Lanzo d'Intelvi

sede del comune italiano di Alta Valle Intelvi
Lanzo d'Intelvi
sede comunale di Alta Valle Intelvi
Lanzo d'Intelvi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
ComuneAlta Valle Intelvi-Stemma.png Alta Valle Intelvi
Territorio
Coordinate45°59′N 9°02′E / 45.983333°N 9.033333°E45.983333; 9.033333 (Lanzo d'Intelvi)Coordinate: 45°59′N 9°02′E / 45.983333°N 9.033333°E45.983333; 9.033333 (Lanzo d'Intelvi)
Altitudine907 m s.l.m.
Superficie10,04 km²
Abitanti1 452[1] (31-12-2010)
Densità144,62 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale22024
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013122
Cod. catastaleE444
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantilanzesi
PatronoSan Siro
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lanzo d'Intelvi
Lanzo d'Intelvi
Lanzo d'Intelvi – Mappa
Posizione dell'ex comune di Lanzo d'Intelvi nella provincia di Como

Lanzo d'Intelvi (Láanz in dialetto comasco[2][3], AFI: [ˈlɑ:nʦ]) è una località italiana di 1 452 abitanti, sede del comune di Alta Valle Intelvi in provincia di Como, nel quale è stata incorporata nel 2017.

StoriaModifica

 
Vecchio stemma

A partire dal 1º gennaio 2017, insieme ai comuni di Pellio Intelvi e Ramponio Verna, si è fuso a seguito di un referendum popolare tenutosi il 20 novembre 2016, nel nuovo comune di Alta Valle Intelvi.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

A LanzoModifica

 
Chiesa di San Siro

Dopo le pestilenze preservate dalla Madonna Nera (1469) il Papa Paolo II promosse la costruzione di santuari lauretani. Fu così che anche a Lanzo, nella seconda metà del Cinquecento, si costruì una cappella lauretana. Ampliata nel 1673 ad opera dell'architetto lanzese Pietro Spazzi, la cappella fu elevato a Santuario con decreto del vescovo di Como Monsignor Alessandro Macchi il 23 agosto del 1942. Il Santuario della Madonna di Loreto[4] ripropone la santa casa della Madonna e fu eletto luogo di ritrovo per i lanzesi emigrati.

D'interesse è anche la chiesa di San Siro, iniziata nel 1476 e completata nel corso del XVI secolo[5].

A ScariaModifica

Fuori paese la chiesa dei Santi Nazaro e Celso[6][7] d'antichissima origine nella frazione di Scaria conserva una decorazione pittorica cinquecentesca. L'abside è abbellita da una "Madonna in trono" verso la quale confluisce una schiera di santi e d'apostoli, affreschi di Giovanni Andrea De Magistris e di Giovanni Battista Tarilli[8] di Cureglia Sul lato meridionale all'esterno affreschi seicenteschi ornano la parete verso il cimitero dove erano sepolti i fratelli Carloni, illustri figli di Scaria.

La parrocchiale di S. Maria[9] nel centro dell'abitato di Scaria introduce in una delle chiese più belle della Val d'Intelvi, un ambiente in cui architettura, scultura e pittura si fondono in una perfetta armonia. La chiesa di origine rinascimentale, come ci ricorda il campanile, è opera di un totale rinnovamento voluto dai fratelli Diego Francesco e Carlo Innocenzo Carloni. Discendenti da una famiglia di artisti essi eseguirono i lavori di ristrutturazione e restauro per circa 50 anni. La chiesa di S. Maria ha un'unica navata fiancheggiata da quattro cappelle che termina con un presbiterio ricco di affreschi dedicato alla Vergine. Una fastosa e scenografica macchina decorativa tardobarocca.

