grazie alla Licentia Populandi, ottenuta il 18 aprile 1752 da Carlo III di Borbone – riuscì in ciò che Marchisio Afflitto aveva fallito, ovvero popolare il feudo Belmonte.

I moti rivoluzionari del 1848-49Modifica

Adesso passiamo a una vicenda accaduta a Belmonte Mezzagno durante i moti rivoluzionari del 1848-49; ma prima cominciamo dall'antefatto.

Nel gennaio del 1848, in Sicilia scoppiò un'insurrezione popolare, a cui successivamente si aggiunse la borghesia popolare, mossa soprattutto dalla volontà di ripristinare la Costituzione del 1812. La rivoluzione siciliana scoppiò il 12 gennaio 1848 in piazza della Fieravecchia (oggi piazza Rivoluzione) a Palermo, capitanata da Giuseppe La Masa. Dopo sanguinosi scontri, La Masa, al comando di un esercito popolare, riuscì a scacciare la luogotenenza generale e gran parte dell'esercito borbonico dalla Sicilia, costituendo un «comitato generale rivoluzionario». Il comitato generale istituì un governo provvisorio a Palermo; tra le felicitazioni generali e l'ottimismo, Ruggero Settimo, un liberale moderato appartenente alla nobiltà siciliana, venne nominato presidente. L'estensione del movimento insurrezionale alla Campania e al resto del regno fu immediato. Il Re, dopo alcuni tentativi di frenare il movimento con caute concessioni, cercò di arginare le richieste liberali concedendo la Costituzione, per primo in Italia, con Regio Decreto del 29 gennaio.

La Costituzione venne promulgata l'11 febbraio e giurata il 24; Il 25 marzo del 1848 si riunì il Parlamento Generale di Sicilia, con un governo rivoluzionario presieduto da Ruggero Settimo e composto da ministri eletti dallo stesso presidente, che proclamò l'indipendenza dell'isola, nonostante l'appoggio concreto delle città siciliane al governo provvisorio di Settimo, le aree rurali divennero scarsamente controllate e agitazioni contadine misero in serie difficoltà le amministrazioni locali. Re Ferdinando, approfittando di questo, non fece tardare la sua reazione, decidendo di intraprendere una risoluta restaurazione assolutistica.

Nel settembre 1848, dopo aver richiamato in patria l'armata borbonica schierata in Lombardia e aver sospeso le attività parlamentari, il Re decise di reprimere con la forza anche il separatismo siciliano, sopprimendo la rivoluzione e il Parlamento che da questa era stato eletto.

La gente di Sicilia, man mano che sentiva del ritorno dei Borbone, scappava di solito nelle montagne; e i Borbone, non vedendo nei paesi la gente, pronta ad accoglierli, distruggevano gli stessi paesi. Sorte che tocco a Belmonte Mezzagno.

Tutto cominciò il 7 maggio 1849 - già da qualche giorno i belmontesi erano fuggiti sulle montagne - verso le 7 di sera il generale Prono arrivò in paese con parte dell'esercito borbonico, ad accoglierlo trovò soltanto l'economo sacramentale Padre Luigi Mario Furitano, e il cappellano celebratario della Chiesa Miseremini (Anime Sante) Padre Angelino Moltisanti (in "nomen omen"). I due ministri andarono verso il Generale offrendo pace assicurando la fedeltà del popolo belmontese a re Ferdinando, affinché, il Generale non distruggesse il paese. Egli accettò l'offerta, Padre Furitano, come segno di riconoscenza, benedisse lui e l'esercito con l'ostensorio contenente il SS. Sacramento.

Le paure del Reverendo l'indomani, 8 maggio 1849, purtroppo, si concretizzarono: squadre ribelli venute da Palermo attaccarono i soldati nei monti intorno al paese, vedendo questo il Generale, dopo aver scacciato i ribelli, ordinò la distruzione del borgo. I soldati eseguirono l'ordine, lasciando in piedi soltanto la Chiesa Madre e la Chiesa Miseremini.

L'esercito rimase in paese 7 giorni, prima di rientrare a Palermo.

