Sei Nazioni 2009

10ª edizione del Sei Nazioni maschile e 115ª assoluta del Championship
Sei Nazioni 2009
2009 RBS Six Nations Championship
Logo della competizione
Competizione Sei Nazioni
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Edizione 115ª
Organizzatore Six Nations Rugby Ltd
Date dal 7 febbraio 2009
al 21 marzo 2009
Luogo Galles, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia e Italia
Partecipanti 6
Formula girone unico
Risultati
Vincitore Irlanda Irlanda
(19º titolo)
Calcutta Cup Inghilterra Inghilterra
Grande Slam Irlanda Irlanda
Triple Crown Irlanda Irlanda
Trofeo Garibaldi Francia Francia
Whitewash Italia Italia
Statistiche
Miglior giocatore Brian O’Driscoll (Irlanda)
Miglior marcatore Irlanda Ronan O'Gara (51)
Record mete Irlanda Brian O'Driscoll (4)
Incontri disputati 15
Pubblico 981 963
(65 464 per incontro)
Six Nations 2009 - Scotland vs Ireland 4.jpg
Vittoria irlandese sulla Scozia
Cronologia della competizione
Left arrow.svg Sei Nazioni 2008 Sei Nazioni 2010 Right arrow.svg

Il Sei Nazioni 2009 (in inglese 2009 Six Nations Championship; in francese Tournoi des Six Nations 2009; in gallese Pencampwriaeth y Chwe Gwlad 2009) fu la 10ª edizione del torneo annuale di rugby a 15 tra le squadre nazionali di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia, nonché la 115ª in assoluto considerando anche le edizioni dell'Home Nations Championship e del Cinque Nazioni.

Noto per motivi di sponsorizzazione come 2009 RBS Six Nations Championship a seguito di accordo di partnership commerciale con la Royal Bank of Scotland[1], si tenne dal 7 febbraio al 21 marzo 2009.

A 24 anni di distanza dalla più recente vittoria (1985), ad aggiudicarsi il suo diciannovesimo titolo fu l'Irlanda, nell'occasione conseguendo anche un Grande Slam che a Dublino mancava dal 1948: il sigillo sull'impresa fu posto al Millennium Stadium di Cardiff dove gli irlandesi vinsero contro il Galles una partita brutta e piena di errori ma che valse il punteggio pieno alla presenza di Jack Kyle e Bertie O'Hanlon, due superstiti dello Slam di 61 anni prima che assistevano all'incontro dalla tribuna[2].

A titolo statistico, l'edizione 2009 vide il primo incontro del torneo disputato di venerdì: si trattò di FranciaGalles, in programma a Saint-Denis il 27 febbraio; nonostante le proteste dei tifosi, che lamentarono potenziali problemi nel riuscire a inserire un incontro sporivo al venerdì durante un fine settimana all'estero, i dirigenti di Six Nations Rugby, la società che gestisce il torneo, sostennero di avere avuto ispirazione dal buon successo di pubblico che gli incontri al venerdì sera avevano riscosso in Francia durante la recente Coppa del Mondo 2007[3].

Whitewash all'Italia, capace di segnare solo due mete in tutto il torneo, con Mirco Bergamasco alla prima partita e Sergio Parisse all'ultima.

Il valore delle marcature, come stabilito dall’IRFB nel 1992, era: 5 punti per ciascuna meta (7 se trasformata), 3 punti per la realizzazione di ciascun calcio piazzato, idem per il drop[4].

