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Viserba
frazione
Viserba – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Rimini-Stemma.png Rimini
ComuneRimini-Stemma.png Rimini
Territorio
Coordinate44°05′15″N 12°32′09.96″E / 44.0875°N 12.5361°E44.0875; 12.5361 (Viserba)Coordinate: 44°05′15″N 12°32′09.96″E / 44.0875°N 12.5361°E44.0875; 12.5361 (Viserba)
Altitudine3 metri m s.l.m.
Abitanti8 556 (31 dicembre 2010)
Altre informazioni
Cod. postale47922
Prefisso0541
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiViserbesi
PatronoSanta Maria
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Viserba
Viserba

Viserba è la più importante frazione a nord di Rimini. Situata sulla costa del mare Adriatico, ha 8556 abitanti[1].

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Situata a 4,07 km a nord dal centro storico di Rimini, Viserba si sviluppa principalmente lungo il litorale con una lunghezza complessiva di 3 km, in una zona pianeggiante divisa in "Viserba mare" e "Viserba monte". A nord-ovest confina con Viserbella, a sud-est con Rivabella, mentre nell'entroterra con San Martino in Riparotta; sono tutte frazioni di Rimini.

Origini del nomeModifica

Il nome ha origine nel periodo attorno alla costruzione della consolare Popilia (132 a.C.), oggi nota come via Romea. La zona, bonificata dagli acquitrini, fu suddivisa con il sistema della centuriazione, particolarmente adatta per gli ortaggi, grazie al terreno alluvionale prodotto dalle esondazioni del vicino fiume Marecchia, nonché per la presenza di alcune fonti superficiali. Da qui una possibile origine della denominazione, ovvero da vis herbae, per l'abbondanza, rigogliosità e vigore dell'erba, o dal carro chiamato veherba, ossia “trasportatore di erba”, usato per i mercati di erbe locali.[2]

Un'altra possibile origine del nome si può ricondurre agli eventi che portarono Gaio Giulio Cesare ad attraversare il vicino fiume Rubicone e la sua presa di potere. Arrivato a cavallo nel territorio dove oggi sorge Viserba, si ipotizza che pronunciò una di queste esclamazioni, opposte fra loro:

  • Vidi herbam (dal latino: "Vidi erba");
  • Vix herbam (dal latino: "Non vidi erba").

Con la crisi dell'impero Romano, le invasioni barbariche crearono grandi difficoltà agli insediamenti, come per la coltivazione. La zona ritornò lentamente a carattere acquitrinoso, sia per il progressivo abbandono della manutenzione dei campi e della rete idrografica (cura degli argini, dei canali, ecc.), sia per l'aumento della piovosità, culminato nel X secolo col cambio dell'alveo del Marecchia, il quale produsse un ramo che sfociava sulla spiaggia di Viserba. La zona fu ribonificata dai monaci benedettini della Basilica di San Vitale a Ravenna. Forse a questo periodo è da attribuire l'ultima possibile origine del toponimo, ovvero fundus viserbae, nel senso di via acerba, cioè una strada aspra, difficoltosa.[3]

La denominazione della locale fonte Sacramora è dovuta al luogo di ritrovamento (Sacra dimora) del corpo di San Giuliano Martire.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Giuliano di Anazarbo.

StoriaModifica

Dal medioevo alla Belle ÉpoqueModifica

Nel XII secolo, lungo la strada della Sacramora si correva il palio per onorare San Giuliano. Secondo il regolamento, contenuto nel codice Torsani (in cui, nel XV secolo, furono trascritti gli statuti trecenteschi di Rimini), il 22 giugno (giorno della sua festa) l'ufficialità municipale si recava a pregare nel relativo Santuario; successivamente si teneva il palio, per il quale i cavalli correvano dal ponte di Viserba a piazza Tre martiri, dove vi era il traguardo, posto dalla parte di Porta S. Genesio (arco d’Augusto), circa all'altezza della chiesa dei Paolotti.[4]

Un rilevante complesso di archeologia industriale è la Corderia, già attiva nel XIX secolo, vasto opificio che utilizzava le acque della Fossa Viserba.[5] Tra il 1840 e il 1850 fu realizzato un impianto di pillatura per il riso azionato da un mulino idraulico.[6] Poco dopo il 1870, con l'aggiunta di un capannone di 240 metri, la struttura fu adattata per la torcitura della canapa. Secondo il piano particolareggiato approvato nel febbraio 2011 la corderia sarà demolita. Sull'area di 77.000 m² sono previsti 21.570 m² di residenziale, con una parte destinata all'edilizia pubblica, 5.680 m² di commerciale e direzionale, con una parte ad uso pubblico, e 25.000 m² di verde attrezzato.[7]

Viserba come località balneareModifica

Nel 1947-1948 il fenomeno dell'erosione delle spiagge proseguì con intensità. Attorno al 1885, l'ingegnere bolognese Giambattista Bavassano, compresi alcuni capomastri della zona (fra i quali il costruttore riminese Sante Polazzi), cominciano a intravedere la possibilità di sfruttare la crescente diffusione della talassoterapia (il primo stabilimento balneare, a Rimini, fu aperto nel 1848) e della villeggiatura litoranea, iniziando a costruire villini per la facoltosa ed emergente borghesia,[8] e facendosi promotori dello sviluppo urbanistico e viario, tuttora esistente, tra via della Sacramora e il nuovo tracciato della Romea (più a nord).