Quando l'esercito scomparve, i belmontesi scesero dai monti trovando le proprie case ormai ridotte in ceneri fumanti. Ai due Reverendi rimase l'orrore negli occhi, e un popolo da consolare.

Belmonte nell'unità d'ItaliaModifica

Dopo la distruzione del paese per mano delle truppe borboniche del 1848, con l'odio verso Ferdinando II che non era mai stato così alto, cominciò la ricostruzione di Belmonte.

I belmontesi per la ricostruzione delle proprie case non ricevettero alcun aiuto governativo, quindi, nonostante il "Real" incendio delle campagne, dovettero cavarsela da soli; ottennero soltanto di non pagare tasse. Ciò solamente fino al 1850, quando i belmontesi ancora alla fame dovettero ricominciare a pagare i tributi, per questo da quel giorno Belmonte divenne uno dei principali centri organizzativi della rivolta contro i Borbone. Tale odio cominciò a divenire movimento organizzato nel febbraio 1853, quando furono organizzati convegni a Parco (Altofonte), Belmonte, Mislmeri e Carini volti a preparare la rivolta. Dopo vari tentativi, il momento giusto sembrò essere arrivato il 4 aprile 1860, quando, a suono delle campane del convento palermitano della Gancia, Francesco Riso e i suoi 84 compagni, fra i quali numerosi belmontesi, tentarono con le armi di entrare nella capitale. Il tentativo, anche a causa della scarsa efficacia delle armi dei rivoltosi, falli ma fu il segnale che Garibaldi aspettava...

Il 1º maggio 1860, dopo aver raggruppato un migliaio di volontari, Garibaldi venuto a sapere del fermento rivoluzionario siciliano, diede l'ordine di partire.

Nella notte tra il 4 e il 5 maggio, Garibaldi e i "mille" salparono da Quarto su due piroscafi, il Lombardo e il Piemonte, e, dopo una breve sosta a Talamone, l'11 maggio sbarcarono a Marsala. Il 15 maggio i garibaldini si scontrarono a Calatafimi (TP) con le truppe borboniche. Soprattutto a causa della scarsa preparazione degli ufficiali borbonici, che fecero moltissimi errori di strategia; i "mille" vinsero la battaglia e cominciarono ad avanzare verso Palermo.

Nei territori limitrofi a Palermo, cominciarono a sorgere truppe di irregolari a sostegno dei garibaldini. Tali squadriglie erano gestite da La Masa, egli radunò le truppe, forti di 5.000 uomini provenienti da Belmonte, e da altri paesi del circondario, a Gibilrossa. Belmonte Mezzagno, essendo il paese più vicino all'accampamento, servì da base strategica delle operazioni.

Il 20 maggio Garibaldi, ormai giunto a Misilmeri, volse alla volta di Belmonte in testa a 6.000 uomini, che lo accolse con entusiasmo. Il 24 maggio, nelle campagne di Belmonte si svolse una sanguinosa battaglia fra le truppe borboniche e i garibaldini in gran parte formati da belmontesi. L'esito fu funesto per Garibaldi ma egli non si arrese, aiutato da La Masa il 25 maggio spinse gli avamposti nelle alture di Belmonte e con esse l'indomani sera inizio la discesa verso Palermo. Conquistata la città il 30 maggio, tutta la Sicilia venne rapidamente liberata; infatti, il 28 luglio l'ultimo soldato borbonico lasciò la Sicilia.

Il 21 ottobre 1860, anche a Belmonte si svolse il plebiscito (il referendum) per l'annessione del paese al nascente Regno d'Italia. Chiaramente le votazioni non avevano le garanzie che oggi le contraddistinguono: non era garantita la segretezza del voto, spesso espresso in modo palese con il sì spesso estorto dai signorotti locali con modi assai poco democratici.

A Belmonte il popolo si espresse favorevolmente all'annessione, più che altro perché credevano che con i piemontesi non avrebbero più avuto fame; queste erano le promesse. Molte di queste purtroppo vennero disattese causando numerose rivolte, la più sanguinosa fu quella del 7 e mezzo del 15 settembre 1866; che in Sicilia causo oltre 25 mila morti.

