Wikipedia:Oracolo

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L'oracolo

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Impatti di meteoritiModifica

A che livello di catastrofe si arriverebbe se 10-100 meteoriti dal diametro di 40 metri precipitassero nel raggio di 100-200mila chilometri quadrati in una notte? Sarebbe possibile fermare un asteroide di almeno 100 chilometri di diametro prima che si avvicini troppo e trasformarlo in una specie di Cruithne più grande? A che distanza dalla Luna dovrebbe essere l'asteroide così grande per poter essere osservato dalla Terra ad occhio nudo senza rischi si impatti con la Luna?


--2.226.12.134 (msg) 11:55, 30 mag 2020 (CEST)

Delle domande che hai fatto, posso risponderti (parzialmente) ad una: l'effetto di 1 meteorite di un certo peso è più significativo rispetto all'effetto di 100 meteoriti ciascuno aventi 1 centesimo dello stesso peso, anche se il peso totale è lo stesso. Infatti ciascun meteorite sarebbe influenzato dall'atmosfera terrestre e se non fossero abbastanza grandi, 100 piccoli meteoriti si disintegrerebbero tutti, mentre il meteorite più grande potrebbe disintegrarsi all'esterno ma non all'interno, con il risultato quindi che la massa che arriverebbe al suolo sarebbe maggiore nel caso del singolo meteorite più grande. Parlare di diametro è più complesso in termini numerici, perché quello che si deve paragonare è il volume o il peso, in quanto un meteorite avente un diametro 2 volte più grande di un altro, rispetto a questo ha un volume più grande del doppio (lascio fare a te i conti ;) ). --Daniele Pugliesi (msg) 00:28, 31 mag 2020 (CEST)
quindi un meteorite fatto per esempio di piombo abbastanza grande da non sparire una volta entrato nell'atmosfera terrestre farebbe comunque disastri all'impatto con il suolo.. gli scienziati possono calcolare l'effetto provocato se cade in una certa zona? L'impatto di un meteorite tanto grande e pesante provocherebbe dei "terremoti" (vale a dire, l'onda d'urto provocata avrebbe effetti devastanti a distanza del luogo dell'impatto?)? --2.226.12.134 (msg) 09:57, 31 mag 2020 (CEST)
Prima di chiedere all'Oracolo, potresti leggere le voci meteorite e impatto astronomico: la seconda, in particolare, fornisce parecchie informazioni in merito a quello che ti stai chiedendo. --5.169.127.236 (msg) 12:48, 31 mag 2020 (CEST)
parecchie, appunto, non tutte ;).. --2.226.12.134 (msg) 14:48, 31 mag 2020 (CEST)
Se vuoi "divertirti" in giro si trovano dei simulatori di impatto, tipo questo.--87.10.114.219 (msg) 19:47, 1 giu 2020 (CEST)
greazie mille, anche se per il momento non riesco a vederlo perché devo scaricare un programma.. --2.226.12.134 (msg) 10:05, 6 giu 2020 (CEST)

Domanda sui differenzialiModifica

Supremo Oracolo! Non riesco a capire cosa sono i differenziali. Nel senso, ho letto la pagina ma non ci ho capito un tubo. Nello specifico, che differenza c'è tra un differenziale e la derivata? Perché la derivata è una funzione f'(x) che per ogni x mi da il coefficiente angolare della retta tangente alla funzione f(x) in quel punto, ed è chiaro e limpido. Il differenziale di una funzione l'unica cosa che ho capito è che è la derivata della funzione con davanti un dx. Sinceramente non sono in grado di darci un senso o uno scopo. Mi potresti gentilmente illuminare? --87.4.212.162 (msg) 18:31, 2 giu 2020 (CEST)

Disclaimer: non cercate di imparare la matematica su Wikipedia. Detto questo, per le sole funzioni reali di una variabile reale il concetto di differenziale sarebbe probabilmente superfluo. Per funzioni di più variabili, invece, semplicemente non esiste "la derivata". Esistono derivate direzionali e derivate parziali (che non sono altro che le derivate direzionali lungo le curve coordinate); ma per introdurre qualcosa che rappresenti "l'approssimazione lineare" di una funzione (e permetta, ad esempio, di enunciare un criterio di invertibilità locale) si deve utilizzare il concetto di differenziale (a me, poi, la voce differenziale (matematica) com'è adesso personalmente non piace molto, ma è il destino di qualcunque voce fondamentale di matematica su Wikipedia: comunque la si scriva, ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerà. Si suol dire che la matematica non è un'opinione: infatti non lo è, ma lo è il modo di spiegarla). --37.159.104.12 (msg) 12:36, 3 giu 2020 (CEST)
A volte ritornano: i differenziali sono un argomento molto gettonato. :-) Vedi se questo aiuta: Wikipedia:Oracolo/Archivio/giugno_2018#Differenziale. -- Rojelio (dimmi tutto) 13:58, 3 giu 2020 (CEST)
Personalmente lessi la risposta di Rojelio (come molte altre sue) e te la consiglio vivamente. E' sempre un piacere poterlo leggere :) --37.162.212.92 (msg) 09:27, 12 giu 2020 (CEST)

Norme su area videosorvegliataModifica

È concesso appendere un cartello di "Area videosorvegliata" in assenza di telecamere? --2001:B07:6442:8903:8F2:BEB4:571C:FBB5 (msg) 16:09, 4 giu 2020 (CEST)

Domanda niente affatto banale, visto che la risposta è niente affatto semplice. Non sembra esistano norme specifiche in materia, quindi si va di interpretazioni; e dopo lungo cercare le interpretazioni sembrano convergere sul fatto che non sia una buona idea. Il cartello è un'informativa in materia di raccolta e trattamento dei dati personali, resa in conformità con le norme a tutela della privacy; scrivere e pubblicare un'informativa completamente falsa è come minimo contrario allo spirito delle norme del codice sulla privacy, come massimo crea problemi in materia di responsabilità concorrente se l'area è aperta al pubblico. Vedi ad esempio qui (il punto dieci tratta specificamente dei cartelli falsi, ma tutto l'articolo è interessate in materia di falsi miti sulla videosorveglianza) o qui (la risposta che viene data al punto 47).
In breve, prima di fare una cosa del genere è meglio chiedere un parere a un legale o a un esperto di privacy. --Franz van Lanzee (msg) 18:22, 4 giu 2020 (CEST)

Legge marziale nell'ue e chiusura dei confiniModifica

in caso di necessità tipo covid una nazione ue può instaurare la legge marziale e chiudere completamente i propri confini, per non far entrare o uscire del tutto la gente, stranieri (americani anche delle basi Nato, personale dei vari corpi diplomatici, militari stranieri eccetera) compresi? --2.226.12.134 (msg) 10:09, 6 giu 2020 (CEST)

L'instaurazione della legge marziale è questione di competenza esclusiva degli Stati secondo la loro legislazione interna; l'UE non ha nessuna voce in capitolo, salvo che per quanto riguarda la tutela dei diritti umani fondamentali (ma molto blandamente e comunque senza poteri di intervento diretto). La libera circolazione delle persone tra gli Stati UE prevista dall'Acquis di Schengen può essere sempre sospesa per esigenze di ordine pubblico e sicurezza nazionale, purché la sospensione sia temporanea e sia comunicata tempestivamente agli altri Stati membri; l'ingresso degli stranieri provenienti da paesi non Schengen è materia della legislazione interna degli Stati (salvo alcune disposizioni generali dell'UE), e può quindi essere sospesa quando lo Stato vuole. La circolazione delle truppe straniere legalmente presenti sul territorio nazionale (tipo i soldati americani in Italia) è regolata generalmente da accordi bilaterali tra i due Stati, quindi bisogna vedere se questi trattati prevedono la possibilità di una sospensione; una sospensione unilaterale è possibile, ma consisterebbe in una rottura di un trattato internazionale con tutte le conseguenze del caso. Il personale diplomatico gode di immunità diplomatica, quindi in teoria finché mantiene lo status di diplomatico non può essere obbligato a far nulla. --Franz van Lanzee (msg) 13:56, 6 giu 2020 (CEST)
pare che quando gli americani hanno lasciato l'Italia per l'epidemia l'hanno portata in America, per questo lo chiedevo, per evitare qualsiasi rischio avremmo dovuto fare un sequestro di persona su larga scala.. --2.226.12.134 (msg) 14:32, 6 giu 2020 (CEST)

Italiani con cognome russoModifica

Ivan Popov sposa Olga Romanova ed entrambi diventano cittadini italiani: la figlia Irina, ignota all'anagrafe russa, nata, cresciuta e pasciuta in Italia e mai stata cittadina russa, si chiamerà Popov o Popova?


--2.226.12.134 (msg) 14:15, 7 giu 2020 (CEST)

Se registrata all'anagrafe italiana, seguirà le regole dei cognomi italiani. --Postcrosser (msg) 15:04, 7 giu 2020 (CEST)
thx! --2.226.12.134 (msg) 15:06, 7 giu 2020 (CEST)
Si veda, ad esempio, Ofelia Malinov, nata e cresciuta in Italia da genitori bulgari. --Sesquipedale (non parlar male) 18:11, 7 giu 2020 (CEST)

Titolo puntata SimpsonModifica

Che titolo ha quella puntata del cartone animato I Simpson in cui Homer porta a casa una macchina per fare lo zucchero filato? Ricordo in particolare la scena in cui infila la testa invece dello stecco. Grazie in anticipo per le vostre risposte! --37.116.102.74 (msg) 17:41, 7 giu 2020 (CEST)

Quindicesima stagione, titolo dell'episodio "Il panzoso e il peloso". qui c'è la trama. Non so l'inglese, arrangiati.--79.45.149.97 (msg) 17:51, 7 giu 2020 (CEST)

Data esatta di medagliaModifica

Ciao, mi dispiace se mio italiano è troppo male; posso scrivere in inglese se è più facile. Ho scritto una voce su Wikipedia inglese della pianista Australiana Maureen Jones che ha vissuto molto della sua vita nell'Italia. Ho scopperto da questa voce in un giornale da Sydney che è diventata un cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana. Vorrei sapere precisamente quando ha ricevuto questa medaglia, con una fonte, se possibile. C'era probabilmente prima di 1991, perché non posso trovare risultati da questo sito. Grazie! --Graham87 (msg) 15:17, 9 giu 2020 (CEST)

Just write an email here Graham87 I am quite sure they will reply--Pierpao (listening) 10:36, 12 giu 2020 (CEST)
@Pierpao Thanks, I'll go and do that. Graham87 (msg) 11:26, 12 giu 2020 (CEST)

visite mediche di cittadini italianiModifica

"John Doe", cittadino italiano perchè il bisnonno era emigrato in America dall'Italia, si trasferisce in un paese UE e si ammala: visto che è contribuente statunitense (lì con le tasse non si scherza, chi evade va in galera) se si ammala o sostiene una visita escluso il ticket chi paga il resto? --2.226.12.134 (msg) 18:17, 12 giu 2020 (CEST)

I cittadini italiani nati e residenti all'estero (come pure i residenti all'estero che acquisiscono in qualunque modo la cittadinanza italiana) sono obbligati a iscriversi all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE); l'iscrizione all'AIRE comporta automaticamente la perdita del diritto all'assistenza sanitaria italiana, ovvero medico di base, la possibilità di acquistare medicinali attraverso il ticket e il diritto all'assistenza sanitaria ospedaliera tramite mutua.
Se quel "si trasferisce" si intende come "sposta la residenza dagli Stati Uniti a un paese UE", John Doe ha diritto a iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale italiano e a ricevere la Tessera Europea di Assicurazione Malattia, che permette di accedere ai servizi sanitari nei paesi UE alle stesse condizioni dei residenti locali. Se quel "si trasferisce" si intende come "fa un viaggetto in un paese UE" le cure mediche se le paga da solo. [1] --Franz van Lanzee (msg) 19:31, 12 giu 2020 (CEST)

Macchie di sangueModifica

Se ti sporchi un indumento con del sangue, il rimedio della nonna dice di sciacquare sotto acqua corrente rigorosamente fredda, non calda. Perché non va usata l'acqua calda?


--79.24.182.181 (msg) 12:27, 13 giu 2020 (CEST)

L'altro oracolo dice che se usi l'acqua calda la macchia di sangue si fissa sul tessuto. --Sesquipedale (non parlar male) 13:40, 13 giu 2020 (CEST)
E questo succede......perché?--79.24.182.181 (msg) 19:47, 13 giu 2020 (CEST)

genio di una divinitàModifica

la voce Sanco dice "L'ipotesi di G. Wissowa che Semo Sancus sia il genio di Giove sarebbe invece da scartare in quanto anacronistica in quanto il concetto di un genio di una divinità è attestato solo nel periodo imperiale", ma nella voce Genio non viene considerato questo aspetto del genio, cosa si intende con genio di una divinità?

--93.61.55.121 (msg) 17:03, 13 giu 2020 (CEST)

Il suo "spirito", "angelo custode", o roba simile (perdonami la semplificazione); trovato qui e qui. Nella voce che hai indicato, dice semplicemente che Sanco non è da considerare l'angelo custode di Giove, come gli angeli custodi attribuiti ad ogni individuo, perché il fatto che anche le divinità avessero questo fantomatico "protettore" è un concetto che venne dopo. --79.37.83.115 (msg) 11:33, 14 giu 2020 (CEST)
che era simili a un angelo custode per uomo lo avevo capito, non sapevo se si intendesse la stessa cosa per il genio delle divinità.--93.61.55.121 (msg) 18:38, 14 giu 2020 (CEST)
Ho provato anche a leggere le corrispondenti voci in inglese ma non ho proprio capito... un genio "di Giove" sarebbe una specie di angelo custode che CUSTODISCE Giove o che custodisce gli umani per conto di Giove? --95.245.150.210 (msg) 21:29, 17 giu 2020 (CEST)

Benzina: gas tossico o no?Modifica

Dalla lettura del REGIO DECRETO 9 gennaio 1927, n. 147 (correggetemi se non è ancora valido), si legge all'Art.1:

Definizione di gas tossico.
Agli effetti dell'art. 57 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con il R. decreto 6 novembre 1926, n. 1848, e' considerato «gas tossico»:
a) qualsiasi sostanza tossica, che si trova allo stato gassoso, o che per essere utilizzata deve passare allo stato di gas o di vapore, e che e' adoperata in ragione del suo potere tossico e per scopi inerenti al potere tossico stesso;
b) qualsiasi sostanza tossica, che si trova allo stato gassoso o che per essere utilizzata deve passare allo stato di gas o di vapore, la quale, pure essendo adoperata per scopi diversi da quelli dipendenti dalle sue proprieta' tossiche, e' riconosciuta pericolosa per la sicurezza ed incolumita' pubblica.