Tra i villini si ricorda quello edificato nel 1892 da Luigi Graziosi, di Santarcangelo, che funse da prototipo per l'architettura gentilizia della zona litoranea.[9]

Nel 1909, a Viserba fu costruita una stazione ferroviaria, ubicata sulla linea Rimini-Ravenna-Ferrara, costruita a partire dal 1889, la quale diede un ulteriore impulso allo sviluppo del luogo, nel frattempo impreziositosi di diversi villini. Sopravvissuta è Villa Bonci, residenza del grande tenore Alessandro Bonci, rivale del celebre Enrico Caruso.

 
Via Dati nel 1956 - visione notturna

In aggiunta alla chiesa di Santa Maria Vergine, a Viserba monte, e della chiesa di San Vicinio, nel 1908, in luogo di una vecchia cappella (alle dipendenze del parroco della vicina San Martino in Riparotta), si iniziò la costruzione della chiesa di Santa Maria a Mare, la cui edificazione, su disegno dell'ing. Ballarini, fu portata a termine nel 1910, per poi essere espansa dall'architetto Meloncelli nel 1929. La nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria in Viserba Mare voluta dall'allora parroco don Antonio Fillini e realizzata dall'architetto Luigi Fonti tra il 1968 e il 1971, è sorta sull'area della precedente chiesa e contiene diverse opere a smalto e a sbalzo su rame di Ettore Paganini. L'edificio è dominato da una grande cuspide piramidale e base quadrata in cemento armato che funge da campanile, e sovrasta la chiesa a pianta rettangolare.[10]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

La popolazione sale da 8 556 a 9 937 (al 31 dicembre 2010), considerando la zona artigianale Viserba monte, e a 18 886, in un'area di 4,78 km², comprendendo le frazioni di Rivabella, Viserbella, San Martino in Riparotta, Orsoleto e Case nuove.[11]

Nel 1881 Viserba contava 796 abitanti, dei quali 86 nel borgo posto lungo la consolare Romea, e i restanti sparsi nelle campagne.[3] Nel 1936 erano già 3150 e nel 1950 divennero 5 123.

CulturaModifica

MusicaModifica

Negli anni '70 nella frazione era presente la discoteca Slego.

Nell'album musicale "Ciao" (1999) del cantautore Lucio Dalla, nel testo della prima traccia, intitolata "Ciao", viene citata la frazione di Viserba.

AmministrazioneModifica

Autonomia amministrativaModifica

Nel 2011 si è svolta una raccolta firme per indire un referendum sulla separazione di Viserba da Rimini, quale Comune autonomo. Delle 5.000 firme necessarie ne sono state raccolte 4.908.[12]

SportModifica

BasketModifica

Nella disciplina basket, Viserba è rappresentata dalla Pallacanestro Taz Viserba, società amatoriale fondata nel 2002, partecipante al Campionato amatoriale NBU organizzato dalla Uisp Rimini.

PallavoloModifica

A livello pallavolistico, la squadra femminile di rappresentanza è la Greenline Pretelli Viserba, promossa per la prima volta in A2 nel campionato 2012/2013.

Calcio a 5Modifica

Il 21 maggio 2015 nasce ufficialmente la società di calcio a 5 A.S.D. Solaris Viserba Futsal], che partecipa per la prima volta nell'anno 2014/2015 al campionato FIGC di serie D[13].

NoteModifica

  1. ^ Comune di Rimini - uff. Statistica, bollettino 2010 - Statistica - Comune di Rimini (PDF), su statistica.comune.rimini.it, 2011. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  2. ^ Viserba, città di sole e di pace, su perfettaletizia.it. URL consultato il 13 dicembre 2013.
  3. ^ a b Guida turistica Viserba, su 7mates.com. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  4. ^ Alessandro Serpieri, Quei cavalli di San Giuliano. Il palio di Viserba, lungo la strada della Sacramora, in Il Ponte, 2 marzo 1997. URL consultato il 13 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2013).
  5. ^ Luigi Tonini, Guida illustrata di Rimini, Tipografia Emilio Renzetti (ristampa Bruno Ghigi Editore), 2013 [1893].
  6. ^ La storia di Viserba scritta nella vecchia Corderia, su Critella.it, 12 settembre 2007.
  7. ^ Maurizio Ceccarini, Ex corderia Viserba, entrano i camion e le gru, in Newsrimini, 21 gennaio 2016.
  8. ^ Storia, su playatamarindo.it, 1º ottobre 2011. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  9. ^ Manlio Masini, Viserba nelle cronache della Belle époque. I primi passi di «un piccolo centro balneare celebre per i suoi villini, la spiaggia morbida e l'acqua potabile...», Novecento riminese. Nuova serie, Panozzo Editore, 2001, ISBN 88-86397-85-2.
  10. ^ Panoramica - Parrocchia S. Maria a Mare - Viserba, su www.parrocchiaviserbamare.it. URL consultato il 1º maggio 2017.
  11. ^ Andrea Lattanzi, Vento di secessione dal nord: Viserba 'sogna' il divorzio, su ilrestodelcarlino.it, 8 novembre 2010. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  12. ^ Il sogno-secessione di Viserba sfuma per 92 firme, su ilrestodelcarlino.it, 1º ottobre 2011. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  13. ^ La storia, su solarisviserbafutsal.com. URL consultato l'11 giugno 2016 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2016).

Voci correlateModifica

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