La fame a Belmonte continuò ancora a lungo e fu la principale causa della partecipazione del paese ai fasci siciliani.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Chiese cattolicheModifica

 
Matrice del Santissimo Crocifisso

La chiesa madre (1752) (1756)[11] del paese è dedicata al SS. Crocifisso e si trova in piazza Garibaldi (la piazza principale del paese).

La Chiesa è collocata nella parte superiore della piazza principale, nel centro del paese. Artisticamente c'è da notare: il Prospetto imponente, ma equilibrato e una bella e originale scalinata a due bracci, scalone realizzato sulle orme delle ville settecentesche, che si rifà ai temi del tardo barocco, a cui del resto si ispira tutto il prospetto.

Il corpo della Chiesa ha una superficie di 200 mq.; la facciata si innalza per circa 30 mt. La costruzione della Chiesa, iniziata nel 1752, è stata completata dopo 4 anni. È stata eretta canonicamente il 26 febbraio 1756.

Di notevole pregio, al centro del prospetto sopra il portale, è lo stemma dei Ventimiglia. Ai lati di esso il Principe di Belmonte, tenne molto alla posa di due lastre marmoree, recanti delle scritte che sono il "Curriculum" di sé:

(LA)

«D.O.M. OSEPHUS EMMANUEL VENTIMILLIUS NORMANNUSS SVEVUS ARAGONEUS UT AD ARAM HUIUS TEMPLI PROPRIO AERE EXTRUCTI SACRIS QUOTIDIE QUATOR DEO O.M. LITETUR,PERPETUO INSTITUIT QUAE ANIMABUS CARISSIMIS MARIAE ANNAE STATELLAE MATRIS ET ISABELLAE ALLIATAE CONIUGIS DULCISSIMAE SIBIQUE EXTREMA PRAEVIDENTI AC POPULI HUIUS RELIGIONI ESSENT PROFUTURA.»

(IT)

«A Dio Ottimo. Massimo Giuseppe Emanuele Ventimiglia Normanno, Svevo, Aragonese. Perché ogni giorno si celebrassero i Sacri Misteri a Dio Ottimo Massimo all'Altare di questo tempio costruito nel proprio feudo, in perpetuo istituì. Affinché le Verità Eterne fossero di giovamento alle anime carissime di Maria Anna Statella ottima Madre e di Isabella Alliata dolcissima coniuge, a se stesso, e alla religione di questo popolo»

(LA)

«D.O.M.JOSEPHUS EMMANUEL VINTIMILLIUS COMES ALBINTEMELII, GOLISANI, GRATTERI, LASCARIS, ET SANCTI STEPHANI PRINCEPS BELLIMONTIS EX PRIMO MAGNATUM HISPANORUM ORDINE EQUES SANCTI JANUARII POST TERTIAM IN URBE PANORMITANA QUAESTURAM MALEFICIORUM ALTERAMQUE PRAETURAM,TERTIO XII VIR REGNI CURATORUM REGIUS AD VENETOS SOLEMNITER LEGATUS REGI CAROLO A CUBICULO.DOMUS REGIS FERDINANDI SUPREMUS PRAEFACTUS OPPIDO AEDIFICATUM INCOLIS ACCITIS TEMPLUM A FUNDAMENTIS EXCITAVIT A.D. MDCCLXXVI»

(IT)

«A Dio Ottimo Massimo. Giuseppe Emanuele Ventimiglia Conte di Albitemeli, di Collesano di Gratteri, di Lascari e di S. Stefano, Principe di Belmonte, Cavaliere di S. Gennaro del Primo ordine dei Grandi di Spagna. Tre volte questore e due volte pretore nella città Palermitana, uno dei dodici pari del regno, ambasciatore regio ai Veneti, supremo prefetto del Re Carlo dalla Nascita, della casa della Regina Carolinae quindi del Re Ferdinando. Edificata la città, accolti gli abitanti, questo tempio innalzò dalle fondamenta.»

Anno del Signore 1776.

L'interno della Chiesa, a navata unica, è arricchito all'abside, da un magnifico crocifisso voluto, intorno al 1752, da Giuseppe Emanuele Ventimiglia che ne curò personalmente la realizzazione.

Oltre a questo ne fece costruire un altro per la Chiesa di Santo Stefano di Quisquina: altro borgo presente nei suoi possedimenti.