Stando alla definizione, la benzina "potrebbe" essere considerata come gas tossico e quindi dovere essere regolamentato il suo uso (cioè l'uso di tutti gli autoveicoli, motoveicoli, ecc.) in maniera molto più rigorosa di quanto succede adesso, per cui in pratica la semplice patente di guida non basterebbe più.

Personalmente mi sembra ragionevole che chi guida un autoveicolo/motoveicolo ecc. a benzina, in quanto responsabile diretto dell'immissione in atmosfera di gas tossici dovrebbe avere una formazione apposita sui rischi ambientali derivanti dalla guida ed essere sottoposto a controlli sull'uso che fa del veicolo. In altre parole, dovrebbe esserci un sistema che conteggia quanto usiamo l'automobile o altri veicoli e sanzionare chi ne fa un uso spropositato, immettendo quindi in atmosfera un quantitativo non giustificato di sostanze nocive per la salute e l'ambiente.

Non mi sembra si faccia nulla di questo.

Dall'altra parte, la definizione di cui sopra di "gas tossico" per la benzina non calza al 100%: sia perché la benzina si acquista sotto forma di liquido sia perché (correggetemi se sbaglio) la benzina entra nel motore sotto forma di goccioline liquide e viene quindi trasformata in altri gas tossici. Quindi si utilizza un "liquido tossico" (=benzina), se si può chiamare così, producendo "gas tossici" (scarichi in atmosfera).

Secondo voi, è possibile che ci sia una pecca nella legislazione attuale o nella sua applicazione? Ovvero, è normale che tutti i giorni si utilizza una sostanza (o meglio "miscela") tossica quale la benzina come se si trattasse di una sostanza innocua, mentre al contrario per tante altre sostanze tossiche vigono delle regole ferree?


--Daniele Pugliesi (msg) 13:28, 14 giu 2020 (CEST)

Con la tua interpretazione servirebbe una patente anche per farsi la pasta (metano) e verniciare le pareti di casa (effluvi della vernice). Tenderei a escludere il buon senso dei tutori della legge: è statisticamente improbabile che dal 1927 non ne sia mai stato nominato uno fin troppo zelante.
Direi che c'è un qualche cavillo per cui i gas di scarico non sono "tossici" (se definisci tossico tutto ciò che può portare all'intossicazione, preparati a prendere la patente per respirare; se arrivi a "tutto ciò che può provocare danni al corpo umano" ti servirà una certificazione anche per espirare), o non sono "pericolosi per la sicurezza ed incolumita' pubblica" (che sono aspetti immediati, non relativi a problemi derivanti da esposizioni permanenti), o non sono "adoperati" (scaricare è diverso da adoperare).
Peraltro deve esistere una qualche legge che permette la circolazione di veicoli a motore, altrimenti non basterebbero i tribunali per sanzionare tutte le violazioni dell'art. 674 cp.--Equoreo (msg) 15:59, 14 giu 2020 (CEST)
[@ Equoreo] Però nell'art.674 da te citato di specifica "nei casi non consentiti dalla legge", per cui se c'è una legge (quale?) che ammette l'uso o scarico che dir si voglia della benzina, questo articolo non si applica. Mentre basta che uno butta qualsiasi cosa a terra (incarto di caramelle, cicca di sigaretta, ecc.) o addirittura sputa o terra o fa scappare una flatulenza maleodorante e può essere arrestato o multato. O no? --Daniele Pugliesi (msg) 18:57, 14 giu 2020 (CEST)
Sono considerati "gas tossici" quelle sostanze che sono «adoperate per» certi scopi; ne consegue che i sottoprodotti gassosi di altre reazioni, come i gas di scarico o le flatulenze se per questo, non sono considerati gas tossici (semmai possono essere considerati inquinanti, ed è un altro discorso).
Il regio decreto rimandava a un allegato contenente l'elenco delle sostanze considerate "gas tossici" ai fini di quella legge, allegato sostituito poi dal decreto ministeriale 6 febbraio 1935 "Approvazione del prospetto contenente l'elenco dei gas tossici riconosciuti ai sensi del regolamento 9 gennaio 1927, n. 147" (vedi qui in fondo); in tale elenco è in effetti indicata la "benzina contenente composti organometallici od altre sostanze tossiche". Non è invece indicato il metano di uso domestico, probabilmente perché il metano non è tossico (è asfissiante, oltre che infiammabile [2]). --Franz van Lanzee (msg) 23:44, 14 giu 2020 (CEST)
[@ Franz van Lanzee] Ecco, quindi il discrimine è il fatto che vengano "adoperati"... la lista però non sembra essere una fonte valida per definire cosa è tossico e cosa no: anzi, l'art. 2 dice che ciò che è tossico secondo l'art. 1 ma non è nella lista è praticamente bandito (non può essere utilizzato, custodito, trasportato, conservato, immesso).
Mi resta una domanda: le flatulenze rientrano nel "getto pericoloso di cose" oppure è un "caso consentito dalla legge"? E, nel caso, quale legge me lo consente? :-D --Equoreo (msg) 23:57, 14 giu 2020 (CEST)
Il reato di "getto pericoloso di cose" è stato via via interpretato dai giudici in senso sempre più estensivo, sia sotto il profilo del "getto" che sotto il profilo del "di cose"; basti pensare che è stato applicato nel caso di emissioni di onde elettromagnetiche.
Non sono note sentenze in merito alle emissioni intestinali, ma ve ne sono diverse relative a odori "molesti" sebbene non tossici in senso stretto: in un caso riguardante il puzzo di fritto ([3]), la Cassazione ha stabilito che il reato «è configurabile anche nel caso di molestie olfattive a prescindere dal soggetto emittente, con la specificazione che quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni si deve avere riguardo al criterio della normale tollerabilità di cui all'art. 844 c.c.» ["Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi"].
In un'altra sentenza (questa volta relativa al puzzo di caffè bruciato che veniva da una torrefazione) sempre la Cassazione ha stabilito che «in tema di emissioni idonee a creare molestie alle persone, laddove, trattandosi di odori, manchi la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l’intensità delle emissioni, il giudizio sull’esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni di testi, specie se a diretta conoscenza dei fatti, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell’espressione di valutazioni meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica ma consistano nel riferimento a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti» ([4]). Quindi si, teoricamente parlando le flatulenze possono essere oggetto di una causa relativa al "getto pericoloso di cose", per quanto nella pratica penso sia estremamente difficile dimostrare la non tollerabilità delle stesse al di fuori di "valutazioni meramente soggettive". --Franz van Lanzee (msg) 17:50, 16 giu 2020 (CEST)
Grazie mille. Ancora non riesco a capacitarmi come l'uso di una sostanza tossica come la benzina non sia regolamentata come si deve. Ci sono leggi rigorose per tutte le fasi del ciclo di vita di questo prodotto, poi uno va al benzinaio, si riempe la tanica e va scorrazzando tranquillo alla faccia di chi deve firmare chissà quante carte per avere autorizzazioni e simili. Mah... --Daniele Pugliesi (msg) 22:19, 20 giu 2020 (CEST)

"Le origini di noi italiani"Modifica

Tra le ultime novità della rete, secondo gli americani "noi italiani" dovremmo discendere dai traci o dagli armeni, solo che non sono riuscito a risalire all'origine di questa teoria: qualcuno ha una "fonte"? Che attendibilità avrebbe? Che poi non ho ancora capito perché per loro siamo così tanto interessanti da essere frutto di miliardi di domande e di ricerche sul nostro DNA..


--2.226.12.134 (msg) 16:00, 14 giu 2020 (CEST)

Questione extracomunitari con proleModifica

Lui sudamericano, lei italiana. Non sposati, hanno una figlia nata in sudamerica. Ritornano in Italia: lui che tipo di permesso deve ottenere? È perenne? Come funziona in questi casi? Grazie --176.200.71.230 (msg) 17:17, 14 giu 2020 (CEST)

Secondo l'art. 30 del Testo unico sull'immigrazione (D.lgs. n. 286/1998), il permesso di soggiorno per motivi familiari è rilasciato anche "al genitore straniero, anche naturale, di minore italiano residente in Italia. In tal caso il permesso di soggiorno per motivi familiari è rilasciato anche a prescindere dal possesso di un valido titolo di soggiorno, a condizione che il genitore richiedente non sia stato privato della potestà genitoriale secondo la legge italiana" [5]. --Franz van Lanzee (msg) 18:34, 14 giu 2020 (CEST)

Risultati referendum 1946Modifica

Salve, come vennero comunicati i risultati sezione per sezione fino a Montecitorio? All'epoca, non c'erano i computer; forse telefonicamente ma potrei sbagliarmi. Grazie mille.


--93.41.100.198 (msg) 14:53, 16 giu 2020 (CEST)

Secondo quanto riferisce una nota enciclopedia online, la proclamazione dei risultati ebbe luogo sulla base dei dati riportati nei verbali delle 31 circoscrizioni territoriali, che furono trasportati a Palazzo Montecitorio da tutta Italia unitamente alle schede elettorali. Il medesimo principio è valido ancora oggi per qualsiasi consultazione elettorale o referendaria svolta in Italia: l'esito viene proclamato dall'ufficio competente – costituito appositamente a norma di legge – sulla scorta del contenuto dei verbali, mentre ogni altra comunicazione (compresi i dati resi pubblici dal Ministero dell'interno o dagli enti locali) è da considerarsi ufficiosa. Grazie. -- Étienne 16:07, 16 giu 2020 (CEST)

Nome per cime di montagneModifica

Ciao! Non riesco a trovare la parola per dire che un paese si trova "in cima" a una montagna, nel senso che pur essendo in montagna, la strada è pianeggiante e si da un lato che dall'altro lato della strada si vede la montagna scendere. Non credo sia corretto dire cima, perché "cima" mi fa pensare più a cucuzzolo. Anche cresta non credo sia corretto perché non credo ci possa essere lo spazio "orizzontale" per costruirci un paese intorno. Per farvi un esempio vi posto un link goggle map di un paese che si trova in questa condizione, non molto alto (900 metri) e con i costoni della montagna che scendono sia a destra che a sinistra.

https://www.google.com/maps/@44.3191963,7.8636332,3a,75y,246.3h,89.16t/data=!3m6!1e1!3m4!1sJZ0np8V9pyppXyJfR6Sq-g!2e0!7i13312!8i6656

Grazie!!

--151.38.195.217 (msg) 22:35, 19 giu 2020 (CEST)

Non saprei...sommità? "Il paese si trova sulla sommità della montagna"?--torqua 22:43, 19 giu 2020 (CEST)
La parola che cerchi è dorsale.--Cicignanese (msg) 11:11, 20 giu 2020 (CEST)
Magari anche pianoro, o se vogliamo fare le cose in grande altopiano--Saya χαῖρε 11:22, 20 giu 2020 (CEST)
Anche "passo" può essere appropriato--87.2.145.221 (msg) 12:40, 20 giu 2020 (CEST)
Grazie! Guardavo e credo che anche colle o valico possano andare bene151.68.105.147 (msg) 22:41, 20 giu 2020 (CEST)

Fisica di una lavatriceModifica

Si prenda una lavatrice. Ipotizzando che il cestello giri in modo uniforme, la velocità periferica è data da  . Formula che posso esprimere anche utilizzando la frequenza f, ovvero i giri al secondo:  .

Adesso ipotizziamo di accelerare la rotazione della lavatrice passando da una frequenza iniziale f0 ad una finale f1. Se voglio calcolare l'incremento di velocità periferica, quale delle due equazioni devo usare?

  1.  
  2.  

Analogamente, usando la formula con T e passando da un periodo iniziale T0 fino ad arrivare ad un periodo finale T1, quale delle due formule devo usare sempre per calcolare l'incremento di velocità?

  1.  
  2.  

grazie.

