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William Howard Taft

27º presidente degli Stati Uniti d'America
William Howard Taft
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27º Presidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 4 marzo 1909 –
4 marzo 1913
Predecessore Theodore Roosevelt
Successore Woodrow Wilson

10º Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti
Durata mandato 30 giugno 1921 –
febbraio 1930
Predecessore Edward D. White
Successore Charles E. Hughes

Governatore generale delle Filippine
Durata mandato 29 settembre 1901 –
30 giugno 1903
Predecessore Arthur MacArthur Junior
Successore Luke Edward Wright

Governatore Provvisorio di Cuba
Durata mandato 29 settembre 1901 –
13 ottobre 1906
Predecessore Tomás Estrada Palma come Presidente
Successore Charles Magoon

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica Conservatore moderato
Firma Firma di William Howard Taft

William Howard Taft (Cincinnati, 15 settembre 1857Washington, 8 marzo 1930) è stato un politico statunitense. È stato il 27º presidente degli Stati Uniti d'America.

Indice

BiografiaModifica

Carriera forenseModifica

 
William Howard Taft, 27simo Presidente degli Stati Uniti d'America ritratto da Joaquín Sorolla nel 1909.

William Howard Taft nacque a Cincinnati, in Ohio, il 15 settembre 1857 da una famiglia molto conosciuta: infatti suo padre, Alphonso Taft, era stato Ministro della Giustizia sotto l'Amministrazione Grant e aveva anche svolto incarichi diplomatici a Vienna e a San Pietroburgo, mentre sua madre, Louise Taft, era la sua seconda moglie.

Da giovane Taft studiò diritto al Cincinnati College, laureandosi e ottenendo l'abilitazione all'esercizio dell'attività forense nel 1880. Due anni dopo, il giovane avvocato fu nominato internal revenue, ossia ricevitore dei proventi interni per il primo distretto dell'Ohio; tornato semplice avvocato, Taft venne nominato giudice della Corte suprema del suo Stato, mentre, nel 1890, il presidente Benjamin Harrison lo creò avvocato generale all'interno del gabinetto federale, segnalandosi favorevolmente. Nel 1892 divenne giudice federale: in questa veste mostrò un notevole coraggio emettendo sentenze sfavorevoli alle organizzazioni sindacali e vantaggiose invece per i "crumiri".

Incarichi politiciModifica

Nel 1900 Taft, che all'epoca egli faceva parte del Dipartimento Giuridico dell'Università di Cincinnati, ebbe dal Presidente McKinley l'incarico di governatore civile delle Filippine in previsione della guerra contro la Spagna. Ottenuto il governo effettivo dell'arcipelago filippino il 4 luglio 1901, il nuovo governatore americano svolse il suo incarico in maniera efficiente in tutti i campi, rifondando l'assetto civile dell'ex-colonia spagnola, oramai sotto controllo statunitense, e risolvendo anche la difficile questione delle proprietà ecclesiastiche, conducendo con notevole abilità diplomatica le trattative con i cattolici e la Santa Sede, fatto per cui compì un viaggio diplomatico a Roma nell'estate del 1902, incontrando in Vaticano il pontefice Leone XIII per dirimere la questione filippina.

Nel 1904 il presidente Theodore Roosevelt, successore di McKinley, con il quale in quegli anni ebbe un eccellente rapporto, gli diede l'incarico di Segretario alla Guerra. Sotto l'Amministrazione Roosevelt Taft venne inoltre nominato per un breve periodo (28 settembre-13 ottobre 1906) Governatore Provvisorio di Cuba: inizialmente era stato inviato nell'isola per sedare il contrasto tra il presidente cubano Tomás Estrada Palma e i suoi oppositori politici, che lo avevano accusato di brogli elettorali per la sua rielezione, ma quando Palma rifiutò di intavolare trattative se i suoi avversari non avessero prima deposto le armi, allora, dietro direttive del governo federale e con l'appoggio di 200 marines appena sbarcati, instaurò un governo provvisorio di cui lui stesso fu a capo. Poco tempo dopo, nel 1907, gli venne affidata la direzione dei lavori del Canale di Panama, interrotti qualche tempo prima, dove dimostrò nuovamente una certa perizia.