Il crocifisso ligneo, di sicura scuola napoletana, sofferma lo sguardo dell'osservatore su un Cristo morente, quindi sofferente ma ancora vivo.

Notevoli sono i due Altari, nelle pareti laterali della Chiesa: su di essi si trovano due grandi tele, raffiguranti una S. Rosalia l'altra la S. Famiglia: attribuite alla scuola di Pietro Novelli.

A meta navata, sulla destra, è visitabile il Battistero di S. Giovanni Battista; arricchito da un altare dedicato all'Immacolata Concezione.

Uscendo, nella parte alta, è visibile il coro e l'imponente organo a canne.

Oltre alla chiesa madre è da citare la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, (1843)[12] con l'attiguo convento delle Suore Francescane di Madre Maria di Gesù Santocanale. Altre costruzioni rilevanti sono la cappella del Rosario, alla periferia Sud-Ovest, e la chiesetta della Madonna dei Poveri, già sede di sepolture per i cittadini nei secoli scorsi.

Architetture civiliModifica

Lo StagnoneModifica

Lo Stagnone[13] era un importante opera idraulica ipogea del XVIII Secolo. Serviva per approvvigionare il paese. Costruito a ridosso della matrice e progettato da Giovanni Battista La Licata per volere del Principe Giuseppe Emanuele Ventimiglia .Oggi è un vano libero di 350 m² ed è stato restaurato dal comune che ha provveduto a creare pure un accesso indipendente da via Stagnone; in futuro dovrebbe ospitare il Museo dell'Acqua.[14]

FontaneModifica

Abbiviratura vecchia risale al 1902, sita in piazza Tenente Chinnici

Ville comunaliModifica

Villa comunale Madre Teresa di Calcutta, zona via Michelangelo Buonarroti.

Aree di interesse naturalisticoModifica

Grotte di origine carsicaModifica

Nel territorio belmontese sono presenti diverse grotte di origine carsica, Antro scala dei Muli, Grotta dei Laghetti, Pozzo Fiandra, Pozzo Landro, Sette Camere, Zubbietto Pizzo Neviera, Zubbio.[15]

Tradizioni localiModifica

Belmonte Mezzagno è di fondazione più recente rispetto ad altri comuni contigui (seconda meta del '700) e questo ha significato che il centro del palermitano ha gradualmente assorbito popolazione dall'esterno, anche grazie alla prossimità del capoluogo regionale, in modo dinamico, vista la tendenza naturale degli abitanti all'accoglienza e all'integrazione di nuovi afflussi di popolazione; pur essendo un comune confinante con il capoluogo, Belmonte è però riuscita a mantenere una propria atmosfera peculiare senza trasformarsi in un classico "paese-dormitorio" tipico di molte aree prossime a grandi concentrazioni urbane. A causa di questa fondazione recente anche le tradizioni sono abbastanza recenti (ad esempio, mentre la tradizione della "Vampa di San Giuseppe" (vedi oltre) ha un'origine cristiana recente mancano riti folkloristici ancestrali di origine anche occulta o leggende di origine rurale millenaria o plurisecolare connessi con il paganesimo presenti altrove in Sicilia, come il celebre Ballo dei diavoli di Prizzi); dette tradizioni locali, che riguardano più la fede religiosa che la superstizione, sono state preservate dagli abitanti perché considerate parte del proprio patrimonio culturale nonostante la trasformazione da centro prevalentemente agricolo a centro a economia diversificata.

 
Pizzo Belmonte sullo sfondo, sovrasta il centro urbano

Una tradizione locale vuole che i cittadini si rechino il 3 maggio di ogni anno sul Pizzo Belmonte (detto la Santa Croce a causa della presenza di una Croce sulla vetta) per ricordare il Calvario di Gesù Cristo. Si tratta di una vera e propria escursione di tipo alpinistico data la natura impervia del Monte, il quale è cosparso di 13 cappelle che fungono da tappe della Via Crucis.[16]

Altri due pellegrinaggi tradizionali erano quello del 7 ottobre alla Cappella del Rosario e quello alla Chiesa di Madonna dei Poveri in maggio.