--79.40.159.94 (msg) 13:40, 22 giu 2020 (CEST)

Con la frequenza, la soluzione è la 2.
Con il periodo sono entrambe sbagliate.
Ora vediamo perchè... Partiamo dalla definizione di accelerazione, ed applichiamo la regola della catena (caso della frequenza):
 
Ora commettiamo un crimine matematico tipico degli ingegneri :-) "portando dall'altra parte il dt":
 
e integriamo
 
È cosa nota alla fisica che
 
che è proprio quello che volevamo; a destra, conosciamo la formula della velocità in funzione della frequenza, quindi
 
E allora
 
Per il caso del periodo, la procedura è la stessa, ottenendo quindi
 
ma cambia la derivata della velocità! Infatti
 
Da cui
 
Che, guarda un po', è proprio la formula che abbiamo trovato giocando con la frequenza
 
D'altronde sarebbe stato strano trovare due formule diverse, no? :-D --Equoreo (msg) 15:01, 22 giu 2020 (CEST)
Wow! Non ci sarei mai arrivato lo confesso. Ti ringrazio [@ Equoreo]. Solo una domandina per conferma. In generale quando sono di fronte ad una formula e voglio vedere l'incremento rispetto a una delle variabili devo fare la derivata della variabile e fare l'integrale su quello che ottengo?
Per fare un esempio basic, se ho   per vedere come incrementa a rispetto a c devo fare la derivata
 
E quindi l'incremento di a verrebbe  
Se invece volevo vedere l'incremento rispetto a t facevo la derivata rispetto a t, quindi  
E quindi l'incremento di a al variare di t dovrebbe essere  
Ho capito giusto?--79.40.159.94 (msg) 21:15, 22 giu 2020 (CEST)
Sì, il tuo ragionamento fila! Qualche precisazione pedante (che puoi ignorare se ti crea confusione):
  1. Dire per vedere come incrementa a rispetto a c devo fare la derivata è impreciso... la variazione di a rispetto a c è la derivata: è proprio definita così! La derivata è il limite del rapporto incrementale.
  2. La derivata che stai usando in questo esempio è una tipica derivata direzionale. Infatti tu hai la funzione in 4 variabili a = a(b,c,f,t) e ti focalizzi su una singola variabile (ossia la direzione di uno dei 4 assi purtroppo è difficile visualizzare una funzione quadridimensionale). Alla stessa identica maniera potresti chiederti come varia la funzione lungo una retta che non sia parallela ad un asse coordinato, ma diagonale (ad esempio con a e b che variano contemporaneamente)...
  3. Io ho "portato dall'altra parte il dt" specificandoti che è un crimine matematico... In generale non puoi spostare i dX da un lato all'altro come se fossero semplici frazioni! È un trucco facile da ricordare (specialmente se esprimi le funzioni come df/dx) e che funziona per gran parte delle applicazioni tecniche (le funzioni sono semplici)... ma se la funzione è profondamente malvagia o c'è un matematico manesco nei dintorni rischi di farti male :-)
Saluti!--Equoreo (msg) 00:31, 23 giu 2020 (CEST)
Non mi è però chiara l'utilità (a parte come esercizio fine a sé stesso) di derivare la funzione all'unico scopo di re-integrarla poi da capo... il che non può far altro che riportarti, ineluttabilmente, al punto di partenza. Se già hai la formula che ti dà la velocità periferica in funzione della frequenza  , la variazione non sarà altro che la differenza dei due valori, finale e iniziale, ciascuno calcolati proprio con quella formula:  
Che poi sì, è esattamente identico a dire "la differenza tra il valore, calcolato nei due estremi di integrazione, dell'integrale della derivata della funzione"... ma è come dire "il fratello della figlia di mio nonno": è un modo inutilmente complesso di dire "mio zio". ;-) -- Rojelio (dimmi tutto) 00:40, 23 giu 2020 (CEST)
Ovvio che ai fini di questo esercizio è inutile una formulazione così arzigogolata... ne facevo un discorso più generale: magari la prossima volta vorrà sapere lo spazio percorso dal calzino blu nel corso di un lavaggio conoscendo solo la funzione accelerazione angolare data dal ciclo dei delicati... il procedimento è lo stesso :-) --Equoreo (msg) 13:42, 23 giu 2020 (CEST)

Legame secondo principio ed entropiaModifica

Buonasera gente :),
Pur conoscendo in formule la derivazione dall'integrale di Clausius dei concetti di entropia e principio di incremento di essa in un sistema isolato, mi sfugge il legame che si legge sempre tra entropia e secondo principio. Rimane per me misteriosamente separato il concetto, qualcuno avrebbe voglia di aiutarmi a capire? Ringrazio l'audace sacerdoce. --37.161.240.76 (msg) 18:10, 22 giu 2020 (CEST)

Il Secondo principio della termodinamica ha più formulazioni. Una di queste è "In un sistema isolato l'entropia è una funzione non decrescente nel tempo", dove figura appunto l'entropia nella definizione stessa. Se non l'hai già fatto, prova a leggere le voci Secondo principio della termodinamica, Enunciato di Kelvin-Planck e Enunciato di Clausius. Forse la risposta che cerchi è già lì. In caso contrario, ti riferisci forse al legame tra due delle formulazioni del secondo principio, ad un legame tra due formule (quali?) o cos'altro? --Daniele Pugliesi (msg) 21:42, 22 giu 2020 (CEST)
Ciao :) il legame tra secondo principio nella formulazione di Clausius e Kelvin è ineccepibile, meno chiaro è il legame tra secondo principio e il concetto di entropia: nei testi divulgativi e anche nel mio di fisica I (Mazzoldi) è scritto che "l'incremento di entropia è una riformulazione matematica del II principio" e questa cosa mi sembra poco chiara. Non vedo come i due enunciati si uniscano al terzo (tramite entropia). --37.161.130.104 (msg) 10:14, 23 giu 2020 (CEST)
Premessa (sicuramente inutile): per il primo principio, se prendi un corpo caldo e un corpo freddo e li metti a contatto, teoricamente il calore può andare dal corpo più freddo a quello più caldo, perché tanto è pur sempre una trasformazione dove l'energia si conserva.
Sempre per il primo principio, così come facendo rimbalzare una palla pallina da tennis sul pavimento questa dissipa l'energia cinetica in forma di calore, teoricamente potrei far rimbalzare una pallina da tennis ferma sul pavimento scaldando quest'ultimo.
Adesso senza tirare in ballo i disegni del sistema che sposta il calore da un corpo caldo ad uno freddo compiendo lavoro e il discorso sui rendimenti, hai gli enunciati di Clausius e di Kelvin-Planck.
Il calore va dal corpo più caldo al corpo più freddo e non viceversa perché la prima è la trasformazione che porta ad avere un sistema con un grado di disordine maggiore. Perchè nelle trasformazioni spontanee l'energia appunto tende ad assumere la forma più disordinata. Analogamente c'è un aumento del grado di disordine per l'energia nel passare da movimento cinetico a calore (moto termico casuale delle molecole del pavimento) che non al contrario convertire i moti termici in energia cinetica delle molecole ordinate della palla.
Da qui è nata la necessità di introdurre una grandezza che misuri il grado di disordine dell'energia, ovvero l'entropia.
Adesso immagina di trasferire reversibilmente e infinitesimamente del calore dall'ambiente a un sistema. Ovviamente, più calore trasferisci, più aumentano i moti termici casuali delle molecole del sistema e di conseguenza il calore trasferito è proporzionale all'aumento di disordine  
Inoltre, immagina di fornire la stessa quantità di calore reversibile al sistema quando è a bassa temperatura, quando le molecole sono molto ordinate, e quando è ad alta temperatura, quando le molecole di sistema ha già un buon grado di disordine: nel primo caso hai ovviamente un aumento di disordine maggiore rispetto al secondo. Quindi l'aumento di entropia è inversamente proporzionale alla temperatura  
  è un differenziale esatto (c'è la dimostrazione), di conseguenza si definisce entropia quella funzione di stato tale che  .
Più chiaro?--79.44.146.145 (msg) 13:23, 23 giu 2020 (CEST)
Grazie anche a te :)
Mi è chiaro il discorso che hai fatto, però devi scusarmi ma non riesco bene acapire come si correli con il II principio. Cioè non ho capito come ne discenda da esso il concetto di entropia che mi hai dato. --37.161.184.120 (msg) 15:21, 23 giu 2020 (CEST)
Allora spero di aver capito il punto che non ti torna. In pratica Kelvin-Planck dicono che non si può costruire una macchina che attinga da una sola sorgente e trasformi al 100% il calore in lavoro. In soldoni, perché se tu lo facessi trasformeresti un energia da uno stato più disordinato, quale è il calore con tutte le molecole coi loro moti confusi, in qualcosa di più ordinato, l'energia cinetica di un sistema ordinato. Inevitabilmente una parte di quel calore che fornisci al sistema verrà trasferito, sempre come calore, ad un'altra entità più fredda proprio perchè quello è il cammino più spontaneo. Pensa a un cilindro con pistone: puoi comprimerlo e trasformare il 100% del lavoro che hai fatto in calore, ma se lo scaldi su un fornelletto buona parte del calore che gli fornirai verrà dissipato sempre come calore e in lavoro di espansione andrà solo una piccola parte.
Analogamente, non puoi trasferire il calore da un corpo più freddo a uno più caldo (Clausius), a meno che non sei tu che fornisci lavoro al sistema per poter fare ciò. Ed è quello che succede in ogni frigorifero attraverso la compressione e l'espansione di un gas che fa da intermediario tra l'interno e l'esterno del frigo.
Qual'è quella driving force che pilota un processo in una direzione ma non nell'altra? Serve per forza una grandezza che giustifichi il perché un corpo caldo scalda uno più freddo e non viceversa e che mi permette di trasformare tutto il lavoro in calore ma non il contrario (cose che sarebbero tutte permesse dal primo principio). Una grandezza che descriva il grado di disordine, e che sia maggiore di 0 per trasformazioni spontanee e irreversibili. E quella grandezza, per i motivi che ti ho detto sopra, è proporzionale al calore fornito ed inversamente prop. alla temperatura. Ecco quindi l'entropia.
Se non ho risposto al tuo dubbio ti chiedo di segnalarmelo ;) purtroppo (beh, per fortuna dal mio punto di vista) sono un chimico ho una deformazione un po' molecolare della cosa.--79.44.146.145 (msg) 16:18, 23 giu 2020 (CEST)
Grazie per gli spunti! --37.160.225.248 (msg) 18:07, 25 giu 2020 (CEST)

Inquietante pianta dallo spazio profondoModifica

Nel fosso davanti a casa mia sono cresciute queste mostruosità; mi ruberanno l'anima o sono solo io botanicamente una pippa?--StefBiondo 22:22, 22 giu 2020 (CEST)

[@ Stefanobiondo] Magari verrò smentito da botanici più esperti (quindi praticamente chiunque), ma azzarderei calla selvatica. La tua anima è al sicuro, la pelle non altrettanto.--Equoreo (msg) 23:33, 22 giu 2020 (CEST)

Funzione usb otg:Modifica

Per piacere desidererei sapere se c’è qualche ebook reader che supporti la funzione usb otg, oppure questa riguarda solo tablet e smartphone? Grazie

--95.248.106.209 (msg) 21:59, 23 giu 2020 (CEST)

Software per lettura e controllo di checklistModifica

Conoscete dei software (o una combinazione di software o altro metodo), possibilmente gratuiti, che permette, a partire da una checklist cartacea compilata a mano (con crocette nei quadratini), di memorizzare automaticamente le risposte della checklist in formato elettronico?
Qualcosa di simile penso si usi per verificare le risposte di test da parte degli studenti (ad esempio nelle scuole guida o in altri ambiti dove ci sono tanti fogli da controllare) e per dare un punteggio in automatico in base a tali risposte.
In pratica mi interessa che sappia identificare delle caselle sbarrate (o con una x, segno di spunta o simili) in un modulo scritto e riportarle su una copia elettronica che possa poi essere elaborata ad esempio su Excel o attraverso uno strumento integrato nello stesso software. Come un normale software OCR, ma più avanzato. --Daniele Pugliesi (msg) 23:17, 23 giu 2020 (CEST)

Quello che ti serve è un Optical mark recognition. Nella voce su en.wiki ci sono più informazioni, inclusi software proprietari e open source. --Captivo (msg) 17:02, 24 giu 2020 (CEST)
[@ Captivo] Perfetto! Grazie. :) --Daniele Pugliesi (msg) 19:35, 24 giu 2020 (CEST)

HitlerModifica

Se anzichè suicidarsi nel suo bunker Hitler fosse stato catturato, arrestato e processato a Norimberga, sarebbe stato condannato a morte o ci sono motivi per cui sarebbe stato solo imprigionato? Magari per non diventare un martire --82.48.98.100 (msg) 12:53, 24 giu 2020 (CEST)

Direi sicuramente che sarebbe stato condannato a morte: a Norimberga impiccarono una figura istituzionalmente non di primissimo piano come Julius Streicher, figuriamoci Hitler...
Come controprova, Hideki Tōjō (che in Giappone ricopriva una posizione simile a quella di Hitler) finì impiccato dopo la condanna nel Processo di Tokyo. --Franz van Lanzee (msg) 18:00, 24 giu 2020 (CEST)

Anno cartina geografica ItaliaModifica

Sapreste dirmi a che anno si riferisce questa mappa dell'Italia? E' la scansione di una cartolina che credo sia la riproduzione di una vera mappa antica. Io direi intorno al 1815 ma non mi tornano alcune aree mappa --Postcrosser (msg) 17:21, 25 giu 2020 (CEST)

L'anno preciso non lo so, ma sono certo sia tra il 1815 e il 1847. Ci sono gli stati post-restaurazione (1815), tra cui il Ducato di Lucca che scomparirà proprio nel 1847.
Trattandosi di una carta "dell'Italia" in un periodo in cui non esisteva l'Italia, è presumibile che abbiano colorato pure i territori italofoni sotto dominio straniero, quali Trentino, Venezia Giulia e Dalmazia (sotto gli austriaci) e canton Ticino.--82.56.118.118 (msg) 19:28, 25 giu 2020 (CEST)
Non si vede benissimo, ma dalla mappa sembra che il Ducato di Massa e Principato di Carrara sia già stato annesso al Ducato di Modena e Reggio. Quindi è tra il 1829 e il 1847 (quando il Ducato di Lucca fu annesso alla Toscana). --Franz van Lanzee (msg) 19:32, 25 giu 2020 (CEST)

Competenza giuridica nello spazioModifica

in caso di (per esempio) delitto su (per esempio) Cruithne, al di fuori di una navicella spaziale, quale nazione dovrebbe indagare ed eventualmente giudicare? --2.226.12.134 (msg) 19:23, 25 giu 2020 (CEST)

Lo Stato di cittadinanza della vittima e/o lo Stato di cittadinanza dell'autore del fatto. --Franz van Lanzee (msg) 19:34, 25 giu 2020 (CEST)
quindi cosa succede se le persone coinvolte sono un russo ed un ucraino o un indiano e un pakistano? Si va alla corte dell'ONU o cosa? --2.226.12.134 (msg) 19:37, 25 giu 2020 (CEST)
Non sono molto competente in materia di codici penali stranieri, ma poniamo che siano come quello italiano: se le persone coinvolte sono un russo e un ucraino, saranno competenti la procura (per le indagini) e il tribunale (per il giudizio) di Mosca e di Kiev (chi primo mette le mani sul colpevole, meglio alloggia). --Franz van Lanzee (msg) 19:49, 25 giu 2020 (CEST)

Ucronia: la scoperta dell'AmericaModifica

domande nate visto cosa sta succedendo in America con le statue di Colombo:

  1. se Colombo si fosse "dato all'ippica" il declino dell'Italia nel XVI secolo sarebbe stato lo stesso irreversibile?
  2. visto che la scoperta dell'America era comunque inevitabile quando ci sarebbe stato un tentativo analogo, nel 1700 (con le grandi carestie) o anche prima?
  3. la mancata valvola di sfogo al sovraffollamento dell'Europa avrebbe necessariamente portato ad un tentativo di colonizzare il nord Africa, prima di un successivo tentativo di raggiungere la Cina come fece Colombo?
  4. Come l'Europa colonialista avrebbe potuto convivere con l'Islam nel nord Africa?