Architetture civiliModifica

La città di Lanzo d'Intelvi ospita Villa Turconi[10][11]. La Villa fu realizzata in stile neomedievale tra il 1918 ed il 1923 su disegno del pittore Alberto Ferrero, con la collaborazione dell'architetto Aristide Conti, su committenza del direttore della Banca Popolare Italiana di Milano, Leonardo Turconi. L'edificio ha l'aspetto di un maniero neomedievale e presenta particolari decorativi di notevole interesse, fra i quali le parti scultoree ed i ferri battuti opera dello scultore Vittorio Novi, che curò particolarmente l'inserimento delle pietre policrome. Per la realizzazione dell'edificio vennero impiegate maestranze locali di picapreda, guidate dal Novi stesso. Il Turconi, ricco possidente ed appassionato d'arte e di archeologia, utilizzò la villa come quadreria per la sua collezione di ben 93 dipinti d'autore. Successivamente l'edificio passa in proprietà alla Fabbrica del Duomo di Milano e poi al Comune di Lanzo, attuale proprietario del complesso che viene aperto al pubblico nel periodo estivo, da aprile ad ottobre, e utilizzato per esibizioni temporanee.

A Lanzo si trovano inoltre Villa Cirla[12] e Villa Poletti[13].

AltroModifica

Fino agli anni settanta era in funzione la Funicolare di Lanzo d'Intelvi che la univa alla frazione Santa Margherita di Valsolda.

Dalla chiesa di San Siro si snoda la strada che porta alla Sighignola e al cosiddetto Balcone d'Italia, un punto panoramico che offre un colpo d'occhio sul Lago di Lugano e sulle Alpi occidentali.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[14]

Tradizioni e folcloreModifica

Il territorio di Lanzo conserva anche antiche tradizioni. Fra queste la Festa della Madonna Nera, una statua della quale è conservata Santuario della Madonna di Loreto. La statua viene esposta l'ultimo sabato di gennaio e la domenica viene portata in processione a spalla dagli alpini del gruppo di Lanzo. La festa con addobbi, ceri accesi, falò, l'incanto dei canestri regala lo spettacolo finale di giorni dedicati alla fede, alle tradizioni e ai ricordi.

CulturaModifica

  • Lanzo d'Intelvi, la vista su Lugano e la Valsolda, la chiesa dei Santi Nazaro e Celso, sono mirabilmente descritti nella prima parte del romanzo "Il Mistero del Poeta" (1888) di Antonio Fogazzaro.
  • A Scaria è presente un Museo d'arte sacra[15].

EconomiaModifica

TurismoModifica

Lanzo d'Intelvi ospita un piccolo comprensorio d'impianti di risalita per la pratica dello sci e dello snowboard.[16]

Infrastrutture e trasportiModifica

Dal 1907 al 1977 è stata attiva una funicolare che univa Santa Margherita al comune di Santa Margherita di Valsolda; nell'attuale territorio comunale sorgeva la stazione della funicolare, che fungeva da capolinea.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 343.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ Santuario della Madonna di Loreto, Via Alessandro Volta - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  5. ^ Chiesa di S. Siro - complesso, Via Valvassori Peroni - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  6. ^ Chiesa dei SS. Nazaro e Celso - complesso, Via dei Santi Nazaro e Celso - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  7. ^ RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  8. ^ Giovanni Battista Tarilli, in Dizionario storico della Svizzera.
  9. ^ Chiesa di S. Maria - complesso, Piazza Carloni - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  10. ^ Villa Turconi, Via Martino Novi, 18 - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 settembre 2017.
  11. ^ Villa Turconi, Via Martino Novi, 18 - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  12. ^ Villa Cirla - complesso, Via Guglielmo Poletti, 11 - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  13. ^ Villa Poletti - complesso, Via Guglielmo Poletti, 10,12 (P) - Lanzo d'Intelvi (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 marzo 2020.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ admin, Home, su Museo di Scaria. URL consultato il 21 marzo 2020.
  16. ^ Cinquanta centimetri sulle piste Si scia in Val d’Intelvi e sul San Primo, su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 23 maggio 2020.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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