Belmonte conserva anche diverse tradizioni ormai non più molto comuni nel resto della Sicilia, come la tradizione della Vampa di San Giuseppe, che consiste nell'accensione di una catasta di legna che viene piazzata in un ampio luogo appropriato; (piazza Giuseppe Mazzini) durante il rito vengono pronunciate delle invocazioni scandite ripetutamente in lingua siciliana locale rivolte proprio al Santo come omaggio devozionale finché la catasta non viene consumata dal fuoco. Ciò avviene la vigilia del 19 marzo. Organizzato dalla confraternita di San Giuseppe.

Il centro del Palermitano mantiene anche la tradizione delle Confraternite o Congregazioni, associazioni cattoliche consacrate a diverse figure religiose come santi o rappresentazioni varie di Gesù Cristo o di Maria di Nazareth le quali sono molto presenti nella vita sociale di molti cittadini. Queste si occupano, fra l'altro, dell'accompagnamento (obbligatorio) dei defunti appartenenti alla propria congregazione lungo il corteo funebre dalla Parrocchia del SS.Crocifisso al Cimitero Comunale, una pratica molto comune a Belmonte, snodandosi quindi per le vie principali del centro urbano e di alcuni compiti legati al funerale della persona deceduta. Esse precedono il feretro nel corteo funebre, appena dopo la banda musicale (con una marcia funebre) che a sua volta apre il corteo funebre. Le confraternite diffondono anche l'annuncio dei compiti e obblighi dei confratelli attraverso un banditore che gira per le vie del paese. I membri della Confraternita del Crocifisso (o in dialetto, I Fratelli r'u Signuri) hanno il compito particolare di presiedere ad alcuni momenti religiosi della Settimana Santa in parrocchia, a turno e in maniera continuata durante la giornata, indossando un cappuccio appuntito che ricopre interamente il volto e che lascia scoperti solo gli occhi, oltre agli indumenti propri della Confraternita a cui appartengono. Tale copricapo è analogo a quelli portati delle Confraternite Spagnole durante la Settimana santa,[17] specialmente quelle di Siviglia.

 
Veduta di Belmonte

I Tamburinai sono delle figure ancora molto vive nel folklore belmontese e annunciano con la loro presenza, determinandolo, il percorso di processioni che si svolgeranno per le vie nei giorni seguenti alla loro comparsa.

Il Corteo Nuziale dalla casa della sposa alla Parrocchia per le principali strade belmontesi, già caduto per qualche decennio in disuso, è stato ripreso recentemente in diversi casi da giovani coppie.

Nella settimana che comprende il 4 ottobre, festa di San Francesco D'Assisi è ormai tradizione portare i propri animali domestici alla celebrazione della Benedizione degli Animali, evento che riscuote grande apprezzamento in particolare da parte dei più piccini.

Nei giorni precedenti alle festività dell'Immacolata Concezione e del Santo Natale, nelle chiese belmontesi vengono inoltre eseguiti due rispettivi lunghi canti religiosi dialettali molto caratteristici prima delle Sante Messe(le Novene).

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[18]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati istat del 2011 i cittadini stranieri residenti a Belmonte Mezzagno sono 42[19]

ReligioneModifica

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico, fa parte dell'Arcidiocesi di Palermo le chiese sono elencate su monumenti e luoghi d'interesse. L'altra fede cristiana presente è quella evangelica, nata alla metà degli anni 50 oggi sono presenti tre comunità:

Chiese Cristiane EvangelicheModifica

  • Chiesa Cristiana Evangelica A.D. I.
  • Chiesa Cristiana Evangelica Gesù Vivè.
  • Chiesa Cristiana Evangelica l'Emmanuele.[20]

EconomiaModifica

Industria e ArtigianatoModifica

Nel territorio di Belmonte Mezzagno negli ultimi anni, ha avuto sviluppo il settore terziario e industriale: quest'ultimo consiste principalmente nelle aziende specializzate in ceramica e nell'utilizzo e raffinazione di materiali estratti a fini edilizi, vi è presenza di onice.