--2.226.12.134 (msg) 10:50, 27 giu 2020 (CEST)

  1. Quasi sicuramente si. La scoperta europea delle Americhe (ri-scoperta se vogliamo, visto il precedente dei vichinghi) è un evento inevitabile e non dipende strettamente dalla figura di Colombo: se non fosse stato lui sarebbe stato qualcun'altro, e quasi certamente a poca distanza temporale dal 1492. Senza contare che il declino dell'Italia si ebbe per via dell'apertura di rotte alternative che mettevano in collegamento i mercati dell'Asia con quelli dell'Europa, prima passanti unicamente per i traffici con il Levante gestiti dalle italiche Repubbliche marinare: e la rotta alternativa più imporante fu aperta da Vasco da Gama nel 1497 con il doppiaggio del Capo di Buona Speranza.
  2. Certamente molto prima del 1700, quasi sicuramente nel 1500: portoghesi e spagnoli avrebbero assunto il controllo delle rotte di circumnavigazione dell'Africa tentando in ogni modo di imporre un loro monopolio su di esse (come facevano le Repubbliche marinare con i traffici con il Levante), spingendo le altre potenze oceaniche (Inghilterra, Francia e le future Sette province unite) a trovare rotte alternative a quella del Capo di Buona Speranza per arrivare in Asia; che poi era la motivazione del viaggio di Colombo.
  3. Probabilmente si, ma le speranze di successo di una simile manovra erano enormemente più basse: gli Stati islamici del Nordafrica erano di un'altra categoria rispetto ai popoli amerindi, come testimoniato dalla sconfitta portoghese nella battaglia di Alcazarquivir o dai risultati miseri e altalenanti delle campagne spagnole per prendere Algeri, Tunisi e Tripoli nel corso del 1500.
  4. L'Europa colonialista convisse con l'Islam nel Nordafrica tra il 1830 (conquista francese dell'Algeria) e il 1950 (inizio della decolonizzazione in Nordafrica); certo, il 1800 non è il 1500, ma le dimaniche di base alla fine sono quelle. --Franz van Lanzee (msg) 12:59, 27 giu 2020 (CEST)

Tiri perfetti nel golfModifica

Gentilissimo Oracolo,

È mai capitato che un giocatore, da lontano e con un solo tiro, abbia fatto entrare la pallina nella buca senza toccare il green?

--95.225.19.54 (msg) 18:57, 28 giu 2020 (CEST)

Capita molto raramente, ma succede: esempio 1 e 2. --79.36.119.224 (msg) 19:28, 28 giu 2020 (CEST)

CalamiteModifica

Ho un campo magnetico se una carica si muove in un campo elettrico. Ma nelle calamite non ho nessuna carica che si muove in campo elettrico. Come mai una calamita è magnetica? --82.60.41.11 (msg) 22:50, 28 giu 2020 (CEST)

In Magnete non c'è spiegato? --Syrio posso aiutare? 23:06, 28 giu 2020 (CEST)

No, altrimenti non lo avrei chiesto qui--82.48.98.183 (msg) 07:57, 29 giu 2020 (CEST)

Prova a leggere qui.
Per inciso, la tua affermazione iniziale è imprecisa, e forse è questo che ti crea difficoltà. "Ho un campo magnetico se una carica si muove in un campo elettrico": no. Hai un campo magnetico non nullo (campo elettrico e campo magnetico in quanto enti fisici ci sono sempre, eventualmente possono avere valore nullo) quando hai una carica elettrica che si muove: non è rilevante che si muova in un campo elettrico non nullo. Hai un campo magnetico non nullo, inoltre, quando hai un campo elettrico variabile nel tempo.
Detto in modo un po' semplicistico, le correnti elettriche che determinano la polarizzazione magnetica sono dovute agli elettroni che "orbitano" intorno ai nuclei atomici. Nella materia non polarizzata, questi contributi al campo magnetico totale sono distribuiti uniformemente in tutte le direzioni e quindi la loro risultante è nulla. In presenza di un campo magnetico esterno, le correnti si allineano e producono una magnetizzazione complessiva, che si sovrappone al campo magnetico esterno. Alcuni materiali, detti ferromagnetici, hanno la proprietà che tale magnetizzazione permane anche se viene annullato il campo magnetico esterno. --93.36.167.230 (msg) 08:26, 29 giu 2020 (CEST)

Integrali con dx al denominatoreModifica

Innanzitutto mi paleso, io sono questo qui. In quella domanda avevo scritto un integrale rispetto a T con al denominatore il dT.

Ma mi è venuto il dubbio: esistono? Ho provato a digitarlo su Wolfram alpha ma non riesce al leggermelo. Quindi prendendo un esempio molto simple l'integrale   ha senso? E se si, come si risolve?

Grazie --79.37.245.34 (msg) 14:07, 29 giu 2020 (CEST)

 
Approssimazioni dell'integrale per partizionamenti sempre più fitti
L'integrale "classico" scritto nella forma   è un integrale di Riemann, la cui idea di fondo è (a parolacce) che l'area può essere approssimata (sotto certe condizioni su cui sorvoliamo bellamente) come somma di rettangoli calcolati su una arbitraria suddivisione (partizionamento) dell'intervallo d'integrazione (somma di Riemann). Più il partizionamento è fitto, migliore è l'approssimazione, e l'integrale è definito (sempre un po' a parolacce) come limite dei valori di quelle somme, quando le "altezze" diventano i valori della funzione punto per punto, e le "basi" una variazione infinitesima d'ascissa.
Da un punto di vista formale, quindi, il fatto di avere il dx "a moltiplicare" (o di poter manipolare la formula fino a portarcelo) non è una semplice opzione: è una necessità insita nel fatto stesso di avere a che fare con integrali di Riemann e di poter quindi applicare i metodi risolutivi e di calcolo che a quel tipo di integrali appartengono.
Da un punto di vista più intuitivo e meno rigoroso, l'integrale ha senso in quanto "somma di infiniti contributi infinitesimi": quando dx è a moltiplicare, tutti i contributi sono infinitesimi indipendentemente dal valore di f(x) (a meno che esso a sua volta non sia illimitato... ma questo è proprio quello che fa sì che non tutte le funzioni siano integrabili su qualsiasi intervallo), ma se tu dividi per dx ti ritrovi con contributi che sono già di per sé infiniti... e vorresti pure sommarne una quantità infinita! Non so tu, ma io dubito che possa uscirne nulla di buono. XD Non mi esprimo, quindi, sul fatto che possano o meno "avere senso" in generale, ma mi sento di poter escludere che tu vedrai mai differenziali "isolati" a denominatore.
Puoi invece trovare tranquillamente un rapporto tra differenziali, tipo v=ds/dt, che però è una notazione un po' delicata (è un artificio di notazione che torna comodo per scrivere le derivate in singola variabile, ma trattarla come vera e propria "divisione" porta solo a guai), e che comunque assume valori tipicamente finiti, non necessariamente infinitesimi, e quindi pure quello avrebbe ben poco senso se trovato nel contesto di un integrale. -- Rojelio (dimmi tutto) 17:17, 29 giu 2020 (CEST)

Nome del tipo di carattere delle targhe italianeModifica

Il tipo di carattere (o font) delle targhe d'immatricolazione italiane ha un nome?--Carnby (msg) 23:17, 29 giu 2020 (CEST)

Sicuramente ce l'ha, sembra simile all'Alfabeto Normale, ma ha delle differenze (le M per esempio sono molto diverse); sospetto che l'uso di questi font sia riservato ai vari ministeri e protetto da copyright/leggi mirate a impedire le contraffazioni.--Saya χαῖρε 23:26, 29 giu 2020 (CEST)

chiedo rispostaModifica

ripongo la mia domanda di giorni fa perche' ignorata so che puo sembrare sciocca ma se chiedo purtroppo non so la risposta e poi ho visto che si e' risposto ad altre domande dopo la mia presumo per una svista

titolo = buongiorno

domanda se l' integrale e' l' operazione opposta della derivata perche' allora quando si fa l' integrale losi fa sul differenziale e non sulla derivata stessa ?


--93.36.23.190 (msg) 16:45, 30 giu 2020 (CEST)

Perché dire che l'integrale è l'operazione opposta (sarebbe meglio dire "inversa") della derivata è solo una semplificazione, utile per afferrare il concetto di massima ma che non va presa alla lettera. Come scrive una nota enciclopedia online, ciò è vero solo «in un certo senso (non formale)». -- Rojelio (dimmi tutto) 17:27, 30 giu 2020 (CEST)
Più precisamente l'integrazione è l'operazione inversa della differenziazione: data la funzione f(x) la puoi differenziare ottenendo df(x), e integrando questo differenziale torni da capo (a meno di una costante, che sto bellamente ignorando):   (più una costante)
La confusione nasce dal fatto che, nel caso mono-dimensionale, il differenziale df(x) ha un legame diretto e banale con la derivata f'(x): df(x)=f'(x)dx. Diventa quindi solo questione terminologica: quando scrivi   lo puoi intendere come:
  • integrale del differenziale df(x), scritto a sua volta come f'(x)dx
  • o come "integrale su x" di f'(x).
In questa seconda accezione, l'"integrale su x" è l'intero blocco  , compreso il "dx" alla fine che neppure consideri come differenziale, ma solo come parte della scrittura dell'integrale stesso.
È però un lusso che ti puoi concedere solo in una dimensione: appena lavori in 2 o più dimensioni non esiste più la derivata di f(x,y), ma le derivate (parziali) di f(x,y) (una per ogni dimensione:  ) mentre resta unico il differenziale df(x,y), che può essere espresso come formula di quelle derivate parziali:  .
Diventa quindi impossibile ignorare la differenza e ci si accorge che si integra sempre e solo il differenziale:
 
-- Rojelio (dimmi tutto) 18:18, 30 giu 2020 (CEST)

Ritorno al futuroModifica

Si sta parlando di un film di fantascienza dove si parla di viaggi nel tempo, quindi forse non ha senso porsi dei dubbi logici. Ma ad ogni modo, nel secondo film Marty e Doc vanno nel 2015, dove fanno quello che devono ma intanto Biff nonno scopre la macchina del tempo. Allora Biff nonno torna nel 1955, da l'almanacco a Biff giovane, torna nel 2015 senza che Doc e Marty se ne accorgono, e infine Doc e Marty tornano nel 1985, trovandolo cambiato per via dell'arricchimento di Biff giovane grazie all'almanacco. Domanda: ma se Biff nonno torna nel 1955 e da l'almanacco a se stesso, in teoria quando si ri-dirige nel 2015 non dovrebbe andare nel 2015 alterato? Con la conseguenza che Marty e Doc si ritrovano nel 2015 "genuino" ma senza più una macchina del tempo?

Che poi secondo quanto detto da Doc più in là nello stesso film, quando si accorgono che quello non è il vero 1985 e che hanno lasciato la morosa di Marty in una casa che non è più la sua, sistemando la cosa nel 1955 automaticamente l'intorno in cui si trova lei dovrebbe mutare e per lei sarebbe come non fosse successo nulla, quindi una volta che Biff nonno da l'almanacco a se stesso da giovane anche per Marty e Doc nel 2015 genuino dovrebbe modificarsi la realtà a loro insaputa di ciò che è stato prima...

Insomma forse sto facendo ragionamenti troppo logici per un film, ma ha un qualsiasi senso che Biff nonno quando da l'almanacco a se stesso giovane ritorna nel 2015 non alterato?