Nazionali partecipanti e sediModifica

Squadra Città Impianto interno
  Francia Saint-Denis Stade de France
  Galles Cardiff Millennium Stadium
  Inghilterra Londra Twickenham
  Irlanda Dublino Croke Park
  Italia Roma Stadio Flaminio
  Scozia Edimburgo Murrayfield

RisultatiModifica

1ª giornataModifica

Londra
7 febbraio 2009, ore 15 UTC+0
Inghilterra  36 – 11
referto
  ItaliaTwickenham (82000 spett.)
Arbitro:   Mark Lawrence

Dublino
7 febbraio 2009, ore 17 UTC+0
Irlanda  30 – 21
referto
  FranciaCroke Park (79000 spett.)
Arbitro:   Nigel Owens

Edimburgo
8 febbraio 2009, ore 15 UTC+0
Scozia  13 – 26
referto
  GallesMurrayfield (63000 spett.)
Arbitro:   Alain Rolland

2ª giornataModifica

Saint-Denis
14 febbraio 2009, ore 16 UTC+1
Francia  22 – 13
referto
  ScoziaStade de France (79600 spett.)
Arbitro:   George Clancy

Cardiff
14 febbraio 2009, ore 17:30 UTC+0
Galles  23 – 15
referto
  InghilterraMillennium Stadium (73000 spett.)
Arbitro:   Jonathan Kaplan

Roma
15 febbraio 2009, ore 15:30 UTC+1
Italia  9 – 38
referto
  IrlandaStadio Flaminio (30000 spett.)
Arbitro:   Chris White

3ª giornataModifica

Saint-Denis
27 febbraio 2009, ore 21 UTC+1
Francia  21 – 16
referto
  GallesStade de France (80000 spett.)
Arbitro:   Mark Lawrence

Edimburgo
28 febbraio 2009, ore 15 UTC+0
Scozia  26 – 6
referto
  ItaliaMurrayfield (65000 spett.)
Arbitro:   Nigel Owens

Dublino
28 febbraio 2009, ore 17:30 UTC+0
Irlanda  14 – 13
referto
  InghilterraCroke Park (82000 spett.)
Arbitro:   Craig Joubert

4ª giornataModifica

Roma
14 marzo 2009
Italia  15 – 20
referto
  GallesStadio Flaminio (31750 spett.)
Arbitro:   Alan Lewis

Edimburgo
14 marzo 2009, ore 17 UTC+0
Scozia  15 – 22
referto
  IrlandaMurrayfield (55000 spett.)
Arbitro:   Jonathan Kaplan

Londra
15 marzo 2009, ore 15 UTC+0
Inghilterra  34 – 10
referto
  FranciaTwickenham (82000 spett.)
Arbitro:   Stuart Dickinson

5ª giornataModifica

Roma
21 marzo 2009, ore 14:15 UTC+1
Italia  8 – 50
referto
  FranciaStadio Flaminio (27650 spett.)
Arbitro:   Alain Rolland

Londra
21 marzo 2009, ore 15:30 UTC+0
Inghilterra  26 – 12
referto
  ScoziaTwickenham (80688 spett.)
Arbitro:   Marius Jonker

Cardiff
21 marzo 2009, ore 17:30 UTC+0
Galles  15 – 17
referto
  IrlandaMillennium Stadium (74625 spett.)
Arbitro:   Wayne Barnes

ClassificaModifica

Classifica G V N P PF PS PT
  Irlanda 5 5 0 0 121 73 48 10
  Inghilterra 5 3 0 2 124 70 54 6
  Francia 5 3 0 2 124 101 23 6
  Galles 5 3 0 2 100 81 19 6
  Scozia 5 1 0 4 79 102 −23 2
  Italia 5 0 0 5 49 170 −121 0

NoteModifica

  1. ^ (EN) Paul Rees, Six Nations sets tight deadline after struggling to find new sponsor for 2018, in The Observer, 23 settembre 2017. URL consultato il 5 maggio 2018.
  2. ^ (EN) Paul Rees, O'Driscoll, O'Gara, Oh, Ireland have only gone and done it, in The Observer, 21 marzo 2009. URL consultato il 21 maggio 2022.
  3. ^ (EN) 2009 Six Nations fixtures announced, in ESPN, 17 aprile 2008. URL consultato il 21 maggio 2022.
  4. ^ (EN) Rugby Rules Changed for Faster Game, in The Canberra Times, 17 aprile 1992, p. 18. URL consultato il 15 dicembre 2021. Ospitato su Biblioteca nazionale australiana.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


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