Survival (Bob Marley & The Wailers)

album di Bob Marley
Survival
ArtistaBob Marley & The Wailers
Tipo albumStudio
Pubblicazione2 ottobre 1979
Dischi1
Tracce10
GenereRoots reggae
EtichettaTuff Gong/Island Records
ProduttoreBob Marley & The Wailers e Alex Sadkin
RegistrazioneTuff Gong Recording Studio, Kingston, Giamaica
Certificazioni
Dischi d'argentoRegno Unito Regno Unito[1]
(vendite: 60 000+)
Dischi d'oroCanada Canada[2]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platinoFrancia Francia[3]
(vendite: 300 000+)
Bob Marley & The Wailers - cronologia
Album precedente
(1978)
Album successivo
(1980)

«Everyman gotta right to decide his own destiny
and in this judgement there is no partiality»

(Bob Marley)

Survival è un album del cantante reggae Bob Marley e del suo gruppo, The Wailers, realizzato nel 1979.

DiscoModifica

Il disco - il settimo della carriera, il quinto in studio - è quello più schierato politicamente del cantante e uno dei suoi riconosciuti capolavori. Sin dalla copertina, in cui sono rappresentate molte bandiere delle nazioni dell'Africa, è evidente il significato profondo dell'album, che inneggia alla solidarietà politica e alla pace tra i popoli africani, percepibile nettamente in alcune canzoni come So Much Trouble in the World, Africa Unite e Zimbabwe (che divenne l'inno dei ribelli nella Rhodesia Meridionale). In Ambush in the Night (in italiano Imboscata nella notte) Marley ripercorre la vicenda del suo attentato del 1976 in Giamaica, nel quale rimase ferito.

Dopo il mezzo passo falso del precedente lavoro Kaya (ma bisogna considerare che in quell'anno ebbe svariati problemi legati alla diagnosi di un melanoma e che ancora durante la registrazione di Survival Marley sembrava molto affaticato e teso), musicalmente è un grande ritorno alle radici e alle atmosfere reggae più incisive di Exodus, a dimostrazione che la lunga permanenza in Europa e le svariate tournée mondiali non avevano minimamente scalfito la purezza della sua ispirazione.

Alla fine del 1978 Marley aveva difatti realizzato il suo sogno, un viaggio attraverso l'Africa. Tornato in Giamaica decise di realizzare un album, intitolato nelle prime intenzioni Black Survival, interamente dedicato a questo continente. Il disco venne dunque registrato interamente a Kingston in Giamaica tra il gennaio e il febbraio del 1979 con un nuovo tecnico del suono, Alex Sadkin, a cui il cantante fece un'unica richiesta, che l'album suonasse come uno di Stevie Wonder. Gli assoli sono praticamente inesistenti, come se ci si dovesse concentrare più sulle parole che sulla musica.

Il disco è stato concepito da Bob Marley come il primo di una trilogia, proseguita nel 1980 con Uprising e che si sarebbe dovuta concludere con Confrontation[senza fonte], ma la sua morte nel 1981 gli impedì di portare a termine il progetto.

Il Survival Tour fu il più lungo intrapreso da Marley, toccando cinque continenti, anche se i concerti furono concentrati soprattutto negli Stati Uniti. Zimbabwe fu suonata da Marley durante le celebrazioni per la dichiarazione di indipendenza dello Zimbabwe nel 1980. Per il suo evidente significato pan-africano, politico ed eversivo, l'album venne parzialmente censurato dal governo del Sudafrica graffiandolo con delle lame.[senza fonte]

CopertinaModifica

La copertina mostra quarantotto bandiere, quarantasette di stati africani e una, quella di Papua Nuova Guinea, di uno stato dell'Oceania (incluso per gli amichevoli rapporti di Marley con le tribù Māori e Hopi). Per lo Zimbabwe, che nel 1979, all'epoca della realizzazione del disco, si chiamava Zimbabwe Rhodesia e non aveva ancora ottenuto l'indipendenza dal Regno Unito, non è presente la bandiera nazionale ma le bandiere dei due principali partiti politici: ZAPU e ZANU-PF. Alcune delle bandiere rappresentate, attualmente non sono più in vigore o fanno riferimento a stati che hanno cambiato nome (come ad esempio lo Zaire diventato Repubblica Democratica del Congo) ed inoltre non tutte le nazioni africane sono state incluse, mancando ad esempio Capo Verde, le Comore, l'Eritrea, la Libia, la Namibia e il Sudafrica.

             
Kenya Angola Costa d'Avorio Etiopia Ciad Egitto Ghana
             
Senegal Sierra Leone Camerun Tunisia Niger Nigeria Guinea
             
Gambia Somalia Alto Volta Zaire Guinea-Bissau Liberia Swaziland
             
Madagascar Togo Mozambico Repubblica Centrafricana ZAPU
(Zimbabwe)
Seychelles Zambia
             
Lesotho Uganda Algeria Mali Sudan Botswana Marocco
             
Repubblica del Congo Tanzania Burundi ZANU-PF
(Zimbabwe)
Mauritius Mauritania Gabon
             
Benin Guinea Equatoriale Papua Nuova Guinea Malawi São Tomé e Príncipe Djibouti Ruanda.

Lo sfondo dietro al titolo del disco è il disegno di una affollata stiva di una nave negriera.

TracceModifica

Tutte le canzoni sono composte da Bob Marley, eccetto dove indicato.

Lato A
  1. So Much Trouble in the World – 4:00
  2. Zimbabwe – 3:51
  3. Top Rankin' – 3:11
  4. Babylon System – 4:21
  5. Survival – 3:54
Lato B
  1. Africa Unite – 2:55
  2. One Drop – 3:51
  3. Ride Natty Ride – 3:51
  4. Ambush in the Night – 3:14
  5. Wake Up and Live (Bob Marley, Davis) – 5:00

MusicistiModifica

ClassificheModifica

Classifica (1979) Posizione
massima
Francia[4] 12
Germania[5] 40
Italia[6] 9
Norvegia[5] 10
Nuova Zelanda[5] 14
Paesi Bassi[5] 25
Regno Unito[7] 20
Stati Uniti[8] 70
Stati Uniti (R&B)[8] 32
Svezia[5] 17

NoteModifica

  1. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 13 maggio 2015.
  2. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 13 maggio 2015.
  3. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, InfoDisc. URL consultato il 13 maggio 2015. Selezionare "Bob MARLEY & The WAILERS" e premere "OK".
  4. ^ (FR) Le Détail des Albums de chaque Artiste, InfoDisc. URL consultato il 13 maggio 2015. Selezionare "Bob MARLEY & The WAILERS" e premere "OK".
  5. ^ a b c d e (NL) Bob Marley & The Wailers - Survival, Ultratop. URL consultato il 13 maggio 2015.
  6. ^ Gli album più venduti del 1979, Hit Parade Italia. URL consultato il 13 maggio 2015.
  7. ^ (EN) BOB MARLEY & THE WAILERS, Official Charts Company. URL consultato il 13 maggio 2015.
  8. ^ a b (EN) 293509 Chart History, Billboard. URL consultato il 13 maggio 2015.

Collegamenti esterniModifica

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