--82.60.90.57 (msg) 14:04, 1 lug 2020 (CEST)

No, nessun senso: rimane tutto inalterato solo perché sullo schermo, per gli spettatori del film il Biff del '55 ancora "non ha avuto modo" di fare nulla con quell'almanacco (nella cronologia mentale dello spettatore, l'ha "appena ricevuto"), e quindi è meno sorprendente che non sia ancora cambiato nulla, mentre la cosa più "coerente" (ovvero che il futuro sia già cambiato) sarebbe risultata sorprendente, avrebbe necessitato di una spiegazione, e alla fin fine sarebbe stata una distrazione rispetto agli intenti narrativi del film in quel momento (ovvero mostrare i protagonisti ignari dei sotterfugi dell'antagonista).
I film che davvero tentano di essere un po' più rigorosi riguardo il viaggio nel tempo sono tendenzialmente cervellotici (perché il viaggio nel tempo è cervellotico :-) ), per cui sì, l'unico modo di affrontare un film di intrattenimento leggero come quello è spegnere il cervello e non fare domande scomode. :-) -- Rojelio (dimmi tutto) 15:29, 1 lug 2020 (CEST)
O meglio: farsele (perché è dannatamente divertente), ma non aspettarsi di trovar risposta logica. -- Rojelio (dimmi tutto) 15:31, 1 lug 2020 (CEST)
[↓↑ fuori crono]Secondo me i migliori film sui viaggi nel tempo sono quelli come Donnie Darko, che parlano di tutto, fuorchè i viaggi nel tempo.--StefBiondo 14:52, 3 lug 2020 (CEST)
Be', volendo andare a cercare il pelo nell'uovo, in teoria in base all'effetto farfalla l'almanacco di Biff nel 1955 avrebbe dovuto funzionare solo per poche volte. Perchè in seguito le sue azioni (il fatto che si sia arricchito grazie all'almanacco, cosa che non è successa nel continuum in cui l'almanacco è stato scritto) avrebbero potuto causare delle modifiche alla storia tali che gli eventi sportivi avrebbero avuto diversi risultati. --Postcrosser (msg) 16:37, 1 lug 2020 (CEST)
@Postcrosser, ottima osservazione. Se un cunicolo spaziotemporale dovesse lanciarmi indietro al 2 dicembre 1805, scommetterei tutto sulla vittoria della Francia a Austerliz ma non proverei a raddoppiare la vincita scommettendo sulla vittoria di Napoleone nella Battaglia di Jena. ;)--Flazaza (msg) 19:37, 1 lug 2020 (CEST)
Se però magari si mantiene un profilo basso se ne mitiga l'effetto.--Matafione (msg) 11:08, 2 lug 2020 (CEST)
@Rojelio: LOL l'ho sempre detto io, qualsiasi film (o libro, fumetto, etc) sul viaggio nel tempo funziona grazie al "tempo dello spettatore", che scorre sempre in avanti a velocità costante indipendentemente dai vari viaggi dei nostri eroi! In fondo il "physio-time" del grande Maestro non era una cosa poi tanto diversa ;)Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 79.31.127.71 (discussioni · contributi) 20:48, 2 lug 2020.

In realtà quel film si basa sul presupposto sbagliato che i scommettitori possono vincere qualsiasi somma essi vogliano; non so come funzionassero le cose nel '55 in America ma le agenzie che avevano contatti con la malavita avrebbero fornito a Biff un paio di scarpe in cemento ai piedi e un "alloggio" sott'acqua ;).. --2.226.12.134 (msg) 19:20, 3 lug 2020 (CEST)

Fisica del sollevamento di una cassapancaModifica

Sommo Oacolo ti pongo una domanda sulla fisica del sollevamento di una cassapanca. Prendiamo un qualsiasi oggetto un po' pesantuccio di forma sostanzialmente parallelepipedica, tipo una cassapanca. L'altezza di questo corpo non deve essere lo spigolo più lungo, e uno dei due lati della base deve essere molto più lungo dell'altro. Questa immagine è perfetta e prenderò lei come riferimento da ora in poi. Adesso facciamo un po' di sollevamento pesi:

Caso 1, metto entrambe le mie mani sotto il lato della base più corto e sollevo. Ovviamente i due piedini che stanno dal lato opposto restano appoggiati per terra.
Caso 2, faccio la stessa identica cosa ma mettendo entrambe le mani sotto il lato più lungo (nell'immagine, quello in primo piano davanti a noi).
Caso 3, mi posiziono ad uno dei quattro angoli e metto le 2 mani attorno al piedino. Quindi una mano sarà sotto il lato corto l'altra sotto il lato lungo. E sollevando appoggiato a terra rimarrà solo un piedino, quello dell'angolo dall'altra parte della diagonale rispetto a dove mi trovo ora.

Adesso basta fare sollevamento pesi. Secondo quello che mi è stato detto il caso 3 è quello in cui devo applicare una forza maggiore perchè di fatto devo sollevare un volume (ergo una massa) maggiore di cassapanca. Facendo invece una classifica dal caso in cui faccio più fatica a quello in cui faccio meno fatica verrebbe così:

Caso 3 (+ fatica) > Caso 2 > Caso 1 (- fatica)[non chiaro]

Non sono certo che però quello che ho messo nel template "non chiaro" sia giusto. É un sentito dire. Ma se è giusto, perché il caso 2 prevede un uso maggiore di forza del Caso 1? E poi è vera l'affermazione sul Caso 3?

--79.50.141.174 (msg) 14:46, 2 lug 2020 (CEST)

"Fatica" non è un concetto fisico: esiste la forza necessaria in ogni momento per bilanciare il peso dell'oggetto, ed il lavoro eseguito complessivamente da tale forza dall'inizio del sollevamento fino alla "quota finale".
La parte facile è la forza necessaria per iniziare il sollevamento, quando tutte e quattro i piedini sono a terra: è esattamente identica in tutti e tre i casi, e pari a metà del peso della cassapanca. È solo una questione di "leve": se ammettiamo che la cassapanca sia sufficientemente uniforme e che quindi il suo baricentro stia esattamente nel mezzo, ovunque tu ti metta a tirare avrai sempre un "braccio" esattamente doppio di quello del peso applicato nel baricentro rispetto al punto opposto che fa da perno.
Più complicata è la faccenda a mano a mano che la cassapanca viene sollevata:
  • Siccome il baricentro non sta per terra ma più in alto, la distanza tra la sua perpendicolare e il fulcro di rotazione (che poi è il braccio della forza peso) cala più rapidamente di quanto non cali il braccio della forza tua, quindi ti serve sempre meno forza per bilanciarla. Torna anche intuitivamente: a un certo punto il baricentro si trova esattamente sopra la verticale dei piedini (il suo braccio è zero) e la cassapanca se ne sta in equilibrio (precario) senza che tu faccia nulla, e anzi rischia pure di sbilanciarsi dall'altro lato e finire il resto della rotazione da sola.
  • La forza peso non può far altro che tirare verso il basso, ma tu puoi decidere di tirare sempre perpendicolarmente al fondo della panca, ruotando la tua spinta a mano a mano che la panca si solleva: in questo caso il tuo braccio non cala più lentamente di quello del peso, ma resta proprio costante, con una leva che diventa ancora più vantaggiosa.
Trovo quindi che il problema sia mal definito: se non si specifica 1. cosa vogliamo confrontare (forza? lavoro?), 2. a parità di cosa (di sollevamento? di angolo di ribaltamento?) e 3. come tiri (sempre in su? girandoti anche tu assieme alla panca?) non è possibile "confrontare" nulla.
Quello che è universalmente vero è che:
  • Il lavoro fatto dipende esclusivamente da quanto si è sollevato il baricentro della panca.
  • La forza che ti serve per bilanciare la panca è sempre pari al peso della panca stessa moltiplicato per il rapporto tra braccio del baricentro (distanza tra la sua proiezione verticale e perno di rotazione) e braccio tuo. Il braccio tuo è a sua volta:
    • la distanza tra proiezione verticale del punto che stai tirando e fulcro di rotazione, se tiri sempre verso l'alto;
    • la distanza (fissa) tra le tue mani e il fulcro di rotazione se giri la tua forza a mano a mano che ruota la panca.
-- Rojelio (dimmi tutto) 20:30, 2 lug 2020 (CEST)

[@ Rojelio]Comincio ringraziandoti. Allora le specifiche: al punto 3 sono sicuro di poter dire di tirare sempre in su, al punto 2 a parità di sollevamento, ovviamente entro il punto in cui il baricentro supera la base (anche se mi hai fatto venire la curiosità: cosa cambia a livello di angolo di ribaltamento?) e il punto 1 non saprei; Se non sbaglio concettualmente la forza è "quello che fai" mentre il lavoro è "quello che consumi per farlo". Però visto che il lavoro è forza per spostamento e sto parlando di confrontare fenomeni a parità di spostamento presumo che in questo caso si possa parlare ugualmente sia di forza che di lavoro--87.16.137.134 (msg) 09:25, 4 lug 2020 (CEST)

ComplessiModifica

Ciao mi chiamo Tommy Salmone detto Er Pesce. Seguo con interesse questa rubrica da anni perché trovo sempre dei buoni spunti per imparare qualcosa di nuovo. Pochi comprendono davvero il potenziale delle domande degli altri ;-).... Ma oggi vorrei chiedervi qualcosa io. È una domanda di chimica e so che la chimica non è uno degli argomenti forti in questo progetto ma ce vojo provare lo stesso XD Molto bene allora so che i metalli del blocco d formano composti di coordinazione. E se prendo un sale per esempio di ferro come il cloruro di ferro questo si dissocia in acqua ma allo ione ferro si coordinano 6 molecole di acqua. Così ho visto scritto...Ma come faccio a sapere quante molecole di acqua si coordinano a un catione metallico? :-) Er Pesce ve ringrazia e ve saluta --194.184.36.69 (msg) 17:21, 2 lug 2020 (CEST)

Gli atomi dei sali possono essere legati tra loro da legami di coordinazione, che sono legami intramolecolari, ovvero gli atomi del sale fanno parte di una singola molecola, anzi meglio ancora spesso fanno parte di un singolo cristallo, che può essere considerato come una "molecola enorme" (detto molto in soldoni).
Durante la dissoluzione dei sali in un solvente (es. acqua), il cristallo si disgrega e rilascia gli ioni che si legano alle molecole del solvente, ma non più attraverso legami intramolecolari, bensì attraverso legami più deboli, chiamati legami intermolecolari. Dal punto di vista pratico, questa differenza del tipo di legame si nota dal fatto che da uno stato solido (cristallo) si passa ad uno stato liquido (soluzione).
Il numero di legami di coordinazione e il numero di molecole che possono solvatare uno ione sono quindi due concetti differenti. In questo momento non ricordo se c'è una regola, una tabella o simili da cui si possa capire per un dato ione e un dato solvente con quante molecole di solvente si lega lo ione, anche perché lo ione sperimenta dei legami più forti con le molecole di solvente più vicine (nella cosiddetta "sfera di idratazione primaria"), ma anche legami più deboli con le molecole di solvente più lontane (nella cosiddetta "sfera di idratazione secondaria"). Quindi se anche vogliamo dare un numero, è piuttosto convenzionale, anche se spesso si parla di "monoidrato", "esaidrato", ecc., proprio perché ci sono delle molecole che hanno un legame così forte che restano legate allo ione anche quanto viene teoricamente tolta tutta l'acqua. L'acqua che rimane così strettamente legata agli ioni può essere eliminata a temperature molto più superiori di quella che invece si può fare evaporare a 100 °C, proprio perché è necessaria una temperatura più elevata per rompere legami più forti, quindi in questo senso esiste spesso un numero di molecole solvatate diciamo "standard" per ciascuno ione. Più che calcolarlo, suppongo sia misurato per ciascuno ione, ovvero dovrebbe un dato sperimentale. --Daniele Pugliesi (msg) 19:48, 8 lug 2020 (CEST)
per completare la spiegazione e darti l'informazione che ti serve aggiungo che: ci sono due modi per stabilire quanti leganti debba avere un metallo complessato. Il primo metodo è chiamato metodo degli stati di ossidazione (modello ionico o delle cariche); i leganti sono visti come donatori anionici bielettronici ed il numero di elettroni fornito dal metallo dipende dallo stato di ossidazione del metallo stesso. Il metodo prevede la conoscenza degli elettroni di valenza dei metalli di transizione (elettroni del S + D). Un esempio: Ti = 4 (2+2); Co = 9 (2+7); Rh = 9 (2+7) ecc... . Al numero di valenza del metallo di transizione di tuo interesse devi sottrargli il suo stato di ossidazione, esempio Rh+ = 9-1=8. Questo ultimo dato è molto importante perché è quello che ti permette di ricavare il numero di leganti. I metalli di transizione possono avere molte eccezioni ma una regola approssimativa è la seguente:
  • 16 o meno di 16 elettroni nel complesso (Sc; Ti; V; Y; Zr; Nb; La; Hf; Ta)
  • solitamente 18 elettroni (Cr; Mn; Fe; Mo; Tc; Ru; W; Re; Os)
  • 16 o 18 elettroni (Co; Ni; Rh; Pd; Ir; Pt)

Conoscendo questa regola ora sai quanti elettroni in totale hanno i complessi, se sottrai gli elettroni del metallo ottieni quanti elettroni devono essere presenti da parte dei ligandi: esempio: Zr4+

  • elettroni di valenza: 4
  • stato di ossidazione: +4
  • elettroni rimasti: 0
  • il Zr fa complessi a 16 elettroni
  • elettroni da parte dei ligandi: 16-0=16

a questo punto sai quanti elettroni ti servono, ogni legante contribuisce in modo diverso con il numero di elettroni, esistono delle tabelle. il tutto dipende Un esempio:

  • H = 2
  • Alogeni = 2
  • NH3; H2O = 2

... sapendo quanti elettroni ti servono e il contributo di ogni singolo legante riuscirai a trovare il numero esatto.

Il secondo metodo è chiamato metodo dell'atomo neutro (modello covalente); il complesso si costruisce come se gli atomi metallici avessero stati di ossidazione 0 ed i leganti non avessero carica. sono leganti donatori neutri monoelettronici l'idrogeno, gli alogeni, gli alchili. Rispetto al secondo è meno utilizzato (dopo completo la spiegazione). -M. Griot (msg) 08:40, 9 lug 2020 (CEST)

[@ Griot Matteo] Stai dicendo che gli ioni solvatati sono dei complessi e quindi tenuti insieme da legami dativi? Mi pare strano... ho sempre pensato fossero tenuti insieme da legami ione-dipolo o simili, quindi molto più deboli dei legami ionici, che nonostante il nome riguardano gli ioni allo stato solido, non gli ioni singoli solvatati. --Daniele Pugliesi (msg) 19:24, 9 lug 2020 (CEST)
Ma state parlando di questo? Mi pare che in questa voce le risposte ci siano tutte... --5.90.9.138 (msg) 20:03, 9 lug 2020 (CEST)
[@ Daniele Pugliesi] Leggendo il titolo "complessi" e parlando del ferro la mia spiegazione è corretta. Il problema è che la sfera di solvatazione non centra nulla con i leganti che coordinano gli elementi di transizione, so bene che essendoci le molecole d'acqua uno vada a pensare che sia la sfera di solvatazione ma, la stessa cosa si otterrebbe con l'ammoniaca. Cerco di spiegarmi meglio, la sfera di solvatazione di uno ione non si limita a 6-4 molecole di acqua ma è molto estesa, mentre la sfera di coordinazione è un tipo di interazione molto più forte in cui, se la si vuole vedere semplice, è come se si instaurassero dei legami dativi. In pratica i ligandi, con gli elettroni di non legame o con elettroni degli orbitali π (in base alla tipologia di legante), formano con il metallo di transizione nuovi orbitali molecolari che stabilizzano l'atomo metallico. Appunto per quello che ti ho appena detto non considererei uguali sfera di solvatazione e leganti coordinati. Quindi non tutti gli ioni solvatati sono anche dei complessi ma, se si tratta di metalli di transizione la cosa è possibile.