Roosevelt ammirava molto il professore dell'Ohio e aveva in lui fiducia totale, tanto che, al termine del suo mandato, si era formato la convinzione che egli sarebbe stato il suo miglior successore, finendo per rifiutare tutte le proposte per una terza candidatura (governare per più di due mandati era eventualità plausibile ma mai attuata da nessun presidente fino ad allora, per una legge non scritta stabilita da Washington). Questo spianò di fatto la strada a Taft, che vinse nettamente le elezioni presidenziali del 1908, superando il candidato del Partito Democratico, William Jennings Bryan, che ebbe 162 voti dei Grandi Elettori, contro i 321 di Taft.

La presidenzaModifica

Taft diede inizio al suo mandato presidenziale il 4 marzo 1909: nel suo discorso inaugurale il nuovo presidente annunciò di voler continuare le politiche di Roosevelt. Secondo alcuni storici egli tradì il programma del suo grande predecessore, ma ciò non è del tutto vero. In realtà Taft fu un buon amministratore ma commise gravi errori in politica estera, specie in America Latina, ove sostenne indiscriminatamente tutti quei governi che potevano essere utili all'economia degli Stati Uniti con la cosiddetta Diplomazia del Dollaro.

Ciò lo portò ad appoggiare amministrazioni poco democratiche o palesemente dittatoriali, alienandosi così le simpatie di gran parte dell'opinione pubblica. Inoltre, verso la fine del suo mandato, gli esponenti più conservatori del Partito Repubblicano riuscirono a prendere il sopravvento sul debole carattere di Taft, creando disagio all'interno del Partito. I rapporti con Roosevelt si deteriorarono quasi subito, quando il presidente americano silurò il chief forester (capo forestale), Gifford Pinchot, che aveva accusato il Segretario agli Interni di essere contrario alla politica di conservazione dei boschi, perseguita da Roosevelt. Tuttavia, fu la sostituzione di James Garfield come responsabile per l'Amministrazione degli Affari Interni che provocò la definitiva rottura fra Taft e il suo predecessore.

Alla scadenza del mandato di Taft, Roosevelt decise dunque di riproporre la propria candidatura, proponendo una nuova formazione politica, il Partito Progressista. Questo voltafaccia politico provocò la definitiva caduta di Taft, che alle presidenziali del 1912 si piazzò addirittura terzo (8 voti dei Grandi Elettori), dietro il democratico Woodrow Wilson (eletto presidente con 435 voti), e lo stesso Roosevelt, che raccolse 88 voti.

Ultimi anniModifica

Nel marzo del 1913, scaduto il suo mandato, William Howard Taft si trasferì a Yale, dove riprese la sua vecchia professione di docente di legge. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, l'ex-presidente, a differenza del suo partito, si dimostrò favorevole al sostegno della Società delle Nazioni, propugnata da Wilson, mentre fin dal 1919 avversò tenacemente il proibizionismo, ossia il divieto costituzionale di consumo e di vendita di alcolici, intuendone i rischi e la pericolosità sociale futuri.

Taft rimase a Yale fino al 1921, quando fu nominato dal successore di Wilson, il presidente Harding, Presidente della Corte Suprema (Chief Justice of the United States), carica alla quale aveva aspirato sin dalla giovinezza: fu l'unico Presidente degli Stati Uniti ad averla ricoperta.

Si dimise da questo prestigioso incarico nel 1930 per motivi di salute, morendo infine l'8 marzo dello stesso anno, a 72 anni, per complicanze legate ad una cardiopatia che lo affliggeva da tempo. Taft venne sepolto presso l'Arlington National Cemetery, in Virginia.

Vita privataModifica

William Howard Taft si sposò il 19 giugno 1886 con Helen Taft, detta Nellie, figlia del giudice John Williamson Herron e di Harriet Collins, che vantava anche dei parenti in politica: infatti sia il nonno materno, Ela Collins, che lo zio materno, William Collins, erano membri del Congresso degli Stati Uniti. I due si erano incontrati già nel 1879, ma cominciarono a frequentarsi solo tre anni dopo. Dalla coppia nacquero tre figli: Robert Alphonso Taft (che seguì le orme politiche del padre), Helen Taft Menning e Charles Phelps Taft II. Durante la presidenza del marito, Helen fu colpita da un ictus che compromise la sua capacità di parlare e dal quale non si riprese mai del tutto, sebbene riuscisse a mantenere una certa vita sociale. Fu la prima First lady degli Stati Uniti d'America a pubblicare le proprie memorie e alla sua morte, fu sepolta accanto la tomba di Taft nel Cimitero nazionale di Arlington: un privilegio raro, che la accomuna a Jacqueline Kennedy Onassis.