AgricolturaModifica

Il territorio ha una diversa orografia del terreno. A volte è impervia. Fra le essenze coltivate in prevalenza vi è l'olivo per la produzione di Olio di oliva anche se mai si è puntato alla valorizzazione; altre colture in atto sono le mandorle, i mandarini nella valle del Landro e radi sono i fichi d'India. In passato sviluppati erano il frassino da manna e il sommacco per la produzione di tannini e coloranti.

Infrastrutture e trasportiModifica

Belmonte Mezzagno è collegata a Palermo dalla strada provinciale 37 di Gibilrossa che valica il Monte Grifone ed è inoltre attraversata dalla strada provinciale 38 che conduce a Santa Cristina Gela, la strada provinciale 126 collega Belmonte Mezzagno con Misilmeri e termina nei pressi della strada statale 121 Palermo-Agrigento.

Una linea di trasporto pubblico assicura i collegamenti con il capoluogo regionale, secondo un itinerario che attraversa le frazioni di Gibilrossa e quella palermitana di Ciaculli.

AmministrazioneModifica

  Regno d'Italia Sindaci dal 1875 al 1921
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
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1875 1878 Michele Patrisolo Regio Delegato Straordinario
1879 1886 Giuseppe Migliore Sindaco
1887 1889 Giovanni Migliore Sindaco
1890 1891 Salvatore Asciutto Sindaco
1892 1899 Giovanni Migliore Sindaco
1900 1901 Pietro Simoncini Regio Delegato
1901 1902 Vincenzo Romano Sindaco
1903 1905 Salvatore Asciutto Sindaco
1906 1907 Giuseppe Pizzo Sindaco
1907 1908 Giuseppe Lepanto Sindaco
1908 1910 Francesco Guerrera Sindaco
1910 1911 Melchiorre Veniani Commissario
1912 1914 Giorgio Migliore Sindaco
1915 1916 Giuseppe Calderaro Sindaco
1916 1919 Luigi Montemurro Commissario
1920 1921 Alessandro Pace Commissario
... ... ... ... ...
  Repubblica Italiana Sindaci dal 1990 a oggi
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
... ... ... ... ...
Febbraio 1990 Novembre 1993 Giuseppe Di Liberto Sindaco [21]
20 giugno 1993 Novembre 1997 Maurizio Milone L'Ulivo Sindaco
30 novembre 1997 Novembre 2001 Maurizio Milone L'Ulivo Sindaco [22]
Agosto 2000 2001 Salvatore Di Franco Commissario straordinario
25 novembre 2001 Maggio 2007 Giovanni Salerno Sindaco
13 maggio 2007 Agosto 2011 Saverio Barrale Popolari di Italia Domani Sindaco [22]
Settembre 2011 Gennaio 2012 Margherita Rizza Commissario straordinario
Gennaio 2012 7 maggio 2012 Antonio Garofolo Commissario straordinario
8 maggio 2012 11 giugno 2017 Pietro Di Liberto Partito Democratico Sindaco [23]
11 giugno 2017 in carica Salvatore Pizzo Lista Civica Sindaco [23]

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Belmonte Mezzagno fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:

CulturaModifica

IstruzioneModifica

La BandaModifica

L'arte della musica è stata sempre una spiccata qualità della maggior parte dei cittadini di Belmonte Mezzagno.

Si hanno notizie di una rinomata banda belmontese fin dalla seconda metà dell'‘800, cioè da quando si registra un diffuso costituirsi di bande musicali in tutta l'Italia meridionale (Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia). I primi riferimenti storici si trovano con Giovanni Filippo De Santis, nato a Belmonte Mezzagno il 5 aprile 1861 e morto nel 1930. Clarinettista, fu uno dei primi maestri della Banda musicale e trascrittore di parecchi brani di musica per banda. Ha diretto la banda dai primi del '900 fino al 1930. Esiste ancora oggi qualche spartito, da lui trascritto in data 1887. In questo periodo opera Vincenzo De Santis (1873 - 1957): clarinetto, fratello di Giovanni Filippo; è rimasto nella memoria di molti musicanti, che da lui hanno appreso le nozioni della musica e la pratica dello strumento, come "Mastru 'Nsulu".