Esempi di ioni complessi con leganti molecole d'acqua:

  • [Ti(H2O)6]3+
  • [Fe(SCN)(H2O5)]2+

Anche il solfato di rame pentaidrato è un complesso, da pagina di wikipedia. Spero di essermi spiegato bene, qualora non fosse sono pronto a rifarlo, anche nella mia pagina di discussione. -M. Griot (msg) 21:46, 9 lug 2020 (CEST)

P.S. Credo che il problema sia nel tipo di domanda, rileggendola non si capisce se la domanda sia sui complessi o sulle molecole della sfera di solvatazione, nel caso fosse la seconda direi che hai ragione [@ Daniele Pugliesi], dovrebbe essere un dato sperimentale quello della sfera di solvatazione. -M. Griot (msg) 21:52, 9 lug 2020 (CEST)
[@ Griot Matteo] Grazie. Ora il discorso per me è più chiaro, non so se lo stesso può dire chi ha posto la domanda, visto che si trova delle risposte qui sopra poco coerenti tra loro. Mettendo tutto assieme, complessi e sfera di solvatazione, potremmo quindi dire che la tua riposta è quella più attinente alla domanda, ma più in generale, oltre alle molecole d'acqua che fanno parte del complesso, ci sono altre molecole d'acqua che interagiscono con lo ione ma con legami più deboli, e lì si parla della sfera di solvatazione. Capisco adesso perché si chiamano "complessi".... --Daniele Pugliesi (msg) 13:30, 10 lug 2020 (CEST)
[@ Daniele Pugliesi] Esattamente, il problema è più nel modo di porre la domanda, la cosa è normale se non si è del mestiere. Sono contento di essere riuscito a passare il concetto, il tuo messaggio sintetizza in modo efficace il tutto. Effettivamente non sono semplici come concetti anche perché molti libri delle superiori non approfondiscono questo campo della chimica molto importante. -M. Griot (msg) 16:37, 10 lug 2020 (CEST)
[@ Griot Matteo][@ Daniele Pugliesi] Sono Er Pesce da mobile. Prina di tutto grazie per avermi voluto aiutare;-) Ho posto la domanda in quel modo perché volevo rendere più chiaro il mio dubbio con l'esempio del ferro in acqua. Ho causato tutt'altro XD. Come da titolo, io sto parlando di complessi, composti di coordinazione, legami coordinativi. Non mi riferito alla sfera di solvatazione;-) Forse se usavo altre sostanze come l'ammoniaca o l'acetonitrile era meglio o comunque leganti monodentati ma appunto volevo sapere come sapere quanti leganti si coordinano a un metallo. Saluti da Er Pesce

Beh allora puoi sfruttare quello che ho detto, è un po’ incasinato ma appena avrò finito aggiungerò quella parte nella pagina dei complessi, in modo da arricchirla. -M. Griot (msg) 17:46, 10 lug 2020 (CEST)

[@ Griot Matteo] Non è incasinato almeno io ho capito;-). Mancano i gruppi del Cu e dello Zn ma è un work in progress poi guarderò il lavoro finito
Mi permetto di fare un'altra domanda sul legame tra metallo e leganti che avrei fatto più in la. Poi non ve rompo più XD. Faccio prima l'esempio pratico e poi faccio la domanda. Se uno legge la pagina Cloruro di esamminocobalto(III) viene spiegato come sintetizzarlo, ma anche il cloro può essere un legante ed esistono anche i complessi di Co(III) [CoCl(NH3)5]Cl2, [CoCl2(NH3)4]Cl e [CoCl3(NH3)3]
Quindi da persona poco informata oserei dire che oltre a [Co(NH3)6]Cl3 possono formarsi anche gli altri 3.
Quando ho degli anioni come in questo caso come faccio a sapere se vanno a finire nella sfera di coordinazione oppure fanno da controioni? Grazie ancora per tutto giuro che non te rompo più. Saluti Er Pesce
Mi fa piacere che si sia capita la spiegazione, cercherò di copiarla in una sandbox per apportare le dovute correzioni e poi ampliarla dato che effettivamente la pagina dei complessi è scarna. La tua domanda in realtà è molto interessante e verte sulla sintesi dei complessi. Per renderla di nuovo in maniera semplice ci possono essere diversi isomeri di un complesso, come quelli che hai scritto tu, varia sostanzialmente chi si comporta da controione e chi da legante. Esattamente come hai scritto. Per capire come si dispongono ahimè ci sono più calcoli e misurazioni da laboratorio rispetto alla spiegazione che ho fatto in precedenza. Un esempio di queste tecniche è la combinazione di un analisi di massa, che quindi mi da quanto pesa il complesso ed eventualmente possibili frammenti (leganti), dell' NMR per capire la struttura ed eventuali legami, IR per stretching e bending dei legami e anche banalmente il colore dello ione. Tutte queste analisi ti dicono, insieme o anche da sole, sei il complesso è a basso od alto campo (in soldoni ti dicono se il legame con il metallo da parte dei leganti è forte o no) oltre ad eventuali altri dati come differenze di vibrazione di legami interni ai leganti. Queste informazioni sono importanti perché ogni legante si comporta in maniera differente in base all'intorno chimico che lo circonda (gli altri leganti). questo insieme alla serie spettrochimica ti fa capire con quale isomero hai a che fare. I fattori che influenzano la loro formazione sono più complessi dei semplici equilibri delle superiori (permettimi il termine un po' da cafone ma è così :) ) si va dagli equilibri acido base al riscaldamento in soluzione per allontanare leganti volatili a reazioni con azoto flussato, reazioni a catena o dai tempi molto lunghi ecc... . Quindi la risposta è, da studente o appassionato è complicato e puoi fare supposizioni basilari sulla disposizione delle molecole tra posizioni leganti e di controione, se hai un laboratorio con almeno uno strumento IR e sai leggere i dati le supposizioni possono avvicinarsi molto alla realtà. Come vedi non è semplice darti una risposta, e tranquillo che non rompi, anzi mi fa piacere e mi dai degli ottimi spunti su cui contribuire sulla piattaforma. -M. Griot (msg) 21:41, 10 lug 2020 (CEST)
P.S. La spiegazione è molto stringata e complessa, conta che quello che stai chiedendo equivale a un corso universitario, poche righe non potranno spiegarti e toglierti ogni dubbio ma almeno go provato a darti una spiegazione piena di spunti e non tronca. -M. Griot (msg) 21:44, 10 lug 2020 (CEST)

Concorsi pubbliciModifica

Purtroppo, nel 2020, le domande ai concorsi pubblici - seppur quasi completamente digitalizzate - richiedono ancora la stampa della domanda, la firma e il successivo upload in pdf. Mi chiedo: se anzichè fare tutta sta trafila inutile (spreco di tempo, di carta, e poi chi ha più ormai una stampante??), sarebbe possibile inserire un'immagine della firma nell'apposito spazio direttamente sul pdf (ci sono molti programmi che permettono la modifica di pdf) e quindi caricare a sistema quel che serve? Una firma così fatta sarebbe accettata? Cosa cambia da una firma autentica pronta all'uso da una firma fresca di apposizione e scannerizzata? Chi si accorgerebbe della differenza? Grazie mille --87.19.17.247 (msg) 14:13, 3 lug 2020 (CEST)

Tecnicamente la soluzione da te ipotizzata è assolutamente legittima, dal momento che il risultato finale è di fatto il medesimo. Lo step limitante sta essenzialmente nella pignoleria di chi dovrà poi visionare il documento... per esperienza posso dirti che basta che lo "sfondo" della firma sia di una sfumatura leggermente più scura rispetto al bianco del documento per mandare alcuni operatori in agitazione (ingiustificata), ma di solito non ci sono problemi. --Samuele Madini (msg) 19:18, 5 lug 2020 (CEST)
Consiglierei di elaborare in trasparente lo sfondo della firma. Personalmente, poi, faccio la firma in colore blu... --Captivo (msg) 16:03, 7 lug 2020 (CEST)

Titolo canzone I GriffinModifica

Cerco il titolo della canzone che si sente nel biglietto di auguri per Peter quando Cleveland la canticchia in macchina. Precisamente, quella che c'è a partire dal minuto 2 e 07 secondi del video YouTube che riporto qui il link:

https://m.youtube.com/watch?v=1d2j8nrhg20

Qualcuno mi saprebbe aiutare?


--79.16.147.41 (msg) 14:24, 3 lug 2020 (CEST)

Hanson - MMMBop --Saya χαῖρε 14:28, 3 lug 2020 (CEST)

sterilizzare libriModifica

se uno volesse passare un libro moderno sotto quella macchina che i dentisti usano per sterilizzare i ferri del mestieri ci sarebbe qualche danno per la carta e l'inchiostro? Quella macchina (di cui non ricordo il nome, ovviamente) ammazza pure il virus del covid?


--2.226.12.134 (msg) 19:15, 3 lug 2020 (CEST)

La macchina di cui non ricordi il nome è uno sterilizzatore a UV. Poichè l'UV altera il DNA (o l'RNA visto che parli di coronavirus) posso garantirti che co l'esposizione nè la carta nè l'inchiostro verranno danneggiati, mentre il virus sì (e il tuo organismo pure. Ocio a come lo usi)--87.2.170.75 (msg) 19:28, 3 lug 2020 (CEST)

Sito hosting per sviluppatori HTMLModifica

Esiste un servizio di hosting gratuito dove sia possibile caricare file (non necessario) e modificare liberamente pagine di script salvabili e visualizzabili avendo il link? Mi spiego peggio: prendo ad esempio Wikipedia: posso gratuitamente caricare file e modificare testi inserendo anche (entro certi limiti) elementi di programmazione (template, elementi HTML eccetera)... Detto ciò, esiste un sito come wikipedia con pagine utente interamente editabili (previa registrazione) in HTML e CSS? In pratica uno spazio gratuito completamente (o quasi) "blank" online. Spero di essermi fatto capire. Grazie! --93.66.104.184 (msg) 22:32, 5 lug 2020 (CEST)

Una cosa tipo Altervista? --►Rl89◄-- 23:00, 5 lug 2020 (CEST)

pulsante OK non funziona — problema del browser?Modifica

Buona sera! Se qui faccio clic su "Nuova ricerca", poi dove dice "Tutte le categorie" ne scelgo una (ad es. "Verbo volgare"), poi faccio clic sul link "Categoria" e faccio delle modifiche (ad es. "Transitivo", "Passivo") e faccio clic su "Ok" per confermare non succede niente. Se invece dico "Cancella", sparisce la finestra. È un problema del browser o della pagina? Non tanto tempo fa ha funzionato benissimo (cioè, è stata accettata la scelta delle sottocategorie). Grazie! --Galtzaile (msg) 23:19, 6 lug 2020 (CEST)

Da a me lo stesso problema, direi che probabilmente se non specifichi una forma o un lemma ti da errore --الشفقة والرحمة هي ما يميز الإنسان عن أي حيوان (msg) 12:25, 7 lug 2020 (CEST)
Grazie, ma anche se inserisco una forma o un lemma non funziona ... Hm. --Galtzaile (msg) 00:11, 8 lug 2020 (CEST) Ho contattato il gestore della pagina. Forse il problema sarà risolto. --Galtzaile (msg) 00:37, 8 lug 2020 (CEST)

Scooter fermo da dieci anniModifica

Il mio scooter 125cc è stato fermo in un garage per quasi un decennio. Non ha evidenti segni di usura (ruggini o altro; anche la batteria non si è deformata e non ha perso acido) e non ci sono segni evidenti di perdite di liquidi, per rimetterlo in strada a parte l'ovvio cambio di batteria, quali operazioni sono consigliate o raccomandate? Lo so che a conti fatti potrebbe costare meno cercare un usato ma il mezzo ha un valore affettivo (nulla di storico o eclatante, ma è "il mio motorello" e ormai me lo sono già caricato su un furgoncino per mezza Italia per portarmelo dove vivo e rimetterlo in moto).