CuriositàModifica

  • Taft è stato il presidente statunitense più pesante,[1] avendo raggiunto i 175 kg di peso. Tale sovrappeso fu causa, durante il suo mandato presidenziale, di un disturbo noto come apnea ostruttiva notturna, a causa del quale cadeva spesso improvvisamente addormentato anche durante pubbliche cerimonie, con conseguente grande imbarazzo del suo seguito. Si racconta che, quando faceva il bagno alla Casa Bianca, ci volessero ben sei persone per aiutarlo ad uscire dalla vasca.
  • A dispetto del suo peso, Taft amava molto gli sport; fu tra l'altro il primo Presidente degli Stati Uniti a praticare il golf, facendo così conoscere questo sport al grande pubblico.[2]
  • Taft fu anche il primo Presidente statunitense ad aprire con un suo lancio la Major League Baseball, il massimo campionato nordamericano di baseball, inaugurando una consuetudine che sarebbe stata portata avanti dai suoi successori.[3]
  • Taft fu uno dei presidenti degli Stati Uniti membri della Massoneria.[4], essendo stato "iniziato a vista" dal Gran Maestro[5].
  • Taft fu il primo presidente statunitense a convocare conferenze stampa bisettimanali per poi abolirle a causa dei continui scontri con i giornalisti.

Taft sullo schermoModifica

Taft appare in una ventina di documentari e cinegiornali girati tra il 1904 e il 1913 e in una decina di filmati - documentari, serie tv, video - tra il 1933 e il 2005.

FilmografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ Le malattie segrete dei presidenti americani, ilpost.it, 16 settembre 2016. URL consultato il 17 settembre 2016.
  2. ^ (EN) Who was the first golfing President?, su thegolfballfactory.com. URL consultato il 7 gennaio 2018.
  3. ^ (EN) Jeff Wallner, President Bush tosses Opening pitch, su Chicago.Cubs.MLB.com, 3 aprile 2006. URL consultato il 7 gennaio 2018.
  4. ^ (FR) Les présidents des Etats-Unis francs-maçons, in: Giacometti-Ravenne, Le symbole retrouvé, Parigi, 2011, p. 301.
  5. ^ Ricevette cioè tutti e tre i gradi in una volta sola con una cerimonia breve e semplificata.

BibliografiaModifica

  • Gustavo A. Mellander, The United States in Panamanian Politics: The Intriguing Formative Years, Danville, Ill.: Interstate Publishers, 1971, OCLC 138568
  • Gustavo A. Mellander, Nelly Maldonado Mellander, Charles Edward Magoon, The Panama Years, Río Piedras, Puerto Rico, Editorial Plaza Mayor, 1999. ISBN 1-56328-155-4. OCLC 42970390.
  • GianPaolo Ferraioli, L'Italia e la "Dollar Diplomacy". Percezioni della politica estera americana durante la presidenza di William H. Taft (1909-1913), Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


Predecessore: Segretario alla Guerra degli Stati Uniti d'America Successore:  
Elihu Root 1º febbraio 1904 - 30 giugno 1908 Luke Edward Wright
Segretari alla Guerra degli Stati Uniti
B. Lincoln · Knox · Pickering · McHenry · Dexter · Dearborn · Eustis · Armstrong · Monroe · W. Crawford · Calhoun · Barbour · P. Porter · Eaton · Cass · Poinsett · Bell · Spencer · J. Porter · Wilkins · Marcy · G. Crawford · Conrad · J. Davis · Floyd · Holt · S. Cameron · Stanton · Schofield · Rawlins · Belknap · A. Taft · J. Cameron · McCrary · Ramsey · R. Lincoln · Endicott · Proctor · Elkins · Lamont · Alger · Root · W. Taft · Wright · Dickinson · Stimson · Garrison · Baker · Weeks · D. Davis · Good · Hurley · Dern · Woodring · Stimson · Patterson · Royall
Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti
John Jay (1789-1795) · John Rutledge (1795-1795) · Oliver Ellsworth (1795-1800) · John Marshall (1800-1835) · Roger Brooke Taney (1835-1864) · Salmon Portland Chase (1864-1873) · Morrison Remick Waite (1873-1888) · Melville Weston Fuller (1888-1910) · Edward Douglass White (1910-1921) · William Howard Taft (1921-1930) · Charles Evans Hughes (1930-1941) · Harlan Fiske Stone (1941-1946) · Frederick Moore Vinson (1946-1953) · Earl Warren (1953-1969) · Warren Earl Burger (1969-1986) · William Rehnquist (1986-2005) · John G. Roberts (2005-in carica)
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