Nel 1933 il complesso bandistico conquista un successo così riconosciuto e documentato: diploma conferito alla Banda del dopolavoro di Belmonte Mezzagno, prima classificata nel primo concorso provinciale con medaglia d'Oro – 1º dicembre 1933, diretta dal maestro Vincenzo Sortino. Alcune notizie documentate si trovano con il maestro Pietro Allotta, nato a Belmonte Mezzagno il 21 agosto 1892 e morto il 6 gennaio 1952. Compositore e arrangiatore, arricchì notevolmente il repertorio bandistico. Diresse la Banda di Belmonte dal 1939 al 1952, portandola ad alti livelli, oltre che a un numero di 50 elementi, tutti locali. Continua con Salvatore Bottino, nato a Belmonte il 1º agosto 1905 e morto il 1º dicembre 1956, la tradizione di maestri belmontesi. Altre notizie si rinvengono nella stampa dell'epoca che, per i concerti svolti, sotto la direzione del maestro Carmelo Castronovo, rispettivamente a: - Palermo – Giardino inglese 1956; - Bagheria – festa patronale, Giugno 1957; - Palermo – Foro italico, festino 1958; così ricorda: «L'esecuzione dei pezzi è stata perfetta… .l'ottimo complesso musicale ha dimostrato una preparazione veramente notevole e tale da poterlo classificare tra i migliori dell'isola… …il pubblico ha apprezzato l'esecuzione dei brani con lunghi applausi… etc…».

Continua il lavoro di formazione musicale e strumentale intrapreso dal De Santis prima e proseguito dopo da Giacomo Cappello (16 febbraio 1929), flicorno tenore solista e flicorno baritono. Molti musicanti e strumentisti, adesso diplomati e facenti parte di diverse orchestre italiane, hanno appreso le prime nozioni musicali e la pratica strumentale. Capobanda dalla metà degli anni '50, è stato fine e sensibile solista di flicorno tenore negli anni '50-'60 con le maggiori bande siciliane e calabresi. Ispiratore, consigliere e memoria storica della Banda, la sua attività continua fino ai nostri giorni. Da questo periodo continuano e si intensificano le tournée che vede il complesso bandistico all'apice del successo e richiestissimo, per la bravura dei suoi esecutori e solisti, in tutta la Sicilia e in Calabria. Il repertorio musicale era molto ricco e vario, infatti comprendeva, oltre al marciabile militare e sinfonico, molte sinfonie e fantasie operistiche utilizzate per i concerti serali “Musica in Palco”.

Nel 1968, sotto la direzione di Nicola Corbo, unica banda in Sicilia, ha introdotto, nei “Concerti in Palco”, due cantanti lirici, un soprano e un tenore, che sostituiranno rispettivamente il flicornino e il trombone tenore nelle arie operistiche.

In questo periodo ritroviamo il complesso bandistico in giro per le diverse piazze siciliane in occasione di festività religiose, civili di raduni bandistici e in qualità di ospite d'onore per le serate di musica in palco. Nel 1981, diretta dal maestro Don Pietro Cappello, ha vinto con una coppa la prima rassegna bande di Sicilia ad Altavilla Milicia, otto le bande presenti.

Continua a tutt'oggi la tradizione musicale belmontese con due formazioni: il complesso bandistico "Principe di Belmonte"[26] e il complesso bandistico "Pietro Allotta"[27], che riscuotono successo e consensi nelle piazze siciliane.

BibliotecheModifica

  • Biblioteca comunale Giovanni Falcone, con sede in via John Kennedy[28]

CucinaModifica

CinemaModifica

Belmonte Mezzagno ha ospitato il set di alcuni importanti film:

EventiModifica

  • Notte bianca: si svolge nel mese di settembre tra il sabato e la domenica, consiste nell'organizzazione di varie manifestazione e con l'apertura prolungata di negozi.
  • Settembre in festa: durante il mese di settembre si svolge la festa patronale in onore del Santissimo Crocifisso che si festeggia il 14 settembre.Accanto alle celebrazioni religiose ci sono varie attività culturali, rassegne teatrali, tornei sportivi amatoriali, mostre e serate musicali.[31]
  • Santa Lucia: si festeggia il 13 dicembre secondo il calendario ed è molto sentita in paese; come di tradizione durante la giornata è di uso astenersi dal consumo di pane, al cui posto si consumano arancine, cuccia (grano bollito), e ceci. Alle prime ore dell'alba la banda musicale va girando per le vie del paese; la giornata termina quindi con la processione e fuochi d'artificio.
  • Incontro di Pasqua

SportModifica

CalcioModifica

La principale squadra della città è la Polisportiva Belmonte, che milita in Prima Categoria. Il livello massimo raggiunto dal calcio belmontese sono tre campionati della categoria di Promozione Sicilia girone A.