--Saya χαῖρε 10:15, 7 lug 2020 (CEST)

non sono un esperto, comunque sicuramente gli pneumatici si saranno appiattiti. Inoltre dovrai cambiare la benzina (che avra' perso ottani) e tutti i liquidi. A livello amminisrativo credo dovrai pagare il bollo per gli anni di inutilizzo (o almeno parte di essi)--11:32, 7 lug 2020 (CEST)
Grazie, immaginavo anche io che i liquidi es. dei freni fossero comunque da cambiare (pensavo anche ai filtri ma non sono così esperto da capire fino a che punto è necessario "rinnovare"). A livello amministrativo la situazione è ok, tra parentesi essendoci stato anche un cambio di residenza in questi anni, apparentemente la regione vecchia si è "dimenticata" di esigere il bollo per 3-4 anni (e dopo un tot di tempo credo non possano più chiederlo), e la nuova non ne sapeva nulla (in ogni caso ho regolarizzato con la nuova regione, pagando da quando ho cambiato residenza), mi mancano revisione e assicurazione ma aspetterei prima di capire se può tornare a sfrecciare oppure no :)--Saya χαῖρε 11:52, 7 lug 2020 (CEST)
Di pneumatici e sospensioni preoccupati dopo, intanto comincia dal motore. Dopo aver cambiato la batteria, svita la candela e con un ampolla da olio inserisci nel cilindro un paio di cc di diluente per vernici a base nitrosa, poi prova a fare l'avviamento. Se non da segni di vita probabilmente è da buttare, se invece vedi che tenta di resuscitare cambia l'olio motore e poi riavvialo con lo stesso sistema. P.S. il diluente per vernici è un rimedio molto casalingo e non bisogna esagerare perchè se il pistone è in alluminio rischia di fondere: se vuoi fare le cose per bene esistono degli spray professionali a base di etere (dal ferramenta, una bomboletta costa 8-10 Euro).--StefBiondo 12:18, 7 lug 2020 (CEST)
Grazie a entrambi dei consigli, non sono praticissimo di motori ma non mi sembra una prova al di fuori della mia portata. Al momento credo sia più semplice procurarmi lo spray specifico che il solvente, proverò!--Saya χαῖρε 12:22, 7 lug 2020 (CEST)
Dimenticavo: per usare lo spray non è necessario svitare la candela, di solito è sufficiente spruzzarlo dentro la presa di aspirazione, ma va fatto mentre fai l'avviamento, per cui potresti dover farti dare una mano da qualcuno.--StefBiondo 12:24, 7 lug 2020 (CEST)

Vecchi filmModifica

Potente Oracolo, con la morte di Ennio Morricone mi e' venuta voglia di vedere qualche vecchio film italiano sia dove ha collaborato il Maestro che no. Giusto per fare qualche esempio: per un pugno di dollari, Il marchese del Grillo, 'o Re, il mio amico Benito etc. Le due piattaforme di streaming che ho (Netflix e PrimeVideo) li snobbano; riesco a trovare qualcosa su youtube ma spesso formato e audio non sono di qualita'. Vi e' un modo legale di vederli in streaming o devo aspettare che la RAI li trasmetta alle 02:00? Molte grazie--Hal8999 (msg)

[@ Hal8999] dovrebbero essere su Chili, ovviamente a pagamento! --Mtarch11 (msg) 04:45, 8 lug 2020 (CEST)
[@ Hal8999]Li trovi su RaiPlay. Hanno messo molti film dedicati al maestro. Ed è gratuito.Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 79.51.83.192 (discussioni · contributi) 08:00, 8 lug 2020.
Mi hai "ninjato" per un secondo, stavo scrivendo una bella aggiunta su RayPlay... --79.25.125.154 (msg) 08:03, 8 lug 2020 (CEST)
grazie a tutti, non spevo che la RAI avesse un cosi' bel catalogo online. Anche Chili non e' male, anche se pagare 3 EUR per un film di 50 anni fa mi pare assai..--Hal8999 (msg)
[@ Hal8999] Ti consiglio di utilizzare l'applicazione justwatch, tu inserisci il titolo del film e ti dice su quale piattaforma streaming è possibile vederlo in modo legale.--Cicignanese (msg) 09:34, 9 lug 2020 (CEST)
Per qualche dollaro in più è disponibile su youtube da due anni, nella versione derivata di Sky, se non hanno mai chiesto la rimozione non credo si offenderanno se lo guardi. Però è in 480p Mtarch11--Pierpao (listening) 10:01, 9 lug 2020 (CEST)
Ti segnalo che ora Amazon Prime Video ha creato una categoria "Omaggio a Ennio Morricone", ci sono circa 40 titoli, molti i film italiani di parecchi anni fa.--79.32.113.4 (msg) 22:06, 10 lug 2020 (CEST)

Protezionismo e guerre mondialiModifica

Il protezionismo può essere considerato uno dei fattori che favorirono lo scoppio delle guerre mondiali (in particolare della seconda)? Se sì, in che modo? Grazie.--R5b43 (msg) 16:38, 8 lug 2020 (CEST)

Procedura, metodo, norma, corso, ecc. su come gestire gli spazi in un'aziendaModifica

Conoscete una procedura, un metodo, una norma, un corso, un libro, un software, ecc. su come gestire gli spazi all'interno di un'azienda per avere sempre tutto in ordine, al posto giusto, ecc.? Esiste una branca della conoscenza che studia tale tematica o che potrebbe essere utilizzata a tale proposito?

--Daniele Pugliesi (msg) 14:36, 10 lug 2020 (CEST)

In ingegneria gestionale si fa riferimento al layout di impianto industriale per dare un ordine in senso "macroscopico", anche se dalle pagine su cui ti vedo editare forse già lo sai :D Magari si potrebbe provare a cercare sempre nell'ambito gestionale. --.sEdivad (msg) 15:56, 10 lug 2020 (CEST)
Mah.. fintanto che si parla di dove mettere un apparecchiatura, una parete, una porta, ecc., ci sono molti libri e corsi che ne parlano. Ma quando una volta che la struttura è fatta, i macchinari sono pronti e si inizia la produzione, ci sono oggetti e merci che si spostano da un posto all'altro e appunto mi chiedo se esistono dei metodi che possano essere utili per dare un'ordine funzionale a tutti questi oggetti "mobili", che per il loro grande numero e varietà non si possono catalogare tutti e assegnargli una posizione già in fase progettuale, come si fa per le apparecchiature e gli elementi strutturali, ma servirebbero degli strumenti per una gestione diciamo "dinamica" degli spazi. A parte le logiche FIFO, LIFO e simili applicate ai magazzini mi chiedo se ci sono degli strumenti di gestione più generali. Ad esempio un software per la simulazione dell'occupazione degli spazi... boh... --Daniele Pugliesi (msg) 00:47, 12 lug 2020 (CEST)

Sondaggi musicali di riviste per lettori (Rolling Stone ad esempio)Modifica

Effettivamente questi sondaggi come funzionano? Se si tratta di un album, su Facebook o Twitter nella pagina dei commenti, il lettore deve scrivere il nome dell'album stesso presente nella rosa selezionata dalle riviste, ad esempio, oppure c'è un altro sistema? I sondaggi fra i lettori sono molto popolari presso la Rolling Stone; ho cercato molte volte di contattarli senza successo, ed ecco perché sono qui che mi rivolgo all'Oracolo. Poi un'altra cosa, come fanno a contare le preferenze? Grazie mille a chi vorrà rispondere.

--93.41.100.198 (msg) 15:59, 10 lug 2020 (CEST)

Non posso parlare per tutti i sondaggi, ce ne stanno un miliardo, ma ci sono sondaggi in cui i votanti sono "maestri del settore", in altri casi si basa sull'opinione della "casalinga di Voghera", ergo non hanno sempre tutto 'sto valore.. --2.226.12.134 (msg) 19:49, 10 lug 2020 (CEST)

Recovery FundModifica

visto che non abbiamo la voce, in che misura i diversi paesi lo finanziano? I paesi delle varie nazioni Ue nelle altre nazioni Ue come vengono scelti, tra specialisti delle relazioni pubbliche, uomini d'affari e diplomatici di carriera o come in America, tra i finanziatori del presidente eletto?


--2.226.12.134 (msg) 19:47, 10 lug 2020 (CEST)

Attività in acque internazionaliModifica

C'è una storiella inventata da mio cugino e abbastanza assurda che narra la storia di un giovane veneto poco normale figlio di un ricco imprenditore che alla sua morte lascia la sua eredità ai figli, e al "figlio scemo" per farlo contento oltre che a parecchi soldi gli lascia uno yacht battente bandiera delle isole Cayman mentre ai fratelli più maturi lascia la gestione di ville e attività. Il protagonista ispirato dai cartoni di Phineas e Ferb si mette in testa di avere un ornitorinco come animale da compagnia. Scopre che è una cosa illegale e non esiste un modo per avere il permesso, così decide di partire dalla costa veneta e di stazionarsi con il suo yacht in acque internazionali tra il Veneto e la Croazia. In seguito comprerà l'ornitorinco dal mercato nero. E lì nasce una storia abbastanza strana perchè è sì un cittadino italiano che detiene illegalemnte un animale tra l'altro comprato in modo sporco ma si trova in acque internazionali su un mezzo immatricolato alle Cayman. In pratica non mi ricordo se dal TAR o un qualsiasi altro tribunale ma viene sancita l'intoccabilità di sto tizio, che per fornirsi di generi di neccessità sbarca sulla costa Croata. Intanto un infermiere poco pagato che sterilizza attrezzature dentistiche e fa da assistente anestesista in uno studio di un chirurgo generale a giorni alterni, figlio di generazioni di medici luminari e per questo frustrato dalla sua famiglia per non aver conseguito la laurea in medicina sente la storia dell'ereditiere veneto. Lui comunque ritiene di saper fare piccoli interventi chirurgici e dentistici perché lo ha visto fare per anni e si è fatto raccontare i segreti del mestiere, così si mette in contatto con lui e si fa affittare per pochi soldi una delle stanze dello yacht. Così apre in acque internazionalichi uno studio sia dentistico che di chirurgia generale, senza un titolo di studio che gli permetta di farlo e senza pagare le tasse allo stato italiano. E pure nel suo caso, viene riconosciuta l'impossibilità alle autorità italiane di poter perseguire l'infermiere finchè se ne sta su quello yacht. Alla fine quello yacht diventa sede legale di una banca improvvistata da un agricoltore, poi si aggiunge un altro yacht di uno che decide di aprire un sito di e-commerce e un bed&breakfast, poi diventa la sede di un'impresa edile e vabbè diventa una sorta di piccola entità che poi nel raccontino culminerà con la dichiarazione di indipendenza.

Niente da prendere sul serio e ripeto è una storia assurda. Ma mi sorge un dubbio di tipo legale, e adesso arriva la domanda: teoricamente un cittadino italiano può stanziare in acque internazionali su un'imbarcazione battente bandiera di comodo e avviare un attività, magari che non potrebbe fare in Italia per mancanza di requisiti, senza pagare le tasse e risultare completamente impunibile dalle autorità italiane, almeno finche non rimette piede sul territorio italiano? --79.50.132.93 (msg) 11:10, 11 lug 2020 (CEST)

Legalmente parlando, si. Finchè la nave in questione staziona in acque internazionali, l'unico modo che hanno le autorità italiane per intervenire su quanto vi avviene è ottenere il permesso dallo Stato di bandiera di salire a bordo e condurre indagini. Di regola, lo Stato in questione se ne infischia alla stragrande della questione fino a quando è possibile farlo (perché mai farsi coinvolgere? non sono fatti che lo riguardano direttamente); quando proprio non può, perché ad esempio l'attenzione mediatica sulla questione è forte, se ne può facilmente lavare le mani revocando la concessione della bandiera alla nave in questione. Questo rende l'imbarcazione abbordabile da chiunque e concede allo Stato abbordatore il diritto di esercitare la propria giurisdizione sull'equipaggio, ma anche qui: perché mai gli Stati diversi dall'Italia si dovrebbero interessare della questione? Non sono fatti loro. Quindi si, il cittadino italiano in questione ha ampissime opportunità di condurre le sue attività illegali in maniera del tutto indisturbata, purché abbia l'accortezza di tenersi bene al largo delle coste italiane e fuori della portata dei mezzi navali dell'Italia.
Non c'è bisogno di ricorrere a storielle fantasiose, la questione dell'enorme difficoltà nell'applicare la legge sulle attività che si svolgono nelle acque internazionali è vecchia tanto quanto il concetto di acque internazionali, ed enormememnte ricca di esempi concreti: dalle navi che sversano rifiuti in mare aperto all'enorme tema della pesca di frodo e delle condizioni di lavoro sui pescherecci che navigano in acque internazionali (un delirio totale), fino a casi come Women on Waves che, con una nave battente bandiera austriaca, si ancora fuori delle acque territoriali degli Stati dove l'aborto è illegale per fornire aborti sicuri alle donne che li richiedono. Consiglio su questi temi una lettura che ho fatto di recente, la raccolta di reportage giornalistici di en:Ian Urbina Oceani fuorilegge (Mondadori, 2020). --Franz van Lanzee (msg) 12:11, 11 lug 2020 (CEST)
E, nel contesto della storiella di mio cugino ubriaco, quando il tizio sbarca in Croazia per comprare da mangiare potrebbe essere arrestato dalle autoritá croate ed estradato in Italia? Okay so che sto forzando di portare del reale in una storiella da bar, ma se è vero che il cittadino italiano in questione resta indisturbato finchè sta lontano dalle coste italiane, è anche vero che il nostro amico avrà pur bisogno di mangiare, bere, lavarsi i denti etc, presumo quindi che la soluzione più logica è sbarcare in un porto non italiano. E nell'area Schengen non dovrebbero servire permessi o visti, quindi che gli succede se sbarca in uno di questi paesi? Arresto immediato oppure continua a farla franca?--79.50.132.93 (msg) 12:50, 11 lug 2020 (CEST)
Se le autorità italiane hanno emesso un mandato di arresto europeo nei confronti del tizio, e se i reati che ha commesso sono tali anche per la legge croata (non è una cosa scontata) allora si, se mette piede in Croazia rischia di essere arrestato e consegnato dai croati agli italiani; ammesso che la polizia croata si sia accorta che è sbarcato e si sia messa sulle sue tracce, cosa anche questa non certo scontata (perché sbattersi tanto?).
Il problema, comunque, è facilmente aggirabile: basta sbarcare in paesi con cui l'Italia non ha relazioni diplomatiche o trattati di estradizione (per una nave in Adriatico possono essere la Siria o Cipro del Nord), o in cui la sorveglianza portuale non è delle più rigorose (tipo la Libia se non ti spaventa la guerra civile). Ancora più semplicemente, basta ingaggiare qualcuno che nottetempo ti porti i rifornimenti da terra con un barchino. --Franz van Lanzee (msg) 16:05, 11 lug 2020 (CEST)
A me questa storia ha fatto venire in mente un fatto successo una cinquantina di anni fa dalle mie parti. Si trova tutto nella voce Isola delle Rose (micronazione). Alla fine nonostante le acque internazionali, l'Italia ha per così dire "dichiarato guerra" al microstato, che è stato occupato e distrutto. --Lepido (msg) 19:26, 12 lug 2020 (CEST)
[↓↑ fuori crono][@ Lepido]Nel caso dell'Isola delle Rose credo che l'Italia abbia agito poichè quella piattaforma non aveva uno stato di bandiera. Sì le autorità italiane non avevano competenza, ma nemmeno hanno violato la sovranità di un altro stato a parte l'utopistica repubblica esperantista. Non saprei definire quanto l'azione italiana sia stata legale o illegale (in effetti l'Italia ha applicato una norma di un trattato internazionale che prevede l'estensione della giurisdizione di altre 6 miglia in caso di sicurezza nazionale, ma èanche vero che nel 1968 l'Italia non aveva ancora ratificato quel trattato)--79.16.133.80 (msg) 13:37, 13 lug 2020 (CEST)
[@ Franz van Lanzee] A me ha fatto venire in mente un'altra domanda... Su che base l'Italia potrebbe emettere un mandato di cattura europeo? Si tratta di reati commessi fuori dal territorio italiano (supponiamo non siano nella lista dell'art. 7 cp) e il cittadino non si trova in territorio italiano (art. 9 cp), almeno finchè non viene abbordato... Qualcuno non potrebbe obiettare che l'Italia non vanta alcuna pretesa legale su quello che succede sull'imbarcazione? Lo Stato italiano ha qualche diritto in più rispetto a un pubblico ministero islandese che decidesse pure lui di emettere un mandato di arresto (perchè boh? diciamo che si annoiava...), solo perchè il barcaiolo ha cttadinanza italiana? --Equoreo (msg) 11:19, 13 lug 2020 (CEST)
La questione è dibattutta, ma quel "è punito... sempre che si trovi nel territorio dello Stato" contenuto all'art. 9 codice penale «configura una condizione di procedibilità che comporta la necessità che il giudicabile si trovi presente nel territorio dello Stato allorché viene esercitata nei suoi confronti l'azione penale che sfocerà nel giudizio di merito; il quale potrebbe svolgersi anche in sua contumacia per non essere egli, in quel momento, più presente sul territorio dello Stato» (sentenza Cassazione penale sez. II 19 marzo 2008 n. 23304). Per poter dare inizio all'azione penale è necessario che l'interessato si trovi sul territorio dello Stato, ma una volta che l'azione penale è iniziata è ininfluente dove egli si trovi; e in questo caso ben potrebbe il giudice italiano spiccare un mandato di arresto europeo (o una richiesta di estradizione se per questo) per dare attuazione a un'ordinanza di custodia cautelare nella fase delle indagini (ordinanza più che giustificata visto che l'indagato se l'è data a gambe rifugiandosi all'estero). --Franz van Lanzee (msg) 17:14, 13 lug 2020 (CEST)
[@ Franz van Lanzee] Ok, ci sto in questo... ma se Tizio ha iniziato a violare la legge una volta in acque internazionali e non è più tornato in Italia (va in Croazia a fare rifornimento) dalla prima volta che commette reato, le condizioni dell'art.9 non si sono mai verificate... Il giudice non potrebbe questionare perchè è fuori giurisdizione e le condizioni per la deroga non si sono mai concretizzate... o no?--Equoreo (msg) 17:30, 13 lug 2020 (CEST)
Se non ha commesso uno dei reati previsti agli articoli 7 e 8 del codice penale italiano; se non ha commesso crimini internazionali (pirateria, commercio di schiavi, traffico di stupefacenti, ...); se non ha commesso reati secondo la legge croata; se non ha mai messo piede sul territorio italiano da quando ha iniziato a commettere reati (domanda: e se ha attrezzato la sua nave alla commissione del reato mentre si trovava ancora in un porto italiano?); allora si, il tizio non dovrebbe rischiare nulla se sbarca in Croazia. Mi pare una grossa fila di "se". --Franz van Lanzee (msg) 18:06, 13 lug 2020 (CEST)

PotenzialeModifica

Salve spero di non fare casino con la domanda ma sono molto confuso a riguardo. Ho letto le voci Differenza di potenziale elettrico, Potenziale elettrico, Potenziale Galvani e Potenziale Volta ma non riesco proprio a capire. Prendo una qualsiasi pila alcalina, leggo che è da 1,5 volt, quindi tra il polo (-) e il polo (+) c'è una differenza di potenziale di 1,5 V. Banale. Ma non riesco a capire cos'è il potenziale, nel senso di proprio cosa rappresenta. Perchè se tra i due poli c'è una differenza di potenziale, automaticamente presumo che ogni polo ha un suo potenziale in volt, e che quello del polo (-) sia di 1,5 V più alto del polo (+). Tra l'altro ho scoperto che esistono i potenziali Galvani e Volta ma aiuto che caos! Cosa rappresenta il potenziale di un polo di una pila? e che differenza c'è tra potenziale elettrico, potenziale Galvani e potenziale Volta? Grazie

--82.54.107.131 (msg) 13:39, 11 lug 2020 (CEST)

Tecnicamente, il potenziale elettrico (come più o meno tutti i potenziali) è solo un artificio matematico e non "rappresenta" nulla, mentre le differenze di potenziale hanno un significato preciso. Nasce da una proprietà del campo elettrico, ovvero il fatto che sia un campo conservativo: detto a parolacce, una volta fissato il campo elettrico l'energia necessaria per spostare una carica elettrica tra due punti dello spazio è sempre la stessa: dipende solo dai punti che hai scelto, e non dipende dal percorso usato per spostarsi tra di loro. Questo consente di assegnare un "numero" a ogni punto dello spazio:
  • Scegli tu un punto a tuo piacimento, e lo chiami "zero".
  • Per ogni altro punto dello spazio P, sposti una carica unitaria dal punto zero fino a P e misuri quanta fatica hai fatto (più correttamente: il lavoro compiuto) per quello spostamento (come dicevo prima, il percorso è indifferente, viene sempre lo stesso valore): quello è "il valore del punto P" (positivo se è energia che hai messo tu per spingere la carica "contro" il campo elettrico, negativa se è energia che hai ricevuto dalla carica perché il campo elettrico la tirava e tu l'hai dovuta tenere frenata).
Se ripeti questa operazione per ogni punto dello spazio, ottieni una funzione che associa un valore a ogni punto (in fisica una tale funzione si chiama "campo"), e il valore è l'energia che "potenzialmente" potresti ricevere (->energia potenziale) da una carica unitaria che facesse il percorso opposto, ovverp che partendo da lì tornasse al punto zero (di nuovo, non importa lungo quale tragitto): è il "campo dell'energia potenziale" (elettrica).
Spero risulti semplice intuire che, più in generale, l'energia che "potresti potenzialmente ottenere" spostando una carica unitaria da A a B è la differenza del campo potenziale tra quei due punti. Il valore del campo potenziale è arbitrario: dipende da dove tu hai deciso, all'inizio, di mettere lo 0. Le differenze tra quei valori, invece, sono sempre fisse e dipendono solo dal campo elettrico: in un riferimento potresti aver assegnato potenziale di 100V ad A e di 105V a B, mentre in un altro A sta a -34V e B a -29V... non importa, i valori in sé e per sé sono irrilevanti, l'unica cosa che conta e che è sempre costante in ogni riferimento è che tra A e B c'è una "differenza di potenziale" (ddp) di 5V.
Tornando quindi alla batteria, dire che tra i suoi capi c'è una ddp di 1.5V significa che una carica elettrica unitaria (1 Coulomb) lasciata muovere tra il polo positivo e quello negativo (tipicamente attraverso il circuito a cui hai attaccato quella pila proprio per alimentarlo) fornisce un'energia di 1.5 Joule (usata dal circuito per fare le sue cose). A tutti i fini pratici, la ddp è l'unica cosa che davvero interessa: l'esatto valore del potenziale in ciascuno dei due poli è arbitrario.
Puoi tranquillamente ignorare i potenziali (che in realtà dovrebbero più correttamente essere definiti differenze di potenziale) di Volt e Galvani: non sono "tipi diversi" di ddp, ma cause di ddp, ovvero spiegano in che modo dentro alla pila determinati fenomeni chimici creano la ddp che poi tu percepisci e sfrutti dall'esterno. -- Rojelio (dimmi tutto) 16:22, 11 lug 2020 (CEST)
Postilla all'esauriente risposta di Rojelio: in Fisica esistono diverse grandezze associate a una differenza. E sono tutt'altro che "esotiche": solo che spesso non ci si fa caso.
Una di queste è... lo spazio. Non esiste nessuna misura fisica che possa associare un valore alla posizione di un singolo punto nello spazio. Ciò che misuriamo, quando misuriamo delle lunghezze, è una differenza fra due punti. Che si può far corrispondere a un valore scalare (la distanza), o - con maggiore contenuto informativo - a un valore vettoriale, il vettore spostamento. La posizione di un punto è sempre relativa a un altro punto scelto (del tutto arbitrariamente) come riferimento.
Un'altra grandezza fisica per cui sono misurabili solo delle differenze è... il tempo. Qualunque orologio misura l'intervallo di tempo trascorso fra un evento A e un evento B. Quando noi diciamo che un certo evento è avvenuto l'11 giugno 2020 alle ore 22:57:... stiamo indicando la distanza temporale rispetto a un evento convenzionalmente scelto come riferimento (che, sempre convenzionalmente - anche dal punto di vista storico - si fa coincidere con il giorno di nascita di Cristo).
Quindi, non è detto che ogni volta che in Fisica si misura una differenza questa abbia il significato di differenza fra due valori assunti da una grandezza. Ci sono grandezze fisiche che rappresentano intrinsecamente delle differenze: per queste, si può assegnare un valore numerico a un singolo punto solo dopo aver scelto un altro punto come riferimento, e il valore che otteniamo dipende da quella scelta e non ha di per sé un significato fisico. Se la differenza di potenziale fra i poli della tua pila è di 12V, quello è l'unico valore fisico ben determinato: quanto valga il potenziale in uno dei poli lo puoi decidere tu in modo totalmente arbitrario (come ha già spiegato Rojelio), il valore nell'altro polo sarà allora determinato dal fatto che conosci la differenza.
Altre grandezze invece sono definite "puntualmente": una forza agente su un punto, ad esempio, ha un valore misurabile ben definito. La relazione fra una forza e il suo potenziale è, per l'appunto, che la forza è uguale al gradiente del potenziale, ovvero al suo incremento (in un senso opportuno), e questa non è una peculiarità del campo elettrico. --5.90.12.218 (msg) 22:58, 11 lug 2020 (CEST)

Traduzione libriModifica

cb La discussione proviene dalla pagina Aiuto:Sportello informazioni.
– Il cambusiere ValeJappo【〒】 17:05, 12 lug 2020 (CEST)

Salve, premetto che non so se sia il posto corretto dove chiedere. Volevo sapere se c'è un metodo, un sito o un database dove poter cercare le traduzioni di un libro o comunque se un libro è stato tradotto in più lingue, conoscendone solo il titolo e l'autore senza aver codice ISBN o simili. Vi ringrazio in anticipo. 5.169.167.35 (msg) 11:26, 12 lug 2020 (CEST)

Un database non perfetto ma comunque abbastanza completo è Worldcat : puoi cercare un libro con il titolo o - forse meglio - con il nome dell'autore, e ti indica le varie edizioni e se esistono traduzioni in lingue straniere. A volte con firefox il sito da dei problemi, in quel caso puoi provare con chrome. Per fare un esempio, con un libro tradotto in molte lingue, cercando Agatha Christie e poi Murder on the Orient express -> tutti i formati e gli edizioni si raggiunge questa pagina che mostra sulla sinistra le varie traduzioni --Postcrosser (msg) 11:14, 14 lug 2020 (CEST)

Cosa sarebbe successo?Modifica

Cosa sarebbe successo se le aree dove vi è l'acqua del Mare fossero state circondate dalla terra e le aree circondate dal Mare dalla terra? Come cambierebbe la nostra vita? (Con "Mare" intendo acqua.)--185.105.130.118 (msg) 22:52, 12 lug 2020 (CEST)

Supercazzola--79.16.133.80 (msg) 08:42, 13 lug 2020 (CEST)
Il quesito è intrigante. Dato che la superficie terrestre coperta per il 70% dalle acque, significherebbe uno scenario con il solo 30%. A naso, sarebbe poco per consentire un ciclo dell'acqua stabile e mancando l'effetto serra del vapore acqueo, la Terra congelerebbe. Nella migliore delle ipotesi le uniche forme di vita sarebbero degli estremofili.
Ma potrei anche sbagliarmi. --Captivo (msg) 00:50, 14 lug 2020 (CEST)
Proponila a Randall Munroe per la prossima edizione di WHAT IF, se non c'è già :) --95.249.248.3 (msg) 09:06, 14 lug 2020 (CEST)
Per come capisco io la domanda, sarebbe esattamente uguale perché è già così. Le aree dove c'è il mare sono già "circondate" dalla terra, e le aree dove c'è la terra sono già circondate dal mare. A meno che l'anonimo non intendesse questo. --Syrio posso aiutare? 11:19, 14 lug 2020 (CEST)

Differenze tra aggiorna e risolveModifica

cb La discussione proviene dalla pagina Aiuto:Sportello informazioni.
– Il cambusiere ValeJappo【〒】 20:28, 14 lug 2020 (CEST)

Qui è pubblicato il changelog di Windows 19041.388. Il changelog contiene le frasi “aggiorna un problema” (?) e subito dopo “risolve un problema”. A mio parere dire che un fix aggiorna un problema non è sensato, come dire che il problema rimane. Perché si usa dire così? --151.49.47.184 (msg) 20:21, 14 lug 2020 (CEST)

Si, si, magari fa il paio con questa :p : whats-the-difference-between-a-software-upgrade-and-a-software-update/--78.12.42.46 (msg) 20:47, 14 lug 2020 (CEST)