BadmintonModifica

Il badminton è molto praticato, in passato Belmonte è stata capitale[32] del badminton in Italia, con gli scudetti della storica ASD Mediterranea, nel 2015 Belmonte è ritornata in serie a con la promozione della ASD Piume D'argento.[33]

Impianti SportiviModifica

CuriositàModifica

Il comune di Belmonte Mezzagno nel 1997 ha rappresentato l'Italia a una puntata della trasmissione televisiva Giochi senza frontiere[34] svoltasi a Budapest, in Ungheria.

NoteModifica

  1. ^ tuttiitalia, su tuttitalia.it. URL consultato il 2 aprile 2012.
  2. ^ a b Bilancio demografico anno 2018 (dati provvisori), su demo.istat.it. URL consultato il 31-10-2018.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 71.
  4. ^ Lascala, su leviedellacqua-belmontemezzagno.it. URL consultato il 28 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2015).
  5. ^ Classificazione climatica, su comuni-italiani.it. URL consultato il 27-02-2012.
  6. ^ Dati climatici
  7. ^ books.google [collegamento interrotto], su books.google.it.
  8. ^ Cittastoria, su comune.Belmonte.pa.it.
  9. ^ Nobiliario di Sicilia, su regione.sicilia.it.Gli Afflitto Baroni di Belmonte
  10. ^ Statuto del comune di Belmonte Mezzagno [collegamento interrotto], su comune.Belmonte.pa.it.
  11. ^ Davisitare [collegamento interrotto], su provincia.palermo.it. Lachiesamadre
  12. ^ Le Chiese, su mezzagnohistory.it. URL consultato il 24 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2013).
  13. ^ Lacittàstoria [collegamento interrotto], su comune.belmonte.it. Lostagnone
  14. ^ Davisitare, su provincia.palermo.it. Museodell'acqua
  15. ^ Le Grotte, su mezzagnohistory.it. URL consultato il 14 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2013).
  16. ^ pellegrinaggiosantacroce, su leviedellacqua-belmontemezzagno.it. URL consultato il 28 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2015).
  17. ^ settimanasanta, su leviedellacqua-belmontemezzagno.it. URL consultato il 28 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2015).
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Dato istat al 31/12/2011 Popolazione straniera residente al 31/12/2011
  20. ^ Fontedivita, su fontedivita.it. URL consultato il 4 marzo 2012.
  21. ^ quarto mandato
  22. ^ a b <secondo mandato
  23. ^ a b primo mandato
  24. ^ GURS parte I del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 3 marzo 2012.
  25. ^ Lequqttroterre, su comune.belmonte.pa.it. URL consultato il 17 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2013).
  26. ^ principedibelmonte, su bandamusicale.it. URL consultato il 5 giugno 2015.
  27. ^ pietroallotta [collegamento interrotto], su profileengine.com. URL consultato il 5 giugno 2015.
  28. ^ ComuneBelmonte, su comune.belmonte.pa.it. URL consultato il 14 marzo 2012.
  29. ^ Siciliafilm, su siciliafilm.wordpress.com.Film girati in Sicilia
  30. ^ AlbertoSordi [collegamento interrotto], su ricerca.republica.it.Film Girato a Belmonte
  31. ^ Programma festivo [collegamento interrotto], su nuovabelmonte.com. URL consultato il 21 ottobre 2012.
  32. ^ Belmonte capitale del Badminton, su nuovabelmonte.com. URL consultato il 2 maggio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2015).
  33. ^ Le Piume D'argento Belmonte Mezzagno promosse in serie a, su sportdelgolfo.com. URL consultato il 6 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).
  34. ^ Giochi senza frontiere 1997, su giochisenzafrontiere.net.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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